13 giugno 2002

I Sogni di Kurosawa

di Cesare Piccitto

Titolo: “ Sogni ”
Regia: Akira Kurosawa
Anno: 1990 (Giappone)
Durata: min.120

Il film è diviso in otto capitoli-sogni, dove il protagonista ora adulto ora bambino vive al limite e oltre la realtà. Ottima la scelta della divisioni in capitoli, poiché imprime e aumenta la comprensione dei messaggi che il regista vuol trasmettere. Risalta lo stupendo uso e invenzione delle scenografie oltre che a sublimi scene oniriche.

Inevitabile restare impressionati dalla vivacità dei colori, e dal capitolo “Corvi” ambientato all’interno dei quadri di Van Gogh, protagonista dell’episodio. Guardando si dimentica di assistere ad un film sembra di osservare un bellissimo quadro (come armonia e vivacità dei colori) in accattivante movimento.

Oltre alla cura per la forma, il regista costruisce bene anche la sostanza del film affrontando con curati dialoghi tematiche etico-sociali da sempre attuali e importanti. Metaforicamente e non, nel capitolo “Pescheto” si riconosce un chiaro riferimento all’ecologia; nel capitolo “ Tunnel ” all’antimilitarismo; nel capitolo “ Fujiama in rosso” all’antinuclearismo ecc… Alcuni temi del film sono abilmente contornati da simbolismo, nel capitolo “Tunnel” il cane rabbioso e il colore azzurro dei visi e mani dei soldati caduti.

Kurosawa dimostra di sapersi confrontare perfettamente, con tematiche “occidentali” dal punto di vista di un orientale orgoglioso delle proprie origini. Il regista utilizza il sogno che è un insieme confuso e preciso di percezioni emerse dalla parte buona e sincera, dell’animo umano, e non dalla parte cattiva e ipocrita che è la realtà.

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