14 luglio 2002

Gli "Almamegretta" alle Ciminiere

di Cesare Piccitto

(Testo e foto di cesare piccitto) Voce: Raiss
Batteria: GennaroT.
Chitarra: Giovanni
Tastiera: Paolo
Basso: Tonino

Catania - All’interno della rassegna “Ciminiere sotto le stelle”, si è svolto domenica sette luglio il concerto degli: “Almamegretta” formazione napoletana con forti contaminazioni folk e reggae. Apertura con solo campionature e assolo di chitarra. Dopo l’entrata di Raiss leader naturale della band e inevitabilmente anche della serata. Il loro sound si è evoluto verso sonorità ancora più etniche e reggae mescolate perfettamente con suoni elettronici. Presi per mano da una voce ora dolce ora rabbiosa, si è trasportati verso ritmi e atmosfere che solo ottime band riescono a ricreare.

Ovviamente molto spazio alle ultime canzoni, ma non sono mancate le indimenticabili: Gramigna, Fatmah, Black athena, Nun te scurda’ ecc. Nessuno riesce più a star fermo al posto seduto assegnatogli sulle comode gradinate. Tutti si riversano sotto il palco, dove era negato avvicinarsi, scatenandosi non nel solito “pogo” ma in una sorta di danza indiana sotto le stelle, una danza liberatoria. Accompagnati dalla voce che a tratti imita Marley e i straordinari ritmi si dimentica di essere sotto il cielo catanese, ma sembra di essere in piena Africa o Giamaica, tanta è l’atmosfera che alcuni danzeranno a piedi nudi.

Dopo quasi due ore di questa tribale atmosfera testi impegnati e cori degli spettatori, il Raiss si congeda dal pubblico con personalissimi inchini. Nessuna parola rivolta al pubblico, non era necessaria, la musica ha veicolato perfettamente la voglia del pubblico di assorbire vibrazioni e il desiderio della band di diffonderne in quantità industriali.

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Palagonia: Il palio infinito…

di Cesare Piccitto

Nel paese di Palagonia, da cinque anni a questa parte, tutti gli anni si svolge il gran premio ippico di S. Febronia. In onore della santa patrona ogni anno (come già in altri paesi Avola, Rosolini, Noto, Floridia, Acate, Niscemi) si svolge la corsa dei cavalli nella via principale del paese della durata di tre giorni. Routine nelle manifestazioni di questo tipo: nessun controllo veterinario, presunta somministrazione di “bombe”, il doping dei cavalli!

Nessun controllo effettivo delle forze dell’ordine sullo svolgimento della gara, presunte scommesse clandestine e conseguente infiltrazione della criminalità organizzata. I cavalli corrono sull’asfalto provocandosi gravi lesioni alle caviglie, oltre a essere sottoposti ad altre torture per farli andare più veloci. Ci sono diversi reati che si configurano in tutti i pali simili che si svolgono in Sicilia, alcuni da cinquant’anni, stranamente però nessun magistrato o prefetto a intenzione di fermarli o riesce a farlo. Un timido tentativo c’è stato due anni fa quando un magistrato di Caltagirone ordinò il sequestro immediato del circuito palagonese impedendo il completo svolgimento del palio iniziato giorni prima. La segnalazione della LAV di Catania, che aveva dato l’imput al provvedimento, faceva presente anche altre realtà, ovviamente evidenziando in tutte il maltrattamento animale.

Negli anni successivi nessun altro prefetto o autorità preposta ha preso provvedimenti simili per impedire o vietare le corse dei cavalli, quindi tutto come e più di prima. Si legge in un comunicato LAV 2001 : “la gravità raggiunta da tale situazione deve far riflettere tutti ma in particolar modo gli organi preposti al rispetto della legalità nel nostro territorio, in primo luogo il Prefetto. Si chiede da tempo che tali reati siano perseguiti con severità e sia loro applicato oltre l’art.727 del Codice Penale contro maltrattamento di animali, il reato di associazione a delinquere avendo lo stesso tutti i requisiti previsti per l’applicazione di tale norma. Si chiede, inoltre, alla magistratura la confisca degli animali utilizzati per le corse così come prevede l’art.727 del C.P.”.
Il giro d’affari della zoomafia, secondo l’osservatorio nazionale zoomafia “Rapporto Zoomafia 2001” della LAV, si aggirerebbe intorno ai 5000 miliardi di lire l’anno: solo per l’aspetto corse clandestine e truffe nell’ippica l’ammontare supererebbe i 2000 miliardi di lire.

A parte i dati, l’amministrazione palagonese per far tacere questi "rompipalle" degli animalisti, e tenersi cara la visibilità-voti che la gara ippica porta, ha avuto la splendida idea di cospargere il percorso di terra... Nonostante l’espediente è poco utile, lo è ancor meno se la terra è posta non per tutto il percorso ma per due soli metri successivi le gabbie di partenza, e per di più in una strada in salita. Da notare ancora, che la gara si svolge nella principale strada cittadina che era l’unica in perfette condizioni di percorribilità. Infatti oltre a creare il caos nella viabilità nei giorni dello svolgimento, i disagi perdurano nel tempo dato che la strada è stata danneggiata in modo permanente.

Lungo i due lati sono stati creati tanti fori premurosamente foderati con ferro che servono a inserire le grate di ferro in occasione del palio. Dato il disaggio (pneumatici danneggiati, difficoltà per i pedoni più anziani e bambini, causa d’incidenti, restringimento delle carreggiate, ecc.) che dura per i cittadini sempre, non limitandosi alla durata della tre giorni ippica, il palio sembra che sia iniziato ma mai finito. Appunto un palio infinito.

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