6 febbraio 2003

Intervista agli Histeria

"La musica espressione della realtà, una valvola attraverso la quale catalizzare le proprie riflessioni su ciò che ci circonda."

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scheda:
Gli " HISTERIA " nascono nel 1998; i componenti:
Voce: Francesca Lombardo
Chitarra e voce: Salvo Favara
Tastiere: Rocco Sciacca
Basso: Carlo Ragusa
Batteria: Marco Barresi

1999 Debutto "Festa della musica" Scordia

2000 Vincono selezioni
"Rock Targato Italia"
Finali- area Sicilia

2000 Partecipazione "Sonica

2000" Misterbianco

2000 Partecipazione "Magma" Misterbianco

2001 Selezionati per le finali regionali "Arezzo Wave"

2001 Brani: "Acido" e "Paradosso" inseriti nella colonna sonora del documentario "Le ali spezzate"

2002 Selezionati per le
semifinali del "Premio città di Recanati"

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di Cesare Piccitto

Poco dopo il ritorno dalle selezioni "Premio città di Recanati" intervista a Carlo Ragusa (basso) e a Salvo Favara (chitarra e voce)

Perché "fare musica"; e non teatro o pittura o collezionismo o altro..?

Beh! Crediamo sia una scelta individuale… ti possiamo dire che noi non ne possiamo fare a meno; il che vuol dire picchettare con le dita dappertutto o non saper sopravvivere lontano dai nostri strumenti per più di un paio d'ore. Il bello della musica è proprio questo: che non ti lascia più, diventa parte di te; ed è per questo motivo che non la puoi vivere come un hobby ma come una vera e propria scelta di vita.

- Come definireste, e soprattutto se si può definire in un genere, la musica della formazione "Histeria"?

Direi pop-rock-elettronico, anche se con questa domanda ci metti molto in difficoltà.

- Si è evoluta la vostra musica dal 1998 ad oggi? In che direzione-genere?

Sicuramente si. principalmente perché è inevitabile cambiare maturando, sia grazie ad alcuni cambi all'interno della line-up del gruppo (basso e chitarra); che inevitabilmente ci ha portato ad un nuovo sound, aperto a nuove esperienze ed alla massima libertà di ricerca.

- Preferirete le registrazioni in sala prove o le esibizioni dal vivo? Perché di tale scelta?

Entrambe sono sullo stesso piano. La registrazione nasconde la bellezza della costruzione del brano, il lavoro è fatto solo per dare il massimo dello spessore musicale ai pezzi, che hai visto crescere. Magari esegui il brano in un certo modo ma lo cambi subito dopo, una continua ricerca-miglioramento insomma. L'esibizione dal vivo raccoglie tutte le sensazioni del vissuto, in quelle due ore devi condensare tutte le emozioni che stanno dietro a mesi interi di lavoro, ma soprattutto devi essere capace di stabilire un rapporto critico con il pubblico.

- Pensate che la musica debba essere una pura creazione intellettuale-artistica-eterea oppure debba agganciarsi ed esser eco della realtà?

La musica deve agganciarsi alla realtà perché vive in questa, all'interno della quale nascono e si sviluppano i sentimenti di chi ascolta. Inevitabile trovare nella musica una via di sfogo, una valvola attraverso la quale catalizzare le proprie riflessioni su ciò che accade e che ci circonda.

- Quale è stata l'ultima esibizione "importante" della band?

L'ultima esibizione è stata al "Festival di Recanati" importante vetrina per la musica d'autore sponsorizzata da Strema TV, Radiouno e Radiocorriere TV. Per ora siamo ancora nella fase iniziale del concorso, speriamo di farcela per arrivare alla finale, che si terrà a maggio. Comunque invitiamo te e tutti i lettori di GIRODIVITE a visitare il sito http://www.musicultura.it/ per saperne di più sulla manifestazione. Ho potuto ascoltare le vostre canzoni costatando una certa ricercatezza nel linguaggio e nei temi affrontati. Chi scrive i testi? I testi li scrivo io (Salvo il chitarrista) tutti gli altri si occupano degli arrangiamenti.

- Di che parlano "K" e "clima tropicale"?

"K" (sta per kamikaze) raccoglie il pensiero di un kamikaze e la realtà in cui vive; questo pezzo è stato scritto due settimane dopo l'attentato alle torri gemelle di New York. In sostanza la canzone rappresenta le riflessioni di Salvo sul terrorismo e le sue terribili conseguenze. "Clima tropicale" invece parla delle rivolte ed è dedicata al "Che", alla libertà contro l'oppressione.

- In quasi tutte le vostre canzoni c'è la seconda voce; come mai così onnipresente?

La seconda voce è come un paragrafo importante all'interno di un capitolo, è necessario per creare nuovi ritmi e melodie per rafforzare il messaggio: insomma un vero e proprio strumento degli Histeria.

- Progetti per il futuro? Soprattutto auguri per il vostro futuro artistico che sia sempre in continua ascesa…

Grazie. Innanzitutto incidere nuovi brani del nostro repertorio e fare tantissimi concerti; magari avere una collaborazione da parte di altri musicisti ci farebbe molto piacere. Poi chissà se son rose…

Per ascoltare le canzoni e richiedere i demo finora incisi scrivi a:mailto:edgeofsa@msn.com

2 febbraio 2003

Pace e tolleranza




C’erano 3.000.000 di persone in piazza per la pace, questo è un dato su cui riflettere seriamente.

di Cesare Piccitto

Il 15 febbraio si è svolta la giornata nazionale e internazionale per la pace e contro l’attacco preventivo degli USA all’Iraq, promosso dal Forum Sociale Europeo e Forum Sociale mondiale. A giudicare dal giorno dopo vedendo il coinvolgimento di milioni di uomini nel mondo (circa 110.000.000 di esseri umani) marciare per la stessa causa, si può ben dire che la storia dell’umanità intera è stata segnata da un evento senza precedenti, marce della pace ovunque piccoli e grossi centri urbani http://www.fermiamolaguerra.it/news/42nowar.htm in ogni angolo del globo. Inghilterra, Italia, Stati Uniti sono le nazioni su cui i media nazionali e non si sono maggiormente soffermati, per il numero di manifestanti e perché i rispettivi governi sono tra i promotori della “guerra preventiva” all’Iraq.
Roma: 3.000.000 di manifestanti, 452 sigle del mondo politico, cattolico e dell’associazionismo; per la questura erano solo 650.000, la manifestazione più partecipata del mondo, e della storia del pianeta.

Londra: Storica mobilitazione tra i 900.000 e 1.500.000 di partecipanti, non si vedeva nulla di simile dai tempi della Thacher.

New York: 200.000 persone hanno sfilato nonostante le forze dell’ordine hanno cercato di limitarne il numero, con l’assurdo motivo: “E’ autorizzato un corteo solamente di 100.000 persone…” quindi le persone in più sono state gentilmente invitate a tornarsene a casa, brandendo e usando il manganello.

Nonostante l’Italia abbia avuto il primato mondiale (una volta tanto non negativo) per numero di manifestanti puntuali sono arrivate le polemiche. Sorvolerei sulla mancata diretta della Rai, cosa alquanto stupida e immotivata, visto soprattutto il record d’ascolti del canale TV “La 7” che ha invece seguito l’evento ininterrottamente. Scelte degne di un CDA troppo politicizzato, più impegnato a negare e censurare piuttosto che occuparsi di far informazione e servizio pubblico. Per il resto tutti i canali TV governativi (Rai e Mediaset) e non (La 7) è stata protagonista la polemica da parte di chi dirigeva la diretta e di chi la commentava. La “Repubblica delle banane”, “l’Italietta” è emersa in tutto il suo splendore. Nessuno o pochi hanno evidenziato e riflettuto sull’enormità della popolazione che è scesa in piazza, tutti erano concordi dal grande intellettuale, al politico, all’uomo medio, a sottolineare la presenza di certe bandiere o di certi slogan. Tutti a storcere il naso e schifarsi per la presenza della bandiera del “Che”; a inorridire per l’assenza della bandiera dell’ONU o per la presenza di striscioni antiamericani. FINIAMOLA UNA BUONA E SACROSANTA VOLTA!!! Guardiamo al fatto essenziale, c’erano 3.000.000 di persone in piazza per la pace, questo è il dato su cui riflettere seriamente. Che cosa vogliono dire invece discorsi del tipo: ”Ci dovevano esser più striscioni contro Saddam!” oppure “Non c’entra la bandiera del Che” o ancora “Si doveva marciare con queste bandire… con questi striscioni…” BASTA!!! Discussioni assolutamente ipocrite e inutili. Smettiamolo con la storia del corteo apolitico apartitico, sono dei falsi argomenti, l’uomo è un “animale sociale” ed in ogni sua scelta manifesta la propria volontà politica, manifestare o non manifestare è già politica (no partitismo). Ognuno si esprime come meglio crede, nessuno può sindacare sulle scelte individuali per annullare le motivazioni in se di una marcia collettiva.

Si può sventolare una bandiera o l'altra, oppure marciare nudi, ognuno manifesta come vuole, e non merita critiche mirate solo ed esclusivamente ad annientare dialetticamente un intero corteo. Se poi proprio vogliamo fare la polemica puerile, sulle bandiere o sul politico o non politico, mi chiedo e vi chiedo, perché da trenta quarant’anni a questa parte, dall’inizio delle marce per la pace e del movimento pacifista, ovunque nel mondo non si sono mai viste bandiere di destra? Perché se è vero come è vero, che molta parte della destra italiana non vuole questa e le altre guerre, non è mai scesa in piazza? Perchè non ha mai promosso manifestazioni se non voleva mescolarsi a “cortei politicizzati”?

Invito a riflettere sul comportamento della destra e del centro destra, dato che da questo schieramento politico sono arrivate le più insulse e numerose critiche alla marcia per la pace. Per un falso e pretestuoso sillogismo dovrei pensare che tutte le persone di destra sono guerrafondaie e tutte le persone di sinistra sono pacifiste… non lo penso affatto. La manifestazione di piazza è l’ultimo esempio di pluralismo tangibile e antico dove prendono forme le opinioni individuali, in un’epoca d’omologazione delle idee scelte e consumi è l’unico spazio libero e aperto a tutti. Ognuno sceglie se e come scendere in piazza, esponendo sopra la sua testa la bandiera o qualsiasi cosa che maggiormente lo identifica. Riflettiamo sulla voglia mondiale di pace, ma soprattutto non dimentichiamoci mai della tolleranza, rispettiamo le diversità anche nel manifestare.