3 gennaio 2004

Truffa dietro "le quinte" del Notre dame de Paris

di Cesare Piccitto

Vivere lontano dalla famiglia, ancor più se si decide di vivere e studiare fuori sede, costa parecchio. Lo sanno bene i tanti universitari che vivono a Catania come in qualsiasi altra grande città. Per sbarcare il lunario cercano e sono disposti ad accettare ogni tipo di lavoro il più delle volte in nero e sottopagato, che permetta loro di non gravare sul bilancio familiare. Spinti da questo senso di responsabilità sessanta giovani siciliani hanno lavorato all'allestimento del musical Notre dame de Paris.

Cercavano di non esser nuovamente sfruttati e di lavorare senza alcuna garanzia, accettano un lavoro che a prima vista sembra regolare, seppur temporaneo, presso una grossa casa di produzione artistica affiancata da un ancor più affidabile società la "Promoteam" di Brescia, che gli avrebbe permesso almeno di non lavorare in nero Purtroppo è andata peggio. Intervistandone alcuni dichiarano: Aabbiamo lavorato dal quattordici al diciannove dicembre in media dieci ore al giorno a Nesima, con promessa di contratto e di quaranta euro al giorno entro la fine della programmazione. Il signor M., che ha assunto i ragazzi, registra regolarmente lavoro svolto da ognuno, i nominativi, recapiti tutto in modo preciso ed informale. La tappa siciliana del musical giunge alla fine, ma di contratto e di soldi non se ne vede neanche l'ombra.

I ragazzi diventano ovviamente più insistenti, e il signor M. garantisce loro, avendo finite le scuse, che regolerà tutto via fax e per le paghe tramite conto corrente postale risultato in seguito inesistente. La presunta fregatura ora diviene certezza, confermata anche dalla sparizione nel nulla del signor M.. Contattata telefonicamente la società di promozione alla richiesta di spiegazione si sentono rispondere abbiamo già pagato il signor M. e giratogli i soldi delle vostre paghe i ragazzi ribadiscono di non aver ricevuto nulla, qualche telefonata dopo la società ammetterà candidamente neanche noi riusciamo più a trovare il signor M..
Misteriosamente un dipendente che ha un rapporto di lavoro continuativo e di fiducia con la società Promoteam diventa improvvisamente introvabile Riassumendo: la Promoteam dichiara di aver consegnato le paghe al signor M. e che questi doveva consegnarle ai ragazzi; circa duecentoquaranta euro a testa che moltiplicato il numero degli operai raggiunge la ragguardevole somma di quattordicimilaquattrocento euro. Stanchi delle scuse della società, indignati per la truffa ordita dal signor M. poco prima di Natale sporgono denuncia presso l'ispettorato del lavoro di Catania; speranzosi di poter ottenere quanto gli spetta di diritto.

Al di là della responsabilità personale del signor M. o della società Promoteam, evidenziamo la leggerezza con cui si assume, le condizioni di lavoro non regolare che si perpetuano e la totale non curanza di qualsiasi sicurezza sul lavoro. Queste e altre vicende, il più delle volte rimangono totalmente sconosciute all'opinione pubblica, nonostante siano in continuo aumento, tutti ce ne accorgiamo solo quando ci scappa il morto.