3 settembre 2004

Continuano senza esito le ricerche della piccola Denise; creato anche un sito web

di Cesare Piccitto

MAZZARA DEL VALLO. Sulla sorte della piccola Denise nessuna notizia. Seconda notte d'angoscia per i familiari della bambina di quattro anni scomparsa mercoled? a mezzogiorno, mentre si trovava davanti l'uscio di casa della nonna a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Sembra incredibile che non ci siano testimoni, come se la bimba si fosse allontanata con qualcuno che conosceva.

I genitori, che stanotte sono stati ascoltati di nuovo dai magistrati, hanno anche pubblicato un sito web. L'ipotesi maggiormente seguita dagli inquirenti ? di sequestro di persona. Non a scopo estorsivo, viste le condizioni della famiglia.

Pina Maggio e suo marito Toni Pipitone sono stati ascoltati nuovamente su alcuni punti che avevano riferito la sera del sequestro al pm Luigi Boccia. La coppia ha lasciato definitivamente gli uffici dei militari dopo le due di notte. A risentire i due coniugi ? stato anche il procuratore di Marsala, Antonio Silvio Sciuto, che ieri ? rientrato dalle vacanze per seguire da vicino questa vicenda. Le forze dell'ordine hanno controllato in questi tre giorni tutto il territorio della zona, ma le ricerche non hanno dato fino adesso esito positivo.

Da ieri sono presenti a Mazara anche uomini dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia, che da Roma ha inviato sul posto alcuni investigatori. Poi c'? l'idea dei genitori: il sito internet realizzato da Piera Maggio con l'aiuto dei colleghi di un corso per operatori windows.

Il sito, www.cerchiamodenise.org, che apre su una pagina web con una grande foto della bambina, fornisce notizie utili per l'identificazione e il suo riconoscimento in qualunque parte d'Italia. E Telefono Azzurro ha attivato una linea: chi vuole comunicare informazioni e elementi utili pu? chiamare da tutta la Sicilia il numero 114 di Emergenza infanzia.

2 settembre 2004

"Conto aperto" con la storia

di Cesare Piccitto

Roma intitolera' una via ai fratelli Mattei, ''vittime di uno dei piu' orribili atti di violenza politica che abbiano funestato la nostra citta' e il Paese''. E' quanto dichiara il sindaco Walter Veltroni. ''Stefano, di soli otto anni, e Virgilio, ventiduenne, - spiega Veltroni - il 16 aprile del 1973 trovarono una morte orribile nel rogo della loro casa di Primavalle cui gli assassini avevano dato fuoco per 'punire' la famiglia Mattei della sua militanza nel Movimento Sociale.

Fu un gesto orribile e ceco, frutto del clima di violenza ideologica che nutriva in quegli anni le piu' dure manifestazioni del terrorismo, di destra e di sinistra, e che provoco', a Roma e in altre citta', una impressionante catena di omicidi, di aggressioni, di intimidazioni''. ''Quello dei fratelli Mattei - aggiunge Veltroni - fu un delitto che, nella pieta' per quei due poveri ragazzi e nel rifiuto della cieca intolleranza che costo' loro la vita, e' ancor oggi presente nella memoria della citta'. Nello stesso modo in cui e' vivo il ricordo di Walter Rossi, il ragazzo ucciso nel '77 per la sua militanza politica a sinistra, al quale e' gia' dedicata una piazza a Monte Mario (che qualche tempo fa inaugurai nella sua nuova sistemazione), di Ivo Zini, il ventiquattrenne ucciso dai Nar all'Alberone perche' leggeva 'l'Unita'', per il quale proporro' alla Commissione Toponomastica l'individuazione di una strada da intitolargli, di tanti e tanti altri''.

''La nostra intenzione - prosegue il sindaco di Roma - e' chiara: attraverso l'atto della intitolazione, che fissa per cosi' dire il ricordo della coscienza pubblica, vogliamo mandare un messaggio di condanna di ogni forma di violenza politica, di ripudio di ogni forma di intolleranza. Nonostante gli avvenimenti internazionali che fanno pesare la minaccia di un terrorismo sempre piu' spietato sulle comunita' e su intere nazioni, nonostante il sangue, la disperazione di popoli interi che fuggono dalla morte e dalla fame, nonostante i rumori delle guerre, Roma e', per nostra fortuna, una citta' serena, che non si e' fatta vincere dalla paura. Il dolore lo porta nella sua memoria. Memoria la cui condivisione e' il rifiuto della logica della violenza, del terrorismo, della morte''.

L'Immediato no della famiglia che denuncier? il primo cittadino ''Ho avuto mandato dalla famiglia Mattei di oppormi alla titolazione di una strada ai fratelli Stefano e Virgilio''. Lo ha detto l' avvocato Luciano Randazzo il quale, al riguardo, ha annunciato che domani inoltrera' ''un atto di diffida al sindaco Walter Veltroni di spendere a qualsiasi titolo il nome dei fratelli Mattei''. Il motivo dell' opposizione - ha detto il legale - sta nella mancata presa di posizione del sindaco di Roma quando e' tornata d' attualita' la vicenda di Achille Lollo, uno dei tre estremisti di sinistra (gli altri due sono Marino Clivo e Manlio Grillo, entrambi latitanti) condannati a 18 anni di reclusione per il rogo di Primavalle. ''Quello di Veltroni - ha concluso Randazzo - e' un gesto che arriva troppo tardi e, comunque, la famiglia Mattei avrebbe gradito un suo intervento nei mesi scorsi quando la procura generale inoltro' la richiesta di estradizione di Achille Lollo alle autorita' brasiliane''.

Nei mesi scorsi l' avvocato Randazzo presento' una denuncia alla Procura sul caso di Achille Lollo il cui nominativo compariva nella lista degli elettori dei Comites, gli organi rappresentativi delle comunita' italiane eletti direttamente dagli italiani residenti all' estero. Il procedimento e' affidato al pubblico ministero Maria Monteleone ed e', per il momento, registrato come ''atti relativi a'', ossia privo di ipotesi di reato. Nella denuncia si chiede di fare luce sulle complicita' di cui avrebbe beneficiato Lollo per la sua fuga all' estero (e' in Brasile da oltre 20 anni) ''avvenuta - e' detto nell' atto depositato in procura - al momento della lettura della sentenza'' con cui fu condannato per l' omicidio dei fratelli Mattei avvenuto nel 1973.