15 settembre 2004

Palagonia: Incidente sul lavoro muore operaio

di Cesare Piccitto
(Notizia del 20/07/04)

PALAGONIA. Si è spento ieri notte, dopo tre giorni di coma nel reparto di terapia intesiva dell'ospedale Cannizzaro di Catania, Nicola Lagona quarantaseienne operaio specializzato di Palagonia dipendente della societ? elettrica ENEL. L'operaio giovedi 15 luglio alle ore 12.15 fu vittima di un grave incidente sul lavoro, nella zona in cui stava lavorando in contrada "Parraredda" del territorio di Scordia.

Quest'ultimo insieme ai colleghi, mentre effettuava operazioni di manutenzione, ? stato colpito da una violenta scossa elettrica che lo faceva rovinosamente precipitare al suolo da una scala appoggiata su un palo dell'alta tensione, circa tre metri d'altezza, battendo violentemente il capo sul marciapiede. Trasportato immediatamente in elicottero all'ospedale Cannizzaro di Catania ? stato ricoverato, in gravi condizioni dovute alle lesioni interne, con prognosi riservata. Con il passare delle ore le condizioni sono peggiorate cancellando le, seppur lievi, speranze di miglioramento. Il Lagona non ha pi? ripreso i sensi da dopo l'incidente, passando dal coma irreversibile al decesso causato da un arresto cardiocircolatorio. La salma verr? consegnata oggi in mattinata alla famiglia, dopo l'ispezione cadaverica del medico legale, le esequie si svolgeranno probabilmente nel pomeriggio di mercoled? 21 luglio presso la chiesa "Santissimo Sacramento della madonna di Trapani" di Palagonia.

Nicola Lagona sposato, dopo venti anni di servizio presso la societ? elettrica, lascia la moglie e i due figli di 17 e 14 anni. Restano da chiarire la dinamica e le circostanze dell'incidente mortale, su cui sta indagando la procura di Caltagirone. Tutti i colleghi e la dirigenza locale dell'ENEL si stringono attorno allo straziante dolore della moglie e dei familiari, manifestando profonda stima per l'umanit? e professionalit? del loro sfortunato collega.

13 settembre 2004

Siracusa:"Vince la mafia ma non la burocrazia..."

Ha resistito a due incendi del racket perchè non voleva pagare il pizzo, ora rischia di dover cedere allo sfratto del padrone di casa perchè non ha il denaro per saldare un anno di affitto arretrato

di Cesare Piccitto


SIRACUSA - Ventimila euro in tutto, nulla se lo stato gli rimborsasse i 200 mila che gli deve. E' l'incredibile storia di Bruno Piazzese, un "esercente coraggioso" di Siracusa che ha ricostruito due volte il locale, dopo altrettanti attentati, con i soldi dello stato. Nonostante tutto confida ancora nella macchina statale, sperando che gli restituiscano la cospicua somma. Piazzese, titolare del ristorante-pub pizzeria "UlYsses Irish Pub" sul lungomare di Siracusa, non è il tipo che si arrende.

Dopo il primo incendio ha denunciato e fatto arrestare gli estorsori e, dopo la loro condanna ha subito un secondo attentato. Vive da due anni sotto scorta, 24 ore su 24, e coordina dodici associazioni antiracket del siracusano. la prima richiesta estorsiva è avvenuta in modo "soft" nel 2000 vennero ad imporgli d'installare dei video poker. Non li faceva funzionare e se li portarono via, chiedendogli in cambio un pizzo di tre milioni di lire al mese. Il Piazzese non paga e denuncia subito alla polizia che nel febbraio 2002 arresta sei persone dei clan pi? noti in citt?. Arriva la vendetta, un mese dopo un incendio doloso distrugge completamente il locale. Con i soldi dello stato, appositamente stanziati per chi si oppone alla prepotenza mafiosa (legge 44/99), e nel dicembre 2002 riapre l'attivit?. Passano nove mesi, giusto il tempo di riavviare l'attivit? e far tornare i clienti timorosi, ed nell'agosto 2003 un nuovo incendio riduce in cenere tutto il restaurato locale.

Fa nuovamente ricorso ai fondi antiracket dello stato (ottenendo € 150.000) ricostruisce e nel giugno 2004 inaugura x la terza volta. Il locale adesso va bene, ma ha dei gravi problemi economici dato che lo stato deve ancora rimborsargli 200 mila euro. Lo stato è riuscito a fare tanto ma i tempi burocratici potrebbero stroncare l'importante lotta del coraggioso commerciante.