9 gennaio 2005

Galeotto l'sms Il giudice Fucci nella bufera


«Ricompriamo il cavalletto a Dal Bosco». Il segretario della Associazione magistrati riceve il messaggino e lo gira. Una soffiata fa insorgere la destra: dimissioni, intervenga Ciampi

di GIOVANNA PAJETTA

Persino Sandro Bondi, a metà pomeriggio, era stato colto dal dubbio e aveva dichiarato «Non si sa se ridere o se piangere». Ma è stato solo un attimo di sbandamento. Poi, come l'intero centrodestra, anche il portavoce di Forza Italia è partito lancia in resta per la guerra degli sms. C'è chi chiede l'intervento di Carlo Azeglio Ciampi, chi invoca le sezioni disciplinari del Csm, chi propone la radiazione e chi addirittura chiede che Carlo Fucci si suicidi in pubblico. Perché se il reato è ancora ignoto, il colpevole è lui, il segretario dell'Associazione nazionale dei magistrati che la notte di Capodanno avrebbe non solo letto con una risata, ma addirittura ritrasmesso l'ironico messaggino che invitava a versare 10 centesimi per ricomprare il treppiede a Roberto Dal Bosco.

E chissà che cosa sarebbe capitato se avesse fatto lo stesso con l'altro messaggino cult della nottata, quello che recitava in napoletano «O' muratore mantovano/che il treppiede lanci con la mano/la prossima volta lancia un pezzo di muro/accussì jammo cchiù sicuro». Ma per l'appunto non è il caso di scherzare, visto che in serata interviene direttamente il ministro della Giustizia. Castelli non annuncia, almeno per ora, azioni disciplinari, ma nemmeno le esclude. «Al di là delle azioni costituzionalmente a me riservate - dichiara infatti pomposo - resta lo sconcerto nell'apprendere che esistono magistrati, che peraltro rivestono incarichi di rilievo, che non riescono a discernere in quali casi e in quali modi è lecito scherzare». Fare battute va bene, insomma, basta che non si tocchi Silvio Berlusconi.

La verità è che i corifei berlusconiani hanno apprezzato poco e nulla l'idea del loro premier di perdonare il gesto inconsulto di Dal Bosco. Così quando il deputato di An Sergio Cola rivela il fattaccio scoppia la sarabanda. Leghisti, forzisti e nazional alleati fanno a gara a chi la spara più grossa. Calderoli sentenzia che «se i fatti fossero veri, ci troveremmo di fronte all'anarchia e ai deliri di onnipotenza che rendono questi signori incompatibili con la vita democratica del paese». La sottosegretaria alla Giustizia Santelli chiede al procuratore generale della Cassazione di «avviare prontamente l'azione disciplinare», ma per la deputata leghista Lussana sarebbe ancora troppo poco, visto che a suo parere Fucci dovrebbe «dimettersi da segretario dell'Anm e cambiare paese». La più bella però è sicuramente quella di Giuseppe Gargani, responsabile giustizia di Forza Italia che sentenzia che «chi l'ha fatto dovrebbe suicidarsi da solo».

La marea monta così velocemente che chiunque abbia la testa sulle spalle rimane spiazzato. Antonio Di Pietro si ritrova solo soletto quando sottolinea una sacrosanta banalità, ovvero che «sindacare le conversazioni private, e tali sono anche i magistrati, è una violazione della privacy e un'altra prova di regime». Mentre Francesco Menditto, il consigliere togato del Csm che ammette, in diretta da Radio popolare, di aver ricevuto e trasmesso il messaggino fatale, già teme che qualcuno se la prenda anche con lui. Più spiritoso, il diessino Kessler conia il titolo della inesauribile telenovela del treppiede: «Il muratore, il poeta e il magistrato». Ma se davvero viviamo, come sostiene il cossuttiano Rizzo, in una sorta di «maccartismo all'amatriciana» è inutile metterla sul ridere, e il primo a saperlo è proprio Carlo Fucci.

Già un anno fa, al congresso dell'associazione, il segretario dell'Anm era finito nei guai per aver ventilato una «deriva fascista» nelle pieghe della riforma Castelli. Così questa volta dirama una nota ufficiale. Sottolineando innanzitutto, come farà poi il suo presidente, Bruti Liberati, di aver «pubblicamente condannato l'aggressione al presidente del consiglio con comunicato ansa del 2 gennaio». Poi Fucci ammette di aver «ricevuto sulla mia utenza privata, come mille altri, non richiesto, il messaggio in argomento». Basterà? Ovviamente no. «Quel che Fucci non dice - punta subito il dito il forzista Cicchitto - è che l'sms gli era talmente piaciuto da inoltrarlo ad altri colleghi, come conferma il dottor Cioffi del tribunale di Napoli». L'uomo che, a quanto pare, ha soffiato la «notizia» al nazional alleato Cola.

Forse alla fine, come spera il mastelliano Fabris, a sedare la canea ci penserà Silvio Berlusconi. «A riderci sopra sarà proprio il presidente del consiglio, da uomo di spirito qual è» dice infatti il capogruppo dell'Udeur al senato. Ma se non andrà così, mettete mano subito al telefonino e cancellate quel «santo patrono dei muratori/vi farà perdere tutti gli elettori» o l'ancor più divertente «A San Silvestro un treppiede sulla nuca/per il 2005 tutto gli andrà buca» che avevate conservato con tanto amore.

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