15 maggio 2005

FORUM SOCIALE ANTIMAFIA - CINISI MAGGIO 2005 -

La seconda giornata del forum sociale antimafia di Cinisi si è arricchita di un dibattito pieno di e emozioni intense e di riflessioni sul ruolo delle donne nella storia del movimento antimafia

Si è partiti dai fasci siciliani passando per il ruolo delle donne protagoniste della occupazione delle terre nel dopoguerra poi dal maxiprocesso di Palermo per approdare ai giorni nostri.

La giornata è stata aperta con la presentazione del libro che Umberto Santino ha dedicato a Felicia (Ciao Felicia) . La presentazione cosi come per tutta la mattinata i temi trattati sono stati arricchiti con la lettura di vari brani.

Tra le altre cose è stato pubblicato interamente il testamento spirituale e culturale di Peppino
Diverse figure di donne dell'antimafia dell'impegno democratico in Italia erano presenti nella sala
del cinema di Cinisi dove si è svolta la manifestazione : Rita Borsellino, la vedova di Libero
Grassi, Simona Mafai, Heidi Giuliani, tra le altre.

Durante il susseguirsi degli interventi si è tracciata una linea rossa di nomi di donne più o meno
conosciute ( per quelle della storia passata : Maria Giudice, Maria Domino, o Anna Serio) che
hanno lasciato una loro specificità di lotta, delle idee e carattere nella storia del movimento
antimafia.

Dallo sciopero del “Corpus Domini“ portato avanti dalle donne dei fasci siciliani a fine ottocento
contro la chiesa siciliana del tempo che voleva fermare il nuovo movimento di lotta che stava
nascendo facendo leva sui pregiudizi e superstizioni con fare autoritario.

Le donne dei fasci siciliani , malgrado il loro analfabetismo, è stato sottolineato,erano dotate di
una grande capacità oratoria ed intuizione politica. Cosi come nel dopo guerra nel movimento di occupazione delle terre le donne hanno assunto un ruolo di primo piano che non era soltanto ideale e politico per l'importanza vitale che il feudo aveva per le masse contadine siciliane.

Ma anche organizzativo , dato che l'occupazione del feudo era anche una occasione di festa, una vera e propria scampagnata che poteva durare diverso tempo : spettava alle donne prendersi cura di tutto cio.

I diversi interventi hanno sottolineato la figura eccezionale di Felicia quello che lei ha
rappresentato nella loro vita , la sua fragilità apparente e la sua grande forza interiore.
Bello ed intenso l'intervento di Heidi Giuliani che afferma di non sentirsi molto diversa della
mamma di Peppino. Perchè il dolore per la perdita di un figlio accomuna anche donne molto
diverse
(Toccante la lettura delle pagine di Carlo Levi dove si racconta del riconoscimento del corpo senza vita di Placido Rizzotto da parte della madre . Malgrado il viso sfigurato diceva “ i piedi
sono di mio figlio, le gambe di mio figlio,.. --- Un amore e un dolore che nessuna pagina po-
trebbe mai descrivere)
Anche il dolore ha svolto un ruolo nella lotta per la giustizia e la democrazia.
Felicia si è sempre rifiutata di andare in Cimitero sulla tomba del figlio perchè diceva”Me figghiu
un c'è a dintra” Le era stato negato anche un corpo sul quale piangere e pregare. Lei il suo dolore
se lo portava dentro con una indescrivibile dignità, agli atri regalava il suo sorriso la sua enorme
umanita la sua carica umana e la voglia di non arrendersi mai fino ad ottenere verita e giustizia
per l'assassinio di Peppino. Una mamma che ogni figlio vorrebbe avere .
Una madre dicono in molti che purtroppo non ha avuto la povera Rita Atria altrimenti sarebbe
ancora viva e non avrebbe fatto quella tragica fine.

Ma ritorniamo all'intervento di Heidi Giuliani, la mamma di Carlo fa una analogia tra la storia
giudiziaria di Peppino e quella del figlio.
In entrambi i casi pezzi dello stato hanno cercato di insabbiare, depistare e falsificare le prove
come il processo che si sta svolgendo a Genova sta dimostrando.
E in entrambi i casi, anche per complicità della stampa, si è cercato di infangare il nome delle
vittime la loro identità e storia personale: Peppino un terrorista suicida, Carlo un violento.
Tante e tante altre cose sono accadute al forum antimafia , tante donne, tante storie che si
intrecciano, tante forme di resistenza contro l'ingiustizia e la violenza mafiosa o peggio quando la
violenza ed ingiustizia si nascondono dietro il volto '' pulito'' delle istituzioni.
A questo proposito la giudice Imbergamo è stata chiara -- Parliamoci chiaro questa lotta non
riguarda semplicisticamente lo stato contro contro la mafia come organizzazione criminale
ma parti della magistratura contro altre parti e piu in generale parti dello stato colluse con il potere mafioso contro altre parti legate ai valori della democrazia .