19 giugno 2005

Nettuno, inaugurato il cimitero di Salò



Si è conclusa tra saluti romani e vessilli di Salò la cerimonia di inumazione dei resti di 65 combattenti della X Mas avvenuta al «campo della memoria» di Nettuno. Alla parata, organizzata dal ministero della difesa, hanno preso parte rappresentanti di An - i senatori Finestra e Palombo - i sindaci di Anzio e Nettuno, diversi esponenti della Fiamma tricolore e di Forza nuova

Un migliaio di nostalgici militanti - molti dei quali indossavano camicie nere o baschi grigioverdi della Rsi - ha quindi scandito i nomi dei 65 militari caduti sessant'anni fa al grido di «Onore ai caduti». «Io sono venuto qui perché ci credo.

Mi è sembrato doveroso essere presente in una cerimonia che onora chi è caduto per la patria» ha detto il sindaco di Anzio, Candido De Angelis (An), «Questi ragazzi come i partigiani vanno tutti rispettati, perché hanno combattuto e sono morti per i propri ideali», il commento del senatore Palombo.

La Fiamma tricolore ha invece definito «sconcertante» la presenza di An. Lo spettacolo non è piaciuto al Comitato antifascista di Anzio-Nettuno: «Dopo tre anni di gestione da parte del ministero della difesa - si legge nel documento di protesta - il campo della memoria di Nettuno è diventato ufficialmente cimitero di guerra della Repubblica Italiana.

Peccato che il sacrario celebri i caduti della Rsi di Salò, fondata da Mussolini proprio per opporsi all'Italia che stava cercando di diventare una Repubblica dopo anni di dittatura fascista. Oggi abbiamo avuto conferma che chi combatteva per la libertà viene accantonato anche dalle istituzioni per rendere grazie a chi combatteva a fianco dei nazisti».

In rete le violenze contro i contadini



da ilmanifesto.it

Esplode in Cina il problema dell'esproprio delle terre dei contadini: ieri un gruppo di contadini ha diffuso un video che documenta le violenze compiute da un gruppo di disoccupati arruolati da un' impresa di costruzioni nelle quali sei persone sono state uccise nella provincia dell'Hebei, che circonda la capitale. Fatto insolito, il video è stato diffuso da alcuni popolari siti web, che hanno preso apertamente la parte dei contadini e che non sono stati censurati

CINA - E sempre in relazione all'esproprio delle terre che secondo la legge sono di proprietà collettiva dei villaggi, centinaia di persone hanno partecipato, ieri a Pechino, ad una manifestazione per chiedere adeguati compensi per i proprietari ai quali sono state sottratte le terre dove dovrà sorgere uno degli stadi destinati ad ospitare le Olimpiadi del 2008.

Il caso dell'Hebei era stato denunciato dalla stampa locale nei giorni scorsi ma oggi è saltato prepotentemente alla ribalta quando un gruppo di giovani contadini ha portato un video ad alcuni siti web cinesi che, sfidando una censura che finora è stata molto dura, gli hanno dato ampia diffusione.

Nel video viene documentata l'aggressione subita sabato scorso dai contadini che occupano dal 2003 un appezzamento di terra nel villaggio di Shengyou, nella provincia dell'Hebei, 220 chilometri a sudovest di Pechino. I contadini hanno rifiutato gli indennizzi offerti dalla Hebei Guohua Power, che intende costruire una centrale sui loro terreni.

Il sindaco Giuseppe Spagnolo: Una vita contro la mafia



CATTOLICA ERACLEA. La storia di un sindaco di Cattolica Eraclea assassinato dalla mafia cinquant'anni fa, raccontata con le vignette di Leo Salpietra ai ragazzi delle scuole "minori"

E' l'iniziativa portata avanti dal Comune di Cattolica Eraclea in collaborazione di Provincia e Regione per ricordare Giuseppe Spagnolo, primo sindaco contadino e primo sindaco della repubblica del paese, eletto nel 1946 alla carica di primo cittadino, e ucciso a colpi di "lupara" da spietati killers della mafia in contrada Bissana il 13 agosto del 1955, mentre dormiva in campagna.

La pubblicazione, realizzata nel contesto delle iniziative avviate per ricordare il sindaco comunista del paese, che si era particolarmente distinto nella lotta al latifondo finalizzata ad assicurare la terra ai contadini, oltrechè delle vignette di Leo Salpietra, si avvale anche dei testi dell'autore locale Calogero Giuffrida, che ha raccontato in forma sintetica la storia del "siindaco buono", che ebbe il solo torto, come osserva il sindaco Nino Aquilino nella presentazione, di essere un sindaco "onesto e simpatico che aiutò i deboli".

La pubblicazione, osservano gli autori, è rivolta ai ragazzi da 7 a 11 anni, ma può interessare anche ragazzi da 14 a 20 anni ed essere apprezzata anche dagli adulti per l'impegno antimafia