19 agosto 2005

Senza spada



di Piero Buscemi
da girodivite.it

Ci riproviamo, perchè noi abbiamo solo la caparbietà da contrapporre all’arroganza. Perchè nessuno può partorire un’idea assurda e tentare di convincerci che quella, fosse l’unica proponibile.

Ci riproviamo, mettendo sul "campo" parole di discernimento e tanta voglia di fare rumore. Qualcuno potrebbe aggiungere...per niente, ma noi intanto lo facciamo e saranno loro a decidere di chiudere le finestre, per preservare i loro lobi sensibili.

Ci riproviamo, stavolta affidandoci ad un personaggio della città. Un personaggio che in questa città, di rumore ne ha fatto tanto: Vincenzo Tripodo.

Regista trentasettenne, da cinque anni vive a New York, ma qui a Messina, sua città natale, custodisce un angolo di rabbia da far esplodere al momento opportuno. Quando, chi ha festeggiato la sua partenza per gli States, si illude di non trovarselo più tra i piedi.

L’occasione era ghiotta, per chi di rivoluzione culturale, si nutre tutti i giorni. E’ stato sufficiente farsi una passeggiata a Torre Faro e provare ad immaginare cosa sarebbe, quel posto di incanto, tra qualche decennio, se questo ponte lo faranno davvero.

E’ bastato per scriverci su una storia. Di fantasia, certo. Ma la fantasia, purtroppo, molte volte è calpestata da una realtà peggiore.

Ed ecco un piccolo film, Senza Spada. Un film che intende chiamare i politici e i cittadini messinesi a riflettere e ad agire per salvare l’identità di un ambiente e della sua storia. Il film sarà diffuso su internet, su reti televisive, nei festival nazionali e internazionali e per mezzo di tutti i canali di comunicazione al fine di catturare anche l’attenzione più lontana per fermare i “barbari” del cosiddetto nuovo progresso!

La trama: Sulla riva estrema della punta siciliana, sotto un gigantesco cavallo di ferro che squarcia lo Stretto di Messina, in un’atmosfera che sembra senza tempo, si consuma un evento singolare, quasi surreale: la vendita all’asta dell’ultimo brandello di pescespada. Dopo un bando concitato, un giapponese si aggiudica, ad un prezzo altissimo, l’ultimo frammento dell’esemplare estinto. Qualche anno dopo, i vecchi pescatori rimasti, dopo un’incomprensibile diaspora, rivivono amaramente l’ultima “battuta di pesca”. La fine del mondo, di questo mondo, sbiadisce i vividi colori della vita di uomini e cose, come in una moderna tragedia, come un’irreale metafora.

Vi invitiamo tutti, Domenica 21 Agosto, alle 22:00 a Torre Faro presso il Parco Horcynus Orca, a sostenere questo progetto di salvaguardia di un altro pezzo di mondo che vogliono far sparire.

Vi vogliamo lì, a gridare che ci sono cose più importanti che un verbale del Consiglio di Stato che ha dichiarato la costruzione del ponte, compatibile con l’impatto ambientale. E per quietare i messinesi interdetti, ha riammesso la squadra di calcio in serie A.

Si, ci sono cose più importanti: la dignità di un popolo e il rispetto delle sue tradizioni. E della sua intelligenza...

BIOGRAFIA DI VINCENZO TRIPODO

Dopo vent’anni trascorsi a dirigere teatro e opera lirica in Italia, Vincenzo si è trasferito nel 2000 a New York per conseguire il Master in Film Production alla prestigiosa New York University. Con lettere di referenza dei premi Oscar Michelangelo Antonioni e Giuseppe Tornatore, Vincenzo è riuscito ad aggiudicarsi uno dei venticinque posti disponibili al Master. I suoi cortometraggi hanno ricevuto premi internazionali e la gestazione del film “Heart of Spider” è stata documentata da Nanette Burnstein (nominata agli Academy Award per il documentario “On the Ropes”) in una serie televisiva in 10 puntate dal titolo “Film School, trasmessa nel settembre del 2004 negli Stati Uniti sul canale dell’ Indipendent Film Channel (IFC). Vincenzo vive e lavora a New York dove sta lavorando alla stesura del suo primo lungometraggio.

14 agosto 2005

Regione Sicilia: Teatro professionale? No grazie!



La storia dell’associazione “Nave Argo” è, nei fatti, la storia di tante compagnie teatrali italiane che fanno di tutto per non dover abbandonare il teatro professionale nonostante le difficoltà economiche

di Cesare Piccitto

CALTAGIRONE - Il teatro italiano vive tra i periodi più complicati della sua storia a causa dei tagli alla spesa pubblica che inevitabilmente colpiscono la cultura teatrale. La crisi del settore, come accade spesso, ricade sulle piccole realtà teatrali lasciando praticamente intatti gli istituzionali teatri Stabili.

I tagli ai fondi per il teatro si vedano già dal FUS nazionale (fondo unico per lo spettacolo) fortemente ridotto dai euro 499.088.000 del 2004 ai 461.742.248 del 2005, nel particolare per il teatro di prosa gli stanziamenti sono passati dai 83.400.000 del 2004 ai 76.493.555 del 2005. Il trand è abbastanza chiaro rispecchia la politica di questo governo che quando c’è da tagliare la spesa pubblica mira alla cultura. Questa associazione siciliana nasce nel 1992 a Caltagirone in provincia di Catania, occupandosi di spettacoli dal vivo, ideazione e realizzazioni di progetti sempre nell’ambito dell’intrattenimento culturale.

In 13 anni di carriera l’associazione ha accumulato un prestigioso quanto vasto “curriculum vitae” organizzando prestigiosi festival, tra cui “teatri in città”, che hanno visto la partecipazione delle più note compagnie in ambito nazionale ed internazionale. L’unicità di quest’ultimo festival è l’esser ambientato in luoghi urbani trasformati per l’occasione in scenografia. Fiore all’occhiello di Nave Argo, è la capacità di riuscire a relazionarsi con il pubblico e la socialità che li circonda, peculiarità che le è valsa quest’anno la medaglia della presidenza della repubblica per il livello culturale delle rappresentazioni e per la funzione sociale che riescono a ricoprire con il modello di teatro da loro proposto. Fabio Navarra amministratore ci dice: “Siamo una compagnia in continua evoluzione con un gruppo stabile di sei persone che realizzano tutto ciò che serve per gli spettacoli. Vogliamo e produciamo un teatro che vada verso la gente e non che rimanga chiuso tra quattro mura”.

Triste a dirsi il 2005 potrebbe esser il loro ultimo anno di lavoro. Prosegue Navarra: ”Paradossalmente la stagione 2004-2005 è stata per noi quella con maggior attività. Abbiamo realizzato molte repliche di spettacoli, ospitato compagnie da tutta Italia per partecipare alle rassegne, siamo stati in tournee; proprio in questa annata abbiamo dovuto subire la più grossa crisi finanziaria. Ci si è messa di mezzo la regione siciliana che ha ridotto i fondi a disposizione del teatro professionale siciliano. Non potendo contare più su un contributo ormai fisso di 15000 euro annui, ma ottenendo solo 4500 euro che ci consegneranno ad attività già svolte, è fallimento economico di fatto”. Preparano e provano gli spettacoli all’interno del “Vitalino Brancati” teatro situato nel centro storico calatino, spazio che hanno in affito da un privato.

Il 20 luglio 2005 inesorabilmente doveva arrivare lo sfratto non potendo più pagarne l’affitto. Consapevoli di ciò già da un anno hanno iniziato la loro protesta-proposta con l’aiuto fondamentale dei cittadini di Calatagirone. Navarra: “Non ci siamo scoraggiati anziché mollare abbiamo rilanciato. Petizione con oltre 2000 firme di cittadini che chiedevano che non si facesse chiudere il Vitalino Brancati e proponendo in eventuale alternativa l’apertura di uno spazio polifunzionale, dove si possa fare e sperimentare ogni forma di espressione culturale e artistica. Nonostante la mobilitazione non abbiamo ottenuto ascolto dalle istituzioni”.

Il finanziamento più importante per Nave Argo, e realtà simili, è quello regionale prosegue Navarra: ”limitatamente... comprendiamo il taglio dei fondi che ormai avviene per ogni realtà della spesa pubblica. Quello che non capiamo e che vorremmo capire sono i criteri di distribuzione dei pur esigui fondi che l’Ars ha deciso di stanziare per il 2005 per il teatro professionale siciliano”. Recita testualmente la circolare della Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 2005: -Limitatamente all’anno 2005 destina una riserva di almeno il 50% dei contributi ivi previsti in favore dei teatri siciliani con sede sociale nel comune di Palermo.

Per esser ammessi alla ripartizione della somma di euro 500.000,00, destinata per l’anno in corso ai teatri di Palermo , i soggetti richiedenti devono avere sede sociale nel comune di Palermo, disporre in esclusiva di struttura teatrale ubicata nel medesimo comune idonea alla rappresentazione in pubblico di spettacoli teatrali- In attesa di capire i motivi di questa anomala ripartizione dei pur esigui fondi regionali, Nave Argo ottiene in un incontro pubblico il 20 luglio 2005 con le istituzioni ottenendo la proroga dell’affitto del “Vitalino Brancati” per altri 12 mesi.

Una piccola toppa per un buco enorme, se i finanziamenti regionali resteranno tali e non arriveranno soluzioni alternative non si prospetta alcun futuro per questa associazione.

Strage in Iraq uccisi 8 bambini



Fuoco impazzito, una mattanza indiscriminata di civili

da Unita.it

La denuncia degli abitanti di Nasaf è terribile: i soldati americani avrebbero aperto il fuoco sui fedeli che uscivano dalla moschea della cittadina nei pressi di Ramadi, nel cosiddetto triangolo sunnita. Quindici sarebbero i morti, tra cui otto bambini.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio di venerdì 12 luglio. Una bomba è esplosa al passaggio del convoglio statunitense che attraversava Nasaf vicino alla moschea di Ibn al Jawzi. Proprio in quel momento la gente si riversava dalla moschea nella strada al termine della preghiera del venerdì. I soldati, dopo l’esplosione, hanno aperto un fuoco violentissimo, rivolgendolo contro la folla dei fedeli.

Questa almeno la ricostruzione fornita dagli abitanti della cittadina irachena. Così come da parte irachena (il direttore dell’ospedale generale di Ramadi) è stato fornito l’elenco delle vittime. Gli americani smentiscono tutto: «Sparatoria indiscriminata su civili? Non è accaduto niente di simile», afferma il capitano Jeffrey Pool. Il portavoce dei marines si rifiuta tuttavia di offrire una diversa versione dei fatti. Nessuna spiegazione: così come già successo troppe volte in passato.