16 dicembre 2005

Carla Voltolina una vita di impegno e discretezza

di Cesare Piccitto

In un momento storico in cui la figura della donna, soprattutto in Italia, è volutamente apprezzata solo come immagine estetica storie come queste diventano un valido modello alternativo. Mentre nei media: “Lori Del Santo” sembra l’unica femminilità che la TV riesce ad esprimere; la politica: istituì le “quote rosa” (legge che incentiva la presenza delle donne nella vita politica attiva) miseramente le cancella con un colpo di mano ripristinandole poi in via caritatevole; sull’aborto: si tenta di ridiscutere la legge 194 dimenticandosi così dell’autodeterminazione della donna; La vedova Voltolina Pertini in questo contesto inverte lo stereotipo femminile dominante.

Lei era una donna diversa. Di quelle donne ce ne ancora oggi, non ne dubitiamo, ma non riescono ad affermarsi quelle che ci riescono sono davvero poche.

Carla Voltolina era la vedova di Sandro Pertini, si è spenta qualche giorno fa a Roma. Nacque a Torino nel 1921; attiva come partigiana prima a Torino poi nelle Marche dove venne arrestata dalle SS nel corso di un rastrellamento. Fatta evadere in seguito a Roma la ritroviamo a fianco di Eugenio Colorni, infine a Milano. Nel 1944, a Torino, conobbe Sandro Pertini, che sposò l'8 giugno 1946. Giornalista del periodo clandestino, è iscritta all'Ordine dei giornalisti dal 1945. Ha collaborato a “Il Lavoro” di Genova e a “Noi Donne” in veste di giornalista parlamentare. Ha condotto inchieste sulle carceri, sugli anziani e sulla prostituzione, pubblicando con Lina Merlin il volume «Lettere dalle case chiuse». La sua è una storia di impegno coerente, a cominciare dalla sua scelta di entrare nelle formazioni partigiane piemontesi.

Lo scorso marzo, dopo la prima approvazione delle modifiche costituzionali decise dalla casa delle libertà, lanciò un appello alle forze democratiche perché si opponessero allo stravolgimento bonapartista della Repubblica. Come psicologa ha svolto attività presso il Servizio farmacodipendenza ed alcolismo del Policlinico universitario Gemelli di Roma, presso l'Ente ospedaliero Monteverde di Roma e presso il Servizio diagnosi e cura psichiatrica di Santa Maria Nuova di Firenze. E’ vero che l’antico sistema italiano lascia quasi nessuno spazio alle donne, ma lei è riuscita comunque a conquistarsi il suo, con “impegno e discretezza” come solo una donna riesce a fare.

Ultimo appello alle forze politiche di Carla:

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&topic_id=46150

*Foto della Voltolina con i cittadini di Carpi

14 dicembre 2005

NO TAV! Meglio saperne di più

da www.misteriditalia.com

Da diversi anni è in corso in ValSusa una manovra di resistenza organizzata contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione (TAV).
Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa".
Nella manifestazione di giugno c'erano 30.000 persone (in tutta la Val Susa ci sono 50.000 abitanti).
I motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:

1.La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.

2.La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione. I treni passeggeri, comunque, continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.

3.Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno montano non la rende possibile.

4.L'amianto sotto al Musinè c'è veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della Val Susa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100% ed il tempo di vita medio è di 9 mesi.

5.Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.

6.Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti europei.

Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.

Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media).

L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.

La questione NoTAV non è una questione di sinistra o destra: l'opposizione è trasversale, ed ogni persona di buon senso che sia informata sul problema non ha difficoltà a capire le ragioni della protesta.

11 dicembre 2005

Incendiato il c.s.o.a. Montagnola di Bagheria

I ragazzi della Montagnola subiscono un ATTENTATO MAFIOSO

da Catena di S. Libero

A bagheria il 15 maggio 2002 un gruppo di ragazzi di 30-40 persone ha occupato una struttura, La Montagnola, notoriamente conosciuta per gli interessi ad essa connessi. Nasce cosi' il c.s.o.a. Montagnola gestito in maniera indipendente da questi ragazzi.

Nell'arco di un mese e mezzo sono state tante le attivita' svolte all'interno e fuori la struttura, soprattutto campagne informative rivolte alla popolazione bagherese per sollecitarle a prendere attodi come una magnifica struttura come quella potesse tornare in mano ai cittadini e non rimanere in un totale sfracello in balia a teppisti, prostituzione ecc.

Dopo questo mese e mezzo i ragazzi della Montagnola subiscono un ATTENTATO MAFIOSO nel quale si e' dato fuoco a parte della struttura, a un motore di uno degli occupanti e di un cane che il c.s.o.a. teneva, dato che a Bagheria il problema del randagismo e' risolto tramite l'avvelenamento dei cani stessi. Nonostante tutti i nostri sforzi per rendere noto l'avvenimento, mainessuno si e' occupato della faccenda, tipo la magistratura o i giornalisti... o la popolazione. Questo messaggio non e' che un altro tentativo di far conoscere l'incubo mafioso che i ragazzi di Bagheria sono costretti a vivere ogni giorno.