18 ottobre 2006

BRACCIA RUBATE...

da controvento

di Claudio Fava

Scrive La Sicilia, house organ della Stretto di Messin a SpA, che l’Unione Europea destinerà i denari stanziati per il ponte ad altra opera pubblica, magari la TAV. Così, chiosa l’editoriale della Sicilia, quei soldi - promessi inizialmente al Sud - se ne andranno al Nord. Per colpa del governo Prodi degli ambientalisti, dei pasdaran della sinistra plutoradicalgiudaica e via cantando. Aggiunge La Sicilia che la notizia arriverebbe da Van Miert, “tutor” del ponte sullo stretto.

Tutor del ponte? Soldi tolti alla Sicilia? Se questo fosse un esame di giornalismo, l’editorialista della Sicilia verrebbe bocciato per aver fabbricato una notizia totalmente falsa. Per tre ragioni.

La prima. Van Miert non è tutor di nulla: è solo il coordinatore del gruppo di saggi (che di saggio hanno ben poco: ciascuno di loro era solo un funzionario del governo che rappresentava) che valutano i progetti per la realizzazione dei “corridoi europei”. Fino ad oggi, quei progetti sono una quarantina, in mezzo ci stanno strade, tunnel, ferrovie, porti, viadotti. E ponti.

La seconda. Van Miert non può dirottare fondi da un progetto all’altro per la semplice ragione che non dispone di un solo centesimo. Chi partecipa (eventualmente) al finanziamento dei manufatti è la Banca Europea. Che del signor Van Miert se ne impippa: il loro intervento a sostegno di un progetto è legato a valutazioni di natura puramente finanziaria ed economica: tempi di realizzazione, fattibilità tecnica, sostenibilità economica, margini di reddito, etc. Van Miert può anche suggerire di destinare i denari (ma quali denari, poi? Ne parliamo tra un istante…) del ponte alla prossima spedizione su Marte. Sarebbe una sua pregevolissima idea, che vale come le formazioni della nazionale che detto io al bar dello sport.

La terza. Non c’è mai (dico MAI) stato il becco di un quattrino per il ponte. E non verrà dirottato il becco di un quattrino sulla TAV. Per la semplice ragione che nessuna delle condizioni pretese dalla Banca Europea era stata rispettata. Quando sua eccellenza Berlusconi chiese al suo funzionario nel Comitato dei Saggi di inserire il ponte come priorità del governo italiano, rinviò ad una fase successiva la comunicazione dei parametri di fattibilità tecnica e finanziaria. Mai comunicati alla Banca Europea. Che non ha mai (ripeto: MAI) preso neppure in considerazione la possibilità di accantonare un solo euro per il ponte.

Cronache marziane. No. Bastava spedire un reporter alfabetizzato a Bruxelles per sentirsi spiegare le cose che ripetiamo da alcuni anni (ma noi, si sa, siamo la sinistra dempoplutoetc.). Ai miei tempi, tempi di onesti giornalismo, quando qualcuno s’inventava una bufala di tal fatta solo per mettere in croce una parte politica, la sentenza sarebbe stata senza appello: braccia rubate all’agricoltura.

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