17 ottobre 2006

Le inchieste di Carlo Ruta in tribunale

In risposta all'assurda condanna carceraria comminata allo storico Carlo Ruta, reo di aver firmato una intervista sul sito "Accadeinsicilia", oscurato d'autorità nel dicembre 2004, sono pervenute testimonianze di solidarietà da tanti cittadini e prese di posizione da importanti sedi associative della società civile. A tutti rivolgiamo un sentito grazie, augurandoci che a tali attestazioni di sostegno se ne aggiungano numerose altre.

Si ha motivo di credere che questa condanna carceraria, desiderata dai poteri forti dell'est siciliano, area in cui maggiormente si è condensata l'inchiesta sociale di Carlo Ruta, potrebbe incentivarne altre a breve, dal momento che è andato attuandosi nell'ultimo periodo un vero e proprio assedio giudiziario. Infatti, dietro denunce del procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera e dell'avvocato Carmelo Di Paola, esponente di primissimo piano della BAPR, che in questo momento costituisce la maggiore banca a struttura siciliana, di qui al gennaio prossimo si svolgeranno altri sei processi che vedranno Carlo nelle vesti di imputato. Ed è opportuno, a questo punto, darne una minima informazione, perché il silenzio su tale difficile situazione non agevoli ulteriori atti che pongono in serio pericolo la libertà materiale di un operatore della comunicazione e offendono profondamente il diritto di espressione e di critica, sancito dall'articolo 21 della Costituzione.

Dal 16 ottobre Carlo Ruta verrà processato a Messina solo perché ha pubblicato sul suo sito un'istanza al CSM firmata da un ex dirigente del palazzo di giustizia di Ragusa, Ignazio Andolina, pure lui querelato e però prosciolto in sede istruttoria da ogni accusa.

Dal 10 novembre si avvierà a Ragusa il processo civile per risarcimento danni promosso da Di Paola, contestuale a quello appena conclusosi a Messina con la condanna a otto mesi di carcere. Va ricordato che è stato tale atto giudiziario, in sede appunto civile, a dare l'input per l'oscuramento preventivo di Accadeinsicilia nel dicembre 2004.

Su denuncia del procuratore Fera, il 14 novembre Carlo, in quanto curatore del blog di documentazione Accadeinsicilia., verrà processato presso il tribunale di Modica per stampa clandestina; reato che prevede fino a un anno di carcere. E non è il caso di spendere molte parole sulla gravità di tale fatto, specie in un momento come quello attuale, nel quale sempre più i potentati del paese fanno mostra di voler liquidare la libertà del web con ogni mezzo, anche a colpi di codice penale.

Dal 15 novembre, ancora su iniziativa del procuratore Fera, Carlo Ruta verrà processato presso il tribunale di Palermo per aver pubblicato in un libro, edito appunto a Palermo, un testo sul caso Spampinato per il quale era stato già processato a Messina, perché era già apparso su Accadeinsicilia.

Il 14 dicembre si terrà, presso il tribunale di Modica, l'udienza preliminare di un procedimento penale per diffamazione promosso ancora da Di Paola, per una intervista, nell'ambito della quale un socio storico della BAPR, il catanese Enrico Lentini, anch'esso querelato, esponeva delle censure sulla conduzione della banca, che peraltro avevano già prodotto l'apertura di un'istruttoria giudiziaria.

A gennaio 2007 si avvierà il processo per un articolo, poi quasi interamente ripreso da un'interrogazione parlamentare del segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto, sulla situazione della giustizia a Ragusa. E non manca qui un risvolto paradossale. Per tale ulteriore querela del procuratore Fera, presso il tribunale di Messina, non si sa per quale motivo, sono state aperte infatti due istruttorie e non una, da due distinti pubblici ministeri. Quindi Carlo è stato due volte rinviato a giudizio, e dovrebbe apparire in due distinti dibattimenti, a gennaio appunto, e nel mese successivo. La cosa non è ovviamente praticabile, ma dice a sufficienza del clima giudiziario in atto, non propriamente sereno.

Per testimonianze:
carlo.ruta@tin.it
accadeinsicilia@tiscali.it

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