5 ottobre 2006

PONTE DELLE MIE BRAME

Cuffaro crea l’ufficio ”cercasoldi”

di Emanuele Lauria

Per lo Stato non è più una priorità ma questo a Cuffaro poco interessa. La Regione il Ponte vuole farlo lo stesso e intanto ha deciso di mettere su un ufficio speciale per capire dove si possano prendere i soldi necessari. Il primo atto concreto del governatore per la realizzazione dell´opera dei sogni è la costruzione di una nuova struttura all´interno dell´amministrazione, una dependance della Presidenza. E il governatore ha già individuato l´uomo giusto per dirigerla: sarà molto probabilmente Salvatore "Tuccio" D´Urso, burocrate regionale reduce da un´esperienza come city manager del Comune di Catania. E da una sfortunata avventura elettorale alle regionali sotto le insegne dell´Udc.

Salvatore Cuffaro ha rotto gli indugi dopo l´incontro di sabato scorso con Antonio Di Pietro. Ha appreso dalla viva voce del ministro delle Infrastrutture, e ha fatto subito sapere con una lunga nota diramata da Palazzo d´Orleans, «che non c´è alcun veto esplicito da parte del governo nazionale alla realizzazione del Ponte». Anzi, riferisce l´ufficio stampa del governatore (senza alcuna smentita) che l´ex pm non si opporrà alla realizzazione del Ponte se la Regione riuscirà a finanziarlo per conto proprio, ovvero con i fondi europei del programma 2007-2013 e con l´apporto di privati. Cuffaro, dopo l´incontro ritenuto «molto soddisfacente», ha scritto una lettera allo stesso Di Pietro, confermando che la Regione andrà avanti nel progetto del Ponte fai-da-te. E in questo clima nasce l´idea dell´ufficio speciale per la realizzazione dell´opera. Un´iniziativa che corre parallela alla battaglia parlamentare: i deputati siciliani e calabresi di Forza Italia hanno sottoscritto una mozione a favore del Ponte presentata dall´ex ministro Enrico La Loggia, che sarà discussa alla Camera il 9 ottobre.

«So che non tutti, nel governo Prodi, la pensano allo stesso modo sul ponte sullo Stretto - afferma il presidente - attendo segnali da altri esponenti dell´Unione ma non resto a guardare. Voglio avvalermi di un ufficio che lavori in modo costante sull´aspetto finanziario del problema, che cerchi sul mercato internazionale potenziali investitori». Cuffaro precisa che del nuovo ufficio faranno parte alcuni dipendenti regionali («Quanti? Non lo so, penso ne bastino cinque») che saranno affiancati, spiega, «da due o tre consulenti di altissimo livello, che indicherò entro i limiti di mia competenza». Sarà l´ennesima ramificazione della Regione dei 37 dipartimenti e dei 13 uffici speciali. Ma stavolta non ci sarà alcun aggravio di spesa, tiene a precisare il presidente. E conferma che per la guida della struttura pensa a D´Urso, con il quale ha già parlato al telefono. «Un uomo di inventiva e di lotta»: così Cuffaro definisce il dirigente catanese, volto noto dell´universo Regione. Ex capo della protezione civile, nel 1999 denunciò lo scandalo del saccheggio del campo di accoglienza di Valona, in Kosovo. Ex vice commissario dell´Eas, nel 2002 riuscì a far ripartire i lavori della diga-fantasma di Blufi, che si interruppero però nuovamente pochi giorni dopo la solenne inaugurazione. In precedenza, D´Urso era finito in prima pagina per un gesto clamoroso: dopo essere stato trasferito all´autoparco, si era vendicato della "punizione" subìta bloccando tutte le macchine di servizio degli assessori. Motivo ufficiale: la necessità di una revisione delle autoblù. Uomo poliedrico e iperattivo, che si vanta di aver avviato a Catania, come braccio destro del sindaco etneo Scapagnini, opere pubbliche per un miliardo e mezzo di euro. Ora Cuffaro è pronto a consegnargli le chiavi del cantiere dei sogni. Lui, D´Urso, non attende altro. Per rimettere l´elmetto giallo con il quale si è fatto propaganda alle recenti regionali.

da la Repubblica

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