22 novembre 2006

CAMPO DA GOLF SULL'ETNA? NO, GRAZIE!

Il Presidente ACA SICILIA
- Alfio Lisi -

Il Sindaco di Belpasso esce dal cilindro un campo da golf da 18 buche
quando gli stessi brontesi sconoscono le regole di tale gioco. Gioco
che peraltro, essendo fortemente elitario, non incentiverebbe alcun
incremento di visitatori rispetto ai turisti attuali attratti invece
dalle peculiarità ambientali e culturali del territorio etneo che
purtroppo ancora oggi non vengono adeguatamente offerte e divulgate. Il
Sindaco peraltro dovrebbe conoscere la legge di istituzione del Parco
dell’Etna al quale non consente attività e strutture incompatibili con
il territorio lavico e con le bellezze paesaggistiche dei luoghi,
uniche nel loro genere, che invece stravolgerebbero il territorio
dove dovrebbe sorgere il campo da golf.

Peraltro la zona Contrada
Difesa, luogo dove dovrebbe nascere il campo (zona di villeggiatura e
di svago dei brontesi) è considerata di grande livello naturalistico
piena di verde, di boschi secolari interrotti da antiche e recenti
colate laviche, di conetti vulcanici e si estende fino ai piedi dell’
Etna che qui si eleva in tutta la sua maestosità . Oltre alla bellezza
paesaggistica, l’interesse archeologico della Contrada è dato dalla
presenza di cellette funerarie scavate nella roccia utilizzate per il
seppellimento dei defunti risalenti all’epoca bizantina..

Ma ovviamente il Sindaco non ha considerato che per impiantare 4
chilometri di pista che da Maletto arriva a Bronte, dovranno essere
disboscate e spianate intere zone e stravolte con le ruspe le colate
laviche della zona trasformandole in ambienti artificiali con del verde
che dovrà essere irrigato giornalmente con 2000 metri cubi d’acqua
cioè con la stessa quantità d’acqua consumata da un paese di 8.000-9000
abitanti, cioè quanto il fabbisogno di oltre la metà della popolazione
della città di Bronte. Eppure Bronte è una delle tante città che soffre
la sete specialmente nei giorni estivi quando l’acqua arriva nei
rubinetti delle case con il contagocce, ovvero il periodo in cui
proprio il campo di golf assorbe il massimo d’acqua. E allora dove
prenderanno l’acqua color che dovranno mantenere l’erba del campo? A
ciò dobbiamo sommare la grande quantità di pesticidi (secondo il New
Scientist in un campo da golf vengono utilizzati pesticidi otto volte
superiori a quelli utilizzati per la coltivazione del riso) che
dovranno essere utilizzate per eliminare l’erba non desiderata che
ovviamente le piogge e il vento trasporteranno nei terreni vicini
inquinando anche tali proprietà e le loro coltivazioni.

E allora non riusciamo a capire perché il Sindaco di Bronte in primis, ma anche
quello di Maletto, tengono molto a che nasca su un territorio di
grande bellezza paesaggistica e peculiarità etno-culturali uniche (che
nulla hanno a che spartire con un campo da golf e con tutto quello che
gira intorno ad esso) quando invece dovrebbe puntare su tali aspetti
che rischiano di essere cancellate irrimediabilmente da un campo da
golf!
E’ risaputo che su tale progetto si proiettano interessi
rilevanti in quanto l’investimento per la realizzazione di un nuovo
campo da golf a 108 buche si aggira intorno agli 8-10 miliardi di
vecchie lire e molto spesso la gestione da sola non è in grado di
coprire le spese di manutenzione. E allora a pagare tali strutture di
èlite, che come sappiamo sono quasi esclusivamente riservate ai
cittadini benestanti, saranno invece i cittadini in quanto tali
strutture non potendosi autogestire chiederanno contributi alla
Regione, così come è accaduto in Emilia Romagna e in Sardegna, oppure
saranno costrette a chiudere per fallimento come il campo Is Molas
(Comune di Pula in Sardegna), considerato l’impero del golf isolano, il
quale per i debiti accumulati è stato venduto all’asta così come il
campo Golf Bruzzo in Abruzzo, anch’esso fallito.
E ancora, non esiste, in quanto non sono state chieste all’Assessorato Regionale all’Ambiente

e al Ministero per l’Ambiente, anche in quanto ci troviamo all’interno
di un Parco Regionale, la Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi
del DPR 12.4.1996 né la Valutazione di IncidenzA ai sensi del DPR
120/2003, Persino l’agenzia specializzata dell’ONU, l’OIL
(Organizzazione Mondiale del Lavoro), si esprime in maniera critica “La
realizzazione di percorsi golfistici è stato un disastro per molti
paesi accentuando la penuria d’acqua e l’espropriazione di terre e la
loro conseguente deforestazione…”

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