15 novembre 2006

Dodici miliardi per spese militari

La finanziaria taglia tutto ma aumenta le spese militari

PeaceReporter non ha mai voluto schierarsi politicamente. In redazione abbiamo idee diverse sulla politica. Ma forse la scelta di non schierarsi non deriva dal rispetto della pluralità di opinioni che abbiamo in redazione.

Una idea la abbiamo, siamo contro la guerra. Perchè la abbiamo vista e ne abbiamo sentito l'odore. Sappiamo cos'è, a differenza dei nostri politici. Ed è questo a metterci fuori da ogni schieramento possibile.
Perché, lo abbiamo detto spesso, sulla scelta tra pace e guerra non c'è distinzione di sorta, tra le nebulose che adesso si chiamano centrodestra e centrosinistra, e che con la destra e la sinistra in realtà c'entrano davvero poco.

La nuova Finanziaria, per quanto ce la presentino come rose e fiori, è di quelle lacrime e sangue. Nuove tasse, nuovi tagli e sempre ai servizi al cittadino. Meno soldi per le scuole, per la sanità, per la ricerca scientifica: i pilastri di quella democrazia che bellamente andiamo esportando in giro per il mondo.
Ma le spese militari aumentano. Lo avevamo scritto prima della presentazione della legge. Speravamo che strada facendo il governo accendesse il lume della ragione. Ma ancora una volta ci siamo illusi. Non solo le nostre cupe previsioni si sono rivelate realistiche, ma anzi, le spese militari sono addirittura più di quanto avessimo sinistramente previsto.
Dodici miliardi di euro investiti in quella che il nostro amico chirurgo Marco Garatti definisce "puzza di sangue e merda": dodici miliardi di euro investiti nella guerra.

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