4 aprile 2006

Scordia, presentazione e proiezione: "La mafia è bianca"

In un aula consiliare gremita di pubblico si è svolta, qualche giorno fa, la presentazione e la proiezione del documentario “La mafia è bianca”

di Cesare Piccitto

Scordia, in prima linea contro la mafia, tra i promotori dell’iniziativa i giovani comunisti in loro rappresentanza ha aperto l’incontro, il segretario GC Carlo Barchitta. Presente all’iniziativa un pubblico non solo giovanile, assente il resto del centro sinistra scordiense che ha preferito proiettare lo stesso documentario in un’altra parte della città. Tra gli interventi più appassionati e degni di nota quello di Valerio Marletta, segretario del circolo PRC R. Luxemburg di Palagonia.

Riferimenti alla proiezione senza dimenticare le problematiche locali dice: “Quanto più Rifondazione nell’impegno politico porta avanti l’antimafia, tanto più si percepisce attorno un senso di emarginazione. Come ad esempio a Palagonia. Da più di un mese - prosegue Marletta - chiediamo l’uso dell’aula consiliare, per un incontro sindacale, e l’amministrazione non solo non risponde ma nemmeno ci riceve. Queste difficoltà si riscontrano ogni qualvolta si organizza a Palagonia una iniziativa pubblica di qualsiasi tipo: Antimafiosa, culturale, politica e sindacale. Registriamo anche l’indifferenza del centrosinistra locale su ciò che noi stiamo vivendo. Questo non ci scoraggia, ma ci fa capire di essere nel giusto e che bisogna andare avanti comunque”. Più emotive le parole di Enzo Gueli del collettivo “Zona Rossa” che riallaccia il problema mafia a una carenza di tipo sociale e culturale. A testimoniare la propria esperienza Giovanni Impastato: “Non bisogna dimenticare il passato. Solo facendo tesoro della storia, della lotta di mio fratello e delle altre vittime della mafia, si può proseguire nella strada giusta che porterà alla estirpazione del fenomeno mafioso”.

Cosentino, coordinatore provinciale del PRC, sottolinea che la politica deve vigilare sull’azione della pubblica amministrazione, affinché non venga inquinata dalle infiltrazioni mafiose. Chiude il lungo preambolo alla proiezione Francesco Forgiane capogruppo PRC all’ARS. Dedica l’intervento a spiegare gli intrecci politico-mafiosi che il linguaggio filmico andrà a mostrare. Si sofferma sulla priorità di ritrovare e riportare al centro della politica di sinistra la questione morale: “Noi in questi anni, scontando anche la solitudine, abbiamo affermato che rispetto al ‘cuffarismo’ non tutti siamo uguali. Ci sarà un motivo per cui nella prima presentazione della mozione di sfiducia, nei confronti di Cuffaro all’ARS, prese solo il voto favorevole di Liotta e di Forgione”. Ricollegandosi ancora all’inchiesta giudiziaria che documenta i rapporti tra Cuffaro e la mafia prosegue: “Bisogna pretendere e difendere la questione etica nella vita pubblica. Non ce ne frega niente di quello che succederà nel processo a Cuffaro.

Questo sistema di relazioni politico-mafiose è già noto! È già pubblico! Questo sistema di relazioni contraddice la ricostruzione di un etica pubblica che è la priorità che noi abbiamo in Sicilia. Lo possono anche assolvere a Cuffaro ma politicamente è incompatibile con qualsiasi ruolo istituzionale”.

Chiude ricordando la candidatura della Borsellino, come candidatura di svolta nella politica siciliana, ma che senza un processo di crescita e di cambiamento realmente collettivo la Sicilia tarderà a cambiare.