11 agosto 2006

Non violenza: grembo di pace

(Uno scritto di Angelo Frammartino, per il giornalino del PRC di Monterotondo. Ucciso ieri mentre passeggiava per le strade di Gerusalmme)


NOVEMBRE 2005 - angelo frammartino-

"Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada” Per noi che solo Oggi muoviamo i primi passi, lasciando impronte sulla sabbia della Storia che è quella del mondo, decisi di dirci comunisti, per noi guardarci alle spalle è la cosa prima. Le vicende e gli studi della nostra gente, dalle derive più contraddittorie alle nobili conquiste, vanno rivisitate costantemente sia con il senno che fu, sia con i nostri occhi ed attraverso le nostre intellighenzie trovare processi e mondi nuovi in un percorso di continuità con le/i compagne/i di Ieri.

La lotta per l’emancipazione non si fa solo in nome del futuro, ma anche in nome delle generazioni sconfitte: il ricordo degli avi asserviti e delle loro lotte è una delle principali fonti di ispirazione morale e politica del pensiero e dell’azione rivoluzionaria. E’ W. Benjamin (-Tesi sul concetto di storia-1940).

Pensiamoci un attimo..

Una possibilità già c’è: La NON-VIOLENZA.

Pratica alta del confronto, un qualcosa d’opposto alla passività e alla rassegnazione, valorizzazione del diverso, sorella-gemella del dialogo attento ed interessato (Vendola direbbe: “un dialogo spesso è solo la somma disperante di due monologhi”).

In primo luogo nell’aspetto comunicativo, bandendo registri linguistici che rimandino a campi semantici di tipo militarizzante (ex: nemici, schieramento, battaglie,..), e poi in quello delle nostre relazioni quotidiane, con ci sta accanto ma non conosciamo. Liberiamoci dalle contaminazioni delle violente brutture che diventano parte di noi. Compagne/i, è vero o no che un nostro limite è la grande entità d’abisso tra i nostri valori generali e le nostre pratiche?!?

Dobbiamo riconoscere che la N-V è un lusso per molti angoli del mondo, ma infatti non chiedo di abrogare la legittima difesa, mai(!) mi sognerei di criticare la Resistenza, il sangue del pueblo vietnamita, la riscossa dei popoli colonizzati, le fionde dei ragazzi palestinesi nella prima intifada dinnanzi a carri armati.

La violenza che c’è nel mondo non ce ne consente altra direbbe il Segretario; pace adesso.

La NON-VIOLENZA, come il comunismo, è ad un tempo una finalità, una metodologia, un percorso.

Il comunismo, come la N-V, si può esprimere almeno in 1000 ed 1 modi come le fiabe ambientate nella magica Bagdad, oggi sconvolta nelle lacrime.

L’egemonia del mercato e l’affievolimento delle ideologie inibiscono gli slanci di partecipazione che in modo innato abitano nelle donne e negli uomini.

I miei compagni grandi del cirkolo mi hanno fatto capire la non-sufficienza (se non evanescenza) del “proselitismo” e la necessaria spontaneità del risveglio di noi giovani e delle masse in generale, un qualcosa che non dipende solo dalle contingenze, nasce da dentro.

Storie di diritti ottenuti, pratiche non-violente, partecipazione democratica, armonia con la natura, collettività, coscienza critica.. Questo è un buon inizio di campo semantico!

Il PRC deve essere al servizio di queste esigenze, esserne per lo meno il raccoglitore, e magari un trait d’union con le istituzioni.

"Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze,
resta amico dei ragazzi di strada” (Majakovskij).

Mi auguro che la fratellanza con i movimenti vada incrementandosi; la meglio Genova non va dispersa!

La negazione della violenza non è un dogma inderogabile, anni luce distano fra noi e i fondamentalismi e le torsioni integralistiche, poiché un principio assoluto rappresenterebbe esso stesso un atto violento, fuga da confronti, fobia da contaminazioni.

Ripensando la Resistenza, guardiamola in profondità, dove la storiografia ha visitato poco, quei partigiani silenziosi, senza gloria, quelli come Pavese che rapirono vite con orrore, timore, inadeguatezza, quella resistenza cattolica senza armi, ed altre ombre lucenti..

Ed oggi?

Il fatal binomio guerra-terrorismo sembra ineluttabile.

Sarebbe ottimo liberarsi dell’idea che ci sia giustificazione all’orrore se è prodotto in risposta ad altro subito in precedenza.

Sarebbe bello sposare la pratica non-violenta nell’affronto di ogni problematica e la pace come stadio al quale tendere.

Fare l’amore con la NON-VIOLENZA per partorire la pace dal grembo della società.

Più che conscio della disorganicità del mio scritto, ottimista nell’imput d’un tema da sviluppare nelle stanze del mio cirkolo e con gli amici della strada, concludo così (con Nikita ed apparente disarmonia):

Quando sono con i compagni di lavoro e di lotta, e capita persino di scoprirsi amici, e la politica che ci abita dentro come un inquilino scomodo e non come una abilità para-impiegatizia.

Quando sono con il mio amore, ieri perduto e oggi ritrovato e domani chissà, perché perdersi e ritrovarsi è un po’ il destino degli amori veri.

Quando sono solo con me stesso e mi dico tutte le verità, anche le più spiacevoli, cercando nonostante tutto di volermi bene.

10 agosto 2006

Mafia. Arrestati a Corleone due favoreggiatori di Provenzano

Cadono nella rete i primi esponenti mafiosi i cui nomi compaiono nei pizzini di Bernardo Provenzano, il boss arrestato lo scorso 11 aprile nel covo di Montagna dei Cavalli, nella campagne corleonese

da rainews24.it

CORLEONE - La Squadra mobile di Palermo ha arrestato questa mattina Francesco Grizzafi, nipote di Totò Riina, il boss mafioso arrestato nel gennaio del '93. L'accusa di associazione mafiosa ha fatto finire in manette anche Liborio Spatafora, un imprenditore di Corleone che sarebbe stato in contatto diretto con Provenzano.

Perquisite anche la casa e lo studio del fratello di Liborio, Salvatore Spatafora, medico di 60 anni. Gli investigatori sospettano che sia lui il medico che ha curato Provengano durante la latitanza. Corleone si sveglia sotto assedio Duecento investigatori, decine di auto della polizia di Stato e dei Carabinieri, con i rispettivi corpi specializzati nell'anticrimine e del Ris. Così si presentava questa mattina Corleone. Un ingente spiegamento di forze per arrestare i due favoreggiatori di Bernardo Provenzano ma anche per portare a termine perquisizioni che rientrano nell' ambito delle inchieste per svelare la ragnatela di protezioni e connivenze a cui Provenzano ha fatto ricorso riuscendo a rimanere in libertà per oltre tre decenni.

Scongiurato un omicidio Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Giuseppe Pignatone e dai Pm Michele Prestipino e Marzia Sabella, è stato sventato un omicidio. Dall'inchiesta è emerso infatti che Spatafora, attraverso Grizzaffi, chiese a Provenzano l'autorizzazione per far fuori un suo rivale. Nel covo di Montagna dei Cavalli dov'era nascosto Provenzano, è stata trovata una lettera di Grizzaffi indirizzata proprio a Binnu 'u tratturi del 12 gennaio 2005. "Carissimo zio - si legge - non so se tu già sai ma io devo dare una risposta a Lillo Spatafora che ha una questione con [omissis] con cui da sempre ha diverbi. Ora Lillo vuole essere autorizzato a levarselo di torno ed io gli dissi che ne dovevo parlare e gli davo una risposta".

I due arrestati Liborio Spatafora ha 57 anni ed è un imprenditore agricolo che gestisce nel Corleonese un oleificio e una cantina. Spatafora viene arrestato l'anno scorso in Germania quando nel cofano della sua auto viene rinvenuta una valigetta con svariate migliaia di euro contraffatti. In prigione per tre mesi, viene rilasciato grazie al pagamento della cauzione ed è tutt'ora in attesa che si svolga il processo. Francesco Grizzaffi ha invece 53 anni ed è figlio di una sorella di Totò Riina. I suoi fratelli, Giovanni e Mario, sono stati entrambi arrestati per mafia e sono già stati condannati per favoreggiamento. Ufficialmente di professione fa l'agricoltore. Grizzaffi prima dell'operazione di stamani era in regime di sorveglianza speciale, dovuto a un arresto a metà degli anni '90 per mafia. Secondo alcuni collaboratori di giustizia Grizzaffi ha avuto un ruolo nella "ripulitura" della villa di via Bernini in cui visse Totò Riina con la famiglia fino al 15 gennaio 1993, giorno del suo arresto.

La villa di via Bernini fu perquisita dai Carabinieri 16 giorni dopo l'arresto, un ritardo a detta di molti che permise ad alcune persone - fra queste dovrebbe esserci anche Grizzaffi - di eliminare tutto il materiale che sarebbe potuto servire per le indagini. Due carabinieri sono stati assolti per le vicende di via Bernini dall'accusa di aver volutamente ritardato le indagini.

9 agosto 2006

Sardegna: Gli Usa via dalla base de La Maddalena entro il 2008

Entro il primo semestre del 2008 la base Usa della Maddalena verra' dismessa. A quanto riferisce l'ufficio di presidenza della Regione Sardegna, la Marina Militare americana lo ha annunciato in una lettera fatta pervenire al ministero della Difesa italiano

da canisciolti.info

Gli americani abbandoneranno definitivamente la base della Us Navy per sommergibili a propulsione nucleare dall'arcipelago di La Maddalena, entro i primi sei mesi del 2008. A comunicarlo alla Regione Sardegna e' stato il ministero della Difesa, Arturo Parisi durante in un incontro svoltosi a Roma. Ufficiosamente, la scadenza per lo smantellamento della base nel nord della Sardegna, era circolata ai primi di giugno.

Gia' a fine maggio l'ambasciatore americano in Italia, Ronald Spogli, durante una visita a Olbia e a La Maddalena, aveva dichiarato la disponibilita' del suo governo ad avviare colloqui per stabilire tempistica e modalita' di dismissione. "Con la scomparsa dell'Urss e le nuove minacce che provengono da altre parti del mondo, la base di La Maddalena ha perso la validita' strategica che aveva 34 anni fa", aveva dichiarato Spogli, che aveva fatto tappa anche a Cagliari per un incontro con il presidente della Regione, Renato Soru, il quale fin dai giorni della sua campagna elettorale aveva sostenuto l'incompatibilita' della presenza militare con le esigenze di tutela ambientale e di valorizzazione turistica di uno dei luoghi piu' belli della Sardegna.

"Il numero di attivi delle navi americane a La Maddalena e' notevolmente diminuito rispetto a 30 anni fa", aveva ricordato Spogli, "e per di piu' con il nuovo rapporto dollaro-euro i costi sono saliti notevolmente". I sindacati confederali locali avevano appreso da alcuni militari della base in vena di confidenze al bar che "un certo Master Chief della Us Navy" aveva notificato ai militari di stanza nell'isola che la Uss Emory Land, la nave appoggio del sommergibili, avrebbe lasciato l'isola di Santo Stefano nell'ottobre 2007, con la conseguente chiusura della Naval Support Activity nel maggio 2008.

La sovranità di Cuba deve essere rispettata

da www.pane-rose.it

Appello di 400 intelletuali (di cui 8 Premi Nobel)
A causa della comunicazione di Fidel Castro sul suo stato di salute e la delegazione provvisoria dei suoi carichi, alti funzionari statunitensi hanno formulato dichiarazioni sempre più esplicite circa il futuro immediato di Cuba.

Il Segretario al Commercio Carlos Gutiérrez disse che "é arrivato il momento di una vera transizione verso una vera democrazia" ed il portavoce della Casa Bianco Tony Snow disse che il suo governo è "pronto ed ansioso per concedere assistenza umanitaria, economica e di altra natura al popolo di Cuba", ciò che è appena stato ripetuto dal Presidente Bush.

Già la "Commissione per una Cuba libera", presieduta dalla Segretaria di Stato Condoleezza Rice, aveva sottolineato in una relazione, a metà di giugno, "l'urgenza di lavorare oggi per garantire che la strategia di successione del regime di Castro non abbia successo" ed il Presidente Bush segnalò che questo documento "dimostra che stiamo lavorando attivamente per un cambiamento in Cuba, non semplicemente aspettando che succeda". Il Dipartimento di Stato ha sottolineato che il piano include misure che rimarranno segrete "per ragioni di sicurezza nazionale" e per assicurare la loro "effettiva realizzazione".

Non è difficile immaginare il carattere di tali misure e della "assistenza" annunciata se si tiene in conto la militarizzazione della politica estera dell'attuale amministrazione statunitense e la sua attuazione in Iraq.

Davanti a questa minaccia crescente contro l'integrità di una nazione, la pace e la sicurezza in America Latina e nel mondo, noi sotto firmatari esigiamo che il governo degli Stati Uniti rispetti la sovranità di Cuba. Dobbiamo impedire ad ogni costo una nuova aggressione.

Firmatari:

José Saramago, Portugal • Wole Soyinka, Nigeria; • Adolfo Pérez Esquivel, Argentina • Dario Fo, Italia • Desmond Tutu, Sudáfrica • Rigoberta Menchú, Guatemala • Nadine Gordimer, Sudáfrica • Zhores Alfiorov, Rusia • Noam Chomsky, EEUU • Oscar Niemeyer, Brasil • Harry Belafonte, EEUU • Mario Benedetti, Uruguay • Ignacio Ramonet, España-Francia • Danny Glover, EEUU • Samir Amin, Egipto • Alfonso Sastre, España • Francois Houtart, Bélgica • Eduardo Galeano, Uruguay • Juan Gelman, Argentina • Frei Betto, Brasil • Pablo González Casanova, México • Russell Banks, EEUU • Bernard Cassen, Francia • Ernesto Cardenal, Nicaragua • Angela Davis, EEUU • Ariel Dorfman, Chile • Tom Morello, EEUU • Walter Salles, Brasil • Manu Chao, Francia • Blanca Chancosa, Ecuador • Egberto Gismonti, Brasil • Alice Walker, EEUU • István Mészáros, Hungría • Fredric Jameson, EEUU • Jorge Enrique Adoum, Ecuador • Fernando Birri, Argentina • Leonardo Boff, Brasil • David Viñas, Argentina • Emilio Carballido, México • José Luiz del Roio, Italia • Hebe de Bonafini, Argentina • Thiago de Mello, Brasil • Boaventura de Sousa, Portugal • Armand Mattelart, Bélgica • William Blum, EEUU • Miguel Bonasso, Argentina • Chico Whitaker, Brasil; María Rojo, México • Idea Vilariño, Uruguay • Belén Gopegui, España • Diamela Eltit, Chile • Atilio Borón, Argentina • Luciana Castellina, Italia • Ramsey Clark, EEUU • Luis Britto García, Venezuela • Stephen Rivers, EEUU • Miguel D’Escoto, Nicaragua • Stella Calloni, Argentina • Emir Sader, Brasil • Daniel Viglietti, Uruguay • Lucius Walker, EEUU • Piero Gleijeses, Italia-EEUU • James D. Cockcroft, EEUU • Aníbal Quijano, Perú • Theotonio dos Santos, Brasil • Pablo Guayasamín, Ecuador • Leonard Weinglass, EEUU • Susu Pecoraro, Argentina • Francisco de Oliveira, Brasil • Graciela Duffau, Argentina • Fernando Rendón, Colombia • Luis Sepúlveda, Chile • Fernando Pino Solanas, Argentina • Michael Löwy, Brasil • Pascual Serrano, España • Jorge Rufinelli, Uruguay • James Petras, EEUU; Keith Ellis, Jamaica- Canadá • Tristán Bauer, Argentina...

7 agosto 2006

Non serve un grande medico ma una tessera di partito

di Marco Cedolin
da megachip.info

Lo chiamano “spoil system” e tradotto nella lingua che ci dovrebbe essere propria significa pressappoco rivoluzionare politicamente tutti i vertici delle varie istituzioni esistenti nel paese ad ogni cambio di colore della maggioranza di governo.In una dimensione politica come quella del nostro paese, ormai da un paio di decenni in balia dell'alternanza, la pratica d'insediare sulle poltrone che contano l'amico o l'amico del partito, scalzando il predecessore senza curarsi dei risultati del suo operato, si qualifica come esercizio scarsamente virtuoso e spesso nocivo nell'ottica di una buona gestione della “cosa pubblica”.

In questa sorta di resa dei conti quinquennale sarebbe auspicabile che i “tagliatori di teste” facessero ricorso almeno ad un minimo di logica e sensibilità quando si apprestano a falcidiare settori altamente delicati quali la salute pubblica e la ricerca. Settori in cui i programmi portati avanti nelle singole strutture sono spesso a medio termine e travalicano abbondantemente il battito di ciglia di una legislatura.

Logica e sensibilità non sono certo venute in soccorso del neo ministro della Salute Livia Turco che procedendo nell'applicazione dello “spoil system” ha pensato bene di sostituire alla Direzione scientifica dell'Istituto dei tumori Regina Elena di Roma, il professor Francesco Cognetti (reo di essere stato a suo tempo nominato da Berlusconi) oncologo di fama internazionale, con l'epidemiologa dottoressa Paola Mutti.

Senza sindacare sulla valenza professionale specifica di entrambi i soggetti in questione, (su quella del ministro sarebbe invece logico azzardare più di qualche ragionevole dubbio) fermo restando la convinzione che trattandosi di lotta ai tumori la figura di un oncologo fosse quanto mai appropriata, ciò che colpisce maggiormente è l'assoluto disinteresse dell'autorità politica nei confronti dei risultati che il professor Cognetti (nella foto) ha ottenuto durante questi anni.

In un paese come l'Italia dove per acquistare la proprietà di una farmacia occorre per forza essere medici ma può bastare una laurea in filosofia per diventare ministri della salute tutto sembra piegarsi alla logica dei partiti che distribuiscono il potere talvolta in spregio alle più elementari regole del buon senso.

Il filosofo Livia Turco non ha tenuto conto del notevole prestigio di cui il professor Cognetti gode anche a livello internazionale e neppure del fatto che in 5 anni sia riuscito ad incrementare concretamente dell'800% le ricerche scientifiche sul cancro. Non ha tenuto conto del fatto che nello stesso periodo grazie all'attività “promozionale” del professor Cognetti l'entità dei finanziamenti sia pubblici che privati verso l'Istituto sia più che raddoppiata, nonostante i tagli ai fondi per la ricerca presenti nelle ultime finanziarie.

Così come non ha tenuto conto del fatto che il professor Cognetti ha recentemente elaborato un interessante progetto nel campo dell'oncologia molecolare che, se portato avanti, nei prossimi anni potrebbe produrre ottimi risultati.

La decisione ha sollevato molte polemiche non solo da parte degli esponenti del mondo scientifico, ma anche di molti uomini politici sia di opposizione che di maggioranza.

E' drammatico constatare come in un mondo politico che si finge sensibile alla meritocrazia e al conseguimento dei risultati i pochi personaggi che si sono distinti per la propria competenza e professionalità finiscano immolati sull'altare delle tessere di partito, con il risultato spesso disastroso di vanificare l'ottimo lavoro che stavano conducendo.