20 ottobre 2006

UN’ALTRA STORIA

UN’ALTRA STORIA è il progetto promosso con la candidatura di Rita Borsellino a Presidente della Regione Siciliana. Un progetto che ha come obiettivo la costruzione e l’alternativa culturale e politica in Sicilia nella prospettiva della società di giustizia.
L’antimafia, la cultura delle differenze, della pace e della nonviolenza, la giustizia sociale, lo sviluppo autonomo inteso come crescita qualitativa di territori e comunità, sostenibile sul piano sociale ed ambientale e rispettoso delle tradizioni e dei modi di vita dei luoghi, rappresentano i punti di riferimento forti di tutto l’itinerario.
La strada che abbiamo intrapreso punta ad una riforma sostanziale della politica come impegno costante mirato a costruire il bene comune in una dimensione di gratuità ed a rigenerare la democrazia, ridando centralità al presupposto partecipativo e determinando condizioni che favoriscano un proficuo rapporto di complementarietà tra democrazia partecipativa e democrazia rappresentativa.

E’ in questo contesto che la società è chiamata ad un nuovo e responsabile protagonismo, attraverso processi partecipativi che rendano più fitto il tessuto sociale e lo arricchiscano di beni relazionali, per produrre un forte rinnovamento ed una reale democratizzazione delle istituzioni.
I Cantieri tematici regionali, quelli comunali e territoriali, già sperimentati in fase di elaborazione del programma, assumono importanza di rilievo in quanto rappresentano gli strumenti attraverso cui si esercita la partecipazione e si valorizzano le risorse su una dimensione politica propriamente progettuale.
UN’ALTRA STORIA poggia quindi il suo agire sull’azione sinergica fra i partiti siciliani dell’Unione, le forze organizzate della società, le diverse espressioni di socialità dal basso, i luoghi della partecipazione, protesi insieme verso il cambiamento. Per rendere credibile e realizzabile quello un vero e proprio processo di “liberazione” della Sicilia.

Sabato 28 ottobre 2006 dalle ore 10.00 alle ore 18.30 presso l’hotel Astoria Palace di Palermo è in programma la CONVENZIONE REGIONALE di UN’ALTRA STORIA, con la partecipazione dei partiti dell’Unione, i parlamentari siciliani regionali, nazionali ed europei, i rappresentanti delle forze sociali, le cittadine ed i cittadini dei Cantieri Tematici e Territoriali.
All’iniziativa parteciperà l’ON.le Giulio Santagata, Ministro per l’Attuazione del Programma del governo Prodi ed i lavori saranno conclusi da Rita Borsellino che rinnoverà il patto con le siciliane ed i siciliani.

MESSINA: INCHIESTA SUGLI INTERESSI DELLE COSCHE NELLE CORSE CLANDESTINE

PLAUSO DELLA LAV CHE RIVOLGE UN APPELLO AL PROCURATORE
ANTIMAFIA GRASSO: CONTRO LA RECRUDESCENZA DELLA ZOOMAFIA
IN SICILIA SI AVVIINO SPECIFICHE INDAGINI

Nuovo intervento della Polizia di Stato a Messina contro le corse
clandestine di cavalli: fra gli arrestati dell'operazione ''Staffetta''
condotta ieri dalla Squadra mobile contro la famiglia mafiosa del boss
Giacomo Sparta', detenuto, che controlla la zona sud di Messina, figurano
numerosi elementi criminali che erano specializzati nelle corse clandestine
di cavalli organizzate nelle vie cittadine. L'ottima inchiesta della Polizia
ha pure accertato che gli animali sfruttati erano anche dopati: i farmaci
venivano prelevati da ospedali cittadini, grazie a dipendenti compiacenti, e
consegnati a Mario Crisafi, indagato, guardia giurata presso alcuni nosocomi
messinesi.

La LAV - cosi' come aveva fatto lo scorso giugno in occasione di un altro
blitz della Questura di Messina, sempre contro le gare ippiche clandestine -
esprime vivo apprezzamento e plauso per la brillante operazione della
Polizia e per l'impegno del Gip Maria Eugenia Grimaldi e del sostituto
procuratore della DDA di Messina Rosa Raffa. La LAV si augura che le
accertate gravissime complicita' nell'ambito ospedaliero vengano
esemplarmente punite e che ai personaggi coinvolti nello sfruttamento dei
cavalli vengano applicate le pene massime della legge 189/2004 contro il
maltrattamento degli animali: chiunque promuove, organizza o dirige
competizioni non autorizzate tra animali è punito con la reclusione da uno a
tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. Intanto la LAV chiede che
i competenti organi amministrativi degli ospedali coinvolti provvedano a
sospendere dal lavoro quei dipendenti che trafugavano i medicinali usati
come doping per i cavalli, e che la Prefettura di Messina revochi subito la
qualifica di guardia giurata al Crisafi.

Come dimostrato dalle numerose indagini di polizia, negli ultimi anni in
Sicilia si e' assistito ad una recrudescenza esponenziale del fenomeno
dell'ippica clandestina e del relativo giro d'affari delle scommesse
gestito da organizzazioni malavitose. Secondo la LAV, si tratta ormai
di un fenomeno di ampie proporzioni, diffuso in ogni provincia dell'Isola,
divenuto una realta' criminale preoccupante che si è sviluppata a causa
del ferreo controllo mafioso del territorio. Le corse abusive di cavalli
costituiscono per le organizzazioni criminali un sicuro e redditizio
investimento dei propri illeciti introiti economici: una sola corsa puo'
fruttare fino a 50.000 euro.
Per questi motivi la LAV chiede al Procuratore nazionale antimafia, Pietro
Grasso, alle Forze dell'Ordine ed agli Organi inquirenti siciliani di
avviare specifiche indagini ed inchieste contro gli interessi criminali
nelle corse ippiche clandestine e, in generale, gli altri aspetti della
zoomafia.

In proposito l'Osservatorio Zoomafia LAV ricorda che in passato proprio a
Messina e' stata accertata la presenza mafiosa nelle gare ippiche: nel 2002,
con l'operazione ''Game over'' contro il clan del rione Giostra, la DDA e la
Squadra Mobile messinesi accertarono che fra le attivita' criminali del
gruppo vi erano proprio le corse di cavalli ed i combattimenti tra cani, poi
confermate dalle dichiarazioni del pentito Antonino Strabuzzi.

La 'vocazione criminale' alle corse di cavalli della famiglia mafiosa del
boss Sparta', infine, e' stata evidenziata anche nella relazione conclusiva
della Commissione parlamentare antimafia, approvata il 18 gennaio 2006 (Tomo
I, pagg. 357- 358): ''il clan Sparta', operante nel villaggio S. Lucia sopra
Contesse, nella zona sud della città. Retto dal boss Giacomo Sparta',
detenuto in regime di cui all'art. 41-bis o. p., svolge attivita' criminali
di vario genere, spaziando dal traffico di sostanze stupefacenti
all'estorsione, alla gestione di corse clandestine, ai reati in materia
di armi. (.) Come testimoniato dal rilevante numero di operazioni
antimafia compiute nel corso degli ultimi anni e delle quali hanno
riferito i responsabili dell'apparato di prevenzione e repressione, le
organizzazioni cittadine appaiono interessate alle attivita' criminali
tradizionali: traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni, in primo
luogo, ma anche inserimento in attivita' economiche di rilievo pubblico
o gestione di corse e scommesse clandestine''.

20.10.2006

Da destra ancora polemica contro il Prc che dedica a Carlo Giuliani il suo ufficio a Palazzo Madama

di Sara Schiarizza

Una polemica assurda. La decisione dei senatori del Prc di intitolare a Carlo Giuliani la sede dell’ufficio di presidenza del gruppo ha fatto gridare allo scandalo. Per primi sono i giovani di Forza Italia a parlare di «provocazione gratuita» e «legittimazione dell’uso della violenza per l’affermazione delle proprie idee». Il deputato leghista Paolo Grimoldi, affinché il nobel per la satira non venga assegnato all’altro esponente di partito, il “vignettista” Calderoli, la butta sullo scherzo, con una battuta triviale: «Gli intitolino la cella di un carcere». Il Sap, sindacato autonomo della polizia, legge, nella decisione, un’«offesa alle istituzioni, alle forze dell’ordine e al buon senso».

E manifesta adesione alla lettera inviata da Carlo Giovanardi, ex ministro Udc, ed altri deputati al presidente della Repubblica nella sua qualità di comandante delle Forze armate. Perché per loro «Giuliani tentava di linciare, insieme ad un gruppo di violenti facinorosi mascherati e armati di spranghe, giovani carabinieri di leva, già feriti durante l’aggressione». Molto più semplicemente, Giuliani era un partecipante ad una manifestazione regolarmente autorizzata, trovatosi nel mezzo di una carica illegittima dei carabinieri, come accertato dalla commissione conoscitiva.

A rispondere alle polemiche sono i promotori dell’iniziativa, il capogruppo Rc al senato, Giovanni Russo Spena, e i vicepresidenti Rina Gagliardi e Tommaso Sodano: la lettera di Giovanardi &Co «è per diversi motivi poco comprensibile. La sensibilità istituzionale del Capo dello stato è troppo alta perchè possa accogliere la richiesta di violare l’autonomia di un gruppo parlamentare. L’accusa di ledere con l’iniziativa la memoria degli esponenti delle Forze dell’ordine caduti nell’adempimento del loro dovere è poi completamente assurda».

da liberazione.it

19 ottobre 2006

Comitati a confronto: Come continuare con Rita?

L'ALTRA VITTORIA è uno dei COMITATI X RITA, che ha la propria sede a Vittoria (RG).
Ha partecipato alla raccolta delle sottoscrizioni a sostegno di Rita (ca. 1000 firme raccolte) e ai "Cantieri".
Ultimata la fase elettorale regionale, sentiamo che occorra una riflessione forte tra tutti i Comitati per non disperdere questa importantissima esperienza che ha visto protagonista, accanto ai partiti, gran parte della "Società Civile" siciliana, come non accadeva da molti anni. Tanti "frammenti" si sono incontrati, guardando a Rita con speranza, perchè nel suo progetto (diventato nostro) si sono riconosciute le ansie di una "riforma della politica" autentica, sincera, non gridata ma praticata nei territori.

Come "CONTINUARE CON RITA?". Questo è il punto. Noi pensiamo che occorra mettere in campo una riflessione comune, che aiuti la nostra "Presidente" e i suoi collaboratori ad assumere le decisioni migliori. Guardando soprattutto a 2 cose: l'esigenza di sperimentare forme che possano "tenere insieme" i Comitati, rendendoli soggetti attivi e protagonisti nelle Città e nel territorio (non tutti, infatti, sono espressione più o meno diretta di partiti politici); l'esigenza di "rilanciare" il Progetto-Rita in modo da renderlo ancora più "seducente" (perdonate il termine) per tante cittadine e cittadini della nostra Sicilia (compresi quelli che non l'hanno compreso immediatamente).
E allora, proponiamo a tutti i Comitati di iniziare un dibattito tra di noi. E a questo scopo, intendiamo mettere a disposizione di tutti il nostro sito WWW.LALTRAVITTORIA.IT, un sito che, in poco più di un anno, ha superato i 3500 contatti unici. Noi desidereremmo che questo sito potesse essere uno dei punti (pur limitati) di riferimento per questo dibattito.
Tutte le opinioni saranno ospitate. Ci sono solo tre regole: a) sottoscrivere gli articoli con nome e cognome (o con sigla di partito o movimento, in tal caso indicando il legale rappresentante); b) attenersi al tema del dibattito "CONTINUARE CON RITA" (in caso contrario, il contributo sarà pubblicato nella Sezione "Di tutto e di più"); c) evitare (lo diciamo per pura formalità) espressioni con consone ad un dibattito CIVILE.

IL dibattito che abbiamo appena "lanciato" ha dunque il titolo "CONTINUARE CON RITA. COME?". Ci sono poi altri dibattiti, ma di rilievo locale.
Ti invitiamo a partecipare al dibattito. Basterà trasmettere una e-mail cliccando nella parte centrale (in blu) del sito sopra il tema citato. L'intervento sarà pubblicato entro 24 ore in forma integrale, a meno che, a giudizio della Redazione, possa comportare, per il linguaggio utilizzato, responsabilità giuridiche per l'Editore. In tal caso, ne sarà data puntuale comunicazione.
Con l'occasione, ricordiamo a tutti l'importante Convegno di giorno 4 novembre (che trovi nella stessa sezione "Iniziative") al quale sei fin d'ora invitato, Convegno che sarà quasi certamente concluso da Rita Borsellino.

L'ALTRA VITTORIA

18 ottobre 2006

Io sono la legge

Bush firma il provvedimento sugli interrogatori dei presunti terroristi, permettendo i processi militari

di Alessandro Ursic
da peacereporter.net

Oggi George W. Bush firmerà, facendola entrare in vigore, la legge da lui fortemente voluta sugli interrogatori dei sospetti terroristi. Potranno così iniziare i processi militari ad alcuni presunti terroristi detenuti a Guantanamo, aggirando la sentenza della Corte Suprema dello scorso giugno, che li definiva incostituzionali. Per i critici, la legge permetterà interrogatori che possono costituire tortura.

Il presidente statunitense George W. BushLegge voluta dalla Casa Bianca. Il Military Commissions Act è stato approvato a larga maggioranza dal Congresso a fine settembre, dopo la pressione della Casa Bianca. Da una parte, la legge protegge i detenuti da un trattamento “crudele e inumano” durante gli interrogatori, dall’altra però impedisce loro di ricorrere alle corti federali contro la loro detenzione. Verranno così annullati gli effetti del pronunciamento della Corte Suprema, che riconosceva il diritto dei detenuti di Guantanamo di accedere alle corti federali, secondo le leggi esistenti. Solo che ora le leggi sono cambiate. Con la firma presidenziale sul Military Commissions Act, potranno così ricominciare i processi militari e solo quelli.

Processi militari. Il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha detto di aspettare che “nel giro di un mese o due si passerà alla fase processuale”. Saranno processi con regole un po’ diverse dalle solite: per esempio, contrariamente a quanto avviene nelle cause civili, le commissioni militari potranno considerare anche le testimonianze rese non in aula, se il giudice ritiene che siano attendibili. Con la nuova legge, l’amministrazione Bush potrà anche continuare gli interrogatori di sospetti terroristi nelle prigioni segrete della Cia, la cui esistenza è stata confermata per la prima volta da Bush il mese scorso.

Un'immagine del centro di detenzione nella base di GuantanamoRischio di abusi. E’ controversa anche la parte riguardante gli interrogatori. La legge concede al presidente il potere di “interpretare il significato e l’applicazione” degli standard internazionali riguardo al trattamento dei prigionieri, cioè le convenzioni di Ginevra. Secondo la Casa Bianca, l’Act proteggerà i detenuti da stupri e torture. Ma i gruppi per i diritti umani sostengono che la nuova legge darà mano libera, con consenso presidenziale, a tecniche di interrogatorio che costituiscono abusi, come la privazione del sonno, le minacce di annegamento e la custodia dei detenuti recalcitranti in celle gelide.

Inchiesta: Morte a Ragusa

Sicilia - Il libro-dossier di Carlo Ruta consente di comprendere alcuni aspetti essenziali che fino a oggi sono state taciuti.

L’assassinio dell’ingegnere Angelo Tumino (costruttore edile fallito, fascista da sempre); e su quello del giovane giornalista de “L’Ora” e de “l’Unità” Giovanni Spampinato che indagava sugli intrecci esistenti, nella Sicilia orientale, tra neofascismo, mafia agraria, agenti dei colonnelli greci, contrabbando di armi e droga.

BRACCIA RUBATE...

da controvento

di Claudio Fava

Scrive La Sicilia, house organ della Stretto di Messin a SpA, che l’Unione Europea destinerà i denari stanziati per il ponte ad altra opera pubblica, magari la TAV. Così, chiosa l’editoriale della Sicilia, quei soldi - promessi inizialmente al Sud - se ne andranno al Nord. Per colpa del governo Prodi degli ambientalisti, dei pasdaran della sinistra plutoradicalgiudaica e via cantando. Aggiunge La Sicilia che la notizia arriverebbe da Van Miert, “tutor” del ponte sullo stretto.

Tutor del ponte? Soldi tolti alla Sicilia? Se questo fosse un esame di giornalismo, l’editorialista della Sicilia verrebbe bocciato per aver fabbricato una notizia totalmente falsa. Per tre ragioni.

La prima. Van Miert non è tutor di nulla: è solo il coordinatore del gruppo di saggi (che di saggio hanno ben poco: ciascuno di loro era solo un funzionario del governo che rappresentava) che valutano i progetti per la realizzazione dei “corridoi europei”. Fino ad oggi, quei progetti sono una quarantina, in mezzo ci stanno strade, tunnel, ferrovie, porti, viadotti. E ponti.

La seconda. Van Miert non può dirottare fondi da un progetto all’altro per la semplice ragione che non dispone di un solo centesimo. Chi partecipa (eventualmente) al finanziamento dei manufatti è la Banca Europea. Che del signor Van Miert se ne impippa: il loro intervento a sostegno di un progetto è legato a valutazioni di natura puramente finanziaria ed economica: tempi di realizzazione, fattibilità tecnica, sostenibilità economica, margini di reddito, etc. Van Miert può anche suggerire di destinare i denari (ma quali denari, poi? Ne parliamo tra un istante…) del ponte alla prossima spedizione su Marte. Sarebbe una sua pregevolissima idea, che vale come le formazioni della nazionale che detto io al bar dello sport.

La terza. Non c’è mai (dico MAI) stato il becco di un quattrino per il ponte. E non verrà dirottato il becco di un quattrino sulla TAV. Per la semplice ragione che nessuna delle condizioni pretese dalla Banca Europea era stata rispettata. Quando sua eccellenza Berlusconi chiese al suo funzionario nel Comitato dei Saggi di inserire il ponte come priorità del governo italiano, rinviò ad una fase successiva la comunicazione dei parametri di fattibilità tecnica e finanziaria. Mai comunicati alla Banca Europea. Che non ha mai (ripeto: MAI) preso neppure in considerazione la possibilità di accantonare un solo euro per il ponte.

Cronache marziane. No. Bastava spedire un reporter alfabetizzato a Bruxelles per sentirsi spiegare le cose che ripetiamo da alcuni anni (ma noi, si sa, siamo la sinistra dempoplutoetc.). Ai miei tempi, tempi di onesti giornalismo, quando qualcuno s’inventava una bufala di tal fatta solo per mettere in croce una parte politica, la sentenza sarebbe stata senza appello: braccia rubate all’agricoltura.

17 ottobre 2006

Le inchieste di Carlo Ruta in tribunale

In risposta all'assurda condanna carceraria comminata allo storico Carlo Ruta, reo di aver firmato una intervista sul sito "Accadeinsicilia", oscurato d'autorità nel dicembre 2004, sono pervenute testimonianze di solidarietà da tanti cittadini e prese di posizione da importanti sedi associative della società civile. A tutti rivolgiamo un sentito grazie, augurandoci che a tali attestazioni di sostegno se ne aggiungano numerose altre.

Si ha motivo di credere che questa condanna carceraria, desiderata dai poteri forti dell'est siciliano, area in cui maggiormente si è condensata l'inchiesta sociale di Carlo Ruta, potrebbe incentivarne altre a breve, dal momento che è andato attuandosi nell'ultimo periodo un vero e proprio assedio giudiziario. Infatti, dietro denunce del procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera e dell'avvocato Carmelo Di Paola, esponente di primissimo piano della BAPR, che in questo momento costituisce la maggiore banca a struttura siciliana, di qui al gennaio prossimo si svolgeranno altri sei processi che vedranno Carlo nelle vesti di imputato. Ed è opportuno, a questo punto, darne una minima informazione, perché il silenzio su tale difficile situazione non agevoli ulteriori atti che pongono in serio pericolo la libertà materiale di un operatore della comunicazione e offendono profondamente il diritto di espressione e di critica, sancito dall'articolo 21 della Costituzione.

Dal 16 ottobre Carlo Ruta verrà processato a Messina solo perché ha pubblicato sul suo sito un'istanza al CSM firmata da un ex dirigente del palazzo di giustizia di Ragusa, Ignazio Andolina, pure lui querelato e però prosciolto in sede istruttoria da ogni accusa.

Dal 10 novembre si avvierà a Ragusa il processo civile per risarcimento danni promosso da Di Paola, contestuale a quello appena conclusosi a Messina con la condanna a otto mesi di carcere. Va ricordato che è stato tale atto giudiziario, in sede appunto civile, a dare l'input per l'oscuramento preventivo di Accadeinsicilia nel dicembre 2004.

Su denuncia del procuratore Fera, il 14 novembre Carlo, in quanto curatore del blog di documentazione Accadeinsicilia., verrà processato presso il tribunale di Modica per stampa clandestina; reato che prevede fino a un anno di carcere. E non è il caso di spendere molte parole sulla gravità di tale fatto, specie in un momento come quello attuale, nel quale sempre più i potentati del paese fanno mostra di voler liquidare la libertà del web con ogni mezzo, anche a colpi di codice penale.

Dal 15 novembre, ancora su iniziativa del procuratore Fera, Carlo Ruta verrà processato presso il tribunale di Palermo per aver pubblicato in un libro, edito appunto a Palermo, un testo sul caso Spampinato per il quale era stato già processato a Messina, perché era già apparso su Accadeinsicilia.

Il 14 dicembre si terrà, presso il tribunale di Modica, l'udienza preliminare di un procedimento penale per diffamazione promosso ancora da Di Paola, per una intervista, nell'ambito della quale un socio storico della BAPR, il catanese Enrico Lentini, anch'esso querelato, esponeva delle censure sulla conduzione della banca, che peraltro avevano già prodotto l'apertura di un'istruttoria giudiziaria.

A gennaio 2007 si avvierà il processo per un articolo, poi quasi interamente ripreso da un'interrogazione parlamentare del segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto, sulla situazione della giustizia a Ragusa. E non manca qui un risvolto paradossale. Per tale ulteriore querela del procuratore Fera, presso il tribunale di Messina, non si sa per quale motivo, sono state aperte infatti due istruttorie e non una, da due distinti pubblici ministeri. Quindi Carlo è stato due volte rinviato a giudizio, e dovrebbe apparire in due distinti dibattimenti, a gennaio appunto, e nel mese successivo. La cosa non è ovviamente praticabile, ma dice a sufficienza del clima giudiziario in atto, non propriamente sereno.

Per testimonianze:
carlo.ruta@tin.it
accadeinsicilia@tiscali.it

16 ottobre 2006

Genova 2001-2006

"Ragazzi, voi siete il futuro della Calabria"

IL TESTAMENTO POLITICO ED UMANO LASCIATO DA FRANCESCO FORTUGNO AI GIOVANI CALABRESI


«Noi dobbiamo ritornare a fare politica, dobbiamo far sì che voi giovani crediate in noi che la facciamo tutti i giorni, in modo da invogliarvi, interessarvi e coinvolgervi direttamente, sempre di più.
Perché, vedete, voi siete il futuro, voi siete il rinnovamento, voi sarete i futuri amministratori di questa Calabria e di questa Italia. E non è possibile che voi vi disinteressiate di politica, perché altrimenti un domani non ci saranno persone competenti, capaci, ma soprattutto “limpide”, che andranno ad occupare i posti che noi dovremo ovviamente lasciarvi.
Quindi noi abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo svolgere bene la nostra attività, dobbiamo essere trasparenti; in modo che si desti un vero interesse, che non si dica che il politico è un imbroglione, uno che comunque non dice la verità o uno che prende in giro la gente solo per carpirne i voti, creando clientele.
Però noi abbiamo un’arma: noi votiamo.
E allora siamo noi che abbiamo il dovere morale, prima che civile, di scegliere tra i vari candidati che ci sono in campo quelli più affidabili, quelli più “puliti”. Ma consentitemi anche di dire che, purtroppo, un po’ la colpa è anche nostra se oggi c’è qualche politico, più di un politico, che non fa il suo dovere o che, peggio ancora, fa qualcos’altro».

Noi dobbiamo ritornare a fare politica, dobbiamo far sì che voi giovani crediate in noi che la facciamo tutti i giorni, in modo da invogliarvi, interessarvi e coinvolgervi direttamente, sempre di più.
Perché, vedete, voi siete il futuro, voi siete il rinnovamento, voi sarete i futuri amministratori di questa Calabria e di questa Italia. E non è possibile che voi vi disinteressiate di politica, perché altrimenti un domani non ci saranno persone competenti, capaci, ma soprattutto “limpide”, che andranno ad occupare i posti che noi dovremo ovviamente lasciarvi.
Quindi noi abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo svolgere bene la nostra attività, dobbiamo essere trasparenti; in modo che si desti un vero interesse, che non si dica che il politico è un imbroglione, uno che comunque non dice la verità o uno che prende in giro la gente solo per carpirne i voti, creando clientele.
Però noi abbiamo un’arma: noi votiamo.
E allora siamo noi che abbiamo il dovere morale, prima che civile, di scegliere tra i vari candidati che ci sono in campo quelli più affidabili, quelli più “puliti”. Ma consentitemi anche di dire che, purtroppo, un po’ la colpa è anche nostra se oggi c’è qualche politico, più di un politico, che non fa il suo dovere o che, peggio ancora, fa qualcos’altro».

Francesco Fortugno

tratto ammazzatecitutti.org

vedi anche
http://www.gianlucacongiusta.org/

15 ottobre 2006

Roberto Saviano: Il Sistema Camorra

Roberto Saviano - scrittore. Risiede a Napoli ed è aprezzato autore di inchieste sulla camorra, di cui parla anche in questo intervento.

"...l'errore più grave che si fa quando si osserva il fenomeno camorra e quello di considerarlo un fenomeno criminale quando invece è un fenomeno di potere dove l'aspetto criminale e solo uno degli aspetti ".

Video intervista

http://www.sosteniamosaviano.net/

N.B. Il filmato e disponibile da una collaborazione con Arcoiris Tv