3 novembre 2006

Haidi Giuliani: "Ho forti dubbi che sia stato Placanica a sparare a Carlo"

Haidi Giuliani racconta la vicenda di Carlo Giuliani e Piazza Alimonda; ricostruisce, anche, alcuni dei momenti più inquietanti di quelle giornate di scontri del G8 di Genova del 2001.


di Cesare Piccitto

L'intervista puoi leggerla o ascoltarla su:

http://artenamir.interfree.it/stampa.htm
(puoi scaricare il file audio dell'intervista)


http://www.namir.it/irradio/scarica.htm (puoi scaricare il file audio dell'intervista)

invisibile.135.it per streaming audio (cliccare Play)


isolapossibile.it (testo e audio)


girodivite.it (testo e audio)


Si ringrazia lo studio di registrazione "Open Gate" e Michele per la collaborazione tecnica. Prossimamente l'inserimento dell'intervista in un film.

The Disney Trap: il video pro copyleft di Monica Mazzitelli

Monica Mazzitelli, una delle anime de i Quindici, ha realizzato un video low budget sui paradossi e le autentiche ruberie che la legge sul copyright impone. Proponiamo qui il suo cortometraggio: è in inglese, ma sottotitolato in italiano, e merita di essere visto: il suo titolo completo è The Disney Trap: How Copyright Steals Our Stories.

da carmillaonline

Gabriele Torsello è libero

Afghanistan - 03.11.2006

Emergency comunica il rilascio del fotoreporter italiano rapito il 12 ottobre

Gabriele Torsello è stato liberato. Lo annuncia Emergency con questo comunicato:
"Oggi, venerdì 3 novembre, intorno alle 10 ora italiana (le13.30 in Afghanistan) una telefonata all'ospedale di Emergency a Lashkar-Gah ha indicato che sulla strada per Kandahar si sarebbe potuto trovare Gabriele Torsello liberato. Un membro afgano dello staff di Emergency, viaggiando nella direzione indicata, ha trovato Gabriele Torsello e lo ha accompagnato da incaricati del governo italiano. Emergency ha immediatamente avvertito i familiari, il ministero degli Esteri e l'ambasciatore italiano a Kabul."

Il fotoreporter italiano era stato rapito in Afghanistan il 12 ottobre.

da peacereporter.net

Caso Ruta: 8 mesi di carcere per chi non abbassa la testa

di Lorenzo Misuraca

Due Italie convivono nel mondo dell’informazione. Mentre i giornalisti scioperano per il rinnovo del contratto bloccato da anni, nel profondo Sud si lotta ancora per il diritto elementare alla libertà di espressione. A Carlo Ruta, la lotta è costata 8 mesi di galera. Storico e autore di attente inchieste sui rapporti tra mafia, banche e giustizia, Ruta ha ricevuto dal tribunale di Messina una condanna di primo grado senza precedenti: otto mesi di carcere, per aver riportato sul suo sito internet la testimonianza di un ex funzionario pubblico relativamente a una storia di tangenti milionarie.

Qual è il caso attorno a cui ruota la denuncia che ha portato alla sua condanna?
Il caso riguarda un affare di un certo rilievo economico. Nell’agosto 2001 una impresa immobiliare di Ragusa, la Ellepi Srl acquista un capannone rustico per poco più di 300 milioni di lire, per venderlo, appena a distanza di un giorno, all’Amministrazione Provinciale di Ragusa per un miliardo e mezzo di lire. Sin da subito la cosa è apparsa alquanto sospetta Di fatti se n’è occupata anche la magistratura.

Giungendo a quali conclusioni?
Il caso, dopo alcuni anni di indagini di Polizia Giudiziaria, è stato archiviato, nonostante lo stesso procuratore di Ragusa, Agostino Fera, avesse messo per iscritto che si presentava fumoso.

Chi aveva sollevato il caso?
A sollevare il caso era stato Sebastiano Agosta, un ex funzionario dell’Amministrazione Provinciale, che aveva concorso alla gara, presentando una propria offerta. Questo signore, di 75 anni, mi ha detto che era in grado di documentare la torbidezza dell’affare. E in effetti mi ha permesso di leggere importanti documenti. Naturalmente, ho accolto la sua testimonianza.

Ci parli di Agosta.
È un geometra, quindi un addetto ai lavori, a conoscenza del valore effettivo dell’immobile, e a conoscenza dei documenti che ne dichiaravano il prezzo di vendita. D’altra parte, la testimonianza di Agosta veniva sostenuta da un altra persona che ho potuto intervistare: Elio Giannì, comproprietario dell’immobile che era stato ceduto alla Ellepi per poco più di 300 milioni di lire. E ho riscontrato che le convergenze erano assolute. Il che mi ha fatto comprendere che potevo ritenere Agosta una fonte pienamente attendibile.

Ruta, perché è stato condannato a 8 mesi?
Sono stato condannato semplicemente perché ho dato spazio sul sito accadeinsicilia, nell’ottobre dello scorso anno, alla testimonianza virgolettata di Agosta

La sentenza contesta la veridicità delle parole di Agosta?
Non si è entrati assolutamente nel merito della veridicità di quello che ha detto Agosta nel corso dell’intervista, a parte alcuni dettagli che sono stati considerati diffamatori, integrati quindi nel testo delle querele.

Quale parte della testimonianza di Agosta lle è costata la condanna?
Agosta ha rilevato che l’inchiesta della magistratura a un certo punto si è arenata ed è finita in archiviazione. Ha espresso, in particolare, delle critiche nei riguardi del procuratore della repubblica Agostino Fera, che ha curato personalente l’istruttoria. Si è trattato certo di critiche di una certà grevità, ma non è andato oltre, di certo non si è spinto fino alla diffamazione. Simili censure alla magistratura sulla stampa vengono espresse con regolarità, direi giornaliera, ma solitamnte non si finisce per questo in tribunale. Invece nel caso in esame è stata pretesa e ottenuta addirittura la condanna carceraria. E la cosa è tanto più grave se si considera che da numerose forze politiche e dalla stessa Unione Europea viene richiesta a vive voce la depenalizzazione dei cosiddetti reato di opinione. Del resto non è l’unica stranezza…

Spieghi meglio.
Il magistrato che ha emesso tale sentenza è un avvocato che in quella occasione ricopriva il ruolo di giudice onorario. Ed è curioso che un avvocato, in quelle vesti, si assuma la responsabilità di una condanna carceraria di quel livello. Tieni presente che in Italia, condanne del genere negli ultimi decenni sono state rarissime. Si conoscono solo alcuni casi, che hanno suscitato peraltro non poca indignazione.

È lo stesso motivo per cui circa due anni fa hanno oscurato il suo sito www.accadeinsicila.net?
Sì. È un’azione che sta proseguendo. Ho ricevuto numerose querele. Contestualmente alla chiusura del sito e al procedimento che si è appena chiuso con la condanna, è stato aperto un procedimento giudiziario in via civile con cui mi si chiede un risarcimento di 100 milioni di lire.

I suoi nemici dicono che lei ha usato Agosta per vendicarsi del procuratore Agostino Fera su questioni passate.
Sono soprattutto altre le "contestazioni" che hanno cercato di mettere in giro, per confondere l’opinione pubblica, tuttavia senza risultato. Si tratta di un curioso teorema del Fera e di altri che, come si evince dalle carte giudiziarie, vorrebbero dipingere me come parte di un ingranaggio, in pratica un "complotto" per delegittimare la procura della repubblica di Ragusa. In realtà, le cose stanno diversamente.

Come?
Qui intendo esprimermi con chiarezza. Agli esordi delle inchieste su Ragusa, mi sono accorto dell’esistenza di una vera e propria palude, di un clima fosco, di vendette private, e così via. Ma ho deciso di andare avanti ugualmente, tenendomi adeguatamente distante da tali laide situazioni. Ho preso e prendo ancora atto, in effetti, che il procuratore di Ragusa, è al centro di attacchi interessati e assurdi, da parte di persone che lo accusano addirittura di aver intrattenuto rapporti illeciti i boss Carbonaro di Vittoria, autori di un centinaio di omicidi e adesso rei confessi. E, ovviamente, per quanto mi concerne, tali attacchi diffamanti, privi di qualsiasi fondamento, non sono mai stati presi e non verranno mai presi in considerazione. Il lavoro d’inchiesta che ho fatto è tutt’altro, rientra perfettamente nell’esercizio consentito del diritto di cronaca e di critica. Mi sono occupato di tantissime storie: da Portella della Ginestra alla BAPR, dal caso Vittoria all’Antonveneta. Il caso giustizia è venito per ultimo, e prima che me ne occupassi non conoscevo il procuratore di Ragusa neppure di faccia. Adesso lo conosco perché l’ho visto varie volte in tribunale. Per le mie inchieste, su vari fronti, avuto 25 procedimenti per diffamazione dall’apertura del sito. E li ho vinti tutti. In realtà mi si vuol fare pagare il fatto che ho aperto il caso giustizia a Ragusa due o tre anni fa, quando si parlava solo di Catania e Messina. Ma avevo deciso di occuparmene e ho mantenuto l’impegno.

Quali altri casi le hanno reso la vita difficile?
Mi sto occupando dei delitti Tumino-Spampinato del 1972, di cui per trent’anni è stata imposta una assoluta sordina, dal momento che i responsabili e i corresponsabili sono rimasti in libertà. Di recente ho dato alle stampe un libro-inchiesta sulla Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bpar), l’unica banca siciliana che non si è fatta risucchiare dai grandi gruppi nazionali, e venticinquesima banca italiana per capitalizazione. Mi sto occupando anche di altre cose, che tuttavia, interessando la storia, e non proprio quella recente, non mi rendono la vita difficile.

Le querele come arma per zittirla?
Ho fatto sempre il mio lavoro, distante dalle situazioni di potere e dai partiti politici, quindi era troppo facile colpirmi con una raffica di querele ed è quello che stanno facendo.

A quel che dice, tra l’altro, i protagonisti delle altre sue inchieste hanno a che fare anche con il caso Ellepi.
Posso dire che nell’affare capannone entra in qualche modo l’avvocato Carmelo Di Paola, uno dei soci forti e presidente del collegio dei probiviri della BAPR. Di Paola. Nello specifico, era l’avvocato della ditta che ha ceduto il capannone alla Provincia. Agosta ha fatto una dichiarazione molto netta in proposito, dicendo di essere stato avvicinato da tale avvocato, presso il bar Mediterraneo di Ragusa, e l’altro testimone, Elio Giannì, ha confermato in sede dibattimentale di aver visto i due assieme. Io naturalmente, forte dei diritti che mi vengono garantiti dall’articolo 21 della Costituzione, mi sono limitato a riportare le parole di Agosta

Oltre al danno la beffa: il processo per stampa clandestina…
Il mio sito è stato uno dei primi ad essere censurato, insieme a indymedia. Adesso potrei essere condannato pure per stampa clandestina. E trovo che si tratterebbe di un fatto assurdo, perché il sito che curo non ha mai avuto alcuna periodicità, non ha mai avuto una redazione, è solo un diario di documentazione che si occupa sì di inchieste, ma principalmente di storia, essendo stato questo il mio maggiore terreno d’interesse, da parecchi anni.

Quando è stato fissato il processo per stampa clandestina?
Il processo è il 14 di novembre. L’atmosfera purtroppo è greve, ma spero prevalga la ragione.

Ha ricevuto solidarietà?
Posso dirti che non si è mossa alcuna istituzione, nessun partito ufficiale, neppure quelli che tanto nei decenni passati hanno mostrato di apprezzare la libertà di espressione. Ma si sono mosse importanti realtà associative, e numerosi amici. Fra le sedi organizzate della società civile posso ricordare Peacelink, la segreteria siciliana del PMLI, Bella Ciao di Parigi, Unimondo, Girodivite, Contro di Saro Visicaro, Terre Libere, L’Isola Possibile, la Lega Antipredazione, Censurati, e ovviamente altri. E tutti li ringrazio.

Che cosa la fa più arrabbiare?
Qui, come in altri casi recenti, vedi i casi Benanti e Telecolor, non si tratta di storie private. Viene purtroppo attaccato un principio fondamentale della costituzione sancito appunto dall’articolo 21. I cronisti d’investigazione, gli storici, i ricercatori, i sociologi, debbono essere messi in condizioni di poter esercitare il loro mestiere. Invece siamo al bavaglio.

Lentini: Neri-Mangiameli & C. l’allegra comitiva del territorio

Xirumi - Perciò rieccoci, 11 a favore e 8 astenuti. Riecco materializzarsi la speculazione edilizia in contrada Xirumi territorio di Lentini e riecco un “altro” ceto politico incapace di guardare in modo “diverso” al nostro territorio.

Nella nostra opposizione alla delibera del Consiglio Comunale guidato da Neri avevamo badato a non richiamare l’attenzione sulle questioni di ordine politico, di valutazione su impatto territoriale ed etica del territorio. Avevamo sottolineato, invece, le palesi irregolarità giuridiche della delibera. Ritenevamo sarebbe stato questo l’argomento centrale del dibattito cittadino promosso dai DS ed è questo che il nostro intervento a quel dibattito ha riproposto senza sortire alcun effetto, nella totale indifferenza dei più, con l’eccezione degli interventi di Rifondazione e dell’Udeur.

Una sfilata di personaggi “allineati e coperti”, un arrampicarsi sullo specchio oleato della “grande opportunità da cogliere”, un susseguirsi di “ecco la grande occasione per Lentini”.

E la cosa veramente curiosa é che tra gli intervenuti c’era pure il Vice Sindaco. Ma davvero a DS e Margherita & C. non interessa sapere se la trasformazione da zona E in zona C4 dei territori di Xirumi e Cappellina é giuridicamente possibile? Davvero si prendono per buone le “controdeduzioni” dell’ ufficio tecnico, senza neppure interpellare un esperto legale? Davvero si accettano per buone le comiche asserzioni della “città giardino” prodotte dal perito della Società Scirumi SRL, senza interpellare un serio perito di parte comunale? In questo senso la continuità con Neri è veramente significativa.

La questione di fondo, al di là di quella giuridico-legale, rimane il tipo di visione del territorio. Da una parte il Territorio-merce, dall’altra il Territorio-relazione. La prima, quella del “nostro” deprimente ceto politico, vede il territorio come patrimonio disponibile nella logica di mercato (accento sul valore di scambio); la seconda sente il territorio come patrimonio indisponibile nella logica di una gestione collettiva e partecipata della sua fruizione (accento sul valore d’uso). Riusciranno i nostri “eroi” nell’intento? Per quanto ci riguarda continueremo ad opporci passando alle vie legali. E poi vedremo il da farsi.

Centro Studi Territoriali Ddisa – Verdi – Giro di Vite
Testo integrale opposizione alla deliberazione del 18.04.2006 relativa alla variante al P.R.G.

Prot comune di Lentini 08 giugno 2OO6

• Al Commissario Straordinario Lentini • Al Presidente del consiglio comunale Lentini • Al segretario Generale Lentini • All’Assessorato B13.CC.AA Siracusa Servizio per i beni architettonici, naturalistici, paesaggistici ed urbanistici • All’Assessorato BB.CC.AA Siracusa Servizio Museo Archeologico di lentini

Oggetto: opposizione alla deliberazione del 18.04.2006 relativa alla variante al P.R.G.

Le sottoscritte associazioni, società e movimenti presentano opposizione alla deliberazione consiliare del 18 aprile 2006 relativa alla variante del P.R.G., che prevede la trasformazione da zona agricola a zona residenziale dei terreni posti nelle contrade Xirumi, Cappellina Tirirò, per un “complesso insediativo chiuso ad uso collettivo destinato alla esclusiva residenza temporanea dei militari americani della base Sigonella US. Navy”.

Tutta l’operazione “Scirumi” appare sin dall’inizio viziata da una serie di errori, di violazioni e di omissioni che duramente configgono con la moralità, la trasparenza, e le leggi. A tal proposito, i sottoscritti, presentano le seguenti osservazioni:

Il Consiglio Comunale ha proceduto alla variazione del Piano Regolatore Generale, con relativa trasformazione di aree agricole “E” in zone residenziali “CE4”, su proposta della società Scirumi sri., che sostiene, ma non documenta, d’essere l’interprete di una richiesta del comando militare americano della base Sigonella U.S. Navy. Benché tale omissione sia stata fatta rilevare da alcuni consiglieri dell’opposizione, il Consiglio Comunale ha tuttavia deliberato d’urgenza, adducendo “l’importante rilevanza sociale” e “il pubblico interesse”, basandosi su numeri ipotetici e su altrettanto ipotetici ritorni economici. In violazione alla logica ed alle leggi si sono così invalidate natura e finalità del Piano Regolatore Generale e di ogni pianificazione urbanistica. Finalità del P.R.G., infatti, dovrebbe essere il “potenziamento del ruolo delle comunità locali nella gestione del territorio” oltre che “la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale e dell’ambiente”, come prescritto dalla L.R. 7 1/78. Il dimensionamento e il sovradimensionamento del P.R.G. dovrebbe così essere il risultato dell’analisi della situazione demografica ed edilizia del Comune, della valutazione dei suoi reali fabbisogni. Non certo “rispondere d’urgenza” a richieste limpidamente speculative e lontane dai bisogni reali della comunità locale.

Il Consiglio Comunale, ha deliberato il cambio di destinazione d’uso in palese violazione dell’art.2 della L.R. 71/78. Per il cambio di destinazione d’uso dei terreni ricadenti nelle c/de Xirumi, Cappellina e Tirirò, la deliberazione consiliare rimanda, infatti, agli articoli n. 3, 4 e 15 della L.R. 27.11.1978 n. 71, legge richiamata dalla stessa società Scirumi, omettendo di ricordare le prescrizioni contenute nel quarto comma dell’art. 2, che a proposito dei criteri di formazione dei piani regolatori generali dispone quanto segue: “Nella formazione degli strumenti urbanistici generali non possono essere destinati ad usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di ìnfrastrutture ed impianti a supporto dell ‘attività agricola, se non in via eccezionale, quando manchino ragionevoli possibilità di localizzazioni alternative. Le eventuali eccezioni devono essere congruamente motivate.”. Poiché, com’è noto, i terreni ricadenti nelle contrade in questione sono utilizzati per colture specializzate, irrigue (aranceti) e dotate di infrastrutture ed impianti a supporto delle attività agricole, sembra evidente l’inammissibilità della variante in questione. D’altro canto non risulta che nessuna congrua motivazione a tale variante sia stata addotta né dalla società Scirumi, né dal Consiglio Comunale che ha deliberato.

• La variante approvata prevede che il complesso insediativo sia destinato “alla esclusiva residenza temporanea dei militari americani” e che non sia consentito il cambio di destinazione d’uso. Si osserva a tal riguardo che uno sconvolgimento di tali dimensioni del P.R.G. per esclusivo uso temporaneo da parte di militari stranieri non residenti e quindi con forti possibilità di abbandono dell’intero complesso, rappresenti un ulteriore scriteriato modo di pianificare le politiche territoriali a danno della comunità residente ed a favore di ben individuati gruppi di speculatori.

• La deliberazione di approvazione del 18.04.2006 cita tra i pareri “visti” quello della Soprintendenza ai BB. CC. AA, Servizio per i beni architettonici, naturali, naturalistici, paesaggistici ed urbanistici, a firma del responsabile del servizio I, architetto O. Susan, e con il visto del Soprintendente architetto M. Muti. Tale parere espresso con nota del 23 gennaio 2006 prot. 497, che rinvia a sua volta al parere del C.R.U. dell’Ass.to Regionale Territorio Ambiente, avrebbe tuttavia dovuto far riflettere il frettoloso Consiglio Comunale sulla dubbia liceità dell’operazione speculativa della società Scirumi. La nota, nel ribadire il vincolo paesaggistico cui sono sottoposti i terreni in questione, si esprime così: “entrambe le aree individuate in planimetria con le lettere A. e B. risultano sottoposte a vincolo paesaggistico di cui al decreto del 07.08.1995 pubblicato nella G. UR.S. del 21.10.1995; il vincolo paesaggistico non esclude a priori l’attività edificatoria, ma impone tuttavia la salvaguardia di quelle caratteristiche proprie che ne hanno determinato l’emissione.”. Ebbene le caratteristiche proprie sono quelle della ruralità del paesaggio che con il “complesso insediativo chiuso ad uso collettivo per residenza esclusiva di militari americani risultano essere assolutamente incompatibili.

• La zona di Xirumi, Cappellina e Tirirò è interessata da almeno due aree archeologiche. Una di queste, individuata con nota 2353 del 14 dicembre 2005 del Servizio Museo Archeologico di Lentini ecc. a firma del dirigente Dott. Guzzardi, che tuttavia precisa “nulla osta per quanto di stretta competenza all ‘approvazione della proposta di variante” (nota n. 484 del 14 marzo 2006), ricade proprio all’interno della cinta del complesso insediativo in questione. L’altra area, di cui nessuno fa menzione e per gli scriventi di particolare importanza storica e culturale, è il vasto insediamento rupestre sul colle di 5. Basilio, che domina appunto il vasto paesaggio rurale delle contrade di Xirumi e Cappellina poste a nord e di Tirirò a sud. L’insediamento proposto dalla speculazione della società Scirumi rovinerebbe irrimediabilmente il contesto paesaggistico, contravvenendo tra l’altro alla lettera c. dell’art. i della citata L.R. 71/78.

Alle osservazioni su riportate va aggiunta la poca trasparenza nell’intera conduzione dell’operazione Scirumi. Nel verbale della riunione consiliare del 18.04.2006 sono riportate anche le parole del consigliere Sebastiano Ramaci, che nel ricordare come l’amministrazione Neri abbia

“risposto prontamente” alla richiesta della Scirumi s.r.l., “riconoscendone l’interesse pubblico”, sottolinea che l’amministrazione Neri “ha lavorato, non dal 17.02. 06, ma da un anno circa”. Ci si domanda in che modo e perchè “l’amministrazione Neri” abbia lavorato a questa operazione ancora un anno prima circa, che il dott. Mauro De Paoli, presidente della Scirumi presentasse ( .02.2006) al Comune la sua richiesta di variante al P.R.G.

In conclusione,

Vista la L.R. 71/78, articolo n.l, lettere a e c a proposito delle finalità del P.R.G. Vista la L.R. 7 1/78 articlo 2 quarto comma sull’impossibilità di destinare ad usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate Vista la sussistenza nelle aree in questione di zone archeologiche e di vincoli paesaggistici e visto a tal proposito il decreto del 7.08.1995 in GURS 21.10.1995 Visto che nulla ha da beneficiare il Comune per il danno paesaggistico che produrrebbe un insediamento residenziale di tali proporzioni in una zona agricola; e che il prospettato e tanto propagandato ritorno economico appare fumoso ed incerto (come sottolinea la stessa Società Scirumi, la cifra di € 2000.000,00, come tutte le altre cifre, da quelle 1Cl a quelle delle opere promesse, a quelle dei lavoratori da impiegare, sono puramente ipotetiche e modulate “in relazione alla reale realizzazione dei complessi insediativi nei due lotti di terreno oggetto del cambio di destinazione d’uso”.) Visto tutto ciò i sottoscritti ritengono che sussistano validi motivi per annullare la deliberazione di variazione d’uso da zona agricola a zona residenziale proposta dalla società Scirumi per i terreni in contrada Xirumi, Capellina e Tirirò.

Lentini 7.06.2006

- Centro Studi Territoriali Ddisa, associazione no-profit,
- La Redazione di Girodivite.it , giornale on line
- I verdi di Lentini

2 novembre 2006

Venerdì 17 novembre in piazza, contro l’imbroglio della manifestazione del 4 Novembre

Tutti/e in piazza il 17 novembre contro il governo Prodi

Il prossimo 4 novembre si svolgerà una manifestazione nazionale che ha come slogan la frase: “Stop precarietà ora” ma , intorno a questa manifestazione, si stà cercando di fare una grande operazione di mistificazione.
In questo momento si stà discutendo una finanziaria, delle politiche del governo Prodi sull’economia, ben chiare (anche sul tema del precariato) e gli organizzatori della giornata del 4 novembre vorrebbero che la manifestazione fosse contro le leggi del vecchio governo berlusconi senza entrare nel merito delle mobilitazioni di oggi contro l’attuale governo.



Tutto questo si esplicita nei quotidiani odierni con le parole di chi, in quella giornata, ha deciso di chiudere gli occhi di fronte alle scelte dell’attuale maggioranza di governo. Continua a leggere

Ci hanno sequestrato i computer. Siamo tristi.

Qua nessuno fa l'indomito eroe. La perquisizione alle prime ore del giorno del 27 ottobre, il sequestro dei computer e di altro materiale, il vagare per casa di impeccabili poliziotti della Polizia Postale NON ci ha fatto piacere. E non siamo "sereni e tranquilli": siamo un tantino nervosi,sì.

Mentre scriviamo, e aggiorniamo il sito grazie all'aiuto e alla collaborazione di amici fidati, i nostri hard disck giacciono chissà dove, sezionati fin nel midollo da una sorta di autopsia informatica. Che amarezza.

Quando abbiamo ricevuto la "visita" dormivamo della grossa, ognuno nella sua privata abitazione. Chi non ha mai avuto una perquisizione, come noi, non è preparato all'evento: ti ritrovi in pigiama davanti a distintivi e lunghi mandati che non hai il tempo materiale di leggere, confuso come sei, mentre domande e richieste si affollano nella tua mente assonnata.

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Una finanziaria liberista

Controguida alla manovra economica 2007 a cura dell’Area Programmatica "Sinistra Critica" di Rifondazione Comunista - Pisa

Il governo dell’Unione ha presentato la sua proposta di legge finanziaria per il 2007. Tale documento sarà soggetto alla discussione parlamentare e ne risulterà in parte modificato. Tuttavia, possiamo fin d’ora provare a tracciarne un bilancio sulla base dei suoi assi fondamentali che, con ogni probabilità, alla fine non subiranno variazioni sostanziali.

Contrariamente alla propaganda governativa, volta a dipingere la manovra economica come un’operazione di ridistribuzione delle ricchezze, e alla campagna lanciata dalle destre, che hanno parlato di "finanziaria bolscevica", ci pare invece che il documento messo a punto dal governo non rappresenti alcuna reale discontinuità con le politiche economiche perseguite in Italia negli ultimi anni. La manovra 2007 è la seconda più pesante dal dopoguerra (dopo quella di Amato del 1993): secondo il documento presentato dal governo, essa è pari a 33,4 miliardi di euro, dei quali 14,8 miliardi destinati al contenimento del disavanzo e i restanti 18,6 miliardi utilizzati per "interventi sullo sviluppo". La cifra complessiva, tuttavia, appare destinata a salire.

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1 novembre 2006

Sentenza Graziella Campagna:7,13 righe al giorno

Articolo pubblicato sul numero di ottobre
di Antimafia 2000


di Nadia Furnari

176 pagine, 27 righe (nel peggiore dei casi) per pagina in 667 giorni. 7,13 righe al giorno. Forse si poteva dare di più, come recita una nota canzone. Scrivendo solo una pagina al giorno, Gerlando Alberti junior, condannato all’ergastolo in primo grado dalla Corte d’Assise di Messina per l’omicidio di Graziella Campagna, sarebbe rimasto in galera. Non scriveremo nulla sulla sentenza perché il giornale è in uscita e non abbiamo il tempo per leggerla attentamente in ogni sua sfaccettatura (anche perché noi siamo abituati a leggere soprattutto negli spazi bianchi), ma ci concentreremo sulla difesa ingiustificata dell’A.N.M. di Messina a favore del giudice Giuseppe Lombardo in quanto sovraccarico di lavoro. Siccome non vogliamo sembrare superficiali, ci siamo documentati e abbiamo chiesto qualche dato all’avvocato Repici.

“L’abnorme ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza, già ingiustificabile in astratto, lo è ancor di più se si ha riguardo ad alcuni dati obiettivi, sui quali la difesa corporativa dell’A.N.M. sembra sorvolare. Infatti, il dr. Lombardo fino a qualche anno fa, oltre che dedicarsi, come fa ancora oggi, al settore civile, componeva frequentemente collegi della corte d’assise e del tribunale penale, cosa che oggi non accade più. Ne deriva che il sovraccarico del giudice in passato era superiore eppure la tempestività nel deposito delle sentenze non ne aveva sofferto. Inoltre, il dr. Lombardo, e con lui l’A.N.M., non ha spiegato le ragioni della priorità data alle centinaia di sentenze civili depositate nelle more del deposito della sentenza a carico di Alberti. Non solo: il 14 novembre 2004 il dr. Lombardo componeva la corte d’assise che pronunciò la sentenza per il duplice omicidio Sanò-Milone, con la quale vennero irrogate quattro condanne. La motivazione di quella sentenza arrivò, a firma del dr. Lombardo, il 22 marzo 2005, tanto che già da qualche tempo è stata depositata perfino la sentenza d’appello. Eppure in quel caso non c’erano misure cautelari a carico degli imputati e, conseguentemente, non c’erano rischi di scarcerazioni. Nonostante ciò, il dr. Lombardo privilegiò quella sentenza a quella relativa all’omicidio Campagna. Insomma, la colpa di quel magistrato è certa e ingiustificabile e mi auguro che non trovi al C.S.M. difese di natura corporativa che oltraggerebbero irreparabilmente la dignità dell’organo di autogoverno dei giudici. Rimane solo un dubbio: per quale ragione un magistrato della Repubblica si è fatto carico di una così immane negligenza?”

Per arrampicarsi sugli specchi ci sono varie tecniche, ma noi riteniamo che questa volta la parete sia talmente scivolosa che se gli ispettori non dovessero ravvisare negligenza allora chiederemo al Presidente della Repubblica di chiudere la “bottega” giustizia in Italia, e soprattutto al Sud. Infatti noi dell’Associazione ‘Rita Atria’ continueremo a martellare affinché questo stato dimostri di stare dalla parte giusta. Dott. Giuseppe Lombardo e signori dell’A.N.M. di Messina, Graziella Campagna aveva 17 anni quando l’hanno uccisa con ben 5 colpi di fucile a canne mozze sparati in maniera frontale. Solo l’idea che colui che la Corte d’Assise ha condannato l’11 dicembre del 2004 per l’omicidio della povera Graziella sarebbe uscito a causa di un ritardo nel deposito della sentenza, non avrebbe dovuto far dormire la notte. Era un impegno civile, non solo professionale. Come non avere la terribile percezione che Graziella, di fatto, è stata uccisa un’altra volta?

VADO A PIEDI

Antimafia, pm in rivolta

di Massimo Giannetti

Sono stati lasciati letteralmente a piedi, senza autisti né autovetture. Il loro disagio lo hanno denunciato già in diverse occasioni nei mesi scorsi, ma non avendo avuto risposte dal ministero della giustizia, ieri hanno preso carta e penna e rimesso il mandato nelle mani del capo della procura di Catania.

E' la clamorosa protesta degli undici magistrati della Direzione distrettuale antimafia della città etenea - un distretto che comprende anche le procure di Siracusa, Ragusa, Modica e Caltagirone -, i pm della Dda, costretti a pagarsi perfino la benzina di tasca propria per gli spostamenti di servizio. Nella lettera di dimissioni denunciano il sostanziale stato di abbandono di chi lavora in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, una «condizione insostenibile» e abbondantemente nota al ministro Mastella, al quale, ricordano gli stessi magistrati, il 18 agosto scorso rispedirono indietro per protesta il cosiddetto «schema di accordo di protezione».

«Preso atto delle continue e perduranti gravissime disfunzioni riscontrate - scrivono gli undici magistrati nel documento inviato al capo della procura catanese e allo stesso guardasigilli - la carenza di personale tecnico e le condizioni fatiscenti ed obsolete delle autovetture blindate utilizzate non consentono di salvaguardare adeguatamente la nostra incolumità, né tanto meno di garantire un corretto svolgimento dei compiti istituzionali». E aggiungono: «A tale deficitaria condizione si è da ultimo aggiunta una avvilente indisponibilità di risorse finanziarie che non consentono, ormai da mesi, di approvvigionare le vetture di carburante, nemmeno per garantire la nostra presenza in udienza».

L'assenza di fondi impedisce ai magistrati di «poter utilizzare le auto di servizio perché le officine meccaniche vantano crediti per oltre 30 mila euro», e per muoversi da un tribunale all'altro, una volta trovata la disponibilità di uomini e automobili, dicono di essere costretti ad anticipare di tasca propria i soldi per la benzina. Per tutte queste ragioni da ieri gli undici ribelli dell'antimafia «ritengono di non dover ulteriormente subire la mortificazione di non potere adempiere di fatto ai propri compiti istituzionali come legge prescrive e coscienza impone, rassegnando, pertanto, il nostro mandato».

Il capo della procura catanese, Mario Busacca, pur esprimendo solidarietà alla protesta dei colleghi della Dda sostenendo che «una cosa del genere non è tollerabile in un territorio in cui la mafia è ancora viva», respinge però le loro dimissioni «perché accettarle sarebbe una sconfitta dello Stato e per questo non le potrò accettare. Certo dovrò limitare l'invio dei nostri pm antimafia fuori da Catania per problemi di bilancio ma soprattutto di sicurezza», conclude Busacca annunciando che invierà anche lui a Mastella la lettera dei pm.

Sulla protesta catanese è subito e prevedibilmente saltato l'ex ministro della giustizia, il leghista Roberto Castelli, secondo cui «le gravi carenze nelle procure sono l'ennesimo esempio del disastro che il governo Prodi sta portando nel mondo della giustizia». «Sotto il mio dicastero, pur nella difficoltà, abbiamo sempre garantito il livello di funzionamento degli uffici che ora, invece, sono pesantemente segnati dalle problematiche causate in primis dal decreto Bersani», ha sostenuto il deputato leghista dimenticando le numerose proteste dei magistrati, a cominciare da quelli di Palermo, lasciati proprio sotto il suo dicastero senza neppure la carta per le fotocopiatrici.

da la Repubblica

31 ottobre 2006

OAXACA: Aggressione, di polizia e paramilitari, verso i manifestanti

OAXACA, MESSICO

VENERDI 27 OTTOBRE 2006 AGGRESSIONE DI POLIZIA E PARAMILITARI: Uccisi 3 maestri in sciopero e un operatore video di Indymedia USA

Da giugno 2006 ad oggi a Oaxaca la copertura ai gruppi paramilitari data dalle forze dell’ordine, ha permesso l’assassinio di decine di esponenti delle lotte sociali in atto nella città, a carico soprattutto della APPO, l’Assemblea Popolare dei villaggi di Oaxaca.

Nella città, dove i maestri e le maestre in sciopero da cinque mesi, insieme a
tanti altri ed altre in cerca di giustizia, democrazia e dignità
bloccano gli accessi alla città chiedendo la destituzione di Ulisses, governatore
dello Stato, ancora aggressioni.e l’arrivo delle forze federali

DOMENICA 29 OTTOBRE
IL GOVERNO MESSICANO "LIBERA" LA CITTÀ
ANCORA TRE MORTI!!

Appoggiamo la lotta del popolo di Oaxaca! Protestiamo contro la mano assassina del governo messicano! Perchè il governo italiano faccia pressione su Vincente Fox!
Perche’ fermi i gruppi paramilitari assassini e non i lavoratori in lotta!
Perche’ si faccia giustizia per gli abusi e le violenze di Atenco e Oaxaca
Perché siano liberati i prigionieri politici!

Ya Basta! Justicia social y dignidad!
PRESIDIO MARTEDI 31 OTTOBRE
L.go Argentina ORE 16,00
Roma con Oaxaca

Approfondimenti:
http://rekombinant.org/
http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=64998

http://italy.indymedia.org/

30 ottobre 2006

Caro Federico

27 ottobre 2006

Caro Federico sono passati quattordici mesi da quella maledetta mattina e nessuno di quei quattro individui mi ha ancora parlato se non attraverso le loro relazioni di servizio.

Fossero venuti quella mattina e mi avessero detto: "siamo disperati, è successo questo: ................................ ".

Li avrei ascoltati.

SONO RIMASTI QUATTORDICI MESI NEL SILENZIO PIU' ASSOLUTO e quando gli è stata data la possibilità di "parlare" e di collaborare con il magistrato, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Legittimo si dirà, ma INACCETTABILE...

Avrei tantissime domande da fare a loro.

Avrebbero forse salvato la loro anima e la loro dignità di uomini.

NON L’HANNO FATTO.

Ora attendiamo il 16 novembre, quando si discuterà in incidente probatorio la perizia medico-legale disposta dal gip Silvia Giorgi.

Doveva essere depositata entro il 27 ottobre e si attendeva, più o meno contestualmente, la relativa udienza, ma un problema di salute che ha colpito uno degli esperti ha indotto il giudice a posticipare la data di una decina di giorni.

L'altra parte "dell'incidente probatorio", la deposizione chiara ed inequivocabile di una testimone, l'abbiamo vista ed ascoltata il 16 giugno.

Per chi non era dentro l'aula del Tribunale quella mattina del 16 giugno di quest'anno, oltre alle parole dette da Anne Marie, era la sua mimica che dava la dimensione dell'approccio da lei visto, tra Federico e quei tutori esperti della sicurezza in quella via del silenzio di quel 25 settembre 2005.

Quanta fatica..., ma ora l’amore che sento intorno a noi è un grande segnale che dimostra che nell'uomo esiste anche il bene e non solo l'odio, l'incomprensione, la disumanità e l'indifferenza.

L'amore che ci hai donato in quei tuoi splendidi diciotto anni rimarrà per sempre scolpito nei nostri cuori e mai nessuno potrà strapparcelo come è stato fatto della tua vita.

Quell'amore ora lo stai donando anche alle persone che anche per un solo attimo si sono commosse nel pensare all'assurdità della tua morte, avvenuta in circostanze e modi che ora stanno emergendo in tutta la loro drammaticità incomprensibile ed illogica (gli atti parleranno).

Siamo in attesa che siano gli uomini a giudicare... mi auguro comunque che esista un Dio che un giorno possa guardare negli occhi tutti gli attori di questa orribile storia.

Ora su questa "terra" NESSUN ODIO, ma capire si.

L’esito di un processo "terribile" certo non ci ridarà mai più il tuo sorriso, il tuo amore, la tua “UNICA VITA”.

Voglio pensare e augurare alle persone che mai e poi mai abbiano a vivere simili fatti, assurdi ed inconcepibili.

Cosa è successo quella maledetta mattina ?

Ti voglio bene Federico.

Una dolce carezza a te e ai tanti Angeli.

Un grande abbraccio alle persone Oneste e con un’Anima.

VERITA’ E GIUSTIZIA

Lino*

*Il padre di federico
Approfondimenti:
http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/

http://www.veritaperaldro.it/