1 dicembre 2006

Indymedia chiude

Indymedia-Italia a 6 anni dalla sua nascita ha bisogno di ripensare il suo modo di essere media, e per farlo ha bisogno di silenzio, di tacere, ha bisogno di ripartire senza rete e di allargare la discussione a 360 gradi.

Indymedia è nata dalle strade e dalle piazze, luoghi che hanno trovato spazio sulle diverse parti del sito: il newswire, la colonna centrale, le categorie tematiche, i dossier. Ma anche il forum e le mailing-list.
Tutto ciò Indymedia lo ha fatto mantenendo sempre il suo essere network locale/globale che torna nelle strade e nelle piazze a chiudere il cerchio.

Col passare degli anni persone e strumenti sono entrati in conflitto, e il caso più emblematico è proprio il newswire, l'area a pubblicazione libera, diretta e senza filtri (concetti alla base dell'open publishing), intorno a cui si assiste a costanti polemiche su cosa viene nascosto e perché, sulla pubblicazione di foto e filmati che mostrano i visi delle persone, o dei loro dati personali.

Anche le mailing-list sono entrate in crisi, fra scarsa partecipazione e/o difficoltà nelle discussioni, e la ricerca del consenso, ovvero l'armonizzazione delle diverse posizioni e sfumature, è diventata sempre più difficile.

Tutto questo è oggetto di riflessione continua perché il senso critico impone di (ri)mettersi in discussione, sempre, ma il rumore di fondo è assordante e c'è bisogno di silenzio. In modo da poter ascoltare, osservare, valutare e concentrare le proprie energie sulle idee che altrimenti rischierebbero di restare sommerse. Il silenzio serve a questo, e di energie e idee, parliamone insieme, ripartendo da zero.

Indymedia-Italia chiude per ricominciare.

Aids, giornata mondiale

da peacereporter.net

La Giornata mondiale contro l'Aids non porta buone notizie: la diffusione dell'infezione non accenna a ridursi

Dossier

29 novembre 2006

G8 Genova 2001: La rivelazione

da carta.org

Pubblichiamo il testo integrale dell'intervista a Mario Placanica che il quotidiano CalabriaOra ha pubblicato oggi. Per la prima volta, il carabiniere catanzarese che era sulla jeep defender in piazza Alimonda, nel corso dei drammatici giorni del G8 genovese del 2001, afferma esplicitamente di essere "un capro espiatorio usato per coprire qualcuno" e di non avere ucciso lui Carlo Giuliani.
Alcuni particolari sono raccapriccianti, come le reazioni entusiaste dei colleghi di Placanica dopo la morte di Carlo. E poi Placanica si pone queste domande: "Perché alcuni militari hanno 'lavorato' sul corpo di Giuliani? Perché gli hanno fracassato la testa con una pietra?". E poi, sempre per la prima volta, ricostruisce l'incidente automobilistico che ha avuto qualche anno fa. "Lo sterzo è come se si fosse bloccato, non riuscivo più a sterzare", afferma. In questi anni, Placanica, dopo essere stato assolto dall'accusa di omicidio [secondo i giudici, aveva sparato "per legittima difesa"] è stato congedato per problemi comportamentali dall'Arma, ha cercato di candidarsi alle amministrative con Alleanza nazionale [che era il partito a cui era iscritto: poi si è candidato con una lista civica].

Haidi Giuliani: Non credo che Carlo sia stato ucciso da Placanica

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28 novembre 2006

Processo al Sud Ribelle, 28 novembre: ancora Cantafora

Martedì 28 novembre, alle ore 9.30, riprenderà a Cosenza il processo agli attivisti
della Rete del Sud Ribelle accusati di associazione sovversiva per i fatti di Napoli
e Genova 2001 dal pubblico ministero Domenico Fiordalisi, fresco di nomina a
presidente dell'ANM sezione di Paola.

La prima parte dell'udienza sarà dedicata alla testimonianza del capo della Digos di
Cosenza, Alfredo Cantafora. Durante l'ultima udienza Catanfora si è esibito in una
deposizione sui generis nella quale hanno trovato spazio sentenze non richieste,
derisione degli imputati, collegamenti azzardati e addirittura commenti delle
immagini sul Global Forum di Napoli nel marzo del 2001, a cui non era presente. Cosa
ci aspetta ancora?
La seconda parte dell'udienza proseguirà con la testimonianza dell'ispettore capo
della Digos di Cosenza, Eugenio Astorino, che al pari dei suoi colleghi già escussi
riferirà sulle indagini svolte dalla solerte Digos cosentina.

E' possibile trovare le sintesi e le trascrizioni delle udienze del processo al Sud
Ribelle all'indirizzo:
http://www.supportolegale.org/?q=taxonomy/term/23

Supporto Legale

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contatti: info a supportolegale.org
https://www.supportolegale.org (è necessario accettare il certificato di sicurezza)

Supporto Legale e' una rete di persone che seguono i processi di Genova, Cosenza,
Napoli e Milano: quelli a manifestanti, quelli a pubblici ufficiali accusati di
violenza, torture, abuso di potere. Supporto Legale trascrive le udienze, le trasforma in sintesi comprensibili, le pubblica e le diffonde; inventa progetti, campagne e iniziative di informazione e raccolta fondi. Supporto Legale, nato per iniziativa di alcuni mediattivisti che partecipano alla
rete di Indymedia, fa un lavoro di informazione e comunicazione, di supporto tecnico
e di finanziamento, con una serie di campagne di raccolta fondi, versando
integralmente il ricavato per il lavoro delle segreterie e per le spese processuali.
Perche' la memoria e' un ingranaggio collettivo.

27 novembre 2006

Il manifesto dell’antimafia per un’Italia liberata

di Davide Varì

Un passaggio di consegne, di più, l’impegno solenne a prestare la massima attenzione alle proposte avanzate. E’ quanto avvenuto ieri mattina nella sala del cavaliere della camera dei deputati tra don Luigi Ciotti, padre ispiratore di Libera, e il presidente della camera Fausto Bertinotti. Don Ciotti ha infatti presentato al presidente dell’assemblea il documento finale degli stati generali contro le mafie. Un documento che mette nero su bianco il risultato finale di questa tre giorni di mobilitazione e di studio finalizzata a combattere la mafia.

Una tre giorni che ha prodotto idee e proposte che ora il parlamento, proprio a nome di Bertinotti, si impegna a valutare e tenere nella massima considerazione. Al momento della consegna Don Ciotti ha voluto chiedere alle istituzioni di non abbassare mai la guardia di fronte alla minaccia delle mafie, e di considerare la mafia stessa come un «autentica priorità nazionale», anche perché «la prima mafia da combattere è quella delle parole, mentre noi tutti abbiamo tanto bisogno di concretezza». Appello accolto immediatamente dal presidente dell’assemblea di Montecitorio. Per Bertinotti «bisogna cancellare la parola emergenza e affermare invece quella di continuità di azione. Grande merito di Libera - aggiunge - è di far sentire la mafia non più come un fenomeno locale ma invece nazionale e internazionale». In una parola, per togliere ossigeno alle mafie «bisogna svuotare l’acqua in cui nuota il pesce mafioso» ha concluso il presidente della Camera.

Tra le le priorità che gli stati generali mettono all’ordine del giorno del loro documento consegnato al presidente Bertinotti, c’è il potenziamento delle risorse e dei mezzi a disposizione della magistratura che indaga sui delitti e le stragi di mafia. Ma anche il pieno ed effettivo sostegno dello Stato ai testimoni di giustizia, un testo unico della legislazione antimafia, l’istituzione di un’agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie, di un’authority indipendente contro il riciclaggio dei capitali di provenienza illecita e di un’osservatorio nazionale permanente sull’informazione in tema di mafie. Tra le altre proposte lanciate da Don Ciotti, anche quella di istituire, il 21 marzo, primo giorno di primavera, la «giornata nazionale in memoria di tutte le vittime di Mafia».

Ma non finisce qui, tra i punti all’ordine del giorno c’è anche la riforma della normativa in materia di appalti e subappalti ed opere pubbliche rafforzando le attività di controllo, dall’aggiudicazione dei lavori ai cantieri; la nuova legge antidroga che «abbia come centralità - recita il documento - la salute delle persone e la riduzione della domanda». C’è anche la lotta al doping che attraverso la nuova legge possa promuovere uno sport ispirato ai valori della lealtà. Grande attenzione anche ai «traffici internazionali di armi, le zone grigie e i paradisi fiscali in cui avvengono le triangolazioni». Per questo Libera propone l’introduzione del reato di intermediazione.

Su tutto la premessa che il nostro paese ha bisogno di vedere affermati, nella vita quotidiana di ogni cittadino, i valori della pace, della solidarietà, della legalità democratica e della convivenza civile «contro ogni forma di violenza, d’illegalità e di violazione della dignità umana».

Ma c’è anche un dietro le quinte in questa tre giorni organizzata da Libera. Gabriella Stramaccioni, coordinatrice nazionale di Libera, è soddisfatta e contenta di questo risultato: «A contromafie era presente tutta l’Italia: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dal Trentino alla Calabria. C’erano cittadini comuni che rappresentavano tutta la società civile di questo paese. C’erano insegnanti - continua Stramaccioni - e rappresentanti delle forze dell’ordine; associazioni e partiti. Un mondo variegato che ha garantito un confronto vero partendo da esperienze diverse. E’ stata questa la forza e la ricchezza dei gruppi di lavoro».

Ma non è che un debutto, gli stati generali organizzati da Libera continuano idealmente il lavoro iniziato con la carovana antimafia che è partita ieri da Latina. «Il primo appuntamento - afferma ancora Gabriella Stramaccioni - è stato su alcuni terreni dell’agropontino confiscati alle organizzazioni criminali. Ora questi terreni saranno coltivati da una cooperativa di ragazzi che produrrano un vino». La carovana farà il giro dell’Italia intera fino al 20 di dicembre prossimo. «Il nostro intento - continua Stramaccioni - è quello di promuovere la giustizia sociale e i diritti. Attraverseremo i luoghi simbolo, i luoghi in cui i beni sono stati confiscati e restituiti ai cittadini. Una carovana che si batterà contro il caporalato, il lavoro nero e contro l’illegalità mafiosa che segna il nostro paese. Proprio oggi, inoltre, in coincidenza col passaggio della carovana, la regione Emilia-Romagna presenterà la legge antiusura.

http://www.liberazione.it/giornale/061121/archdef.asp