27 dicembre 2006

Beppe Grillo: Gli inceneritori

Iniziative per il decimo anniversario del naufragio del Natale ’96

Si è da poco conclusa la settimana d’iniziative per il decimo anniversario del naufragio del Natale ’96

Report da Portopalo

Il 20/12 nel Tribunale di Siracusa si è celebrata l’ennesima udienza del processo, che vede come unico imputato il pakistano-maltese Thourab, proprietario della F174, il cui relitto giace in fondo al mare a largo di Portopalo.

La significativa novità di questa udienza è stata l’audizione di 2 superstiti pakistani, che finora non erano stati inseriti fra i testi. Il cinquantenne Mohammed Afzal, rimasto sulla Yiohan ed il trantaduenne Shaab Ahmad, l’ultimo a scendere nella F174, entrambi hanni ricostruito nei particolari gli strazianti momenti del naufragio. Durante l’udienza è emersa l’esigenza del riconoscimento su foto originale dell’imputato Thourab per verificare la sua eventuale partecipazione diretta al tragico viaggio; la Corte ha deciso pertanto di prolungare la permanenza in Italia dei 2 testi, venuti appositamente dal Pakistan, fino alla prossima udienza, fissata il prossimo 17 gennaio. La giornata si è conclusa con la positiva notizia dell’audizione a Roma da parte di Prodi di una delegazione dei 90 parlamentari, che, a partire da Tana De Zulueta, da anni richiedono il recupero del relitto; la disponibilità del Presidente del Consiglio va ora tradotta in modi e tempi definiti, visto che proprio Prodi si era impegnato già con i familiari pakistani in tal senso, ma senza risultati concreti.

A Catania il 21/12 la quinta udienza in Corte d’Assise d’Appello contro il libanese El Hallal, capitano della Yiohan è stata posticipata al 16 gennaio, ma l’avvocato Crisci, che difende 32 famiglie delle vittime, è riuscita a far inserire nella prossima udienza anche i 2 superstiti pakistani.

A Melilli (Sr) il 23/12 si è tenuta nell’aula del consiglio comunale un’assemblea, nel corso della quale gli amministratori locali hanno consegnato ai 2 superstiti un targa per il gemellaggio con la cittadina pakistana di Torder, che ha avuto 13 vittime nel naufragio; fra i relatori sono intervenuti rappresentanti di Attac, Rete Antirazzista, Alessia Montuori di Senza Confine e Renato Sarti del Teatro della Cooperativa, che in serata insieme a Bebo Storti hanno interpretato lo spettacolo di cabaret tragico "La nave fantasma"; all’assemblea era stato invitato il sindaco di Portopalo Cammisuli (An), che sdegnosamenta ha declinato l’invito.

Per il 26/12 con numerose associazioni siracusane abbiamo indetto un corteo per ricordare proprio nelle strade di Portopalo la tragedia; veniamo informati che l’infaticabile parroco locale Palacino aveva indetto proprio nello stesso luogo del nostro concentramento una sua celebrazione/manifestazione. Quest’arroganza si giudica da sola, visto che a Portopalo per anni il naufragio è stato solo "presunto" e l’amministrazione comunale ha seminato veleno contro chi, come noi si è sempre battuto per la verità e la giustizia "Con lo sguardo delle vittime" come diceva e praticava Dino Frisullo. Alle 17 il nostro corteo si è mosso con oltre 200 partecipanti lungo via V. Emanuele, con in testa lo striscione "Mai più naufragi- Chiudiamo i lager- Apriamo le frontiere" con su dipinte alcune scene del naufragio; alla fine si è tenuta un’assemblea in piazza Scalo Mandrie alla conclusione della quale sono stati gettati in mare 300 garofani.

Oltre alle prossime udienze del 16 gennaio a Catania e del 17 a Siracusa, grazie all’impegno degli avvocati di Senza Confine continueremo a seguire l’iter giuridico dei processi, ma rilanceremo la richiesta oltre che di verità e giustizia, anche di risarcimento dei familiari delle vittime. La campagna per il recupero del relitto non può correre il rischio di essere gestita da chi si è schierato contro la volontà dei superstiti e dei familiari e per anni ha auspicato un "cristiano" riposo in pace delle salme in fondo al mare e solo ora si sveglia per appropriarsi arrogantemente di una proposta pubblicamente ostacolata; grave è pertanto la responsabilità del locale vescovo Malandrino nell’aver partecipato alla provocatoria contrapposizione alle nostre iniziative.

Invitiamo pertanto a dare continuità ed a sostenere la campagna per il recupero del relitto della F174 in stretta collaborazione con i superstiti ed i familiari delle vittime superando le misere strumentalizzazioni campanilistiche di alcuni notabili portopalesi, dato che questa tragedia appartiene innanzi tutto a chi l’ha subita, non a chi l’ha oscurata con la propria indifferenza.

Catania 27/12/’06

Alfonso Di Stefano di Attac-Sicilia