10 febbraio 2007

Catania in piazza: Oltre tremila partecipanti

Oltre 3000 cittadini presenti al palazzetto dello sport e in piazza ( Spedini) ieri sera 9 febbraio a Catania, “sotto” pioggia continua, all’iniziativa indetta dalla “Catania civile e democratica”.

Tutto esaurito, compreso i corridoi.

Pochi, tanti, chissà!

Ai “posteri” l’ardua sentenza.

A fianco c’era “Il Cibali”, lo stadio della palla, dove con la presenza di oltre venticinquemila in “carne ed ossa” si sono consumate ( in particolare nella grande area esterna) le tragedie che hanno posto la nostra città all’ “attenzione” e alla deplorazione internazionale. In ogni caso un dato è certo. Per la città di Catania è stato l’evento collettivo più grande, da tanti decenni a questa parte, non “targato” da potentati socio-politici- istituzionali di nessun genere.

Un evento corale e spontaneo, nato e cresciuto sull’esigenza di manifestare disagio, sdegno, partecipazione e cordoglio. E’ stata una “rivolta dal basso” che ha visto la presenza dei ”senza voce” ( tutti noi cittadini) della declamata democrazia.. C’erano anche gli “istituzionali, tutti, specificatamente del centro-sinistra ( a parte la presenza neutra di chi presiede l’assise comunale). I “vestali” del centro destra erano tutti rigorosamente assenti…..già, perché? ( agli esperti in materia il responso).

Non c’erano i rappresentanti delle arti le delle professioni, quelli degli affari e della libera parcella, che “nobilmente” preferiscono racchiudersi, radunarsi e “richiamarsi”sotto gli emblemi e gli stendardi dorati delle loro congragazioni.Tanti gli intereventi fatti dalla “plebe”, a parte, e non in politichese, di una parente di un martire delle stragi di mafia (Rita Borsellino-----sorella del giudice ammazzato). In particolare è bene ricordare la richiesta del minuto di silenzio in memoria del lavoratore in divisa ispettore Filippo Raciti, ammazzato nella piazza; dell’accorato appello del giovane residente a Librino, che in maniera accorata ha richiamato i drammi quotidiani di tanti nostri concittadini residenti in quell’area “periferica”; del giovane distrofico, che pur alle prese con le sue continue disgrazie quotidiane, ha richiamato invocazione alla Catania civile e democratica; del caro Giovanni, che pur vissendo le tragiche vicissitudini sopravvenute nel corso della vita, ha voluto testimoniare, lì, dal luogo del delitto del quartiere di S. Cristoforo, il senso del riscatto.

Cresce un fiore...a Catania.

Il riscatto della città civile e democratica. Chissà! Complicato, difficile. Vedremo in corso d’opera.

Dipende da tutti noi.

Comitato Partecipazione
e Democrazia(Catania)

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