11 febbraio 2007

Infiltrati fascisti e mafiosi nello stadio di Catania

Questo articolo di Emanuela Audisio illustra molto bene il tipo di gente che vigliaccamente si nasconde negli spalti delle curve dello stadio di Catania.

di Emanuela Audisio (La Repubblica del 08-02-07)

Il picchiatore e i suoi discepoli un agguato studiato a tavolino

CATANIA - Lo sfondo dove è maturato l’agguato è quello del quartiere di San Cristoforo. Centro storico, vecchia zona di pescatori. Ieri: ricci e pescespada. Oggi: botteghe e artigiani. Zona dove si cresce in fretta: si scappa dalla famiglia, dalla scuola, da chi t’insegue. Dove non si gioca con il futuro, ma lo si fracassa di botte. Anime rozze, rabbia di lamiere. Rione di Nitto Santapaola, via del Plebiscito e dintorni, un morto ad ogni angolo. Questo negli anni bui della mafia, quando tre disgraziati ignoranti scipparono la madre del boss e furono poi trucidati per lo sgarro. La mafia non ammette inconsapevolezza. Sbagli, paghi, crepi.

Santapaola aveva studiato da seminarista proprio lì, all’oratorio dei salesiani di Santa Maria delle Salette. San Cristoforo, dice lo scrittore Luciano Mirone, ha il record delle fuitine. A 12 anni si scappa con la fidanzatina, si torna e ci si sposa. Altro che «nostro tempo vuoto» di Battiato. Nessuno si sente ragazzo, minorenni solo per l’anagrafe. Tutti ci tengono ad apparire come la peggio gioventù. Fa status. Per gli affari momentanei. Tra i più duri e sprezzanti in questi giorni di interrogatori è stato un sedicenne. Spavaldo. «Io con quelli in stanza ad aspettare non ci sto».

Quelli erano due tunisini, gente da fuori, venuti a rubare l’aria. Un po’ di perquisizioni a casa, sopra e sotto il materasso, e sono venute fuori bandiere nere, svastiche, facce di Mussolini, croci celtiche. E vai, con l’odio razziale. Fanatici non solo della curva nord, ma anche della destra estremista. Oddio, non è una novità. Neofascisti, capi tifosi, galoppini. In certi giorni anche l’Olimpico sembra un vecchio documentario del passato con facce a colori moderne. E poi a San Cristoforo c’è anche gente che lotta contro i dettagli imperfetti di questa società.

Bravi insegnanti e assistenti come quelli riuniti nel Gape, sigla che sta per giovani assolutamente pronti ad agire. Ma se cominci la tua vita con una fuga è difficile poi smettere. L’inquinamento ambientale non sempre spiega tutto. E certo che certi assist tra criminalità e calcio in Sicilia non passano inosservati: nel dicembre del 2002 per la prima volta nella curva sud del Palermo comparve una striscione di condanna del «41 bis», del carcere duro per i mafiosi, conia scritta «Berlusconi dimentica la Sicilia». Non era mai capitato fino a quel momento che la mafia usasse lo stadio come un mezzo per mandare messaggi.

Tra i fermati a Catania c’è anche un noto picchiatore fascista, Alan Di Stefano, arrestato per resistenza aggravata. Si era già messo in evidenza per molestie verbali durante il Gay Pride dell’anno scorso, disturbando in via Etnea la manifestazione con cori e cartelli che invitavano a «curare la malattia dei froci». Pura dialettica pirandelliana. Spesso targata Forza Nuova, che si è insediata nella sede del vecchio Msi, e che ora prende le distanze dai ragazzi fermati. Camerati che sbagliano, si capisce. Il gioco di questo gruppo di ultrà era di lavorare in gruppo, con uno schema: c’erano quelli che dovevano provocare il poliziotto con un ricco vocabolario antisbirri e quelli che lo dovevano bastonare.

In genere i più grossi e i più in carne. C’era una tattica. non il caso. E dietro c’era un’atmosfera. Non piccoli mostri al silenziatore, dalla violenza casareccia, cartocciate al prosciutto, arancini, granite e brioche, ma baby-gang al servizio di idee manesche e senza re gia. Violenza quotidiana, da pragmatismo spiccio, da veleno giornaliero. Pronti a vendersi al miglior offerente. Domani è già oggi. Meglio smontare cessi e lavandini, spezzare sifoni e accoppare sbirri. Fare male è meglio che non far niente, lo stadio è un bel posto per bruciare innocenze.

Meglio dei cunicoli bui, zone dispaccio. Ha detto Marisa Grasso, la vedova di Fippo Raciti: «Ho pensato per una notte a chi potrebbe avere ucciso mio marito e sono arrivata alla conclusione che chi gli ha tolto la vita non conosce la vita e l’ha tolta a chi invece la dava». Magari solo ragazzi con il cuore slacciato. Dalle regole precarie e dalle corse di furbizia. Pronti ad aggredire e a macchiarsi di nero, per un gioco di dolore, con cui poi vantarsi al bar nelle chiacchiere sulle lame affilate. E sulle fughe davanti alla vita.

Altre azioni criminali della "estrema destra" nel catanese, al di fuori dello stadio, e pochi giorni prima del derby della vergogna:

- 01.02.2007
Franca Rame denuncia un utente. La senatrice di Italia dei Valori viene aggredita verbalmente sul suo blog da un anonimo e decide di reagire. Oltre agli insulti anche minacce di morte. L'anonimo, che sarebbe di Catania, ha lasciato numerosi post firmandosi prima come "Armando Dupall" e poi come "il mio nome è nessuno".
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- 28.01.2007 Uno spregevole atto criminale di squadrismo fascista è stato commesso durante la nottata del 27 Gennaio, “Giornata della Memoria”, ad Adrano, in provincia di Catania.
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- 13.01.2007 In tarda nottata un compagno di Rifondazione Comunista è stato aggredito nella centralissima via Landolina da due neofascisti, a Catania, tra i quali riconoscibilissimo un noto esponente di Forza Nuova. Pierpaolo, questo il nome del compagno, si trovava nei pressi di un noto locale del centro quando i due balordi senza nessun preavviso hanno iniziato a picchiarlo.
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