26 febbraio 2007

L'indecente ritardo nello scioglimento del Comune di Barcellona PG

L'avvocato Fabio Repici denuncia l’assenza di ogni intervento istituzionale e politico al riguardo dell’incontrastato dominio mafioso sul territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. 'Indecente' il ritardo nella procedura di scioglimento per condizionamenti mafiosi del Comune' ed altrettanto 'indecente' la permanenza di Stefano Scammacca nel ruolo di Prefetto di Messina

di Fabio Repici
da terrelibere.org

Al Presidente del Consiglio dei Ministro- On. Romano Prodi
Al Ministro dell’Interno - On. Giuliano Amato
Ai componenti della Commissione parlamentare antimafia

Oggetto: indecente ritardo nella procedura di scioglimento per condizionamenti mafiosi del comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e indecente permanenza del dr. Stefano Scammacca nel ruolo di Prefetto di Messina.

Faccio seguito, con la presente, alle mie precedenti note (25 gennaio, 30 gennaio e 5 febbraio 2007) sugli argomenti in oggetto.

Il 13 febbraio u.s., audito dalla Commissione parlamentare antimafia, il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si è così espresso sulle vicende riguardanti il comune di Barcellona P.G.: “su questo tema c’è la questione del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, su cui mi è stata rivolta una domanda specifica. In merito - perché spesso c’è una certa corrispondenza tra indagine penale ed attività prefettizia che poi genera l’accesso - è stata la magistratura, a seguito di alcune indagini, a rilevare alcuni fatti di una certa gravità ed a trasmettere una richiesta di accesso ispettivo al comune di Barcellona Pozzo di Gotto da parte del prefetto di Messina. Questa richiesta è rimasta ferma, presso la prefettura, per molto tempo.

Dobbiamo dire che la situazione rappresentata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina è di una certa gravità. L’esito dell’accesso aveva concluso per disporre lo scioglimento del consiglio comunale e penso che, successivamente, il prefetto di Messina abbia bloccato questa attività. È ancora, comunque, in discussione e vi è un accesso in corso ... La magistratura, come è giusto che faccia, rappresenta degli elementi e non è titolare di alcunché. Quindi, le valutazioni sono tutte dell’autorità amministrativa ed esecutiva. Fatto un accesso, alcuni - appunto sotto il profilo della discrezionalità che ogni valutazione comporta - hanno dato un’interpretazione ai fatti emersi. Successivamente è avvenuto un arresto di tale procedimento, nel senso che si è bloccato. Ritengo che, attualmente, il prefetto sia ancora lo stesso ... La procura ha segnalato questi fatti ed ha registrato un ritardo nella conclusione della procedura. Devo dire che, frattanto, sono emersi alcuni fatti - che non so se possano considerarsi nuovi -, ovvero che il procedimento di prevenzione nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, prima nelle indagini e poi nella misura di accesso, si è concluso con un provvedimento di non luogo a procedere.

Quindi, evidentemente, è una realtà sempre in movimento. Ciò per quanto riguarda il giudiziario. Nel processo «Omega», da cui sono nati i fatti a sostegno della necessità dell’accesso, quando ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati, il tribunale ha fatto riferimento all’articolo 416 e non all’articolo 416-bis del codice penale. Non so se tali aspetti potranno influire sui fatti, ma i fatti devono essere estrapolati dalla configurazione giuridica dei reati o delle singole persone (abbiamo fatto l’esempio eclatante della festa paesana). Bisogna, quindi, considerare quale valutazione dia l’autorità amministrativa, ossia il prefetto, ai fatti emersi non solo dalle segnalazioni della magistratura, ma anche in seguito all’accesso”.

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