25 febbraio 2007

“Terra e libertà” da Vicenza a Sigonella

Assemblea pubblica delle anime del movimento siciliano, a Lentini. “Terra e libertà”: per la tutela del territorio, per opporsi alla devastazione dell’ambiente a favore di un nuovo insediamento militare. Manifestazione "Xirumi libera!" prevista per fine marzo.

di Cesare Piccitto
(Carta)

La tutela del territorio torna ad essere la priorità. La dimostrazione è stato il convegno di Lentini. Un affollata assemblea presso il polivalente, per conoscere dibattere ed organizzarsi per la difesa del territorio oggetto di un nuovo insediamento militare. Tra i promotori: Comitato lentinese per il Territorio (C.S.T. Ddisa, Verdi Lentini, Girodivite.it, Giovani comunisti Lentini-Carlentini, PRC Lentini, Comunisti italiani Lentini, ARCI Carlentini-Lentini); Tavolo scordiense “Salviamo Xirumi”; ATTAC Sicilia; Terrelibere.org, e tanti altri.

Maria Adagio ha aperto l’assemblea. Mostra l’area interessata, attraverso delle diapositive, facendo il punto sui lavori. La zona è quella, fino alla modifica del piano regolatore, agricola e con vincolo archeologico e paesaggistico delle contrade di Xirumi, Cappellina e Tirorò nel territorio di Lentini. Su 91 ettari, dovrebbe sorgere un enorme complesso residenziale per circa 7000 abitanti, con annesse strutture, il tutto a uso e consumo del personale destinato alla base militare di Sigonella. I punti nodali della piattaforma, su cui si sono poi espressi tutti gli intervenuti, sono: l’impatto ambientale di una cementificazione così vasta; modelli di sviluppo che guidano queste operazioni speculative; le prospettive di una continua militarizzazione del territorio.

Tra i primi interventi quello di Antonio Mazzeo di terrelibere, che punta il dito sulla storia della militarizzazione siciliana, nello specifico nella grande base di Sigonella: “E’ stata da sempre oggetto di infiltrazione mafiose, acclarate da indagini della magistratura e da dichiarazioni di diversi pentiti. La militarizzazione in generale in Sicilia ha avuto un ruolo determinante nei processi di trasformazione della mafia in questa regione”.

Sottolinea ancora Mazzeo, la paventata necessità dell’allargamento servirà al comando di Sigonella, è smentita dai dati ufficiali:“Basta con la grande truffa che ce bisogno degli alloggi per gli americani. Il numero degli addetti fissi nella base di Sigonella si è ridotta nell’ultimo triennio del 27% e si aggiunge il fatto che in 5 anni sono gia state realizzate 2 mega strutture abitative, per ospitare centinaia e centinaia di villette. Dunque, come si può spacciare questa operazione come necessaria a gli americani? Bisogna pretendere delle risposte da tutta quella classe politica che ha appoggiato e approvato tutto ciò”.

Immancabile l’appello all’unità di tutto il centro sinistra per contrastare, ai fatti, questa enorme e devastante altra speculazione edilizia. Unione in termini ideali ma anche territoriali, come sottolinea Licia Farina direttamente dal presidio di Vicenza, del “No al molin”: “Stiamo sperimentando cose la guerra quando si addentra nel territorio. Sembrava che tutto appartenesse ad altri tempi invece oggi gli allargamenti avvengono comunque e dovunque. Nessuno si interessa preventivamente di chi in quei territori ci vive ed il danno che apporta un nuovo insediamento alla vivibilità di diverse comunità”.

La certezza, l’unica, e che nessun territorio italiano può ritenersi immune. Ogni amministrazione, di qualsiasi coloritura politica, non sta ostacolando ne tanto meno vorrà evitare la politica della militarizzazione. Walter Lorenz, del Comitato unitario smantellamento e riconversione civile di Camp Derby: “Anche in provincia di Pisa stanno avvenendo gli stessi allargamenti di basi militari. Presto, è prevedibile, l’allargamento anche di Camp Derby. La strategia delle basi non è altro che la proiezione della politica, di modi di pensare il mondo di modi di pensare l’economia. Quindi Sigonella, vicenza, e camp derby sono prodotto della stessa logica politico – economico - militare”.

La fondamentale importanza, del movimento inteso come lotta di base, sigle e singoli cittadini insieme possono manifestare il proprio dissenso e devono farlo, far sentire fuori dalle singole regioni. Attraverso la reti dei contatti stessi varcare i confini regionali per proiettarsi in circuiti nazionali. I movimenti di base, come ricorda Nicola Cipolla del CEPES, hanno vinto a Comiso negli anni 80, ora altri comitati di base oggi hanno vinto in Sardegna.

“Vicenza come madre di tutte le lotte, e come inizio di una lotta più vasta. Affrettata anche grazie al lavoro fatto a Vicenza. Per il movimento siciliano deve esserci comeLa mobilitazione si è base di partenza la battaglia vinta che è quella dello smantellamento di Comiso. La linea tracciata dalla storia e dagli eventi e sotto gli occhi di tutti, per l’insediamento Xirumi, deve esserci ben presente la conduzione e la piattaforma messa in atto per Comiso. Solo così potremo vincere questa una nuova battaglia”.

Appuntamento dunque per il 24 marzo, con una manifestazione nazionale contro il nuovo insediamento militare, contro l’allargamento di Sigonella per l’utilizzo differente del patrimonio archeologico e naturale siciliano.

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