4 febbraio 2007

Vivo cordoglio

Vivo cordoglio per la morte del lavoratore in divisa Filippo Raciti assassinato da una masnada di delinquenti, appellati “tifosi"

I gravissimi e tragici incidenti provocati dalla vile teppaglia nel corso della partita Catania-Palermo rappresentano il culmine estremo di una metodologia che condanna la città di Catania allo sdegno nazionale.

Pur nel dolore necessita evidenziare alcune riflessioni.

Il ”pompa-pompa,” costantemente praticato sulle “fortune” della squadra e degli appelli “lanciati” ai tifosi, dal becero modello “culturale”, politico e informativo predominante ormai da anni nella nostra città, ha raggiunto il massimo della nefasta penetrazione.

E’ stato un schema di depistaggio ( rispetto allo strutturale malgoverno cittadino) scientificamente praticato da “pennivendoli” al servizio del potere dominante nel territorio, che ha trovato facile adescamento in “pezzi” sbandati della società catanese ( alimentati e “curati” da diversi referenti della rappresentazione politica) detti tifosi, che già da lungo tempo, hanno costantemente manifestato nello stadio comportamenti e pratiche chiaramente antidemocratiche, con precisi riferimenti di vanto – stendardi, inni e quant’altro - delle più becere strumentazioni ideologiche connesse al nazismo, al fascismo e al razzismo, e all’idolatria della pura violenza.

Fenomeni gravissimi che dovevano essere costantemente condannati e perseguiti da tutte le strutture politiche, istituzionali e informativi locali.

Invece, nell’abissale decadimento generale che caratterizza Catania, sono stati metodicamente sottaciuti, nascosti e blandamente “accarezzati”, spesso “nobilitati”

I drammatici fatti di questa sera sono il nefasto risultato del “modello” che ha strangolato la città, forse in maniera irrimediabile.

Vincono: l’affarismo, le illegalità, le mafie, le estorsioni, i mille sfruttamenti, i clientelismi, gli affari, le corporazioni, i “mestieri” chiuse nelle proprie fameliche congregazioni ….e le drammatiche violenze e la morte, come quelle praticate questa sera a Catania.

E’ il fallimento totale delle “classi dirigenti” cittadine, in tutte le salse e maniere, ormai condannate al vero e generale disprezzo popolare.

Comitato Partecipazione
e Democrazia
Catania - 3 febbraio

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