4 aprile 2007

Censurano a Londra il suo film, Rita Borsellino scrive all'ambasciatore

Nella lettera la sorella del magistrato ucciso dalla mafia chiede di sapere ''chi e perche''' ha deciso di ritirare la sponsorizzazione al festival, criticando i contenuti del film italiano ''Un'altra storia''.

da Antimafia Duemila

''Secondo quanto il presidente dell'Istituto, Pierluigi Ballotta, ha comunicato al Festival -scrive Borsellino- si e' ritenuto 'inappropriato che l'ambasciata italiana e l'istituto italiano di Cultura' appoggiassero 'tale visione dell'Italia'''.

''Dal momento che il film documenta un percorso di grande partecipazione popolare e di rivolta contro la politica delle clientele e delle ambiguita', lasciando parlare fatti e immagini -continua la leader dell'Unione all'Ars- ritengo davvero grave quanto accaduto. Sono convinta che l'aver ritirato la sponsorizzazione al festival, questa si', sia stata una scelta che ha messo in cattiva luce il nostro Paese, confermando quella tesi assai pericolosa e in voga in alcuni ambienti politici che di 'mafia meno si parla meglio e'' o ancora peggio che 'con la mafia bisogna convivere'''

Patrocinio ritirato per documentario Un’Altra storia. Rita Borsellino chiede spiegazioni ad ambasciatore italiano a Londra.

Palermo, 20 marzo 2007. Rita Borsellino ha inviato una lettera all’Ambasciatore italiano a Londra e, per conoscenza, anche al ministro degli Esteri D’Alema e al presidente del Consiglio Romano Prodi, per sapere “chi e perché” ha deciso di ritirare la sponsorizzazione al festival “Conversation in film” criticando i contenuti del film italiano “Un’altra storia” che documenta l’ultima campagna elettorale siciliana e il percorso di Rita Borsellino. “Secondo quanto il presidente dell’Istituto, dott. Pierluigi Ballotta, ha comunicato al Festival – scrive Borsellino - si è ritenuto ‘inappropriato che l’ambasciata italiana e l’istituto italiano di Cultura’ appoggiassero ‘tale visione dell’Italia’”.

“Dal momento che il film documenta un percorso di grande partecipazione popolare e di rivolta contro la politica delle clientele e delle ambiguità, lasciando parlare fatti e immagini – continua Borsellino - ritengo davvero grave quanto accaduto. Sono convinta che l’aver ritirato la sponsorizzazione al festival, questa sì, sia stata una scelta che ha messo in cattiva luce il nostro Paese, confermando quella tesi assai pericolosa e in voga in alcuni ambienti politici che di ‘mafia meno si parla meglio è’ o ancora peggio che ‘con la mafia bisogna convivere’”.

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