1 giugno 2007

23 giugno, Partinico libera

da http://www.partinico.info

PARTINICO (PA) - Memoria, riappropriazione, futuro. All'insegna di queste parole chiave, in collaborazione con il Comune di Partinico e di Primaradio, stiamo provando a organizzare una particolare Giornata della legalità in contrada San Giuseppe, su uno dei terreni confiscati alla mafia e in via di assegnazione all'Ente Nazionale Protezione Animali. L'obiettivo non è solo simbolico: vorremmo discutere di gestione dei beni confiscati, di opportunità sociali e di iniziative imprenditoriali, rinfrescarci la memoria parlando di storia del territorio e aprire occhi e orecchie sul nuovo volto affaristico-imprenditoriale della mafia, fare domande alla politica e alle istituzioni.

Farlo in modo serio, costruttivo e il più possibile innovativo: lanciando e costruendo questa iniziativa sul blog, chiamando a raccolta tutti quelli che hanno qualcosa da dire, dando spazio anche al teatro, alla musica, alla degustazione di prodotti tipici e vini locali. Il problema, ovviamente, sono i soldi. Ma le idee e la voglia di fare non ci mancano. Ci proviamo?

Il Comune, è noto, non dispone di un tallero, almeno fin quando non sarà approvato il Bilancio. Per questa iniziativa dobbiamo, finora, registrare molta buona volontà e notevole spirito di collaborazione dell'assessore alla legalità e dei funzionari comunali. Ma al denaro, se vogliamo riuscire nell’impresa, dobbiamo pensarci noi.

Le modalità dell’evento. La giornata dovrebbe avere tre momenti distinti: il primo di carattere politico e istituzionale, in cui mettere a confronto, sul nostro territorio, membri di Governo, Parlamento, istituzioni locali, magistrati, forze dell’ordine, associazioni e cooperative sul tema della gestione dei beni confiscati. Quali problemi, concretamente, si trovano ad affrontare Comuni e Consorzi di gestione dal momento della confisca fino all’assegnazione del bene? E come funziona, poi, la gestione degli stessi quando entrano nella disponibilità dei soggetti chiamati a riutilizzarli a fini sociali? Esiste un modello di gestione capace di favorire un circolo virtuoso tra utilità collettiva e sviluppo d’impresa? Il confronto sarà arricchito dalla presentazione dei progetti con cui le associazioni Enpa e Libera-Mente hanno ottenuto l’assegnazione dei terreni di contrada San Giuseppe e Bosco Falconeria.

Nella seconda parte della giornata vorremmo sperimentare, con lo storico Giuseppe Casarrubea (ma non solo), una sorta di “lectio magistralis” partecipata, una rivisitazione critica, collettiva e ragionata della storia del nostro territorio: dal dopoguerra al bandito Giuliano, da Portella della Ginestra all'assalto alle Camere del lavoro fino ai giorni nostri.

A seguire, un ricco parterre di ospiti, che si arricchisce di ora in ora, discuterà del nuovo volto manageriale della mafia: tra loro, alcune delle firme che in questi mesi, con le loro pubblicazioni, hanno toccato i gangli più delicati del nuovo sistema di potere affaristico-mafioso: Peter Gomez dell’Espresso, Gianni Barbacetto di Diario, Enrico Bellavia de la Repubblica, Nino Amadore de Il Sole 24 Ore e qualcun altro di cui aspettiamo la conferma.

Al calar della sera sarà l'ora del teatro. Vorremmo ci fosse Filippo Luna ne “La ballata delle balate”, uno spettacolo di Vincenzo Pirrotta, rappresentato con straordinario successo in tutta Italia, che parla di mafia in modo non convenzionale, e che offre uno sguardo inquieto su tradizioni e simboli della nostra strana città. Poi, per finire in festa, musica con alcune band siciliane.

In mezzo a tutto questo, vorremmo pensare anche a uno spazio di degustazione di prodotti tipici e vini locali, coinvolgendo caseifici e cantine vinicole per un picnic collettivo a ora di pranzo e un aperitivo a fine pomeriggio.

Troppo? Obiezione accolta, parliamone. Forse non riusciremo a fare tutto. Ma facendo due conti servirebbero circa 5 mila euro per allestimento, attrezzature, segnaletica, materiali promozionali, spese di viaggio, accoglienza, vitto e alloggio per alcuni relatori, pagamento degli artisti, Siae etc. Considerato qualche noto e infelice precedente, stiamo facendo un notevole sforzo per raccogliere autonomamente, tramite contributi privati, tutto il necessario all'organizzazione dell'evento: sponsorizzazioni e donazioni, piccole e grandi. Se non riusciamo, chiederemo scusa ai relatori (che continuano ad aderire) e ci ritireremo in buon ordine, continuando a lavorare per costruire tempi migliori.


- Spettacolo organizzato dai bloggers di LiberaMente a Partinico (PA) il 29 Dicembre 2006. Letture, musiche e immagini. Foto di giacomo selmi, video realizzato da giuseppe palazzolo


Pensiamo positivo, come contribuire? Ci sono varie opzioni per dare una mano, vediamone alcune:

Il porcellino. Inviare a Libera Mente un contributo tramite carta di credito, con il protocollo di sicurezza PayPal, cliccando sul pulsante in alto a destra sul blog.

La promessa. Scriverci un’e-mail e dire quanto o come volete contribuire. Riceverete istruzioni su dove depositare la vostra valigetta con banconote di piccolo taglio non segnate.

La sansalerìa. Non è necessario tirare fuori dei soldi: potreste, per esempio, impegnarvi a trovare dei produttori locali e invogliarli a partecipare all’iniziativa offrendo una selezione dei loro prodotti, oppure individuare un’azienda, una piccola impresa, un commerciante che voglia versare un obolo o mettere a disposizione dei prodotti utili all'occorrenza (ad esempio gazebo, ombrelloni, tavolini, tende, faretti, ammenicoli vari)

Adotta un relatore (o un artista). Ministri, sottosegretari e parlamentari viaggiano gratis, ma giornalisti, attori e musicanti la pagnotta se la sudano. Il vostro contributo (magari mettendovi insieme con un gruppo di amici o con i vostri familiari) può essere finalizzato a sostenere le spese di viaggio, vitto e alloggio di un relatore o a pagare il compenso agli attori dello spettacolo teatrale o ai musicisti.

Chiedi alla mamma. Panelle, teglie di sfincione, pizza, focaccia, caponata, prodotti dell'orto: volete che non si riesca a offrire un luculliano banchetto collettivo, valorizzando le straordinarie doti culinarie della regine dei focolari domestici locali? Diamo vita a un'esibizione che resterà negli annali!

Ultima avvertenza, a scanso di equivoci: "pecunia (da queste parti) olet", e manco poco. Quindi, astenersi viziosi zone grigie, equilibristi linee di confine e amici degli amici.

Che dite, varrà la pena di provarci?

Nessun commento:

Posta un commento