21 giugno 2007

I CENSURATI

Lezioni di giornalismo

di Claudio Fava
http://www.itacanews.it/

CATANIA - Scriveva ieri un quotidiano siciliano: "Naturalmente finirà con la censura ai giornalisti, perché quando il potere politico si chiude in difesa dei propri interessi, più o meno legittimi, a pagare sono sempre gli altri. E' facile prevedere che la prossima invocata legge (...) sarà talmente restrittiva che i giornali praticamente non potranno pubblicare nulla."

Poverini, vien voglia di dire: giornalisti imbavagliati, censurati, costretti a non scrivere dal "potere politico". Poi fai mente locale e t'accorgi che il grido di dolore arriva dal sig. Tony Zermo, cronista della "Sicilia", il giornale di Ciancio. Zermo imbavagliato? Costretto a non scrivere? Direbbe Totò: ma mi faccia il piacere! Anzi: si legga il suo giornale: le notizie che mancano non sono quelle che Zermo e colleghi sono stati costretti a tacere per colpa del potere politico ma quelle che hanno scelto di non scrivere.

Un esempio? Parte una lettera, di contenuti forti e con richieste precise, per il CSM. Si chiede che venga nominato al più presto il Procuratore della Repubblica di Catania (funzione vacante da mesi) e che soprattutto sia una scelta di assoluta qualità, all'altezza dello stato di necessità di una città dove le funzioni di vigilanza hanno perso la loro autonomia e le regole dell'illegalità hanno ormai pervaso ogni luogo del potere istituzionale ed economico. Cosa fa un giornale (non un giornale che si rispetti: semplicemente un giornale) di fronte ad una richiesta così esplicita e a una denunzia così dura che porta in calce centinaia di firme? Per prima cosa manda un suo cronista a capire cosa sta accadendo alla Procura della città, cosa blocca Palazzo dei Marescialli, a cosa si riferisce l'accusa di scarsa autonomia della magistratura locale. Insomma, fa quello che nell'abc del giornalismo si chiama "inchiesta". Non a tesi, di parte, faziosa: un'inchiesta e basta. Ascoltando tutti. Registrando ogni opinione. E riferendo ai catanesi. Com'è che la penna di Zermo su questi argomenti non inciampa mai? Imbavagliato? Censurato? Distratto? Che ne pensa il suo capocronaca De Cristofaro? E il vicedirettore Tempio? Perchè la giustizia di cui quel giornale parla è solo il repertorio dei processi e l'inaugurazione dell'anno giudiziario? Tutta colpa del potere politico che vi impedisce di scrivere?

Vabbè, ammettiamo che non abbiano avuto tempo per occuparsene. Avrebbero potuto decorosamente rimediare pubblicando per intero il comunicato, e magari indicando le firme che attribuiscono a quella denunzia un preciso carattere istituzionale. Per esempio quella dei parlamentari che l'hanno sottoscritta (tra gli altri, Claudio Fava): quale forza del male ha spuntato la penna del cronista di turno? Quale oscura censura di governo gli ha impedito di citare quel nome assieme agli altri? Imbavagliati? Caro Zermo, per cucirvi la bocca non vi serve una leggina del parlamento. Bastate voi. Da soli.

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