8 giugno 2007

No all'uso delle "Celtiche" dalla Provincia di Catania

A.N.E.D. – Associazione nazionale ex deportati –
A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia-
AN.PP.IA – Associazione. Nazionale perseguitati politici italiani antifascisti –
anpicatania@yahoo.it



CATANIA - L’ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia-, L’ANED - Associazione Nazionale ex deportati – unitamente all’AN.PP.IA -Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti - di Catania, esprimono forte dissenso e vivissima preoccupazione per l’iniziativa assunta dai massimi rappresentanti della Provincia di Catania, a partire dal Presidente Raffaele Lombardo, di patrocinare ufficialmente l’iniziativa svoltosi giorno 5 giugno a Catania con la presentazione del libro “ la Fiamma e la Celtica”, di Nicola Rao.

Nel testo, sottotitolato “ sessant’anni di neofascismo da Salò ai centri sociali della destra”, nel ricostruire la cronistoria dei movimenti fascisti in Italia, da un mese prima della disfatta della RSI che appoggiò in pieno tutti i nefandi rigurgiti del nazismo in Europa compreso il pieno supporto armato all’occupazione della nostra Patria e allo sterminio degli ebrei , degli oppositori e di tanti partigiani, vengono, tra l’altro, ampiamente riportate le “gesta” di quei tanti nostrani fascisti che per quasi venti anni si sono macchiati di innumerevoli atroci assassini, partecipando attivamente alle tante ed ancora oscure strategie della tensione: tentativi di colpi di stati, stragi, omicidi, rapine, che hanno drammaticamente caratterizzato la storia recente del nostro Paese.

Sconcerta che nella ricostruzione degli eventi, come premessa determinante, non sia stato considerato utile evidenziare in maniera prioritaria che la democrazia repubblicana in Italia è sorta dalle ceneri della sconfitta del fascismo, e che il Paese e l’Europa tutta sono risorte ricostruendo le immani distruzioni materiali, fisiche e morali seminate dai fascisti e dai nazisti. Che, vinsero le forze del bene, delle libertà, della democrazia, della solidarietà, della giustizia sociale, dell’antirazzismo, contro le forze del male che avevano tentato di consolidare il più bieco totalitarismo, lo sterminio dei tanti “diversi”, la promulgazione della razza eletta, il richiamo e l’osanna di riti distruttori dell’umanesimo e della civiltà europea consolidata negli ultimi duecento anni di storia.

Sconcerta ancor più, in questo ulteriore operazione di “freddo” revisionismo, che, i terroristi assassini delle formazioni armate della destra estrema che hanno operato in Italia negli anni bui, così, come, del resto i terroristi di tutte le presunte bandiere che hanno macchiato di tanto sangue l’Italia, non vengano additatati al pubblico disdegno, con la civica e necessaria determinazione in difesa della legalità democratica: sul piano etico, politico, sociale ed umano.

Il rigetto degli stragismi, degli innumerevoli fatti di sangue e delle atroci illegalità che hanno caratterizzato i variegati gruppi della destra estrema, dovrebbe essere al centro di ogni ricostruzione storiografica. Come monito imprescindibile e perenne rivolto in particolare alla formazione delle coscienze delle nuove generazioni. A nostro parere, nel testo, non emerge la divulgazione del “pathos” della democrazia, quella riconquistata a furor di italico popolo.

La Provincia di Catania è una struttura istituzionale direttamente collegata e connessa all’Italia repubblicana nata dalla Lotta di Liberazione e dal ripudio del fascismo dittatoriale, a partire dalla sua Carta Costituzionale. Ha il dovere di contribuire a promulgare sempre e comunque i valori antifascisti fondanti della nostra Repubblica.

Il Presidente provinciale, che ha direttamente sponsorizzato l’iniziativa, tra l’altro, con il logo della Provincia bene in vista sulle centinaia di manifesti affissi sulle mura di tante private abitazioni, non si è mai visto alle cerimonie celebrative del 25 Aprile, Festa Nazionale della Liberazione dal nazi-fascismo, così come del resto avvenuto con il massimo Rappresentante Provinciale nel corso del decennio precedente.

Infine, sarebbe utile portare a conoscenza dei cittadini catanesi gli eventuali fondi economici stanziati in conto della Provincia Regionale di Catania, in qualsiasi forma e maniera, a beneficio dell’iniziative medesima.


Il Presidente dell’ANPI di Catania
Nunziato De Francesco
( ex deportato nel Campo di Sterminio di Mauthausen)

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