27 settembre 2007

Abbate: "Grazie a tutti per la solidarietà"

A Palermo la "passeggiata simbolica" per il cronista minacciato I vertici della categoria: 'I giornalisti non spegneranno i riflettori'






da http://www.odgsicilia.it/070908abbate_passeggiata.html

''Ringrazio tutti per la solidarieta' e l'affetto che mi sono stati dimostrati e in particolare i colleghi che ogni giorno insieme a me sono impegnati a raccontare la cronaca di questa Palermo e di questa Sicilia''. Lo ha detto il cronista Lirio Abbate durante la manifestazione di solidarietà organizzata per lui dai giornalisti del Giornale di Sicilia e di Tgs, che si è svolta sabato 8 settembre a piazza Croci.

Hanno preso parte al corteo, tra gli altri, il presidente e il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti Lorenzo Del Boca ed Enzo Iacopino, il presidente regionale Franco Nicastro, il segretario dell'Assostampa Palermo Enrico Bellavia, il giornalista dell'Espresso Peter Gomez, rappresentanti delle redazioni di tutti i giornali siciliani e di molte televisioni, il vicepresidente della commissione antimafia Beppe Lumia, il senatore Carlo Vizzini (Fi), il deputato Giuseppe Scalia (An), il portavoce del segretario nazionale Ds Piero Fassino, Gianni Giovannetti, i deputati regionali Rita Borsellino (Unione), Salvino Caputo (An) e Pino Apprendi (Ds), i sindaci di Palermo e Castelbuono Diego Cammarata e Mario Cicero, Emilio Miceli della Cgil nazionale, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Palermo Enrico Sanseverino, lo scrittore e autore di testi teatrali Moni Ovadia, ma anche gente comune e mamme con bambini. Diverse centinaia di persone hanno sfilato per via Libertà e via Ruggero Settimo, raggiungendo piazza Verdi. Ieri si era invece tenuta la conferenza stampa organizzata dall'Ordine nazionale e regionale, che ha visto la partecipazione di tanti colleghi e del prefetto del capoluogo siciliano, Giosuè Marino.

''L'esempio professionale di Lirio e' una poderosa rappresentazione di quello che il giornalismo deve essere - ha osservato il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca - Tutti coloro che amano questo lavoro oggi vorrebbero essere Lirio e sono orgogliosi di fare questo mestiere''. Del Boca ha anche auspicato che ''questa iniziativa" sia "un richiamo sulla professione giornalistica: troppo spesso i politici parlano dei giornalisti come iene dattilografe e indeboliscono la professione". E ha concluso: "Noi siamo qui per Lirio ma anche per tutti gli altri giornalisti''.

''Quello che mi ha colpito di piu' e' che oggi in piazza a Palermo ci sono tante mamme con bambini''. Lo ha detto durante la marcia Enzo Iacopino, segretario nazionale dell'Ordine dei giornalisti. ''Manifestazioni come questa - ha aggiunto - spiegate ai piu' giovani, possono essere una risorsa prodigiosa per una maggiore consapevolezza collettivà''.

Il direttore responsabile dell'Ansa, Giampiero Gramaglia, parlando al microfono sulle gradinate del Teatro Massimo davanti a centinaia di cittadini, giornalisti, avvocati, giovani, magistrati e politici che hanno partecipato alla "marcia" per il cronista, ha sottolineato: "Siamo qui per portare solidarietà e, noi dell'Ansa, anche la nostra amicizia e ammirazione, a Lirio Abbate per il coraggio con cui affronta questo difficile momento. Le minacce - ha proseguito - sono la testimonianza del fatto che una buona informazione colpisce nel segno, indebolisce l'illegalita' e rafforza i cittadini. Grazie Lirio''.

''Va bene la parata e la solidarieta' a Lirio Abbate, ma credo che la politica debba guardare dentro se stessa. Gran parte dei partiti siciliani sono inquinati dalla mafia''. L'ha detto intervenendo alla manifestazione il giornalista dell'Espresso Peter Gomez, coautore del libro ''I Complici'', scritto assime al cronista dell'Ansa. ''Bene ha fatto Confindustria a decidere di espellere chi paga il pizzo - ha aggiunto Gomez - Da cittadino aspetto che i partiti espellano i mafiosi. Spero che questa manifestazione serva a questo, a far prendere coscienza anche ai politici che oggi erano in piazza''.

Il vice presidente della commissione nazionale antimafia Giuseppe Lumia durante la marcia ha evidenziato che 'la minaccia al cronista Lirio Abbate non e' caduta nel vuoto: la reazione della societa' si sta dimostrando forte e decisa''. ''Adesso - ha continuato - e' il momento della politica: la migliore risposta e' quella di spostarci dall'antimafia del giorno dopo a quella del giorno prima. Dobbiamo colpire i mafiosi prima che loro possano colpire noi''.

''La nostra deve diventare una democrazia sana. Oggi chi fa informazione e dice cose scomode, deve vivere blindato: e' la prova che siamo in una democrazia ferita e malata''. Lo ha detto il vice presidente del comitato di presidenza di Forza Italia Carlo Vizzini nel corso della manifestazione. ''In questa battaglia - ha osservato - dobbiamo assumerci la responsabilita' della prima linea''.

''Mi chiedo perche' i giornalisti siano cosi' spesso costretti a scrivere libri. Probabilmente perche' la questione della liberta' di stampa e' legata al fatto inquietante che sui giornali tante cose non si possono scrivere''. E' la riflessione di Rita Borsellino, deputato dell'Unione all'Assemblea regionale siciliana e sorella del magistrato ucciso da Cosa nostra nella strage di via d'Amelio. ''Se il giornalista - ha aggiunto durante la manifestazione di solidarietà al cronista minacciato - cerca un'altra strada, ovvero il libro, per scrivere le notizie scomode e diventa responsabile in prima persona, ecco che arrivano le intimidazioni''.

Secondo il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che parlato dalla gradinata del Teatro Massimo nel sit-in finale della marcia, ''quella di oggi e' la testimonianza della citta' sana, che ha sempre reagito con dignita' e determinazione nei momenti in cui ha subito la violenza". ''Questa - ha concluso - e' la citta' che le istituzione devono seguire e far crescere per sperare in un futuro che faccia della battaglia per la legalita' un valore essenziale''.

''Siamo qui per passeggiare al fianco di Abbate, e dimostrare che siamo piu' forti della mafia''. Lo ha detto il segretario generale della Cgil siciliana Italo Tripi, presente alla marcia di solidarieta' per Lirio Abbate. ''Oggi rappresentiamo solo un' avanguardia di questa citta' - ha aggiunto - ma mi auguro di rappresentare i sentimenti della parte migliore di Palermo''.

''L'Unione cronisti e' vicina a Lirio Abbate e a tutti quei cronisti impegnati sul versante della lotta alle varie illegalita' e, naturalmente, e' vicina a coloro che sono impegnati nella lotta contro le organizzazioni mafiose e che con coraggio ogni giorno sono impegnati a scrivere e ad informare i lettori con puntuali resoconti pieni di nomi e cognomi''. Lo ha detto Guido Columba, il presidente nazionale dell'Unci, l'Unione cronisti, a Palermo per partecipare alla marcia di solidarieta' per Lirio Abbate. A conclusione della manifestazione, Columba accompagnato dal presidente regionale Unci, Leone Zingales, si e' recato al Giardino della Memoria di Ciaculli, per rendere omaggio a tutte le vittime della mafia.

Sostegno al cronista minacciato è poi arrivato in una nota dalla Federazione nazionale della stampa. ''La difesa dei diritti dei cittadini e della liberta' di informare sono i baluardi di un giornalismo di verita' che non puo' e non vuole accettare ricatti e condizionamenti - scrivono il presidente della Fnsi Franco Siddi e il segretario generale aggiunto Luigi Ronsisvalle - I giornalisti siciliani sono da sempre schierati in prima linea in una battaglia mai conclusa e alla quale, nonostante il pesante sacrificio di vite umane gia' sofferto, non intendono rinunciare, anche a costo di pagare altri pesantissimi prezzi in termini personali. Il sindacato unitario dei giornalisti italiani - concludono- che ha aderito alla manifestazione di oggi a Palermo, e' da sempre schierato al fianco di colleghi come Lirio Abbate che della testimonianza della verita' hanno voluto fare una ragione professionale e di vita, disposti a non abbassare mai la testa e a lavorare difendendo a ogni costo il senso dell'onore''. Solidarietà ad Abbate è stata espressa anche dalla Ugl Sicilia e dalla Fiom di Catania.

Lo scrittore e autore di testi teatrali Moni Ovadia, in Sicilia per una mini tournee teatrale, partecipando alla manifestazione per Abbate ha osservato che 'la liberta' di stampa e' il pilastro fondamentale di qualsiasi societa' degna di tale nome. Laddove c'e' intimidazione all'espressione della liberta' di stampa, allora si e' gia' nell'anticamera della tirannia''. ''Anche l'autocensura - ha aggiunto - puo' essere tirannia perche' rappresenta il dominio della paura che e' lo strumento piu' potente della repressione. La manipolazione della paura - ha concluso Ovadia - mette in atto la tirannia anche quando siamo apparentemente in una democrazia formale''.

Sulla scalinata del teatro Massimo, alla fine della marcia, il cronista del Giornale di Sicilia Riccardo Arena, tra i promotori della manifestazione, ha chiamato al microfono Lirio Abbate che tra gli applausi ha ribadito: "Io resto a Palermo".

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