30 settembre 2007

A Lampedusa nuovi sbarchi…di neofascisti di Forza Nuova

di Luca Insalaco
da "Diario" del - 31 agosto 2007 -

Allo sbarco dei colonnelli della Lega Nord a Lampedusa hanno ormai fatto l’abitudine, specie da quando il Carroccio ha stravinto alle amministrative di maggio. Che l’isola più vicina all’Africa che alla Sicilia potesse diventare meta usuale dei neofascisti è invece una novità. Un salto di qualità per Lampedusa, che prima ha ricevuto la visita del leader della destra xenofoba francese, Jean-Marie Le Pen. Poi, ai primi di agosto, quella di una delegazione di Forza Nuova, giunta sull’isola “per salvarla dall’immigrazione”.

Una visita, quella dei neofascisti, che ha creato più qualche imbarazzo all’amministrazione comunale dell’isola, dopo la calorosa accoglienza riservata loro dal vicesindaco leghista, Angela Maraventano, compagna di lotta contro il barbaro invasore.

Ricevuti con tutti gli onori in Municipio e con la promessa di un tour guidato nel centro di prima accoglienza, la pasionaria del Carroccio ha poi dovuto fare marcia indietro, precisando di non condividere l’ideologia di Forza Nuova e aver agito solo per spirito di ospitalità. Tanto, in ogni caso, è bastato per entusiasmare i militanti di estrema destra, prodighi di ringraziamenti e sicuri di nuove iniziative unitarie. Un piccolo giallo, insomma, che ha riguardato anche il volantinaggio svolto dalla delegazione sull’isola.

Propaganda impalbabile per il quotidiano “La Sicilia”, il cui corrispondente dalle Pelagie altri non è che l’addetto stampa del sindaco. Volantinaggio fruttuoso, invece, per Forza Nuova, tanto che da Agrigento ci anticipano la prossima costituzione di un nucleo lampedusano e l’organizzazione di una manifestazione contro l’immigrazione “perché – spiega il segretario provinciale di FN – se con la Giunta l’ideologia è diversa, l’obiettivo è comune”.

Altro era stato il benvenuto preparato lo scorso anno dalla precedente amministrazione comunale di centrodestra, per il movimento antirazzista – forze politiche, sindacati, Ong e società civile – mobilitatosi per chiedere la cancellazione della Bossi-Fini e la chiusura dei Cpt. Padri asserragliati in casa nel timore che il no-global molesto potesse attentare alle virtù delle vergini e negozi sprangati per paura che i manifestanti, capitanati dalla black block Rita Borsellino, potessero sfasciare le vetrine. Questione di affinità.

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