15 settembre 2007

Leucemie e radiazioni a Lentini

A Lentini, Carlentini e Francofonte i bambini muoiono di leucemia più che in ogni altra zona d’Italia. Sospetto sulle radiazioni della base militare. Speranze affidate all’azione della Procura

di Gianni Lannes

da http://www.avvenimentionline.it/content/view/1535/421/

del 31 agosto 2007

La radioattività bellica uccide. Ne sanno qualcosa in Sicilia. «A Lentini, Carlentini e Francofonte più che in ogni altra parte della Sicilia e dell’Italia, soprattutto i bambini muoiono per leucemia». L’epidemiologo Anselmo Madeddu ora non ha più dubbi, ma il governo regionale di Totò Cuffaro non fa nulla per dar seguito all’indagine. La nuova versione dell’Atlante della mortalità per tumori, realizzato dall’azienda sanitaria locale Siracusa 8, con il contributo scientifico dell’università di Catania documenta le conseguenze di due gravi incidenti aerei sottoposti a segreto di Stato: «In provincia di Siracusa negli ultimi anni si è osservato un aumento della mortalità per leucemie. Estendendo l’osservazione a otto anni i tassi provinciali si attestano intorno a quelli regionali e nazionali, a eccezione del distretto di Lentini dove si osservano tassi di gran lunga maggiori».

«Questo dato nell’ultimo periodo di osservazione non solo si è consolidato, ma è cresciuto e sembra ineluttabilmente destinato a moltiplicarsi - denuncia il dottor Pino Bruno, esperto sanitario della Cgil - . La mortalità e l’incidenza dei tumori del sangue in particolare leucemie e linfomi nella zona nord della provincia siracusana, caso totalmente diverso dalla situazione di Augusta, Priolo e Gela, sta divenendo sempre più preoccupante. Sarebbe utile verificare se esistono fattori di rischio legati a determinati rifiuti tossici che hanno inquinato terreni e falde freatiche non distanti dall’insediamento militare di Sigonella». Nell’area vivono oltre 57.000 persone su un totale di 402.000 dell’intero territorio provinciale. Il 30 gennaio 2006, l’associazione “Manuela-Michele”, che dal 1991 si batte per far luce sul gran numero di bambini deceduti in loco a causa della leucemia, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, sollecitando un’indagine sulla «tangibile possibilità che i numerosi casi di leucemia possano essere causati dalla commistione di reati contro l’ambiente».

Ora «tocca alla magistratura indagare e capire perché in questa zona della Sicilia i bambini muoiono in percentuale maggiore rispetto a altre aree del Bel Paese» segnala l’avvocato Santi Terranova. L’incandescente fascicolo è nelle mani del pm Maurizio Musco e del procuratore capo Roberto Campisi. Il documento Rapporto dell’Asl 8 ipotizza una causa di inquinamento scatenata dalla presenza sul territorio di «discariche illegali di scorie radioattive. Infatti le radiazioni ionizzanti sono associate a un aumento di rischio per leucemie e possono avere due origini: origini nucleari , per disintegrazione di radionuclidi naturali come il radon o per disintegrazione di radionuclidi artificiali come nel caso delle centrali nucleari o delle bombe».

La pubblicazione è scientificamente attendibile? Secondo Umberto Veronesi «leggendo le pagine di questo manuale, sembra di poter affermare con cognizione di causa, che la veridicità sia il moto portante e l’obiettivo finale del lavoro redatto con lungimiranza e attenzione. È un buon lavoro - commenta l’illustre oncologo - un valido strumento di lettura per un’informazione ben strutturata finalizzata a un uso operativo per la monitorizzazione degli eventi». Il volume ha ricevuto anche la prefazione del professor Donald Maxwel Parkin, membro dell’International agency for research on cancer (Iarc): «Si spera che gli autori di questa eccellente monografia avranno l’energia, il tempo e la pazienza per preparare una terza monografia, quando saranno disponibili i risultati scientifici». I dati ci sono, ma inspiegabilmente il terzo volume dell’Atlante, la cui presentazione era prevista per ottobre 2006, ha subito un brusco stop dalla Regione. A Lentini e dintorni, però, numerosi cittadini, soprattutto i genitori che hanno perso i figli continuano a chiedersi insistentemente se esista un qualche nesso di causalità tra l’elevato tasso di mortalità infantile per leucemie e alcuni incidenti aerei avvenuti negli anni Ottanta.

Insomma, vi è radioattività nociva nel triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte? «Non si sa che effetto avrà sul sistema immunitario dei siciliani di Lentini la radioattività delle scorie nucleari nascoste dagli americani nel suolo» si legge in un passaggio del libro scritto dal professor J.W. Gofman, Radiation and Human Health (Sierra Club Books, San Francisco). Dove venivano occultati i rifiuti della vicina base militare Usa di Sigonella negli anni in cui venne scritto quel saggio? Probabilmente in qualcuna delle 27 cave dismesse (chiamate “apri e chiudi”) del comprensorio lentinese. Gl investigatori della Dia hanno rilevato che la base di Sigonella compare tra gli enti che per anni hanno scaricato rifiuti nella discarica abusiva di Salvatore Proto, un prestanome del clan Santapaola-Ercolano. C’è poco da stare allegri. Le ricerche scientifiche concordano nel ritenere l’esposizione a grandi quantità di radiazioni, il maggiore fattore di rischio per il tumore del sangue. «La leucemia è associata al plutonio, responsabile della perdita dell’immunità biologica che colpisce un numero crescente di persone» argomenta l’illustre scienziato Gofman. Il 21 gennaio 1968 un bombardiere B-52 americano che trasportava quattro bombe H cadeva nel nord della Groenlandia, disintegrandosi e spargendo rottami radioattivi su un’area vastissima di terra e di mare.

Nel giro di qualche anno le persone che erano venute a contatto con i rottami si ammalarono di leucemia. E in quel luogo proprio la leucemia divenne una delle più frequenti cause di morte. Anche a Lentini, il 12 luglio 1984, alle ore 14,45 precipitò un aereo americano. Un quadrigetto Lockeed C141B “Starlifter” dell’Us Air Force, con un carico di 44 tonnellate si schiantò in contrada Sabuci-San Demetrio, alle porte di Lentini, dopo essersi levato in volo da Sigonella diretto a Nairobi in Kenia. Nell’impatto morirono sul colpo nove militari americani. «I marines giunsero sul luogo del disastro pochi minuti dopo lo schianto e ostacolarono militarmente l’intervento dei mezzi di soccorso locali e l’accesso addirittura delle forze dell’ordine; l’indagine fu sottratta alla magistratura italiana» rivela il sostituto commissario della Polizia di Stato, Enzo Laezza che l’11 agosto 1987 ha perso la figlia Manuela, colpita dalla leucemia mieloide acuta. Le autorità americane mantennero il massimo riserbo sul carico trasportato dal velivolo. La zona dove precipitò l’aereo Usa venne transennata e, per una quarantina di giorni, la statale 194 che collega Catania a Ragusa, fu interdetta al traffico veicolare. Un altro incidente aereo, del quale però si hanno solo scarne notizie, si verificò nel giugno del 1985.

Un altro velivolo dell’aviazione americana, in volo verso la base di Sigonella, perse quota su Lentini. Il pilota riuscì ad evitare il centro abitato dirigendosi nella campagna limitrofa al paese. L’aereo si disintegrò al suolo e i militari che si trovavano a bordo persero la vita. L’area rimase impenetrabile per diversi mesi, fino a quando tutti i frammenti del velivolo precipitato non furono raccolti. Identico protocollo adottato in occasione dell’incidente avvenuto l’anno precedente. Cosa trasportavano i due aerei americani sui cieli di Lentini? Oltre ai velivoli e agli uomini che persero la vita nei due incidenti, cos’altro precipitò sul suolo lentinese? A bordo vi erano ordigni nucleari? Gli avvenimenti e le circostanze circa la potenzialità altamente inquinante della base di Sigonella, a Lentini, sono in rapporto di causalità con l’elevatissimo tasso di mortalità per leucemie?

Sembrerebbe di sì, e c’è di più. La base di Sigonella smaltisce i propri rifiuti prodotti in enorme quantità nell’ampio complesso militare proprio in territorio di Lentini, in contrada Armicci. Sempre in loco vengono smaltiti i rifiuti speciali ospedalieri prodotti nel grande ospedale della vicina base americana che si occupa della salute degli 8.000 soldati di stanza a Sigonella e di tutti quegli altri assegnati alle diverse altre basi della marina militare Usa dislocate nel Mediterraneo. Chi li controlla? Nessuno. Per lo “Zio Sam” non valgono le leggi italiane ed il nostro governo non fa rispettare la sua sovranità. Neppure l’Epa (agenzia federale di protezione ambientale degli Usa) ha l’autorità di monitorare le basi militari all’estero. A John Groveman, addetto stampa della base Usa, giriamo i quesiti, ma non otteniamo che un seccato «No comment». Comunque, è alla Giano Ambiente Srl che la marina Usa affida attualmente lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri prodotti nelle infrastrutture sanitarie della base di Sigonella. Fondata nel 1983, la Giano Ambiente Srl fa parte del Gruppo Giano S.p.a. con sede a Messina e ufficio di rappresentanza a Milano - opera nel settore della bonifica, trasporto, smaltimento e trattamento dei rifiuti d’ogni genere prodotti in Italia, Germania, Francia ed Austria; la società vanta ufficialmente un fatturato annuo di quattro milioni di euro. Essa è anche una delle aziende di fiducia della marina militare italiana: la Direzione commissariato in Sicilia le affida la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti delle basi navali di Augusta, Messina e Catania; l’impresa esegue, inoltre, lo smaltimento dei rifiuti industriali e tossici prodotti negli impianti di Priolo e Gela di proprietà delle principali aziende petrolchimiche. Amministratore e principale azionista della Giano è il manager Gaetano Mobilia, rinviato a giudizio nell’aprile 2004 con l’accusa di turbativa d’asta, falso e abuso d’ufficio. Già nel febbraio 2002 il Tribunale aveva interdetto il Mobilia per due mesi dall’esercizio dell’attività d’impresa.

Il nome di Gaetano Mobilia è poi comparso nel Rapporto Ecomafia 1998 di Legambiente: il manager messinese sarebbe legato alla Odm di Giorgio Comerio, più volte sotto inchiesta per traffici di rifiuti radioattivi e tossico-nocivi. Mobilia ha fatto anche parte del consiglio d’amministrazione della Servizi Ambientali di Filippo Duvia, società coinvolta nello scandalo dei rifiuti occultati nella discarica di Pitelli a La Spezia. Un dato per tutti: le forze armate, abitualmente esenti dal rispetto delle regole ambientali, sono la maggior fonte d’inquinamento al mondo. Soltanto il Dipartimento della Difesa Usa produce mediamente 750.000 tonnellate di rifiuti nocivi, cinque volte quelli prodotti dalle cinque maggiori multinazionali chimiche.

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