4 ottobre 2007

GRANDE VITTORIA A RAGUSA SULLA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA.

- Nota del “Coordinamento catanese per l’acqua pubblica”-

Le lotte democratiche largamente partecipate e il costante impegno di rilevanti parti della società civile, sociale e politica, alfine pagano.

Questo è l’esempio, forte e chiaro, che viene da Ragusa.

Dopo oltre quindici mesi di pressanti iniziative a Ragusa vince il Movimento in difesa dell’Acqua pubblica.

Ieri, 2 ottobre, a conclusione dell’apposita Conferenza dei Sindaci, a larga maggioranza, è stata approvata la risoluzione che determina l’annullamento della gara indetta dall’ATO Acque riguardo la ( per) scelta del componente privato riguardo la composizione del Soggetto di Gestione del Sistema Idrico Integrato

A decretare la storica decisione, che nei fatti ha annullato la precedente scelta di realizzare per la gestione provinciale una società mista, è stata la maggioranza dei soci. Presenti tutti i sindaci ( o delegati) della provincia ragusana.

I delegati istituzionali rappresentanti il 64,28% delle quote dell’ATO Acque Ragusa hanno respinto la scelta precedentemente definita sulla scelta del bando di gara che aveva lasciato in gara solo l’Acoset ( il Soggetto Idrico catanese che risulta essere, pur in pendenza di ricorso giudiziario da parte dell’Amga di Genova, il vincitore della Gara di Appalto dell’ATO Acque Catania)

Con l’annullamento della gara decretata dalla maggioranza dei sindaci ragusani si va verso una gestione pubblica dell’acqua.

Le procedure di annullamento della gara erano state avviate con l’apposita votazione del 28 febbraio di quest’anno, dopo l’esclusione dell’altro concorrente privato – Sacecav -.

E’ un diretto risultato del grande movimento popolare che in particolare nel corso dell’ultimo anno si è radicato a Ragusa come Forum per l’acqua pubblica, sostenuto da associazioni, comitati, rappresentanze sindacali, sociali e politiche.

Una fattiva conseguenza dell’ultima pubblica manifestazione che si è tenuta a Ragusa sabato scorso

- 29 settembre -davanti alla sede della Provincia, che con il logo “ l’acqua, bene primario, non deve essere mercificata”, ha visto la presenza di molte centinaia di persone, con partecipanti provenienti da altre province siciliane ( presente una delegazione del “Coordinamento catanese per l’acqua pubblica”). Durante la manifestazione un civico e deciso intervento in difesa dell’ACQUA PUBBLICA è stato effettuato da Rita Borsellino. Significative le valutazioni mosse dal segretario prov. della Cgil ragusana che in questi mesi ha svolto un ruolo importante.

Cerchiamo di rilanciare anche nella nostra provincia, in maniera forte ed innovativa, l’indirizzo risolutivo emerso a Ragusa.

I partiti del centro-sinistro catanese devono uscire dall’assordante silenzio e dal conseguente incomprensibile disimpegno sull’Acqua, questione molto sentita da tutti i cittadini.

A Catania nei mesi scorsi migliaia di adesioni sono pervenute alla Proposta di Legge Popolare Nazionale contro la privatizzazione dell’acqua e alla Petizione Popolare contro il raddoppio delle tariffe a seguito del richiesto pagamento in conto delle inesistenti fognature e depurazioni.

Lo stesso vale per la Cgil provinciale, che invitiamo ad assumere, come avvenuto a Ragusa, un ruolo di primo piano.

L’indirizzo prioritario, non più rinviabile, come già sostenuto dall’inizio dell’anno dal “Coordinamento catanese per l’acqua pubblica”, deve essere rivolto a ribaltare le decisioni assunte nel 2002 dalla Provincia che tramite l’ATO Acque Catania ha costituito un Soggetto misto ( pubblico/privato) per la Gestione delle Acque.

Una decisione che, mentre penalizza fortemente gli interessi immediati e futuri dei cittadini, ha determinato un blocco di fatto, dura ormai da parecchi anni, di decisiva svolta nella gestione dell’Acqua nella nostra Provincia.

Sono parecchie le questioni che fanno quotidianamente soffrire i cittadini.

L’ATO Acque è inoperante. Il Soggetto Gestore non esiste sul piano operativo. Le tariffe sono sempre più alte. Aumentano sempre più le enormi dispersioni delle reti idriche. Si abbassano in maniera inquietante le falde. In molte aree di Catania e territoriali della provincia l’acqua potabile scarseggia ( anche durante questi ultimi mesi estivi l’acqua è mancata in molti paesi) e molte volte si presenta in maniera molto inquietante con caratteristiche chiaramente inquinate.




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