6 ottobre 2007

Processo G8, il giallo dell´ispettrice sempre in aula, ma senza un perché

Mistero sulla presenza di un´investigatrice dello Sco, il servizio di cui era responsabile Gratteri. Durante il vertice telefonò decine di volte al suo capo Spese legali, ora Rifondazione chiede conto degli esborsi dello Stato per le difese Legal forum all´attacco "Basta cortine di fumo per coprire le evidenti responsabilità"

di Marco Preve
da L'espresso
(05 ottobre 2007)

Come non bastassero quelli legati ai volti dei picchiatori e degli ideatori delle false prove, la vicenda Diaz si arricchisce di un nuovo mistero. Il "giallo" è quello legato alla presenza in aula, in varie udienze del processo contro 28 tra alti funzionari e agenti di polizia, di un ispettore donna in forza allo Sco. Quest´ultimo è il Servizio Centrale Operativo di cui era, nel 2001, responsabile Francesco Gratteri, uno degli imputati, e che è un reparto d´elite, l´intelligence che sovrintende alle squadre mobili territoriali.

Gratteri dalla fine del 2006, quando lasciò la poltrona di questore di Bari è a capo del Dac, il Dipartimento Centrale Anticrimine, una sorta di numero 3 della polizia italiana visto che ha sotto di sé lo Sco, la polizia scientifica e il servizio controllo del territorio. Torniamo all´ispettore e al suo ruolo a Genova, argomento che potrebbe confluire in un´imminente interrogazione parlamentare riguardante le parcelle liquidate dal ministero dell´interno agli avvocati difensori dei poliziotti.

Due sono le ipotesi. La prima, è che l´ispettore appartenga alle scorte che ormai da tempo sono state concesse ad alcuni legali degli imputati perché oggetto di minacce (scritte sui muri, lettere anonime) e che accompagnano gli avvocati negli spostamenti tra Genova e le loro città di residenza. Un tipo di lavoro al quale, però, abitualmente, non vengono destinati investigatori di alta qualifica come quelli dello Sco. La seconda eventualità è che i suoi compiti siano altri, magari di raccordo tra gli avvocati e i suoi superiori. L´ispettore, tra l´altro, risulta aver prestato servizio per un determinato periodo anche a Bari, dove non solo Gratteri è stato questore fino a dicembre dello scorso anno, ma dove il capo della sezione omicidi è un altro imputato, il vicequestore Alfredo Fabbrocini. Infine, dell´ispettore c´è traccia anche nell´inchiesta Diaz. A cavallo tra i giorni 21 e 22 luglio 2001 (la notte del blitz) Gratteri e l´ispettore - che non è presente a Genova - si scambiano 24 telefonate.

Per venire a capo dei dubbi non è escluso che il caso dell´ispettore dello Sco venga inserito nell´interrogazione parlamentare che deputati della sinistra - potrebbe trattarsi di Graziella Mascia di Rifondazione - si apprestano a presentare per chiedere conto delle spese fin qui sostenute dallo Stato per pagare i difensori dei poliziotti imputati. Un´iniziativa che arriva il giorno dopo la mossa di due legali della polizia, Maurizio Mascia e Marco Corini, che avevano presentato un esposto denunciando presunte anomalie nei pagamenti di interpreti e consulenti della procura nell´inchiesta Diaz.

Una mossa che ha provocato la dura presa di posizione di altri avvocati, quelli che tutelano le decine di ragazzi massacrati e ingiustamente arrestati alla Diaz. «In questi giorni viene portato un attacco violentissimo sul lavoro della procura - dicono i legali del Genoa Legal Forum-. Con motivazioni del tutto pretestuose ed infondate si tenta di delegittimare non solo un singolo magistrato ma un intero procedimento penale. Quasi a dire che le vittime di reato nn hanno diritto ad un processo sereno e giusto quando gli imputati sono dirigenti di polizia». Gli avvocati ricordano poi gli ultimi eventi giudiziari favorevoli alla pubblica accusa come il pronunciamento della cassazione che ha annullato l´archiviazione per due poliziotti ordinando, come chiedevano i pm genovesi, una nuova inchiesta per falso. E i legali del Glf criticano, infine, l´ultima iniziativa dei loro colleghi della difesa che ieri hanno chiesto copia di un dossier dei carabinieri del Ros che, nel 2002, individuano nella Diaz il possibile rifugio di alcuni black bloc. Un rapporto che non venne preso in considerazione dai pm Anna Canepa e Andrea Canciani che in questi giorni stanno concludendo la requisitoria nel processo contro 25 imputati per le devastazioni.

Nessun commento:

Posta un commento