24 novembre 2007

G8, la violenza premiata

di Vittorio Agnoletto
da http://www.aprileonline.info/

La nomina di Giovanni Luperi, imputato per le violenze di Genova, a capo Dipartimento analisi dei servizi è una risposta sbagliata alla richiesta di verità e giustizia avanzata da chi c'era nel 2001 e il 17 novembre scorso. Chi ha gestito l'ordine pubblico al G8 sembra avere un trampolino per fare carriera. Ha ancora senso l'istituzione di una commissione d'inchiesta?


La nomina di Luperi è assolutamente l'opposto di quello che ci aspettavamo dopo la manifestazione di Genova del 17 novembre scorso. In quella sede è stata avanzata l'ennesima richiesta di verità e giustizia, ed è stata anche offerta una prova d'appello al governo e all'Unione perché venisse rispettato il senso del programma elettorale, in cui era prevista l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui fatti del luglio 2001.

La promozione di Giovanni Luperi, collocato in un ruolo molto preciso e delicato, ovvero nel settore dell'analisi strategica della sicurezza interna, la leggo quasi come una provocazione nei confronti non solo dei cinquantamila che hanno manifestato a Genova, ma di quell'ampia parte di opinione pubblica democratica che sul G8 chiede verità e giustizia.

Non solo: a questo punto emerge una continuità nella gestione del post-G8 tra questo governo ed il precedente. L'elemento di continuità è evidente: quasi tutti coloro che hanno avuto un ruolo di direzione nella gestione dell'ordine pubblico in quell'occasione, sono stati promossi ai massimi livelli nei servizi, o comunque negli apparati della Polizia e nelle questure, compresi coloro che sono sotto giudizio. I messaggi che passano sono due. Il primo: la gestione dell'ordine pubblico a Genova è considerato un motivo di merito e quindi trampolino per fare carriera. Il secondo: viene minata alle basi la ragione di una commissione di inchiesta, perché non dimentichiamo che essa non ha il compito di individuare le responsabilità penali personali, cosa che spetta alla magistratura, ma dovrebbe invece verificare se i vertici delle forze dell'ordine hanno agito in modo corretto o no. Ed in particolare se lo hanno fatto in sintonia con il dettato costituzionale e le norme giuridiche. Proprio quelle persone su cui si dovrebbe indagare sono state promosse.

Allora che senso ha la commissione d'inchiesta se lo stesso governo che in Parlamento ne chiede l'istituzione, nello stesso tempo esprime, attraverso le promozioni, un giudizio positivo sui responsabili dell'ordine pubblico a Genova?

Qualche altra considerazione. Ad oggi si può affermare che la squadra di Polizia che ha operato a Genova gestisce sia l'ordine pubblico che la sicurezza in Italia. Mai nel dopoguerra (salvo i primi due o tre anni dalla fine del conflitto) c'è stata una così forte omogeneità tra i diversi ruoli dei vertici. Servizi, Ministero degli Interni, alte sfere della Polizia, vengono tutti dalla stessa storia, che passa per il G8. A prescindere dal giudizio su questioni giudiziarie che non mi competono, parliamo di una persona indagata su una questione specifica che è quella dell'incursione e dei pestaggi alla Diaz, una delle vicende che più ha colpito l'opinione pubblica.


Credo che in un sistema democratico si debba evitare che un potere così forte sia nelle mani di un gruppo tanto ristretto e omogeneo di persone, soprattutto se parliamo di istituzioni non elettive ma di nomina.
Va riconosciuto un orizzonte culturale diverso tra il governo Prodi e il governo Berlusconi. Ma, sulla questione specifica, mi chiedo: cosa avrebbe potuto fare di diverso o peggiore il governo di centro destra? Tutti intonsi, tutti inamovibili. Si è aperto così un baratro tra chi in questi anni ha costruito un movimento e le istituzioni. Aumenta la sfiducia di una fetta ampia della popolazione di sinistra nei confronti dell'esecutivo, che sfocia in un giudizio tendente ad omologare tutto il sistema politico istituzionale. Credo sia una cosa gravissima.


Vorrei poi fare una riflessione generale. Il fatto che una nomina di questo tipo arrivi cinque giorni prima della manifestazione, e prima ancora che si discutesse della commissione d'inchiesta in Parlamento, non suona come una provocazione voluta? Mi spiego, non potrebbe far parte di una strategia che mira ad acuire il disagio delle forze di sinistra nei confronti del proprio elettorato, un tentativo di provocare una rottura? I precedenti ci sono. Non era ancora finito il G8 di Rostock che Prodi già annunciava quello che si sarebbe tenuto alla Maddalena. E ancora, l'editto di Bucarest sulla base di Vicenza. Non saprei quale altra spiegazione dare.

Dubito a questo punto che istituire una commissione d'inchiesta abbia senso. Lo dice uno tra i primi a sostenerne la necessità. Sappiamo come la pensa l'opposizione e che larga parte della maggioranza riconosce il lavoro fatto dalle forze dell'ordine a Genova. C'è solo da sperare che giustizia sia fatta nelle aule di tribunale, e che i processi sulle vicende della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto facciano il proprio corso, sino alla fine.

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