28 novembre 2007

Riaperto il caso "Moby Prince", il consulente chiave, rischia l'uccisione



La notizia e di una settimana fa, resta comunque un fatto inquietante. Il caso "Moby Prince" avvenne sedici anni fa, nonostante il tempo, c'è una verità scomoda che qualcuno ostinatemente continua a voler nascondere. Una verità talmente "scottante" per cui ignoti ancora oggi sono disposti anche ad uccidere per non farla venire a galla. Torniamo ai fatti:

da http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=75916

Vittima di una misteriosa aggressione un consulente tecnico dell'avvocato Carlo Palermo che si occupa del caso del Moby Prince, il traghetto naufragato dopo una collusione con la petroliera Agip Abruzzo. Nell'incidente, la cui inchiesta e' stata riaperta un mese fa su richiesta dell'avvocato Carlo Palermo, morirono 140 persone, sedici anni or sono. Il traghetto 'Moby Prince', entro' in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, davanti al porto di Livorno il 9 aprile del 1991.

Il consulente, 39 anni, livornese, ex paracadutista, era atteso dall'avvocato Carlo Palermo in una stanza di un albergo di Pisa.

L'uomo, mentre si recava dall'avvocato, e' stato aggredito sabato notte da quattro persone a Marina di Pisa. Gli aggressori, secondo il racconto del consulente, lo hanno picchiato e addormentato con uno spray, lo hanno chiuso nella sua auto cui hanno poi dato fuoco. L'uomo ha fatto in tempo a mettersi in salvo appena si e' risvegliato. L'auto era in preda alle fiamme, dall'interno erano spariti alcuni documenti.

A Boccadarno avrebbe dovuto incontrare un importante testimone relativo alla vicenda della Moby Prince, la cui inchiesta e' stata riaperta alcune settimane fa proprio in seguito ad alcuni elementi portati dall'avvocato Palermo.

"I miei aggressori - racconta la vittima - avevano passamontagna. Prima mi hanno colpito alla testa, poi mi hanno immobilizzato e stordito con una sostanza spray, poi mi hanno scaraventato in auto e solo quando il fumo causato dall'incendio dell'auto mi ha riempito la gola ho trovato le forze per reagire e sono riuscito a uscire dall'abitacolo".

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