2 marzo 2007

Ambiente: Pecoraro attiva uffici su denuncia ‘Iene'

Progetto di edificazione di mille casette a schiera per i militari della base di Sigonella

Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha attivato le direzioni del Ministero per assumere ogni informazione utile relativamente a quanto denunciato dalla trasmissione ‘Le Iene’ nella puntata di lunedì scorso, 26 febbraio. Lo rende noto un comunicato dell’Ufficio stampa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Nel corso della trasmissione di Italia Uno si è parlato di un progetto per la realizzazione di un complesso abitativo destinato alla residenza di militari americani della Base di Sigonella. Il progetto prevede l’edificazione di mille casette a schiera unifamiliari più un imprecisato numero di “residence per sistemazione temporanea” di militari in transito, più scuole, attrezzature per lo svago e il terziario, per un massimo di 6.862 presenti, per un volume edificabile di 670.000 metri cubi su una superficie, oggi coltivata ad aranceti, di circa 91 ettari.

Il consiglio comunale di Lentini – secondo quanto denunciato nella trasmissione - avrebbe approvato una variante al proprio Piano Regolatore, modificando l’originaria destinazione d’uso di un terreno, sottoposto a vincoli, da agricola in zona residenziale, per rispondere ad un’esplicita richiesta delle autorità militari statunitensi. Ma il comandante della base di Sigonella ha dichiarato nel corso della trasmissione che non esiste alcun interesse da parte delle autorità militari americane alla realizzazione del complesso residenziale, presupposto che giustificava la variante del comune di Lentini.

“Ho chiesto – ha dichiarato Pecoraro – agli uffici del Ministero di fornirmi tutte le informazioni relative a quanto denunciato nella trasmissione. Le ‘iene’ peraltro hanno sempre mostrato grande attenzione ai temi della difesa ambientale. Mi pare sia opportuno fare chiarezza su questo episodio. Voglio avere tutti gli elementi per poter definire eventuali azioni a tutela del territorio”.

27 febbraio 2007

Catania, aumenti TARSU: intimidazioni nei confronti di chi protesta

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo “città futura”. Via conte di Torino 29/I Catania
citta_futura_prc@libero.it Luca Cangemi
26.02.2007

COMUNICA:

CATANIA - L’amministrazione comunale di Catania, oltre a vessare i cittadini con l’aumento delle tasse ed a umiliarli costringendoli a code interminabili, minaccia e cerca di reprimere chi denuncia questi soprusi.

Questa mattina, mentre distribuiva alle decine di cittadini in fila a Palazzo dei Chierici i volantini che invitano alla manifestazione di domani sera contro gli aumenti della Tarsu, Maria Merlini - segretaria del circolo Città Futura PRC - è stata “bloccata” dall’ufficiale di Polizia Municipale di turno che, sostenendo la fantomatica illegittimità del volantinaggio, l’ha posta in stato di fermo e, dopo averla ripetutamente strattonata strappando i volantini davanti agli occhi increduli e alle proteste dei cittadini in fila, l’ha “reclusa” nella guardiola all’ingresso dell’edificio. Solo dopo circa un’ora due agenti della Digos hanno “spiegato” all’ufficiale la totale legittimità del volantinaggio.

Si tratta di un segnale gravissimo, che denota come alla cattiva amministrazione si aggiunga in questa città un atteggiamento di arrogante prepotenza da parte delle istituzioni tanto nei confronti dei singoli cittadini quanto delle voci che denunciano e protestano contro questa situazione.

Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi alla manifestazione di martedì alle 19.30 davanti al municipio, non solo per chiedere la revoca degli aumenti della Tarsu, ma anche per denunciare la palese mancanza di democrazia e garanzia dei diritti in questa città.

26 febbraio 2007

L'indecente ritardo nello scioglimento del Comune di Barcellona PG

L'avvocato Fabio Repici denuncia l’assenza di ogni intervento istituzionale e politico al riguardo dell’incontrastato dominio mafioso sul territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. 'Indecente' il ritardo nella procedura di scioglimento per condizionamenti mafiosi del Comune' ed altrettanto 'indecente' la permanenza di Stefano Scammacca nel ruolo di Prefetto di Messina

di Fabio Repici
da terrelibere.org

Al Presidente del Consiglio dei Ministro- On. Romano Prodi
Al Ministro dell’Interno - On. Giuliano Amato
Ai componenti della Commissione parlamentare antimafia

Oggetto: indecente ritardo nella procedura di scioglimento per condizionamenti mafiosi del comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e indecente permanenza del dr. Stefano Scammacca nel ruolo di Prefetto di Messina.

Faccio seguito, con la presente, alle mie precedenti note (25 gennaio, 30 gennaio e 5 febbraio 2007) sugli argomenti in oggetto.

Il 13 febbraio u.s., audito dalla Commissione parlamentare antimafia, il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si è così espresso sulle vicende riguardanti il comune di Barcellona P.G.: “su questo tema c’è la questione del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, su cui mi è stata rivolta una domanda specifica. In merito - perché spesso c’è una certa corrispondenza tra indagine penale ed attività prefettizia che poi genera l’accesso - è stata la magistratura, a seguito di alcune indagini, a rilevare alcuni fatti di una certa gravità ed a trasmettere una richiesta di accesso ispettivo al comune di Barcellona Pozzo di Gotto da parte del prefetto di Messina. Questa richiesta è rimasta ferma, presso la prefettura, per molto tempo.

Dobbiamo dire che la situazione rappresentata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina è di una certa gravità. L’esito dell’accesso aveva concluso per disporre lo scioglimento del consiglio comunale e penso che, successivamente, il prefetto di Messina abbia bloccato questa attività. È ancora, comunque, in discussione e vi è un accesso in corso ... La magistratura, come è giusto che faccia, rappresenta degli elementi e non è titolare di alcunché. Quindi, le valutazioni sono tutte dell’autorità amministrativa ed esecutiva. Fatto un accesso, alcuni - appunto sotto il profilo della discrezionalità che ogni valutazione comporta - hanno dato un’interpretazione ai fatti emersi. Successivamente è avvenuto un arresto di tale procedimento, nel senso che si è bloccato. Ritengo che, attualmente, il prefetto sia ancora lo stesso ... La procura ha segnalato questi fatti ed ha registrato un ritardo nella conclusione della procedura. Devo dire che, frattanto, sono emersi alcuni fatti - che non so se possano considerarsi nuovi -, ovvero che il procedimento di prevenzione nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, prima nelle indagini e poi nella misura di accesso, si è concluso con un provvedimento di non luogo a procedere.

Quindi, evidentemente, è una realtà sempre in movimento. Ciò per quanto riguarda il giudiziario. Nel processo «Omega», da cui sono nati i fatti a sostegno della necessità dell’accesso, quando ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati, il tribunale ha fatto riferimento all’articolo 416 e non all’articolo 416-bis del codice penale. Non so se tali aspetti potranno influire sui fatti, ma i fatti devono essere estrapolati dalla configurazione giuridica dei reati o delle singole persone (abbiamo fatto l’esempio eclatante della festa paesana). Bisogna, quindi, considerare quale valutazione dia l’autorità amministrativa, ossia il prefetto, ai fatti emersi non solo dalle segnalazioni della magistratura, ma anche in seguito all’accesso”.

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25 febbraio 2007

Liberate il blogger Kareem!

Da novembre il blogger Abdelkareem Nabil Soliman è rinchiuso in un carcere egiziano. Lo accusano di vilipendio al presidente e di incitamento all'odio contro l'Islam. La colpa di Kareem è aver criticato dal suo blog alcuni professori dell'università Al Azhar, la principale scuola sunnita del Cairo.

Partano da subito le mobilitazioni online e in ogni piazza del mondo. Altre manifestazioni, nei giorni scorsi, si sono tenute in ogni parte del mondo tra cui: New York, Washington, Ottawa, Bucarest, Parigi e Londra.

Per scrivere una mail all'ambasciata egiziana a Roma e mandare la petizione, l'indirizzo è ambegitto@pelagus.it. Su freekareem.org trovate invece la campagna web a sostegno del blogger.

Il web è un oceano di finestre sul mondo, e quando una di queste viene chiusa con la forza crediamo sia doveroso far sentire con altrettanta forza la propria voce, e gridare perché sia riaperta.

Il caso Kareem da repubblica.it
Il blog di Kareem: http://karam903.blogspot.com/
Il sito per la liberazione di Kareem: http://www.freekareem.org/
La petizione, per la liberazione del blogger, online: http://www.petitiononline.com/KAmer/





“Terra e libertà” da Vicenza a Sigonella

Assemblea pubblica delle anime del movimento siciliano, a Lentini. “Terra e libertà”: per la tutela del territorio, per opporsi alla devastazione dell’ambiente a favore di un nuovo insediamento militare. Manifestazione "Xirumi libera!" prevista per fine marzo.

di Cesare Piccitto
(Carta)

La tutela del territorio torna ad essere la priorità. La dimostrazione è stato il convegno di Lentini. Un affollata assemblea presso il polivalente, per conoscere dibattere ed organizzarsi per la difesa del territorio oggetto di un nuovo insediamento militare. Tra i promotori: Comitato lentinese per il Territorio (C.S.T. Ddisa, Verdi Lentini, Girodivite.it, Giovani comunisti Lentini-Carlentini, PRC Lentini, Comunisti italiani Lentini, ARCI Carlentini-Lentini); Tavolo scordiense “Salviamo Xirumi”; ATTAC Sicilia; Terrelibere.org, e tanti altri.

Maria Adagio ha aperto l’assemblea. Mostra l’area interessata, attraverso delle diapositive, facendo il punto sui lavori. La zona è quella, fino alla modifica del piano regolatore, agricola e con vincolo archeologico e paesaggistico delle contrade di Xirumi, Cappellina e Tirorò nel territorio di Lentini. Su 91 ettari, dovrebbe sorgere un enorme complesso residenziale per circa 7000 abitanti, con annesse strutture, il tutto a uso e consumo del personale destinato alla base militare di Sigonella. I punti nodali della piattaforma, su cui si sono poi espressi tutti gli intervenuti, sono: l’impatto ambientale di una cementificazione così vasta; modelli di sviluppo che guidano queste operazioni speculative; le prospettive di una continua militarizzazione del territorio.

Tra i primi interventi quello di Antonio Mazzeo di terrelibere, che punta il dito sulla storia della militarizzazione siciliana, nello specifico nella grande base di Sigonella: “E’ stata da sempre oggetto di infiltrazione mafiose, acclarate da indagini della magistratura e da dichiarazioni di diversi pentiti. La militarizzazione in generale in Sicilia ha avuto un ruolo determinante nei processi di trasformazione della mafia in questa regione”.

Sottolinea ancora Mazzeo, la paventata necessità dell’allargamento servirà al comando di Sigonella, è smentita dai dati ufficiali:“Basta con la grande truffa che ce bisogno degli alloggi per gli americani. Il numero degli addetti fissi nella base di Sigonella si è ridotta nell’ultimo triennio del 27% e si aggiunge il fatto che in 5 anni sono gia state realizzate 2 mega strutture abitative, per ospitare centinaia e centinaia di villette. Dunque, come si può spacciare questa operazione come necessaria a gli americani? Bisogna pretendere delle risposte da tutta quella classe politica che ha appoggiato e approvato tutto ciò”.

Immancabile l’appello all’unità di tutto il centro sinistra per contrastare, ai fatti, questa enorme e devastante altra speculazione edilizia. Unione in termini ideali ma anche territoriali, come sottolinea Licia Farina direttamente dal presidio di Vicenza, del “No al molin”: “Stiamo sperimentando cose la guerra quando si addentra nel territorio. Sembrava che tutto appartenesse ad altri tempi invece oggi gli allargamenti avvengono comunque e dovunque. Nessuno si interessa preventivamente di chi in quei territori ci vive ed il danno che apporta un nuovo insediamento alla vivibilità di diverse comunità”.

La certezza, l’unica, e che nessun territorio italiano può ritenersi immune. Ogni amministrazione, di qualsiasi coloritura politica, non sta ostacolando ne tanto meno vorrà evitare la politica della militarizzazione. Walter Lorenz, del Comitato unitario smantellamento e riconversione civile di Camp Derby: “Anche in provincia di Pisa stanno avvenendo gli stessi allargamenti di basi militari. Presto, è prevedibile, l’allargamento anche di Camp Derby. La strategia delle basi non è altro che la proiezione della politica, di modi di pensare il mondo di modi di pensare l’economia. Quindi Sigonella, vicenza, e camp derby sono prodotto della stessa logica politico – economico - militare”.

La fondamentale importanza, del movimento inteso come lotta di base, sigle e singoli cittadini insieme possono manifestare il proprio dissenso e devono farlo, far sentire fuori dalle singole regioni. Attraverso la reti dei contatti stessi varcare i confini regionali per proiettarsi in circuiti nazionali. I movimenti di base, come ricorda Nicola Cipolla del CEPES, hanno vinto a Comiso negli anni 80, ora altri comitati di base oggi hanno vinto in Sardegna.

“Vicenza come madre di tutte le lotte, e come inizio di una lotta più vasta. Affrettata anche grazie al lavoro fatto a Vicenza. Per il movimento siciliano deve esserci comeLa mobilitazione si è base di partenza la battaglia vinta che è quella dello smantellamento di Comiso. La linea tracciata dalla storia e dagli eventi e sotto gli occhi di tutti, per l’insediamento Xirumi, deve esserci ben presente la conduzione e la piattaforma messa in atto per Comiso. Solo così potremo vincere questa una nuova battaglia”.

Appuntamento dunque per il 24 marzo, con una manifestazione nazionale contro il nuovo insediamento militare, contro l’allargamento di Sigonella per l’utilizzo differente del patrimonio archeologico e naturale siciliano.

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