5 aprile 2007

Sdradicato l'albero in memoria di Peppino

TERMINI IMERESE (PA) - Peppino Impastato era un giovane militante di Democrazia proletaria e fondatore di radio Aut ucciso, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia, da Cosa nostra.

Nel 1976 fondò "Radio Aut", radio libera autofinanziata, con cui denunciò i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che ebbero un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo del vicino aeroporto. Il programma più seguito della radio era "Onda pazza", trasmissione satirica con cui sbeffeggiò mafiosi e politici. Per questa sua attiva e contnua azione, di denuncia e contrasto dei traffici mafiosi, viene ucciso lungo la ferrovia Palermo-Trapani il 9 maggio 1978.

L'albero che era stato piantato in suo onore in un'aiuola comunale a Termini Imerese, in provicia di Palermo, è stato sradicato e appoggiato su un muro dove è stato poi scritto «Viva la mafia». La polizia sta indagando per scoprire se è stata solo una bravata o se il gesto è un messaggio mafioso.

Peppino Impastato - Una vita contro la mafia

Le reazioni:

LUMIA (DS): «Un atto grave che amareggia e inquieta. Ma, in ogni caso, da non sottovalutare perché è un chiaro segnale, nel caso si tratti solo di una “ragazzata”, che la cultura della legalità e la memoria di coloro che sono morti per combattere la mafia non sono un patrimonio di tutti». Così il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, il deputato dei Ds Giuseppe Lumia, commenta la notizia dello sradicamento dell’albero piantato in memoria di Peppino Impastato in un' aiuola comunale che si trova in uno slargo intestato al militante di Dp e fondatore di radio Out ucciso da Cosa nostra. L’albero è stato appoggiato su un muro dove campeggia la scritta “Viva la mafia”. «Mi auguro – aggiunge Lumia – che si faccia presto piana luce sugli esecutori e sugli eventuali mandanti di un atto così ignobile che ferisce soprattutto i tanti giovani di Termini Imerese che, sull’esempio di Peppino Impastato, hanno fatto della legalità una scelta di vita».

ANTIMAFIADUEMILA: Di fronte a un simile atto, sia esso una vigliaccata di qualche decerebrato, o peggio un segnale mafioso, non resta che continuare nel proprio lavoro in difesa della memoria e del sacrificio di uomini come Peppino Impastato.
La Redazione

4 aprile 2007

Censurano a Londra il suo film, Rita Borsellino scrive all'ambasciatore

Nella lettera la sorella del magistrato ucciso dalla mafia chiede di sapere ''chi e perche''' ha deciso di ritirare la sponsorizzazione al festival, criticando i contenuti del film italiano ''Un'altra storia''.

da Antimafia Duemila

''Secondo quanto il presidente dell'Istituto, Pierluigi Ballotta, ha comunicato al Festival -scrive Borsellino- si e' ritenuto 'inappropriato che l'ambasciata italiana e l'istituto italiano di Cultura' appoggiassero 'tale visione dell'Italia'''.

''Dal momento che il film documenta un percorso di grande partecipazione popolare e di rivolta contro la politica delle clientele e delle ambiguita', lasciando parlare fatti e immagini -continua la leader dell'Unione all'Ars- ritengo davvero grave quanto accaduto. Sono convinta che l'aver ritirato la sponsorizzazione al festival, questa si', sia stata una scelta che ha messo in cattiva luce il nostro Paese, confermando quella tesi assai pericolosa e in voga in alcuni ambienti politici che di 'mafia meno si parla meglio e'' o ancora peggio che 'con la mafia bisogna convivere'''

Patrocinio ritirato per documentario Un’Altra storia. Rita Borsellino chiede spiegazioni ad ambasciatore italiano a Londra.

Palermo, 20 marzo 2007. Rita Borsellino ha inviato una lettera all’Ambasciatore italiano a Londra e, per conoscenza, anche al ministro degli Esteri D’Alema e al presidente del Consiglio Romano Prodi, per sapere “chi e perché” ha deciso di ritirare la sponsorizzazione al festival “Conversation in film” criticando i contenuti del film italiano “Un’altra storia” che documenta l’ultima campagna elettorale siciliana e il percorso di Rita Borsellino. “Secondo quanto il presidente dell’Istituto, dott. Pierluigi Ballotta, ha comunicato al Festival – scrive Borsellino - si è ritenuto ‘inappropriato che l’ambasciata italiana e l’istituto italiano di Cultura’ appoggiassero ‘tale visione dell’Italia’”.

“Dal momento che il film documenta un percorso di grande partecipazione popolare e di rivolta contro la politica delle clientele e delle ambiguità, lasciando parlare fatti e immagini – continua Borsellino - ritengo davvero grave quanto accaduto. Sono convinta che l’aver ritirato la sponsorizzazione al festival, questa sì, sia stata una scelta che ha messo in cattiva luce il nostro Paese, confermando quella tesi assai pericolosa e in voga in alcuni ambienti politici che di ‘mafia meno si parla meglio è’ o ancora peggio che ‘con la mafia bisogna convivere’”.

1 aprile 2007

L'altranno

Cortometraggio. Ricostruzione soggettiva della vigilia dell'invasione americana dell'Iraq. Era il 20 marzo 2003.