23 maggio 2007

G8 Genova: Quei manganelli al contrario nella mattanza della Diaz

Sempre solo sulle pagine genovesi di Repubblica, alcune importanti notizie in merito ai processi:

"La Repubblica" di Genova

Dal processo per il blitz un nuovo particolare che ne conferma la ferocia. Quei manganelli al contrario nella mattanza della Diaz. E il funzionario in aula fa scena muta

di MASSIMO CALANDRI


LE TRACCE di sangue sulle impugnature dei manganelli degli agenti che fecero irruzione alla Diaz - rilevate dai carabinieri del Ris di Parma - sono una prova ulteriore di quanto vergognosa fu quell´operazione di polizia. Gli uomini della «celere», agli ordini di Vincenzo Canterini li impugnavano al contrario per fare ancora più male. Vale la pena di ricordare che i 93 no-global all´interno della Diaz li accolsero a braccia alzate gridando: «Pace». E che oltre sessanta di loro finirono inevitabilmente all´ospedale per le botte ricevute. Cinque in prognosi riservata. La circostanza, una nuova pagina nera per la Polizia di Stato durante il G8 genovese, è emersa ieri nel corso di un´udienza per l´assalto all´istituto scolastico di via Cesare Battisti.

In aula ha lasciato perplessi anche la decisione del funzionario Vincenzo Murgolo, che chiamato a testimoniare ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una sconcertante scena muta. Murgolo ha potuto evitare l´interrogatorio perché a suo tempo era stato indagato insieme agli altri 29 imputati. Eppure, solo due settimane fa l´ex questore del capoluogo ligure, Francesco Colucci, aveva sostenuto a sorpresa che Murgolo quella notte di luglio era il coordinatore dell´irruzione.

Genova G8 - video - Testimonianze Bolzaneto e Diaz


Ma come: il questore all´improvviso lo tira in ballo e lui decide di starsene zitto? Domanda purtroppo senza risposta. Ha invece replicato ad Heidi Giuliani il capo della polizia, Gianni De Gennaro. La parlamentare, e madre di Carlo, aveva denunciato un problema di mancata formazione democratica, «visto il lungo elenco di rappresentanti delle forze dell´ordine indagati e condannati». De Gennaro ha ribattuto: «I poliziotti assolti sono molti. Credo che le assoluzioni siano di gran lunga superiori alle condanne. Ma io le fornirò tutti i dati. Se lo desidera sono su questo a sua completa disposizione».

A proposito di assoluzioni, e tanto per capire che aria tirava allora, è giusto segnalare quella di un manifestante cagliaritano, Pietro U., assistito dall´avvocato Emanuele Tambuscio. Due poliziotti lo avevano arrestato in piazza Tommaseo, poco prima della morte di Carlo Giuliani, sostenendo che aveva lanciato pietre e resistito alla cattura. Tesi confutata in aula. E però Pietro U. ebbe una costola fratturata dai poliziotti, sbugiardati da una serie di fotografie. In compenso, il manifestante ha raccontato che gli sequestrarono la videocamere con cui filmava gli scontri, e tre videocassette. Materiale che non gli è mai più stato restituito.

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22 maggio 2007

23 maggio 2007 “II GIORNATA DELLA MEMORIA e DELL’ IMPEGNO IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLE MAFIE

TRAPANI - Il Coordinamento Trapanese di “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” dedica la “II° Giornata della MEMORIA e dell’IMPEGNO della Provincia di Trapani in memoria delle Vittime delle Mafie”, a tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare la criminalità organizzata.

In questa giornata, tristemente scolpita nella memoria di tutti quelli che hanno a cuore il rispetto della legalità e della giustizia, vogliamo riunire le scolaresche di tutta la provincia per ricordare gli autentici testimoni di tali valori e per potenziare in tutti soprattutto nei giovani, ciascuno nel proprio ruolo, l’impegno per una cittadinanza attiva e ispirata ai principi cardine della convivenza civile.Infatti, questa è l’occasione nella quale Libera rilancia un impegno comune che non deve venire mai meno.

Alle 9,30 del 23 maggio presso la Villa Margherita di Trapani dopo un saluto delle autorità presenti, le scuole, aderenti al progetto “LA SCUOLA ADOTTA UNA VITTIMA DI MAFIA”, animeranno la manifestazione in ricordo di tutte le vittime con poesie, canzoni e letture. Interverrà Viviana Matrangola, membro dell’Ufficio di Presidenza di Libera. Si riprenderà alle 16,30 con la testimonianza dei familiari delle vittime della provincia di Trapani e la piece teatrale "Sempre più a sud" dei Cantieri Sociali Hurria.

Chiuderanno la giornata i gruppi musicali trapanesi White Noise e The Asleeps, ed i vincitori del primo master musicale antimafia presso il Liceo Scientifico M. Cipolla di Castelvetrano The Dissident, Io e Filippo, e Eska Viva.
Le scuole aderenti al progetto “LA SCUOLA ADOTTA UNA VITTIMA DI MAFIA” sono l’ I. C. “G. Pagoto” di Erice, l’ Istituto Comprensivo di Calatafimi, l’ Istituto Comprensivo di Campobello di Mazara, l’ Istituto secondario di primo grado “G. Mazzini” di Valderice, il III° Circolo Didattico “U. di Savoia” di Trapani, il II° Circolo Didattico “G. Mazzini” di Erice, il IV° Circolo Didattico “G. Marconi” di Trapani, l’I. C. “Livio Bassi” di Trapani, l’ I. C. “G. Falcone” di Trapani, l’I. C. “G. G. Ciaccio Montalto” di Trapani, l’ Istituto Professionale per il Commercio “G. BUFALINO”, l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato “ V. Florio” di Erice, il Liceo Artistico “E. Catalano”.

21 maggio 2007

FALCONE E BORSELLINO 23 maggio 1992 - 23 maggio 2007

Immagini, video e audio documentale. Tratte da trasmissione Rai tre, film Paolo Borsellino, altri video di autori in youtube

Mix by Farouk!


20 maggio 2007

L'estorsione della Pummarola

Articolo uscito oggi 18 maggio sul quotidiano Liberazione, che riassume l'assurda vicenda processuale che ha visto un ulteriore puntata, con la richiesta del PM a 6 anni di carcere

di Francesco Caruso
(parlamentare indipendente PRC)

Nell'autunno del 2004, centinaia di attivisti dei centri sociali, del sindacalismo di base e dei movimenti dei disoccupati organizzano una manifestazione contro il carovita all'Ipercoop di Afragola. Striscioni, megafoni, volantini per dire basta all'impotenza e alla solitudine del carrello vuoto della spesa davanti agli scaffali sfavillanti dei supermercati, con i prezzi che crescono sempre e i redditi che non aumentano mai. Vogliamo sconti e prezzi calmierati, è questa la rivendicazione sociale per contrastare il carovita, un'istanza che decliniamo in conflitto e autorganizzazione, così semplice e condivisibile che forse proprio per questo da reprimere senza esitazioni.

Alla fine siamo in 9 denunciati, colpevoli in quel dato contesto solo di essere tra i volti noti del conflitto sociale. La digos ci denuncia spesso e volentieri ma fin qui, nulla di nuovo. E' il capo di accusa che ci lascia interdetti: "Estorsione Aggravata". La direzione dell'Ipercoop, durante l'iniziativa, ha scelto di sua iniziativa di fare una donazione di un quintale di pasta e di altri beni di prima necessità, poi da noi distribuiti all'esterno dell'ipermercato. Quest'atto di generosità ci ha letteralmente "inguaiati": il pm ha chiesto sei anni di carcere per tre di noi, compreso il sottoscritto che ha scelto di rinunciare all'immunità parlamentare per una precisa scelta politica di non differenzazione dagli altri attivisti imputati, e 3 anni e mezzo per gli altri perchè "estorcevano i suddetti beni attraverso la minaccia di manifestare e rallentare così l'attività commerciale".

Non bisogna scomodare parallelismi storici tra il blocco fordista della catena di montaggio e i blocchi post-moderni della catena commerciale, per comprendere la gravità di queste accuse.
Nel caso in cui passasse questo teorema, anche gli scioperi per gli aumenti salariali potrebbero configurarsi come un reato di estorsione. A questo punto potremmo inquisire anche i vertici di Cgil-Cisl-Uil, perchè proprio in questi giorni, attraverso la "minaccia" dello sciopero generale degli statali, tentano di estorcere il rinnovo del contratto. Per non parlare degli abitanti di Serre o dei tanti percorsi di autorganizzazione che in questi anni hanno strappato con la lotta
un infinità di vertenze, diritti, spazi sociali.

Il carattere intimidatorio, cioè di sanzionare e liquidare come problema criminale i tentativi di prefigurazione di nuove forme di sindacalismo metropolitano e di contrattazione sociale, è il cuore della questione: del resto l'assurdità di questo teorema è dimostrato dai eventi successivi, che hanno visto gli stessi inquisiti aprire con l'Ipercoop una Vertenza Prezzi attraverso la
formalizzazione di un tavolo di confronto con i Comitati della Quarta Settimana. Per questo motivo mercoledì 23 alle ore 11 torneremo in presidio all'ipercoop di Afragola per "estorcere" la solidarietà da parte dei movimenti, delle forze politiche e sociali, delle soggettività sinceramente democratiche, perchè non passi sotto silenzio questo processo e più in generale questa trama di repressione e criminalizzazione delle lotte sociali che investe il destino e il futuro di oltre 9.000 attivisti che dovranno rispondere nelle aule dei tribunali dei loro bisogni e dei loro desideri di un mondo migliore.

Torneremo all'Ipercoop perchè l'indulto è stato un primo passo, necessario ma non sufficiente, ora dobbiamo "estorcere" un provvedimento di amnistia. Torneremo all'Ipercoop perchè i motivi della protesta di allora sono ancor oggi di estrema attualità. Torneremo all'Ipercoop perchè non possiamo accettare di subire passivamente un'accusa così infamante, la stessa accusa che la Corte d'Appello di Milano nella stessa giornata confermava per Marcello Dell'Utri, condannato a 2 anni di carcere per tentata estorsione. Non parliamo di alcune decine di pacchi di pasta, ma di un paio di miliardi che l'illustre dirigente politico di Forza Italia tentò di estorcere ad un imprenditore siciliano. Lui ruba e intasca tangenti, noi manifestiamo contro il carovita, la precarietà, la difficoltà di arrivare a fine mese. La domanda sorge
spontanea: ma chi è il vero criminale?

Catania, 23 maggio: Sit in al Palazzo di giustizia

Dopo 15 anni vogliamo mantenere viva la memoria su

FALCONE, BORSELLINO

e tutte le vittime della mafia!

Catania - MERCOLEDI’ 23 MAGGIO
DALLE ORE 19:00 ALLE 20:00

SIT IN

DAVANTI ALLA SCALINATA
DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA

Introduce:

Salvatore Resca - Cittainsieme

Sono invitati:

• I Capi degli Uffici giudiziari.
• Tutti coloro che, nella quotidiana testimonianza di lotta alla mafia ed alla corruzione e nel rispetto della legalità, vogliono mantenere vivo il “vizio della memoria”.

Nel corso della manifestazione si alterneranno l’esecuzione di canzoni e la lettura di brani tratti da libri su Falcone e Borsellino.

Cittainsieme, CittaInsiemeGiovani