2 giugno 2007

G8 Genova: minacce ricevute dall'avvocato Ezio Menzione

Le minacce ricevute dall'avvocato Ezio Menzione, che ha chiesto la convocazione come testimone dell'ex carabiniere Mario Placanica in un processo legato ai fatti del G8 2001, costituiscono un fatto gravissimo, che turba il corretto andamento dei processi e l'azione di ricerca della verità

SOLIDARIETA' A MENZIONE

Si sta creando, attorno ai processi in corso a Genova, un clima di ostilità e di fastidio. Le notizie più eclatanti vengono soffocate (come la condanna del ministero dell'Interno a risarcire una manifestante pestata dalla polizia), alcuni dirigenti di polizia chiamati come testimoni hanno atteggiamenti poco congrui con i compiti di funzionari dello Stato (il vice questore Lorenzo Murgolo che rifiuta di rispondere, l'ex questore di Genova Francesco Colucci addirittura indagato per falsa testimonianza), e infine si intimidiscono avvocati e testimoni senza che tutto ciò susciti indignaizone e protesta nella società.

Esprimiamo a Ezio Menzione tutta la nostra vicinanza e rinnoviamo il nostro impegno affinché l'emergenza democratica evidenziata dai fatti del luglio 2001 venga affrontata dalle istituzioni con la dovuta forza e serietà.Continua a leggere

1 giugno 2007

23 giugno, Partinico libera

da http://www.partinico.info

PARTINICO (PA) - Memoria, riappropriazione, futuro. All'insegna di queste parole chiave, in collaborazione con il Comune di Partinico e di Primaradio, stiamo provando a organizzare una particolare Giornata della legalità in contrada San Giuseppe, su uno dei terreni confiscati alla mafia e in via di assegnazione all'Ente Nazionale Protezione Animali. L'obiettivo non è solo simbolico: vorremmo discutere di gestione dei beni confiscati, di opportunità sociali e di iniziative imprenditoriali, rinfrescarci la memoria parlando di storia del territorio e aprire occhi e orecchie sul nuovo volto affaristico-imprenditoriale della mafia, fare domande alla politica e alle istituzioni.

Farlo in modo serio, costruttivo e il più possibile innovativo: lanciando e costruendo questa iniziativa sul blog, chiamando a raccolta tutti quelli che hanno qualcosa da dire, dando spazio anche al teatro, alla musica, alla degustazione di prodotti tipici e vini locali. Il problema, ovviamente, sono i soldi. Ma le idee e la voglia di fare non ci mancano. Ci proviamo?

Il Comune, è noto, non dispone di un tallero, almeno fin quando non sarà approvato il Bilancio. Per questa iniziativa dobbiamo, finora, registrare molta buona volontà e notevole spirito di collaborazione dell'assessore alla legalità e dei funzionari comunali. Ma al denaro, se vogliamo riuscire nell’impresa, dobbiamo pensarci noi.

Le modalità dell’evento. La giornata dovrebbe avere tre momenti distinti: il primo di carattere politico e istituzionale, in cui mettere a confronto, sul nostro territorio, membri di Governo, Parlamento, istituzioni locali, magistrati, forze dell’ordine, associazioni e cooperative sul tema della gestione dei beni confiscati. Quali problemi, concretamente, si trovano ad affrontare Comuni e Consorzi di gestione dal momento della confisca fino all’assegnazione del bene? E come funziona, poi, la gestione degli stessi quando entrano nella disponibilità dei soggetti chiamati a riutilizzarli a fini sociali? Esiste un modello di gestione capace di favorire un circolo virtuoso tra utilità collettiva e sviluppo d’impresa? Il confronto sarà arricchito dalla presentazione dei progetti con cui le associazioni Enpa e Libera-Mente hanno ottenuto l’assegnazione dei terreni di contrada San Giuseppe e Bosco Falconeria.

Nella seconda parte della giornata vorremmo sperimentare, con lo storico Giuseppe Casarrubea (ma non solo), una sorta di “lectio magistralis” partecipata, una rivisitazione critica, collettiva e ragionata della storia del nostro territorio: dal dopoguerra al bandito Giuliano, da Portella della Ginestra all'assalto alle Camere del lavoro fino ai giorni nostri.

A seguire, un ricco parterre di ospiti, che si arricchisce di ora in ora, discuterà del nuovo volto manageriale della mafia: tra loro, alcune delle firme che in questi mesi, con le loro pubblicazioni, hanno toccato i gangli più delicati del nuovo sistema di potere affaristico-mafioso: Peter Gomez dell’Espresso, Gianni Barbacetto di Diario, Enrico Bellavia de la Repubblica, Nino Amadore de Il Sole 24 Ore e qualcun altro di cui aspettiamo la conferma.

Al calar della sera sarà l'ora del teatro. Vorremmo ci fosse Filippo Luna ne “La ballata delle balate”, uno spettacolo di Vincenzo Pirrotta, rappresentato con straordinario successo in tutta Italia, che parla di mafia in modo non convenzionale, e che offre uno sguardo inquieto su tradizioni e simboli della nostra strana città. Poi, per finire in festa, musica con alcune band siciliane.

In mezzo a tutto questo, vorremmo pensare anche a uno spazio di degustazione di prodotti tipici e vini locali, coinvolgendo caseifici e cantine vinicole per un picnic collettivo a ora di pranzo e un aperitivo a fine pomeriggio.

Troppo? Obiezione accolta, parliamone. Forse non riusciremo a fare tutto. Ma facendo due conti servirebbero circa 5 mila euro per allestimento, attrezzature, segnaletica, materiali promozionali, spese di viaggio, accoglienza, vitto e alloggio per alcuni relatori, pagamento degli artisti, Siae etc. Considerato qualche noto e infelice precedente, stiamo facendo un notevole sforzo per raccogliere autonomamente, tramite contributi privati, tutto il necessario all'organizzazione dell'evento: sponsorizzazioni e donazioni, piccole e grandi. Se non riusciamo, chiederemo scusa ai relatori (che continuano ad aderire) e ci ritireremo in buon ordine, continuando a lavorare per costruire tempi migliori.


- Spettacolo organizzato dai bloggers di LiberaMente a Partinico (PA) il 29 Dicembre 2006. Letture, musiche e immagini. Foto di giacomo selmi, video realizzato da giuseppe palazzolo


Pensiamo positivo, come contribuire? Ci sono varie opzioni per dare una mano, vediamone alcune:

Il porcellino. Inviare a Libera Mente un contributo tramite carta di credito, con il protocollo di sicurezza PayPal, cliccando sul pulsante in alto a destra sul blog.

La promessa. Scriverci un’e-mail e dire quanto o come volete contribuire. Riceverete istruzioni su dove depositare la vostra valigetta con banconote di piccolo taglio non segnate.

La sansalerìa. Non è necessario tirare fuori dei soldi: potreste, per esempio, impegnarvi a trovare dei produttori locali e invogliarli a partecipare all’iniziativa offrendo una selezione dei loro prodotti, oppure individuare un’azienda, una piccola impresa, un commerciante che voglia versare un obolo o mettere a disposizione dei prodotti utili all'occorrenza (ad esempio gazebo, ombrelloni, tavolini, tende, faretti, ammenicoli vari)

Adotta un relatore (o un artista). Ministri, sottosegretari e parlamentari viaggiano gratis, ma giornalisti, attori e musicanti la pagnotta se la sudano. Il vostro contributo (magari mettendovi insieme con un gruppo di amici o con i vostri familiari) può essere finalizzato a sostenere le spese di viaggio, vitto e alloggio di un relatore o a pagare il compenso agli attori dello spettacolo teatrale o ai musicisti.

Chiedi alla mamma. Panelle, teglie di sfincione, pizza, focaccia, caponata, prodotti dell'orto: volete che non si riesca a offrire un luculliano banchetto collettivo, valorizzando le straordinarie doti culinarie della regine dei focolari domestici locali? Diamo vita a un'esibizione che resterà negli annali!

Ultima avvertenza, a scanso di equivoci: "pecunia (da queste parti) olet", e manco poco. Quindi, astenersi viziosi zone grigie, equilibristi linee di confine e amici degli amici.

Che dite, varrà la pena di provarci?

31 maggio 2007

Paul Connett a Gioia Tauro

Le tante notizie, circolate in questi giorni sui media nazionali, sull’annosa questione dei rifiuti in Campania e le giuste lotte delle popolazioni locali, come quelle di Serre, Lo Uttaro, Campagna, Acerra e via dicendo, pongono l’attenzione in maniera prepotente su questa “emergenza nazionale”.

Emergenza e problematica che purtroppo conosciamo bene anche in Calabria, con i dieci anni di commissariamento che tanto hanno prodotto: impianti inquinanti e devastanti imposti con arroganza e prepotenza, 200 milioni d’euro di debiti (a sentire l’ex-commissario Ruggiero), dipendenti fantasmi, tante inchieste e tantissimi inquisiti.

Tutto questo, naturalmente, senza aver prodotto alcun giovamento alla Calabria ed al suo territorio e senza alcun segnale di discontinuità rispetto quell’idea di “sviluppo” fatta di saccheggio del territorio e spreco di denaro pubblico, che sta alla base anche del sistema dell’incenerimento dei rifiuti. In questo contesto generale, cittadine e cittadini della piana di Gioia Tauro (e non solo) si sono riuniti nel Movimento per la Difesa del Territorio, per protestare contro la costruzione del nuovo inceneritore che, affiancato a quello già in funzione, brucerà 240.000 tonnellate di rifiuti.

Impianto che si andrà a creare in un territorio martoriato che già vede una discarica, un depuratore, un’isola ecologica, un elettrodotto per il passaggio della corrente a 380KV, una centrale elettrica in costruzione e la prossima realizzazione di un rigassificatore: una vera e propria bomba ecologica! Primo appuntamento pubblico giovedì 31 maggio alle ore 18, presso l’aula consiliare di Gioia Tauro, per un convegno sull’incenerimento dei rifiuti e gli effetti sulla salute dei cittadini e sull’economia della piana; tra i relatori Paul Connett, professore di Chimica alla St.Lawrence University di New York.

Per affermare ancora una volta che il “problema rifiuti” non si risolve con l’incenerimento e con le discariche, ma con la raccolta differenziata porta a porta, con il riciclaggio ed il riuso, che portano come valore aggiunto maggiore occupazione stabile, tutela ambientale e risparmio economico.

28 maggio 2007

OMICIDIO FALCONE: LIRIO ABBATE, SOTTO SCORTA PER LA VERITA'


Quindici anni fa alle ore 17.55, sull'autostrada Palermo-Capaci, cinquecento chili di tritolo uccidevano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, gli agenti Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

E l'Italia aspetta ancora di sapere quali furono i gruppi di affari che ebbero una convergenza di interessi con Cosa nostra nelle stragi del '92. Ne abbiamo parlato con Lirio Abbate, un giornalista coraggioso finito sotto scorta per aver scritto un libro intitolato “I complici, tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al Parlamento”.