31 agosto 2007

Liberafesta 2007, Scordia (CT) 7 - 8 - 9 settembre

G8, stangata la polizia "Violenze gratuite contro una manifestante"

Repubblica Genova - GIOVEDÌ, 30 AGOSTO 2007 - Pagina VII - Genova http://lists.peacelink.it/news/2007/08/msg00046.html

IL CASO

Durissime le motivazioni ad una sentenza che condanna il ministero dell´Interno

L´ACCUSA

" G8, violenze gratuite dalla polizia"
"Non è stata fatta alcuna distinzione fra i Black Bloc e i cittadini
inermi"
"Aggressione illecita ai partecipanti di una organizzazione pacifista
autorizzata"

VINCENZO CURIA

UNA sentenza requisitoria, quella con cui il ministero dell´Interno è stato condannato a risarcire una giovane donna per i danni subiti durante una pacifica manifestazione organizzata in piazza Manin il 21 luglio 2001, in occasione del vertice del G8 che si teneva a Genova. Un vero e proprio
crucifige per le forze di polizia che aggredirono senza motivo gruppi di partecipanti inermi regolarmente autorizzati, ma evidentemente accomunati agli elementi violenti - Black Bloc - che si abbandonavano a episodi di devastazione nella zona. Alla parte lesa - Simona Coda Zabetta, all´epoca di 43 anni - il giudice Claudio Viazzi ha assegnato un indennizzo di 23 mila 645 euro. La decisione del giudice è basata su precise testimoniane.

Il dottor Viazzi ricorda pure che la procura a suo tempo esternò anche vari dubbi sulla veridicità dei verbali redatti dalla polizia. Il magistrato smentisce senza mezzi termini le tesi difensive e definisce a un certo punto sproporzionato e gratuito l´intervento della polizia, «condotto con modalità organizzative confuse». Pesanti critiche vengono mosse anche al responsabile dell´ordine pubblico nella piazza (dottor Bonanno), cioè al funzionario che diede l´ordine di caricare i manifestanti. «Ha ammesso di avere ordinato la carica senza preavviso «trovandoci in una situazione di illegalità da far cessare», senza indicare obiettivi precisi e fare distinzioni fra facinorosi e manifestanti pacifici, aggiungendo pure che «terminata la carica rimasero a terra feriti e contusi, uomini e donne», tacendo inoltre che i disordini avvenivano nei pressi di una manifestazione autorizzata». Viazzi pone anche l´accento sull´assenza di direttive e indicazioni precise, carenze che consentirono un comportamento indiscriminatamente violento della polizia «che finì con coinvolgere pure le manifestazioni pacifiche e autorizzate». Un riferimento preciso anche alle lesioni subite dalla parte lesa, «ferita da più manganellate nell´ambito di una carica violentissima, indiscriminata e diretta contro un bersaglio che non era tale... ».

Proseguendo nella «requisitoria», Viazzi non manca di sottolineare che «nessuna giustificazione o esimente può ritenersi applicabile alla condotta della polizia... Quel che è successo è riconducibile a gravi negligenze, approssimazioni e omissioni in tutta l´operazione di «ordine pubblico» compiuta». Scendendo nei dettagli e riferendosi ai danni subiti dalla manifestante, nella sentenza viene sottolineato che vanno configurati come lesioni volontarie aggravate, accompagnate da percosse, «il che rende risarcibile il danno morale». «Reati non colposi ma volontari, per di più commessi da agenti di polizia...». Un´ultima annotazione: Simona Coda Zabetta, che lamenta una
invalidità permanente del 2%, fu costretta a un ricovero ospedaliero di oltre 60 giorni, per cui «la misura del risarcimento spettante per il danno biologico, esistenziale e morale è connessa alla peculiarità del caso in cui l´integrità e incolumità della persona é stata lesa e messa a
repentaglio... ».

Secolo XIX

Picchiata al G8 il ministero deve pagare 17 mila euro la condanna Il dicastero degli Interni condannato a risarcire i danni subiti da una pacifista aggredita dalla polizia

IL MINISTERO DEGLI Interni è stato condannato a pagare 17 mila euro a una donna di 45 anni che durante il corteo pacifista del G8 era stata picchiata da alcuni agenti di polizia. Lo ha deciso il tribunale civile accogliendo il ricorso presentato da Simona Coda Zabetta, rappresentata dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. La donna, che vive a Milano dove lavora effettuando indagini di mercato, il 20 luglio del 2001 si trovava in piazza Manin e faceva parte di un corteo insieme a varie organizzazioni ambientaliste quando - come ha raccontato ai giudici - è stata aggredita e ferita dalle forze dell'ordine che avevano caricato senza motivo imanifestanti pacifisti. Simona Coda Zabetta, per ripararsi dalle manganellate, si era protetta il capo con una mano e aveva riportato la frattura di un dito. Nel corso del procedimento sono stati ascoltati diversi testimoni, persone non interessate allo svolgimento del processo, che hanno confermato di aver visto alcune donne accovacciate con le mani alzate, lungo il muro della piazza, dalla parte di via Assarotti, mentre venivano colpite ripetutamente da poliziotti: tra queste c'era anche la quarantacinquenne di Milano. Una teste ha spiegato ai giudici di aver soccorso Simona Coda Zabetta che aveva forti dolori alla mano tumefatta e gonfia.

Non è stata accolta dal tribunale la difesa sostenuta dal legale rappresentante del Ministero il quale ha sostenuto che le forze dell'ordine erano state costrette ad intervenire per contenere e reprimere il comportamento dei manifestanti. I giudici hanno ascoltato anche il dirigente della polizia di Stato dottor Bonanno che quel giorno era responsabile dell'ordine pubblico in piazza Manin. Bonanno ha spiegato di aver dato ai suoi uomini l'ordine di caricare senza preavviso notando disordini causati da alcuni Black Bloc, senza però indicare obiettivi precisi tra manifestanti in rivolta e pacifisti. Nel quantificare il risarcimento il tribunale ha tenuto conto dell'invalidità permanente¿

29 agosto 2007

Libero Grassi: "La qualità del consenso"

Video integrativo: youtube.com/watch?v=_lPLEt6KH9U

Palermo, 28 agosto 2007: Omaggio a Libero Grassi

Confederazione Italiana Esercenti Attività Commerciali e Turistiche. A Palermo per l’omaggio a Libero Grassi

L’Associazione Antiracket Antiusura Etnea e la Confesercenti parteciperanno domani alla cerimonia di commemorazione

L’Associazione Antiracket Antiusura Etnea (ASAAE) e la Confesercenti provinciale di Catania parteciperanno domani mattina a Palermo alla cerimonia commemorativa per il 16° anniversario della morte di Libero Grassi.

Al termine della cerimonia, prenderanno parte in Prefettura ad un incontro con S.E. il Prefetto di Palermo Giosuè Marino, il sottosegretario all’Interno Ettore Rosato ed il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Francesco Forgione.

Oltre al presidente dell’Associazione Antiracket Antiusura Etnea Gabriella Guerini, saranno presenti i vertici della Confesercenti di Catania, l’Equipe di professionisti che operano nello Sportello di Aiuto e Prevenzione all’Usura, ed il presidente nazionale di SOS Impresa Lino Busà.

“E’ importante - spiega Gabriella Gurini - rinnovare tutti il ricordo del catanese Libero Grassi, perché il suo sacrificio consapevole ha gettato le basi per la ribellione dei cittadini contro il racket”.

28 agosto 2007

Palagonia (CT): "Presi in giro, da un'amministrazione senza regole!"

Nei mesi scorsi il sindaco fagone ha ricevuto, da parte di tantissimi giovani laureati e diplomati della nostra città, giovani chiaramente disoccupati o sottocupati, la comunicazione di disponibilità a partecipare a selezioni di personale per la copertura di incarichi lavorativi in qualunque periodo ed in qualunque settore.

La stessa veniva trasmessa per conoscenza a: Direttore generale, Assessore al Personale, Comandante dei Vigili Urbani, Presidente del consiglio comunale e Segretario generale. Dopo qualche settimana, agli stessi giovani veniva reso noto, a firma del segretario generale dott.ssa SINATRA, che nessuna assunzione, anche temporanea, era in programma da parte dell'Ente comunale.

Ebbene, giorno 4 agosto 2007 apprendiamo dal quotidiano "La Sicilia" che quattro persone sono state avviate al lavoro, per un breve periodo, come ausiliari del traffico. Pur non avendo nulla contro i 4 precari assunti per tre mesi, pretendiamo tuttavia di conoscere la normativa, le modalità e i criteri seguiti dall'amministrazione Fagone per procedere a tali assunzioni.

Non ci pare possibile che un sindaco ed una maggioranza democraticamente eletti abbiano potuto, ancora una volta, inusitatamente calpestare la dignità di centinaia di giovani. Per questo non accetteremo che ciò avvenga impunemente. Pertanto chiediamo al Primo Cittadino di revocare le assunzioni effettuate e di procedere con un bando pubblico aperto a tutti i giovani ed ai disoccupati della nostra città. In caso contrario procederemo civilmente.

Il centrosinistra di Palagonia

(DS, Margherita, PRC, SDI, UDEUR)

26 agosto 2007

Deterritorializzazione – identità - Glocal

Cosa è la geografia se non un modo per sapere dove siamo, un pretesto per dividere, spaccare, creare confini…cosa i confini se non barriere immaginarie per dire mio - tuo, possibile – impossibile, vero – falso, siciliano – americano, africano - italiano… La geografia definisce, scruta, ci fotografa, ci giudica e a volte si impone prepotente diventando più importante dei nostri bisogni e delle nostre scelte…perché se essa decide dall’alto di un potere verticale sordo, tutto il resto non importa, passa in secondo piano, ignorato o preso in giro da parole piene di finta comprensione.

Così si delinea il corpo di questo “nostro mondo”, o di una “nostra terra”, cartografato e stazionario, falso di una vicinanza e fratellanza che ci rende soli e distanti. Ma il disegno di questo mondo sta cambiando, cambia veramente! Non dobbiamo più subire una geografia verticale che ci guarda zitta e onnipotente, possiamo e dobbiamo reagire, ne abbiamo i mezzi (anche se non in tutto il mondo), ne deteniamo l’energia…e la rete è la rivoluzione della geografia.

…Noi siamo geografie soggettive, territori in espansione, che tracciano linee che svelano la faccia immanente di confini inesistenti… Ma il sistema in tutto questo fa la sua parte: In India dei dipendenti di una grossa multinazionale americana vivono gran parte del loro tempo più negli stati uniti che nel loro stesso paese. Difatti tra gli uffici dei call-centers ufficialmente non troverai una persona che si chiama Yogananda o Bramupada ma piuttosto indiani che per 8-10 ore al giorno si fanno chiamare Francis, Jack o non so, forse James, cambiando identità, lingua, aspetto ed atteggiamenti, pensiero e cultura, dovendo sembrare dalle parti di Menphis o Chicago
…devono apparire del tutto e per tutto americani…

Mutano così la loro identità, il loro spirito si deforma e la loro geografia scompare, per divenire la storia degli altri. Così con perdita di nome; e con la voce e la cuffia, li troverai al 34° piano di un grattacelo di New York tra le 10:30 e le 19:30 americane, e con i piedi e tutto il resto tra le 22:30 e le 7:30 del mattino in India… Il brasile è un paese che ha un P.I.L superiore all’Italia, eppure è “terzo mondo”. Nelle favelas di Rio de Janeiro vivono milioni di fantasmi senza identità politica e sociale, essi semplicemente non esistono! Vivono completamente fuori dalla concezione di “diritto umano” o “dignità”…

…Sembrano sassi in movimento nella loro terra! Così in Messico il “Movimento Zapatista” combatte per i diritti dei popoli nativi già da 60 anni senza essere riuscito ad ottenere le proprie rivendicazioni, ma soltanto prese in giro dei vari governi che si sono susseguiti al potere… In Sicilia i petrolieri americani hanno preso accordi con il governo regionale che permetterebbero agli stessi di bucare gran parte dei terreni siciliani senza il permesso dei proprietari terrieri, ciò significa che se io ho un terreno e non voglio venderlo loro potrebbero prenderlo ugualmente e fare quello che vogliono…ma non solo!

I buchi queste simpatiche persone vogliono farli (oltre che su buona parte della Sicilia orientale) in Val di Noto, che è una zona dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Sempre in Sicilia, a Paternò (un paese in provincia di Catania) vogliono costruire un inceneritore di rifiuti nella valle del Simeto, un oasi naturale che sta rimanendo salva grazie al contrasto delle comunità locali che combattono l’amministrazione comunale e regionale impedendogli di portare a compimento affari mafiosi che non tengono assolutamente conto di niente. Questa geografia globale ci pone come agenti-riceventi in una rete fittissima di canali comunicazionali rappresentati da linee tratteggiate su un pezzo di carta…traiettorie di corpi-concetto che si spostano continuamente da un punto all’altro della palla, saltellando qua e là, evitando di passare attraverso, per arrivare subito a destinazione.. velocemente, evitando problemi e situazioni. …Siamo i figli del nuovo mondo che si sposta e si raggira attorno all’essenza del nostro spirito ballerino!

New animism - autodeterminazione - contro lo strapotere dell’uno.

Tutto l’intero sistema sta cambiando e le pedine della partita non danno più lo stesso gioco, si cambiano, si rovesciano, danno il senso di una nuova partita e noi dal nostro canto ci riferiamo consci e vitali alla sua speciale essenza. Per questo ci sentiamo i padri e gli agenti incorporanti di un pretestuoso New Animism, che dal basso tenta di rivalutare ogni simbolo tratteggiato e raffreddato. Non siamo idealisti o contro il tecnologico, anzi, contiamo di interpretare le tecnologie come nuovi feticci, vogliamo emozionarci di fronte ad un “blu tv” raggiungere la luna attraverso la sua immagine e vogliamo trovare nello schermo e nell’immanenza i presupposti per una ritrovata carica spirituale che rovesci il materialismo in misticismo, la perdita in crescita e così via…dal sistema contro il sistema… Contrariamente, quello che ci pone in una situazione di lotta è l’uso ignorante e insensibile della tecnologia e di questa nuova idea di geografia che il potere attua.

In che senso?
Ci dà fastidio che degli accordi vengano presi senza tenere conto di quello che ci sta in mezzo, ci dà fastidio che se qualcuno vuole venderci qualcosa lo debba fare per forza e per di più ignorando la voce meno metallica di comunità e gruppi a cui non interessa quel prodotto, ma come in un incubo la “televendita” continua.. e il telecomando che serve a cambiare canale sembra essersi inceppato o perso…

Spostamenti – si cammina con i piedi - spazio

Il camminare è l’attività più antica del mondo, è il modo più umano di relazionarsi con lo spazio intorno, camminare significa passare attraverso, significa che non è importante solo la destinazione ma anche e soprattutto il percorso…è solo una questione di tempo, un arricchimento progressivo, un incrocio di entità mobili. Il camminare è un gesto di apertura, significa fatica, posti, vento, sole, elementi, persone, ascolto, amore.

Continua a leggere

Responsabili del progetto:
Andrea Coppola - laboratoriumandrea@hotmail.com
Daniele Puglisi - dony-84@hotmail.it
Ellen Michiels - elay@pandora.be