15 settembre 2007

Milano: Sacrario comune per partigiani e fascisti, l'ANPI si oppone

A. N. P. I.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Milano

Milano, 14 Settembre 2007

A seguito della recente presa di posizione della Giunta Municipale di raccogliere in un sacrario comune, le spoglie di combattenti partigiani per la libertà e fascisti repubblichini, l’ANPI invita tutti i democratici ed antifascisti ad una mobilitazione straordinaria contro questa inaccettabile proposta di equiparazione tra chi combatté contro il fascismo e il nazismo, aprendo la strada ad una nuova Italia libera e democratica, e chi era al servizio dei nazisti, divenuti occupanti spietati del nostro Paese.
Un primo momento di mobilitazione straordinaria è fissato per

MARTEDÌ 18 SETTEMBRE ALLE ORE 17.30
NEL SALONE DI VIA PIETRO MASCAGNI, 6 MILANO

Si svolgerà una assemblea straordinaria dei dirigenti associativi ad ogni livello - assemblea alla quale l’ANPI invita tutte le forze democratiche a partecipare e a ribadire un fermo NO alla proposta della giunta comunale di Milano.

L’assemblea ricorderà e onorerà la figura di Giovanni Pesce, combattente per la libertà, al quale deve andare tutta la riconoscenza della Milano democratica e antifascista.


Il Presidente Tino Cassali

Leucemie e radiazioni a Lentini

A Lentini, Carlentini e Francofonte i bambini muoiono di leucemia più che in ogni altra zona d’Italia. Sospetto sulle radiazioni della base militare. Speranze affidate all’azione della Procura

di Gianni Lannes

da http://www.avvenimentionline.it/content/view/1535/421/

del 31 agosto 2007

La radioattività bellica uccide. Ne sanno qualcosa in Sicilia. «A Lentini, Carlentini e Francofonte più che in ogni altra parte della Sicilia e dell’Italia, soprattutto i bambini muoiono per leucemia». L’epidemiologo Anselmo Madeddu ora non ha più dubbi, ma il governo regionale di Totò Cuffaro non fa nulla per dar seguito all’indagine. La nuova versione dell’Atlante della mortalità per tumori, realizzato dall’azienda sanitaria locale Siracusa 8, con il contributo scientifico dell’università di Catania documenta le conseguenze di due gravi incidenti aerei sottoposti a segreto di Stato: «In provincia di Siracusa negli ultimi anni si è osservato un aumento della mortalità per leucemie. Estendendo l’osservazione a otto anni i tassi provinciali si attestano intorno a quelli regionali e nazionali, a eccezione del distretto di Lentini dove si osservano tassi di gran lunga maggiori».

«Questo dato nell’ultimo periodo di osservazione non solo si è consolidato, ma è cresciuto e sembra ineluttabilmente destinato a moltiplicarsi - denuncia il dottor Pino Bruno, esperto sanitario della Cgil - . La mortalità e l’incidenza dei tumori del sangue in particolare leucemie e linfomi nella zona nord della provincia siracusana, caso totalmente diverso dalla situazione di Augusta, Priolo e Gela, sta divenendo sempre più preoccupante. Sarebbe utile verificare se esistono fattori di rischio legati a determinati rifiuti tossici che hanno inquinato terreni e falde freatiche non distanti dall’insediamento militare di Sigonella». Nell’area vivono oltre 57.000 persone su un totale di 402.000 dell’intero territorio provinciale. Il 30 gennaio 2006, l’associazione “Manuela-Michele”, che dal 1991 si batte per far luce sul gran numero di bambini deceduti in loco a causa della leucemia, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, sollecitando un’indagine sulla «tangibile possibilità che i numerosi casi di leucemia possano essere causati dalla commistione di reati contro l’ambiente».

Ora «tocca alla magistratura indagare e capire perché in questa zona della Sicilia i bambini muoiono in percentuale maggiore rispetto a altre aree del Bel Paese» segnala l’avvocato Santi Terranova. L’incandescente fascicolo è nelle mani del pm Maurizio Musco e del procuratore capo Roberto Campisi. Il documento Rapporto dell’Asl 8 ipotizza una causa di inquinamento scatenata dalla presenza sul territorio di «discariche illegali di scorie radioattive. Infatti le radiazioni ionizzanti sono associate a un aumento di rischio per leucemie e possono avere due origini: origini nucleari , per disintegrazione di radionuclidi naturali come il radon o per disintegrazione di radionuclidi artificiali come nel caso delle centrali nucleari o delle bombe».

La pubblicazione è scientificamente attendibile? Secondo Umberto Veronesi «leggendo le pagine di questo manuale, sembra di poter affermare con cognizione di causa, che la veridicità sia il moto portante e l’obiettivo finale del lavoro redatto con lungimiranza e attenzione. È un buon lavoro - commenta l’illustre oncologo - un valido strumento di lettura per un’informazione ben strutturata finalizzata a un uso operativo per la monitorizzazione degli eventi». Il volume ha ricevuto anche la prefazione del professor Donald Maxwel Parkin, membro dell’International agency for research on cancer (Iarc): «Si spera che gli autori di questa eccellente monografia avranno l’energia, il tempo e la pazienza per preparare una terza monografia, quando saranno disponibili i risultati scientifici». I dati ci sono, ma inspiegabilmente il terzo volume dell’Atlante, la cui presentazione era prevista per ottobre 2006, ha subito un brusco stop dalla Regione. A Lentini e dintorni, però, numerosi cittadini, soprattutto i genitori che hanno perso i figli continuano a chiedersi insistentemente se esista un qualche nesso di causalità tra l’elevato tasso di mortalità infantile per leucemie e alcuni incidenti aerei avvenuti negli anni Ottanta.

Insomma, vi è radioattività nociva nel triangolo Lentini, Carlentini, Francofonte? «Non si sa che effetto avrà sul sistema immunitario dei siciliani di Lentini la radioattività delle scorie nucleari nascoste dagli americani nel suolo» si legge in un passaggio del libro scritto dal professor J.W. Gofman, Radiation and Human Health (Sierra Club Books, San Francisco). Dove venivano occultati i rifiuti della vicina base militare Usa di Sigonella negli anni in cui venne scritto quel saggio? Probabilmente in qualcuna delle 27 cave dismesse (chiamate “apri e chiudi”) del comprensorio lentinese. Gl investigatori della Dia hanno rilevato che la base di Sigonella compare tra gli enti che per anni hanno scaricato rifiuti nella discarica abusiva di Salvatore Proto, un prestanome del clan Santapaola-Ercolano. C’è poco da stare allegri. Le ricerche scientifiche concordano nel ritenere l’esposizione a grandi quantità di radiazioni, il maggiore fattore di rischio per il tumore del sangue. «La leucemia è associata al plutonio, responsabile della perdita dell’immunità biologica che colpisce un numero crescente di persone» argomenta l’illustre scienziato Gofman. Il 21 gennaio 1968 un bombardiere B-52 americano che trasportava quattro bombe H cadeva nel nord della Groenlandia, disintegrandosi e spargendo rottami radioattivi su un’area vastissima di terra e di mare.

Nel giro di qualche anno le persone che erano venute a contatto con i rottami si ammalarono di leucemia. E in quel luogo proprio la leucemia divenne una delle più frequenti cause di morte. Anche a Lentini, il 12 luglio 1984, alle ore 14,45 precipitò un aereo americano. Un quadrigetto Lockeed C141B “Starlifter” dell’Us Air Force, con un carico di 44 tonnellate si schiantò in contrada Sabuci-San Demetrio, alle porte di Lentini, dopo essersi levato in volo da Sigonella diretto a Nairobi in Kenia. Nell’impatto morirono sul colpo nove militari americani. «I marines giunsero sul luogo del disastro pochi minuti dopo lo schianto e ostacolarono militarmente l’intervento dei mezzi di soccorso locali e l’accesso addirittura delle forze dell’ordine; l’indagine fu sottratta alla magistratura italiana» rivela il sostituto commissario della Polizia di Stato, Enzo Laezza che l’11 agosto 1987 ha perso la figlia Manuela, colpita dalla leucemia mieloide acuta. Le autorità americane mantennero il massimo riserbo sul carico trasportato dal velivolo. La zona dove precipitò l’aereo Usa venne transennata e, per una quarantina di giorni, la statale 194 che collega Catania a Ragusa, fu interdetta al traffico veicolare. Un altro incidente aereo, del quale però si hanno solo scarne notizie, si verificò nel giugno del 1985.

Un altro velivolo dell’aviazione americana, in volo verso la base di Sigonella, perse quota su Lentini. Il pilota riuscì ad evitare il centro abitato dirigendosi nella campagna limitrofa al paese. L’aereo si disintegrò al suolo e i militari che si trovavano a bordo persero la vita. L’area rimase impenetrabile per diversi mesi, fino a quando tutti i frammenti del velivolo precipitato non furono raccolti. Identico protocollo adottato in occasione dell’incidente avvenuto l’anno precedente. Cosa trasportavano i due aerei americani sui cieli di Lentini? Oltre ai velivoli e agli uomini che persero la vita nei due incidenti, cos’altro precipitò sul suolo lentinese? A bordo vi erano ordigni nucleari? Gli avvenimenti e le circostanze circa la potenzialità altamente inquinante della base di Sigonella, a Lentini, sono in rapporto di causalità con l’elevatissimo tasso di mortalità per leucemie?

Sembrerebbe di sì, e c’è di più. La base di Sigonella smaltisce i propri rifiuti prodotti in enorme quantità nell’ampio complesso militare proprio in territorio di Lentini, in contrada Armicci. Sempre in loco vengono smaltiti i rifiuti speciali ospedalieri prodotti nel grande ospedale della vicina base americana che si occupa della salute degli 8.000 soldati di stanza a Sigonella e di tutti quegli altri assegnati alle diverse altre basi della marina militare Usa dislocate nel Mediterraneo. Chi li controlla? Nessuno. Per lo “Zio Sam” non valgono le leggi italiane ed il nostro governo non fa rispettare la sua sovranità. Neppure l’Epa (agenzia federale di protezione ambientale degli Usa) ha l’autorità di monitorare le basi militari all’estero. A John Groveman, addetto stampa della base Usa, giriamo i quesiti, ma non otteniamo che un seccato «No comment». Comunque, è alla Giano Ambiente Srl che la marina Usa affida attualmente lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri prodotti nelle infrastrutture sanitarie della base di Sigonella. Fondata nel 1983, la Giano Ambiente Srl fa parte del Gruppo Giano S.p.a. con sede a Messina e ufficio di rappresentanza a Milano - opera nel settore della bonifica, trasporto, smaltimento e trattamento dei rifiuti d’ogni genere prodotti in Italia, Germania, Francia ed Austria; la società vanta ufficialmente un fatturato annuo di quattro milioni di euro. Essa è anche una delle aziende di fiducia della marina militare italiana: la Direzione commissariato in Sicilia le affida la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti delle basi navali di Augusta, Messina e Catania; l’impresa esegue, inoltre, lo smaltimento dei rifiuti industriali e tossici prodotti negli impianti di Priolo e Gela di proprietà delle principali aziende petrolchimiche. Amministratore e principale azionista della Giano è il manager Gaetano Mobilia, rinviato a giudizio nell’aprile 2004 con l’accusa di turbativa d’asta, falso e abuso d’ufficio. Già nel febbraio 2002 il Tribunale aveva interdetto il Mobilia per due mesi dall’esercizio dell’attività d’impresa.

Il nome di Gaetano Mobilia è poi comparso nel Rapporto Ecomafia 1998 di Legambiente: il manager messinese sarebbe legato alla Odm di Giorgio Comerio, più volte sotto inchiesta per traffici di rifiuti radioattivi e tossico-nocivi. Mobilia ha fatto anche parte del consiglio d’amministrazione della Servizi Ambientali di Filippo Duvia, società coinvolta nello scandalo dei rifiuti occultati nella discarica di Pitelli a La Spezia. Un dato per tutti: le forze armate, abitualmente esenti dal rispetto delle regole ambientali, sono la maggior fonte d’inquinamento al mondo. Soltanto il Dipartimento della Difesa Usa produce mediamente 750.000 tonnellate di rifiuti nocivi, cinque volte quelli prodotti dalle cinque maggiori multinazionali chimiche.

14 settembre 2007

G8, il Blu notte di Lucarelli scatena la Cdl. Unione verso l'inchiesta monocamerale

VIDEO: g8 genova testimonianza carabiniere per via tolemaide - dal dvd "Legittima difesa"

di Angela Mauro

Fonte: Liberazione, 11 settembre 2007

A sei anni di distanza, quando ancora brucia il ricordo e i fatti sono lontani dall'essere chiari, e la cronaca fornisce indizi sempre più preoccupanti (come la recente pubblicazione delle conversazioni telefoniche sulla linea del 113 nella notte della mattanza alla Diaz), irrompe sulla tv pubblica una puntata del "Blu notte" di Carlo Lucarelli sul G8 di Genova nel 2001. L'omicidio di Carlo Giuliani, i pestaggi e le cariche delle forze dell'ordine, gli oscuri avvenimenti in "salsa cilena" nella caserma di Bolzaneto, la "macelleria" Diaz vengono rientrano dunque a pieno titolo nella serie dei "Misteri italiani" di RaiTre.

E' sufficiente per far partire il fuoco di fila della Casa delle Libertà contro la tv di stato che fa «informazione di regime» (Gasparri di An). Salerno, deputato che ha seguito Storace in fuga da Alleanza Nazionale nel movimento "La Destra", annuncia addirittura un esposto contro RaiTre. Forza Italia grida alla«ennesima operazione di fantapolitica», alla «deriva comunista», ad una Rai che «serve solo la sinistra radicale». D'Alia dell'Udc ne approfitta per annunciare il «voto contrario» del suo partito alla istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sui fatti del G8, all'esame della commissione Affari Costituzionali della Camera.

C'è da pensare che forse il documentario di Lucarelli, andato in onda domenica sera, sia piombato nella scena politica in una giornata poco adatta, che vede la Cdl nera di rabbia per la rimozione del "fido" Angelo Maria Petroni dal consiglio di amministrazione della Rai. Ma di sicuro c'è della sincerità nella difesa accorata della destra per le forze dell'ordine in servizio a Genova sei anni fa. Accorata e anche un po' imbarazzante, visto che nel documentario messo sotto accusa sono proprio esponenti dei sindacati di polizia a chiedere l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul G8.

Si può fare a meno delle polemiche di destra, dunque, e andare a dare uno sguardo al clima di maggioranza in Commissione Affari Costituzionali, che giovedì prossimo riunisce il proprio ufficio di presidenza per la probabile calendarizzazione del testo di Claudio Bressa (Ulivo), istitutivo della commissione di inchiesta sul G8 del 2001. Sembrerebbe che gli attacchi dell'opposizione non abbiano contaminato quelle forze dell'Unione che di solito si dimostrano "sensibili" a certi modi di fare di destra. L'impressione si rafforza se addirittura dall'Italia dei Valori fanno sapere di non aver ancora deciso di votare no sul testo Bressa, «anche se è noto che non siamo entusiasti di una commissione d'inchiesta che rischia di sovrapporsi al lavoro della magistratura», dice Costantin, rappresentante dell'Idv nella prima commissione di Montecitorio. Ferma restando l'incognita Udeur e le riserve di qualche diessino, si sarebbe in dirittura d'arrivo per l'istituzione di una commissione monocamerale (non bicamerale, dopo l'accordo raggiunto prima dell'estate, per evitare l'ostacolo rappresentato dalla maggioranza risicata al Senato), composta da trenta deputati, della durata di dieci mesi (più due per la relazione finale al Parlamento) e con il potere di lavorare senza che le si possa opporre il segreto di Stato. E' fiduciosa la deputata del Prc in commissione Affari Costituzionali Graziella Mascia: «Il testo Bressa è un buon punto di mediazione tra le varie proposte in campo».

«Se venisse approvato sarei soddisfatto», dice Marco Boato, componente della prima commissione, che, alla luce della sua esperienza nella commissione d'inchiesta sulla tragedia del Cermis, è ottimista anche sui tempi di durata previsti dal testo Bressa: «Se c'è l'impegno di tutti, ce la possiamo fare in un anno». Maurizio Turco per la Rosa nel Pugno annuncia la presentazione di un emendamento «affinchè la commissione sul G8 indaghi anche sul 17 marzo 2001, giorno delle manifestazioni contro il Global Forum a Napoli: ci sono analogie, vogliamo sapere perchè a Napoli e poi a Genova alcuni deputati erano presenti nelle caserme di polizia. Si sono inseriti nella catena di comando?».

Napoli, 17 marzo 2001, governo di centrosinistra, mattanza anche in quel caso, in piazza e alla caserma Raniero. Difficile che l'istituenda commissione arrivi a indagare anche lì e in ogni caso «è meglio fare gioco di squadra - suggerisce Boato - e portare a casa il risultato sul G8». Che sembra a portata di mano, ma mai sottovalutare i "venti contrari" che spirano in maggioranza.

13 settembre 2007

Il cosa e il come

da http://www.danieleluttazzi.it/node/309

Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante; e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle. ( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day. " Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come capita nel modo attuale ). In passato, ad esempio, poter esprimere la preferenza non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-

Lirio Abbate: "Nomi e Cognomi"

Il giornalista Lirio Abbate si chiede come mai gli indagati per mafia vengono nominati assessori. Esempio: l'assessore alla sanità di Palermo

da http://www.riberaonline.blogspot.com/

I dimenticati dal Governo: Pino Masciari

Calabria, dopo questa lettera aperta di pino masciari, che nessuno ci parli più di responsabilità nella società civile.

da http://www.censurati.it/index.php?q=node/3644

Sono un imprenditore edile calabrese sottoposto a programma speciale di protezione da parte del Ministero dell’Interno dal 18 ottobre 1997, unitamente a mia moglie e i miei due bambini, perché ho denunciato la criminalità organizzata la “ ’ndrangheta ” e le sue collusioni nella sfera Politica-Istituzionale. Da tali denunce sono scaturiti diversi processi e numerose condanne tra le quali anche contro qualche Magistrato . Tale scelta ha sconvolto l’esistenza di un’intera famiglia, perché siamo dovuti fuggire dalla nostra terra per salvarci la vita. Ciò mi ha portato all’esilio, alla perdita delle mie imprese di costruzioni edili e mia moglie ha dovuto rinunciare alla sua professione di medico odontoiatra.

Ebbene, dopo le intimidazioni e le minacce al Presidente dell’ANCE di Catania, Andrea Vecchio, e al Presidente della Camera di Commercio di Caltanisetta, Marco Venturi, l’Associazione degli Industriali Siciliani ha stabilito una norma che sarà inserita anche da Confindustria a livello nazionale : “ gli imprenditori che non si ribellano al racket delle estorsioni pagando il pizzo e in qualunque forma collaboreranno con la mafia saranno espulsi da Confindustria”.

Solidarietà è stata espressa dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal mondo Politico- Istituzionale.

E’ giusto! Via gli imprenditori che pagano il pizzo, via chi paga le tangenti e via anche i politici che prendono le tangenti, via ogni forma di illegalità!

Io da imprenditore mi sono ribellato denunciando all’ Autorità Giudiziaria il sistema che mi rendeva vittima, in un periodo, più di dieci anni fa, quando di ‘ndrangheta non se ne parlava o se ne parlava poco.

Sono stato ossequioso delle leggi dello Stato e mi sono affidato ad Esso e mi chiedo perché in questi lunghi anni non ho avuto sostegno e sono stato dimenticato? Io rientro nella categoria dei testimoni di giustizia, ho visto passare davanti a me diverse legislature e solo da pochi mesi ho riscontrato una certa sensibilità da parte delle Istituzioni.

Per cui chiedo al Presidente della Repubblica, Al Primo Ministro e al suo Governo, alle Associazioni di categoria, alla Società Civile, se è giusto per un imprenditore, che ha inteso fare solo il proprio dovere mettendo a rischio la vita dell’intera famiglia, ritornare ad appropriarsi della sua dignità di Cittadino Italiano e dell’esercizio della sua attività imprenditoriale; se è giusto che il rischio di vita cui è esposto diventi motivo di effettiva protezione da parte dello Stato e non limitazione alla propria libertà.

Io ho fatto la mia parte, lo Stato faccia la sua per dare risposte positive ad un padre di famiglia, imprenditore e cittadino onesto.

Lì 10 settembre 2007

Link: http://www.ammazzatecitutti.org/articoli/070516_pino-masciari.htm

12 settembre 2007

Catania: Si riunisce il "comitato piazza Pietro Lupo"

Le donne e gli uomini del comitato "piazza Pietro Lupo" e del Coordinamento dei comitati contro i parcheggi sotterranei, che in questi mesi si sono impegnati per tutelare le piazze della città di Catania dalle scelte insensate e ambigue di questa amministrazione comunale di centro-destra, esprimono la loro soddisfazione e piena fiducia per il lavoro che la magistratura catanese sta svolgendo

I comitati, con l’occasione, vogliono sottolineare che in questi ultimi mesi avevano evidenziato e denunciato (con assemblee e petizioni cittadine) alcune anomalie palesi nella costruzione di parcheggi sotterranei al centro della città, con centri commerciali annessi.

Questo successo è la prova di come le energie spese per il bene della città da parte delle catanesi e dei catanesi non sono spese invano ma riescono ad incidere nelle scelte riguardanti il governo della città.

Per festeggiare insieme e riflettere su quanto avvenuto, giovedì 13 settembre alle ore 18 in p.zza P. Lupo si terrà un’assemblea pubblica, a cui sono invitati a partecipare tutti quelli che hanno a cuore il bene di Catania, per continuare l’impegno contro la costruzione degli ulteriori 7 parcheggi sotterranei e per rilanciare un’altra idea di mobilità pubblica e di città che consenta una migliore qualità della vita delle donne e degli uomini di Catania.

Comitato piazza Pietro Lupo

11 settembre 2007

Cortometraggio: Precariato per aria

Nulla da dire... Ogni parola in più a questo post e a questo corto sarebbe inutile e ridondante. Vedilo!



NOTE: Cortometraggio - www.ciricio.com - In una società in cui "un pezzo di carta" sembra essere l'unica via d'uscita, un neaolaureato è alla ricerca di lavoro...

11 settembre: Dov'è la verità?

Robert Fisk Il giornalista dell'Independent, dice la sua sull'11 settembre

10 settembre 2007

Carlo Giuliani, dateci la verità!

Documentario su G8 Genova 2001: Piazza Alimonda e l'intervista di Cesare Piccitto ad Haidi Giuliani.

Montaggio audio e video a cura della redazione di http://www.namir.it/

Durata: min. 33.25

Carlo Giuliani, dateci la verità!

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9 settembre 2007

PARCHEGGI: TRA COMITATI D’AFFARE E SVENDITA DELLA CITTA’ AI PRIVATI

Il sequestro dei parcheggi pubblici di piazza Europa e di Piazza Lupo, trasformati in centri commerciali privati è il riscontro, sul piano giudiziario, alle denunce e alle mobilitazioni dei cittadini democratici catanesi

da FORUM ANTIMAFIA DI CATANIA

CATANIA - Esso ripropone con crudezza il ‘caso Catania’ ed evidenzia gli intrecci che legano potere economico, potere politico, blocco corporativo dei burocrati e dei professionisti privati. Siamo in presenza dell’ennesimo caso di torsione spregiudicata e cinica delle risorse e degli interessi pubblici in direzione degli arricchimenti facili e della speculazione affaristica.

Per questo motivo sollecitiamo la magistratura ad andare fino in fondo nell’individuare le responsabilità di quanti hanno concorso a quella che si prefigura come la più grande devastazione del territorio urbano catanese dopo il sacco del vecchio San Berillo: un’operazione sulla quale è lecito avanzare sospetti di possibili gravi illeciti, nei procedimenti e nella partecipazione ai bandi, basati sul dato oggettivo dell’assenza di contrasto e di ribassi sulla gran parte dei progetti presentati. L’operato della commissione presieduta da Scapagnini e D’Urso, comprendente figure vicine all’Mpa , e che in passato hanno avuto rapporti di collaborazione con le aree moderate del centrosinistra, non lascia dubbi sulla collocazione subalterna del potere politico catanese, che ha sin qui goduto di una sorta d’impunità garantita dall’inerzia della magistratura, ai poteri forti della città, capeggiati dai cavalieri Virlinzi e Ciancio.

Vigileremo sull’inchiesta, affinché non si ripeta lo scandalo di Viale Africa, dove i cavalieri inquisiti furono trasformati, dalla magistratura, in vittime dei politici, a loro volta successivamente graziati. Se c’è stato ‘ un gioco delle tre carte’, tutti i giocatori che vi hanno partecipato vanno perseguiti. Da molto tempo la procura catanese, a differenza di quella palermitana, ha fatto perdere la fiducia di molti cittadini nella imparzialità e nell’autonomia delle istituzioni: non ci accontenteremo dei segnali di fumo, tanto più se dovessero essere utilizzati per rivendicare, nelle alte sfere, meriti inesistenti e così oscurare vecchie opache vicende.

Occorre che le indagini mettano a nudo il sistema di potere politico-affaristico che ha ridotto la città in queste condizioni di degrado e di dissesto finanziario, una città in cui i componenti della commissione si sono riconosciuti un compenso di 100.000 euro a testa, mentre ai cittadini si negano i buoni libro e si aumentano sconsideratamente le tasse sui rifiuti. Chiediamo che i personaggi coinvolti nell’inchiesta, che rivestono cariche pubbliche,si dimettano o vengano rimossi dagli organi di legge. Ugualmente sosteniamo che si intervenga, dal consiglio comunale ai ministeri competenti in materia, per l’immediata sospensione e revisione, da ridimensionare significativamente, del Piano Parcheggi.

Ct 05/09/07