29 settembre 2007

Un atto indegno contro un reduce dei lager nazisti

da ANED ( Associazione Nazionale ex Deportati) TORINO

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ad Angioletto, in rispetto dei suoi desideri, niente commenti ma un grande abbraccio da tutti noi.

BUSTO ARSIZIO - Angioletto Castiglioni, 84 anni, testimone della barbarie nazista, aggredito verbalmente in pieno centro da un gruppo di giovani neonazisti. Insulti al reduce dei lager: "Sporco partigiano"
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A Busto, volenti o nolenti, si dovranno fare ancora a lungo i conti con neonazismo e dintorni, anche dopo il voto del consiglio comunale che sembrava aver sopito la questione con l'unanime condanna delle ideologie totalitarie. Sabato verso le ore 20 in pieno centro, in via Milano, Angioletto Castiglioni, 84enne partigiano e reduce dei lager nazisti, ha subito un'aggressione verbale da parte di una ventina di ragazzotti di estrema destra, per la maggior parte teste rasate, molti con svastiche tatuate sulle braccia o sul collo. <...> gli ha sibilato in faccia uno di loro, con neanche un quarto dei suoi anni sulle spalle.

VIDEO: Piero Ricca - Fascisti del 2000 (parte 1) - Saverio Ferrari



Piero Ricca - Fascisti del 2000 (parte 2) - Saverio Ferrari


Piero Ricca - Fascisti del 2000 (parte 3) - Saverio Ferrari

Un insulto cui l'ex combattente della guerra di Liberazione ha risposto a testa alta ricordando il suo passato di combattente senza macchia, torturato e deportato nei campi della morte, a Flossenbürg. A due riprese il branco ha stretto da presso Castiglioni, già bersaglio anni fa di facinorosi. Solo l'intervento del capo dei naziskin, un giovane descritto come particolarmente alto e robusto, ha impedito che all'anziano reduce della Resistenza venissero messe le mani addosso.

Angioletto Castiglioni non desidera commentare quanto accaduto, anzi non voleva neppure che questa storia emergesse: non lui, che non desidera si faccia eccessiva pubblicità a questi comportamenti, ma altri hanno fatto giungere la notizia alla stampa. Lo si è dovuto convincere perchè presentasse un'informativa alla Digos in Commissariato. Del resto il suo, e lo ha ripetuto spesso a chi lo conosce, non vuole essere un ruolo di vittima, ma di testimone per chi non c'è più, per chi non tornò, per chi passò per il camino.

28 settembre 2007

Sequestrato in Iraq, Stefio a giudizio per aver arruolato mercenari

Rinvio a giudizio per Salvatore Stefio e Giampiero Spinelli accusati di «arruolamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero»: ovvero, mercenari

da unita.it

I due avrebbero arruolato alcuni degli ex ostaggi italiani sequestrati assieme a Stefio in Iraq nell’aprile 2004 e liberati dopo 56 giorni: Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi – l’ostaggio che poi venne ucciso – sarebbero stati assoldati dalla società Presidium, intestata a Stefio e Spinelli, per svolgere attività di intelligence e di supporto all’antiterrorismo a servizio di uno stato straniero.

Il rinvio a giudizio è stato deciso dalla procura di Bari che, come anticipato da L’Espresso, contesta alla società dei due imputati di autodescriversi come una «società leader nell'addestramento operativo in Paesi ad alto rischio», che offre «corsi di formazione per persone che vogliano intraprendere attività a dir poco peculiari quali la negoziazione per la risoluzione di rapimenti, controspionaggio, piani di evacuazione, ricognizioni, sminamento e bonifica nel territorio, combattimento nella jungla, in ambiente urbano, nel deserto, commandos, controterrorismo, controguerriglia e, addirittura, controsorveglianza (cioè tecniche per eludere la sorveglianza di altri bodyguard, il che vuol dire per scopi solitamente poco edificanti quali il rapimento e l' omicidio della persona protetta)».

Per la magistratura barese si tratta chiaramente di servizi di «attacco», e non «soltanto di difesa», come sostengono i legali dei due imputati che promettono di portare in aula testimoni eccellenti come «il premier Prodi e il ministro degli Esteri D'Alema». L'avvocato Francesco Maria Colonna, difensore di Spinelli, prende a difesa del suo assistito il nuovo accordo che il governo avrebbe intenzione di raggiungere con la Aegis Defence Services, «un' agenzia che su larga scala fa esattamente quello che facevano Spinelli e Stefio: lo Stato – secondo Colonna – sottoscrive un accordo per una prestazione che considera essere un reato».

Per il procuratore aggiunto Giovanni Colangelo, invece, Stefio e Spinelli, tramite la loro società avrebbero militato «senza autorizzazione» in territorio iracheno al servizio delle forze armate anglo-americane.

27 settembre 2007

Abbate: "Grazie a tutti per la solidarietà"

A Palermo la "passeggiata simbolica" per il cronista minacciato I vertici della categoria: 'I giornalisti non spegneranno i riflettori'






da http://www.odgsicilia.it/070908abbate_passeggiata.html

''Ringrazio tutti per la solidarieta' e l'affetto che mi sono stati dimostrati e in particolare i colleghi che ogni giorno insieme a me sono impegnati a raccontare la cronaca di questa Palermo e di questa Sicilia''. Lo ha detto il cronista Lirio Abbate durante la manifestazione di solidarietà organizzata per lui dai giornalisti del Giornale di Sicilia e di Tgs, che si è svolta sabato 8 settembre a piazza Croci.

Hanno preso parte al corteo, tra gli altri, il presidente e il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti Lorenzo Del Boca ed Enzo Iacopino, il presidente regionale Franco Nicastro, il segretario dell'Assostampa Palermo Enrico Bellavia, il giornalista dell'Espresso Peter Gomez, rappresentanti delle redazioni di tutti i giornali siciliani e di molte televisioni, il vicepresidente della commissione antimafia Beppe Lumia, il senatore Carlo Vizzini (Fi), il deputato Giuseppe Scalia (An), il portavoce del segretario nazionale Ds Piero Fassino, Gianni Giovannetti, i deputati regionali Rita Borsellino (Unione), Salvino Caputo (An) e Pino Apprendi (Ds), i sindaci di Palermo e Castelbuono Diego Cammarata e Mario Cicero, Emilio Miceli della Cgil nazionale, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Palermo Enrico Sanseverino, lo scrittore e autore di testi teatrali Moni Ovadia, ma anche gente comune e mamme con bambini. Diverse centinaia di persone hanno sfilato per via Libertà e via Ruggero Settimo, raggiungendo piazza Verdi. Ieri si era invece tenuta la conferenza stampa organizzata dall'Ordine nazionale e regionale, che ha visto la partecipazione di tanti colleghi e del prefetto del capoluogo siciliano, Giosuè Marino.

''L'esempio professionale di Lirio e' una poderosa rappresentazione di quello che il giornalismo deve essere - ha osservato il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca - Tutti coloro che amano questo lavoro oggi vorrebbero essere Lirio e sono orgogliosi di fare questo mestiere''. Del Boca ha anche auspicato che ''questa iniziativa" sia "un richiamo sulla professione giornalistica: troppo spesso i politici parlano dei giornalisti come iene dattilografe e indeboliscono la professione". E ha concluso: "Noi siamo qui per Lirio ma anche per tutti gli altri giornalisti''.

''Quello che mi ha colpito di piu' e' che oggi in piazza a Palermo ci sono tante mamme con bambini''. Lo ha detto durante la marcia Enzo Iacopino, segretario nazionale dell'Ordine dei giornalisti. ''Manifestazioni come questa - ha aggiunto - spiegate ai piu' giovani, possono essere una risorsa prodigiosa per una maggiore consapevolezza collettivà''.

Il direttore responsabile dell'Ansa, Giampiero Gramaglia, parlando al microfono sulle gradinate del Teatro Massimo davanti a centinaia di cittadini, giornalisti, avvocati, giovani, magistrati e politici che hanno partecipato alla "marcia" per il cronista, ha sottolineato: "Siamo qui per portare solidarietà e, noi dell'Ansa, anche la nostra amicizia e ammirazione, a Lirio Abbate per il coraggio con cui affronta questo difficile momento. Le minacce - ha proseguito - sono la testimonianza del fatto che una buona informazione colpisce nel segno, indebolisce l'illegalita' e rafforza i cittadini. Grazie Lirio''.

''Va bene la parata e la solidarieta' a Lirio Abbate, ma credo che la politica debba guardare dentro se stessa. Gran parte dei partiti siciliani sono inquinati dalla mafia''. L'ha detto intervenendo alla manifestazione il giornalista dell'Espresso Peter Gomez, coautore del libro ''I Complici'', scritto assime al cronista dell'Ansa. ''Bene ha fatto Confindustria a decidere di espellere chi paga il pizzo - ha aggiunto Gomez - Da cittadino aspetto che i partiti espellano i mafiosi. Spero che questa manifestazione serva a questo, a far prendere coscienza anche ai politici che oggi erano in piazza''.

Il vice presidente della commissione nazionale antimafia Giuseppe Lumia durante la marcia ha evidenziato che 'la minaccia al cronista Lirio Abbate non e' caduta nel vuoto: la reazione della societa' si sta dimostrando forte e decisa''. ''Adesso - ha continuato - e' il momento della politica: la migliore risposta e' quella di spostarci dall'antimafia del giorno dopo a quella del giorno prima. Dobbiamo colpire i mafiosi prima che loro possano colpire noi''.

''La nostra deve diventare una democrazia sana. Oggi chi fa informazione e dice cose scomode, deve vivere blindato: e' la prova che siamo in una democrazia ferita e malata''. Lo ha detto il vice presidente del comitato di presidenza di Forza Italia Carlo Vizzini nel corso della manifestazione. ''In questa battaglia - ha osservato - dobbiamo assumerci la responsabilita' della prima linea''.

''Mi chiedo perche' i giornalisti siano cosi' spesso costretti a scrivere libri. Probabilmente perche' la questione della liberta' di stampa e' legata al fatto inquietante che sui giornali tante cose non si possono scrivere''. E' la riflessione di Rita Borsellino, deputato dell'Unione all'Assemblea regionale siciliana e sorella del magistrato ucciso da Cosa nostra nella strage di via d'Amelio. ''Se il giornalista - ha aggiunto durante la manifestazione di solidarietà al cronista minacciato - cerca un'altra strada, ovvero il libro, per scrivere le notizie scomode e diventa responsabile in prima persona, ecco che arrivano le intimidazioni''.

Secondo il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che parlato dalla gradinata del Teatro Massimo nel sit-in finale della marcia, ''quella di oggi e' la testimonianza della citta' sana, che ha sempre reagito con dignita' e determinazione nei momenti in cui ha subito la violenza". ''Questa - ha concluso - e' la citta' che le istituzione devono seguire e far crescere per sperare in un futuro che faccia della battaglia per la legalita' un valore essenziale''.

''Siamo qui per passeggiare al fianco di Abbate, e dimostrare che siamo piu' forti della mafia''. Lo ha detto il segretario generale della Cgil siciliana Italo Tripi, presente alla marcia di solidarieta' per Lirio Abbate. ''Oggi rappresentiamo solo un' avanguardia di questa citta' - ha aggiunto - ma mi auguro di rappresentare i sentimenti della parte migliore di Palermo''.

''L'Unione cronisti e' vicina a Lirio Abbate e a tutti quei cronisti impegnati sul versante della lotta alle varie illegalita' e, naturalmente, e' vicina a coloro che sono impegnati nella lotta contro le organizzazioni mafiose e che con coraggio ogni giorno sono impegnati a scrivere e ad informare i lettori con puntuali resoconti pieni di nomi e cognomi''. Lo ha detto Guido Columba, il presidente nazionale dell'Unci, l'Unione cronisti, a Palermo per partecipare alla marcia di solidarieta' per Lirio Abbate. A conclusione della manifestazione, Columba accompagnato dal presidente regionale Unci, Leone Zingales, si e' recato al Giardino della Memoria di Ciaculli, per rendere omaggio a tutte le vittime della mafia.

Sostegno al cronista minacciato è poi arrivato in una nota dalla Federazione nazionale della stampa. ''La difesa dei diritti dei cittadini e della liberta' di informare sono i baluardi di un giornalismo di verita' che non puo' e non vuole accettare ricatti e condizionamenti - scrivono il presidente della Fnsi Franco Siddi e il segretario generale aggiunto Luigi Ronsisvalle - I giornalisti siciliani sono da sempre schierati in prima linea in una battaglia mai conclusa e alla quale, nonostante il pesante sacrificio di vite umane gia' sofferto, non intendono rinunciare, anche a costo di pagare altri pesantissimi prezzi in termini personali. Il sindacato unitario dei giornalisti italiani - concludono- che ha aderito alla manifestazione di oggi a Palermo, e' da sempre schierato al fianco di colleghi come Lirio Abbate che della testimonianza della verita' hanno voluto fare una ragione professionale e di vita, disposti a non abbassare mai la testa e a lavorare difendendo a ogni costo il senso dell'onore''. Solidarietà ad Abbate è stata espressa anche dalla Ugl Sicilia e dalla Fiom di Catania.

Lo scrittore e autore di testi teatrali Moni Ovadia, in Sicilia per una mini tournee teatrale, partecipando alla manifestazione per Abbate ha osservato che 'la liberta' di stampa e' il pilastro fondamentale di qualsiasi societa' degna di tale nome. Laddove c'e' intimidazione all'espressione della liberta' di stampa, allora si e' gia' nell'anticamera della tirannia''. ''Anche l'autocensura - ha aggiunto - puo' essere tirannia perche' rappresenta il dominio della paura che e' lo strumento piu' potente della repressione. La manipolazione della paura - ha concluso Ovadia - mette in atto la tirannia anche quando siamo apparentemente in una democrazia formale''.

Sulla scalinata del teatro Massimo, alla fine della marcia, il cronista del Giornale di Sicilia Riccardo Arena, tra i promotori della manifestazione, ha chiamato al microfono Lirio Abbate che tra gli applausi ha ribadito: "Io resto a Palermo".

26 settembre 2007

L'arcipelago eoliano è a rischio ecomostro

FIRMA E FAI GIRARE!

L'arcipelago eoliano, incluso dall'UNESCO tra i siti del World Heritage e riconosciuto tra i "Patrimoni dell'Umanità" è a rischio ecomostro! Un MEGA-porto privato, per barche da diporto e navi da crociera, con tanto di centri commerciali, cancellerà fisicamente un intera baia dell'isola di Lipari a colpi di banchine e muraglioni alti 4.50 m: è questo il proggetto del sindaco di Forza Italia Mariano Bruno, già vincitore della bandiera nera, consegnatagli da Legambiente quale "pirata del mare".

Guarda il video dello studio di fattibilità:


Leggi l'appello pubblicato sul blog di Beppe Grillo:
http://www.beppegrillo.it/2007/08/cemento_sulle_e.html#comments

Questo progetto mette a repentaglio la permanenza stessa delle Eolie nella lista Unesco dei "Patrimoni dell'Umanità", con grave danno non solo per l'immagine delle Eolie, ma di quella di tutta Italia. Sarebbe il primo caso del genere al mondo! Queste le dichiarazioni di Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale Unesco per l'Italia, in un intervista pubblicata su Il Messaggero:

Le Isole Eolie, che sono state introdotte nella Lista nel 2000 [vanno verso l'espulsione dal patrimonio mondiale dell'umanità]. Da allora in avanti le prescrizioni dell'Unesco, gli accordi che accompagnano il riconoscimento, non sono state rispettati. In pratica, la cava di pomice di Lipari non è stata chiusa, mentre è in via di realizzazione un maxiporto turistico non contemplato dagli accordi. Le Eolie a giugno 2008 vanno fuori dalla lista dei siti Unisco. A meno di ardui recuperi in extremis, ma non ne vedo.

Firma la petizione contro il MEGA-porto di Lipari, e contribuisci ad evitare uno scempio immane per l'Italia ed il Mondo intero:
http://www.petitiononline.com/noporto/petition-sign.html

Qui puoi leggere il testo completo della petizione:

http://www.petitiononline.com/noporto/petition.html

Per ulteriori informazioni
> visita il sito: http://noporto.altervista.org (in attesa di avere online il sito ufficiale www.noporto.it