13 ottobre 2007

Palagonia, 14 ottobre: Elezioni primarie del PD

Si vota domenica 14 ottobre 2007, dalle ore 7 alle ore 20, presso il seggio istituito nella sede della Margherita (Via Vittorio Emanuele/Piazza Garibaldi)

Basterà presentarsi con:

- Un documento d'identità (se hai meno di 18 anni)

- Un docimento d'identità e la tessera elettorale (se hai più di 18 anni)

- Un contributo di 1 euro

12 ottobre 2007

Storace insulta, perché nessuno difende la Montalcini?

Furio Colombo
da http://www.unita.it/

Qualcosa sta accadendo nella nostra Repubblica, qualcosa di ben più grave delle storie che ci raccontano negli identici talk show di ogni sera, qualcosa che testimonia di una trasformazione intollerabile che si rivela quasi all’improvviso, sconvolge ogni cosa che credevamo dell’Italia fino a un momento prima, persino nei momenti di pessimismo. Qualcosa di cui le persone colpite, per quanto illustri, si difendono da sole, perché vengono aggredite, umiliate, insultate in pubblico nel silenzio di tutti.

Ecco ciò che sta accadendo: i fascisti stanno tornando fascisti, come ai tempi del peggiore squadrismo e non se ne vergognano.

Parlo di Rita Levi Montalcini, la coraggiosa senatrice a vita di questa Repubblica.

Premio Nobel per la Medicina celebre e onorata nel mondo, che siede con l’onore ma anche il diritto di senatore a vita (l’onore dell’Italia a lei e di lei all’Italia, il diritto pieno della Costituzione) e viene ogni giorno insultata nella cosidetta “Camera Alta” italiana da quasi tutta l’opposizione.

Le urlano insulti in faccia a pochi metri di distanza - evidentemente in scrupolosa obbedienza a squallidi ordini ricevuti - ogni volta che Rita Levi Montalcini (qualche volta con gli altri senatori a vita ma spesso da sola) mette il voto di cui ha diritto a sostegno del governo.

Era ed è stato finora un fatto ignobile. Ma adesso il più fascista di ciò che resta del fascismo in Italia, quel Francesco Storace che, dopo avere liberamente amministrato da presidente la Regione Lazio e poi, da ministro, un settore che gli è caro, quello della Sanità, siede adesso in Senato, ha deciso una esemplare spedizione punitiva contro la novantasettenne senatrice italiana colpevole di essere democratica, antifascista e ebrea.

Ecco il testo che potete leggere in rete, opera dei “giovani” de “La destra”, nuova formazione politica fondata da Storace (video di lancio del nuovo partito dove si parla di "fiamme che bruceranno") che - evidentemente - non ne può più della logorante finzione democratica.

Il testo comincia con queste parole: «L’indirizzo lo conosciamo. Vogliamo consegnarle un bel paio di stampelle a domicilio». Scrive Alessandra Longo (La Repubblica, 10 ottobre): «Loro sono fieri, fierissimi della trovata. Il loro capo, Storace, presenta a Palazzo Madama un disegno di legge per abolire i detestati vegliardi “non più vecchi saggi ma gente organica alla maggioranza”. Intanto i ragazzi del movimento, guidati da Fabio Sabbatani Schiuma (già noto perché è parte delle stesse inchieste e processo che riguardano il capo) studiano l’idea-immagine». Domanda la giornalista a Sabbatani-Schiuma: «Tutto ciò non le pare di di uno straordinario pessimo gusto?». Risposta da squadrista: «Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo, sì o no? E poi sono vecchi, se ne stiano a casa!».

Alle timide e educate proteste del centro-sinistra che parla, cauto cauto, di «una iniziativa ai limiti della intimidazione» (mostrando di avere una vasta e tollerante nozione di “limiti” e di “intimidazione”), Storace non ha difficoltà a rispondere (cito da Dagospia): «Che si vengano a leggere le e-mail che arrivano al mio sito. La gente non ne può più di questo governo tenuto in piedi dai novantenni». E poi precisa: «Ma quali fascisti? So’ ragazzi!». Mostrando che finalmente, con lui, il fascismo ritrova un volto. Cito ancora da Dagospia: «Capisci che l’idea di consegnare le stampelle è partita dai “moderati” del gruppo. Circola online, fra simpatizzanti e militanti, un linguaggio ben peggiore: «La Montalcini è vecchia, ha i miliardi da parte e rompe pure i cosidetti. È irritante. Di profilo è ancora più odiosa».

Ecco il debutto del fascismo che torna, spregevole e virulento come la notte di razzia nel Ghetto di Roma, i 1000 italiani ebrei, uomini, donne, ragazzi, bambini, neonati, “vecchi” certamente trattati dagli sgherri con lo stesso disprezzo dei “ragazzi” di Storace, mentre li issavano su camion militari legati alle sedie, la notte del 16 ottobre 1943. È stato, ci dicono i documenti, un rastrellamento accurato condotto da soldati nazisti guidati da mappe, liste di nomi e indirizzi forniti da complici italiani, e con la partecipazione di poliziotti fascisti. A quel tempo un certo Almirante si occupava della rivista di caccia agli ebrei intitolata La difesa della razza.

Bella, nobile, la risposta di Rita Levi Montalcini sulla prima pagina de La Repubblica. «Io sottoscritta Rita Levi Montalcini, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale, del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento. In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione italiana, espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre modifiche. Peraltro esercito tale diritto secondo piena coscienza e coerenza».

Ma perché, in un Paese così esuberante nel dichiarare di tutto su tutto, Rita Levi Montalcini, che non solo è senatore a vita che vota “a sinistra”, ma è anche “miliardaria” e con “il profilo odioso”, come vuole il più rigoroso antisemitismo fascista, perché deve difendersi da sola, salvo poche frasi educate udite e trascritte qua e là senza cogliere il segno che è: il fascismo si sente libero di mostrare la faccia del 1943?

Il problema è grave e urgente per il Senato, tutto il Senato, prima di tutto coloro che - nell’opposizione - non sono fascisti (gli abbiamo creduto al tempo della svolta di Fiuggi) ma fino a un momento fa sono stati con e accanto a Storace.

Ci spieghino, e gli crederemo. Ma si uniscano nell’impedire non solo l’orrore dei “ragazzi” di Storace, ma anche gli insulti quotidiani rivolti ogni giorno a Rita Leve Montalcini, che disonorano il Parlamento.

10 ottobre 2007

Lettera aperta di Salvatore Borsellino

da http://www.antimafiaduemila.com/index.php

"Milano, 5 Ottobre 2007 nella puntata di Anno Zero di ieri avrei avuto bisogno di piu' spazio per potere rispondere come meritava al sottosegratario Scotti. Quello che avrei voluto dire lo affido a questa lettera aperta al Ministro Mastella "





Voglio ringraziare il ministro Mastella per la sua iniziativa di richiesta di allontanamento per incompatibilità ambientale del giudice De Magistris dalla procura di Catanzaro.

Voglio ringraziarlo pubblicamente perchè mi ero ormai convinto che a seguito delle campagne di delegittimazione e di aggessioni di ogni tipo nei confronti della magistatura la gente si fosse ormai assuefatta all'arroganza ed all'impunita' dei politici e avesse accettato come normale ed inelluttabile questo stato di cose.

Ora invece la reazione provocata da questa iniziativa nell'opinione pubblica, nella gente comune, reazione che sta provocando in tutta Italia raccolte di firme e mobilitazioni spontanee, soprattutto di giovani, a sostegno del magistrato, perchè possa continuare il suo lavoro senza intimidazioni e interferenze esterne, mi ha fatto rinascere la speranza che le cose possano ancora cambiare.

Ho sottoscritto insieme a Sonia Alfano una lettera al capo dello stato dove chiediamo che tuteli, come è suo compito, l'indipendenza della magistratura raccomandando al CSM, di cui è il presidente, di rigettare la richiesta del ministro. E chiedergli invece di occuparsi di altri, e ben più gravi problemi della Giustizia, come il caso della Procura di Caltanissetta, dove sono concentrate le indagini sui fatti più gravi della nostra storia recente, quali l’indagine sui mandanti esterni nella strage di Via D’amelio e l’indagine sulla sparizione dell’agenda rossa di Paolo, che viene, dal 12 Luglio 2006, lasciata senza una guida ed affidata ad un reggente.

Voglio però sperare che il sig. Ministro prenda spontaneamente atto della situazione di incompatibilità ambientale che si e' creata tra la sua persona e la maggioranza degli italiani e voglia attuare il suo proposito di dimettersi, proposito più volte minacciato, ma finora solo a scopo di ricatto nei confronti della maggioranza di governo.

Il sig. Mastella ama spesso ripetere di essere una persona onesta, non deve quindi temere che le indagini in corso da parte del giudice De Magistris possano coinvolgere la sua persona, potrebbero al massimo coinvolgere il suoi amici o persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene qualche tipo di rapporto, magari non sempre limpido.

Dovrebbe essere anzi grato al giudice De Magistris che con le sue indagini potrà dimostrare l'onestà del sig. Ministro fornendogli una patente di onesta' certificata che avrebbe per questo piu' valore delle sue affermazioni che, agli occhi dell'opinione pubblica, non possono che essere di parte e quindi non obiettive se non addirittura sospette.

Non vorrei però insistere troppo sulla sua persona con il rischio di additarlo come comodo capro espiatorio dei tanti mali della politica italiana, come ha detto Beppe Grillo con una ironia che Il sig. Mastella non e’ stato in grado di capire e che tutta la stampa nazionale ha fatto finta di non capire pubblicando titoli a tutta pagina sulla pretesa pace tra il politico e il comico, e qui lascio al vostro giudizio decidere chi sia il poltico e chi sia il comico, e pubblicando poi solo qualche trafiletto poco visibile quando Beppe Grillo ha chiarito le vere intenzioni della trappola un cui l’aveva fatto cadere.

Il fatto è, sig. Mastella, che una persona come Grillo, che ieri ha fatto di mestiere il comico, oggi è uno dei pochi che fa poltica in modo serio, e quelli che sono stati designati dai partiti italiani per fare i politici e che la gente, in mancanza di altre scelte, ha dovuto votare, si affannano oggi un tutti i modi di fare la parte dei comici in quel cabaret di bassa lega che è diventata la politica in Italia.

Ma lo scenario, purtroppo, non è quello di un cabaret, è quello di una tragedia, la tragedia di un paese allo sbando dove gli equilibri di governo si reggono su ricatti incrociati e dove l’opposizione non aspetta altro che il suicidio del governo per potere subentrare nell’esercizio del potere, ricominciare ad emanare leggi “ad personam” e continuare, come peraltro ha fatto anche questo governo, nell’attuazione di quel patto scellerato tra lo Stato e la mafia per la spartizione del potere e degli appalti in Italia per cui è stato necessario eliminare Paolo Borsellino.

E io purtroppo vedo tante, troppe analogie tra le vicende di ieri e quelle di oggi.

Oggi Paolo Borsellino e Giovanni Falcone vengono additati come degli eroi e, dopo averli uccisi, si cerca ancora di seppellirli a forza di commemorazioni, di lapidi e targhe stradali, quasi a rassicurarsi del fatto che siano veramente morti, ma ieri, quando erano sul punto di arrivare nelle loro indagini al punto focale dei rapporti tra la mafia e la politica, si cercava in tutti i modi di rendergli difficile il lavoro, di isolarli, di costringerli a trasferirsi in altra sede per riuscire a trovare degli spazi per potere continuare le loro indagini,

Anche De Magistris è stato messo in difficoltà dal suo capo, anche De Magistris è stato isolato, anche De Magistris si sta cercando di trasferire per renderlo innocuo, ma si ricordi, Sig. ministro, che per esperienza del passato, l’isolamento di un giudice o di un investigatore è stato sempre il primo passo per additarlo alla vendetta della camorra e della mafia e chi da inizio e determina questo stato di cose non ha minori responsabilità, almeno morali, di chi ne decide l’eliminazione o preme il pulsante di un timer

Si ricordi però che la gente non sopporterebbe che la storia si ripeta, quella stessa gente che nella cattedrale di Palermo prese a schiaffi e a calci quei politici che pretendevano di sedersi in prima fila davanti alle bare dei ragazzi di Paolo, vi caccerebbe allo stesso modo da un Parlamento nel quale sedete fianco a fianco di personaggi inquisiti, prescritti o gia’ condannati nei primi gradi di giudizio e questa volta non riuscireste a riciclarvi sotto altre sigle e nuovi partiti, a mantenere il potere e ad occupare indegnamente le istituzioni come aveta fatto dopo il disfacimento della prima Repubblica.
Salvatore Borsellino

*Vignetta da www.maurobiani.splinder.com, autore:Mauro Bian

9 ottobre 2007

"Sul numero delle vittime non si può giocare al Lotto"

da http://inchiestauranio.blogspot.com/
del 29 settembre 2007

Uranio Impoverito: la verità. Scarica gratis il libro di Falco Accame
(il blog offre anche informazioni su assistenza legale vittime e la possibilità di Denunce e segnalazioni)

L’Ana-Vafaf è venuta a conoscenza di 50 casi di deceduti per possibile contaminazione da uranio impoverito e ne ha pubblicato il nome in un dossier presentato in pubblico (con l’esclusione di due casi per i quali i familiari hanno esplicitamente richiesto l’anonimato indicando però una iniziale per il nome e cognome).

Se invece i morti sono 150 e gli infermi circa 2.000 si rendano noti i nomi che danno luogo a queste cifre si comunichino, se vi sono motivi di privacy, ad un organo costituzionale che ne garantisca allo stesso tempo la non-divulgazione e la possibilità di verifica dell’esattezza. Già la scorsa Commissione di Inchiesta del Senato ha lamentato la grave insufficienza nella esattezza dei dati, in quanto senza dati è impossibile qualsiasi valutazione statistica del fenomeno.

Il Ministero della Difesa (ma vi sono anche non militari coinvolti, come ad esempio i Vigili del Fuoco o personale della Croce Rossa) conosce ovviamente tutti i casi di chi è morto per sospetta contaminazione e tutti i casi dei malati che si sono rivolti alle strutture sanitarie militari.

La Commissione di Inchiesta del Senato, anche accogliendo la denuncia della precedente Commissione, ha il dovere e il potere di ordinare al Ministero della Difesa di rendere noto l’elenco nominativo di cui dispone per far luce sulla reale entità del fenomeno e se neppure questo è possibile che sia il Capo dello Stato ad intervenire.

Di certo sappiamo solo una cosa: abbiamo avuto vittime di possibile contaminazione dalla guerra del Golfo del 91 alla operazione Ibis in Somalia nel 93, alle prime operazioni in Bosnia nel 94. Gli Stati Uniti hanno emanato le norme di protezione il 14 ottobre 93, i nostri reparti hanno avuto cognizione dei pericoli il 22 novembre 99, cioè per 6 anni sono rimasti MILITI IGNARI dei pericoli che correvano. Lo strumento di localizzazione usato, l’RA 141 B, si è a posteriori dimostrato assolutamente insufficiente alla localizzazione si che non ci si è accorti di oltre 10.000 proiettili all’uranio in Bosnia.

Nei poligoni molti militari sono morti o si sono ammalati dopo aver raccolto a mani nude residuati bellici. A Salto di Quirra sono state rifiutate alla Commissione le sperimentazioni eseguite da ditte italiane ed estere. E’ stato dichiarato che nei poligoni italiani non sono state impiegate armi all’uranio impoverito. Se le verifiche sono state fatte con l’intensimetro RA 141 B, questa affermazione è priva di significato.

E non si può mantenere il segreto su sperimentazioni dove può essere stata messa a rischio la vita degli uomini, degli animali e dell’ambiente. Irrisori (come ha affermato ad esempio il sindaco di Venezia Cacciari) i risarcimenti concessi alle vittime e ai familiari: una pensione di 258 euro al mese (casi Melis e Porru), un totale di 17.000 euro (caso Campagna). Le autorità interessate si vergognino di quanto sta accadendo che è indegno di un paese civile.

Falco Accame
Presidente Ansa-Vafaf

8 ottobre 2007

Il confine dello Stato di diritto

di Elena Marisol Brandolini
da http://www.aprileonline.info/

Spagna Guipúzcoa (Paesi Baschi) - Il Giudice Baltasar Garzón ha ordinato l'arresto di 22 membri del gruppo dirigente di Batasuna. Preoccupazione per le conseguenze di questi arresti vengono espresse dalle forze politiche, mentre in Euskadi sono state convocate numerose manifestazioni di piazza e, a Vittoria, sono già iniziati i primi atti di violenza di strada

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 4 ottobre, in un piccolo paese della provincia di Guipúzcoa, nei Paesi Baschi, il Giudice Baltasar Garzón ha ordinato la detenzione di 22 persone facenti parte del gruppo dirigente della formazione illegale Batasuna. Tra essi, uno dei due portavoce dell'organizzazione Joseba Permach (l'altro, Pernardo Barena, sarebbe scampato alla retata, trovandosi, in quella circostanza, a Pamplona), alcuni dirigenti meno noti al grande pubblico e alcuni rappresentanti di ANV, la forza politica alla quale fu impedito, in questa piccola frazione di 1.200 abitanti, di presentarsi nelle scorse elezioni amministrative (le urne decretarono, allora, un voto nullo pari al 38% del totale ed una messe di consensi per la lista indipendente, formata da PNV e EA, pari al 92% dei votanti).

Il reato contestato è quello d'integrazione in organizzazione terroristica. Il procedimento s'inscrive nella causa 35/2002 aperta dal Giudice Garzón contro Batasuna, perché ritenuta vincolata con l''organizzazione terroristica basca ETA. Cinque anni fa, infatti, il Giudice sospese l'attività della formazione abertzale, fino a che essa non fu dichiarata illegale, secondo quanto disposto dalla Legge sui Partiti.
Alcuni degli arrestati rischiano la prigione, essendo già stati processati nel passato, o pendendo su di essi procedimenti penali. Mentre Arnaldo Otegi, altro leader di spicco di Batasuna, è già in carcere dallo scorso 8 di giugno.

L'attuale gruppo dirigente di Batasuna (denominato Mesa Nacional) è stato eletto il 18 marzo del 2006, appena quattro giorni prima dell'annuncio del cessate il fuoco da parte dell'ETA ed è composto da 38 persone.
Garzón aveva recentemente minacciato l'arresto di quanti, della formazione illegale, avessero organizzato incontri clandestini.
Nel più recente passato, però, col processo di pace ancora vigente, si era preferito chiudere un occhio su analoghe riunioni mantenute da Batasuna, considerando che il fine fosse la cessazione della violenza.
Se il comportamento di allora trova più di una giustificazione nell'opportunità politica di favorire una soluzione dialogata del conflitto basco, si comprende assai meno perché, ora, il solo riunirsi presupponga il compimento di attività illegali, tanto da richiedere l'arresto e, in alcuni casi, la prigione.

Certo è che un simile atteggiamento da parte della Magistratura - che si suppone sia, in questo, sostenuta politicamente dal Governo - non aiuta a rasserenare il clima nei Paesi Baschi. E sarebbe un errore, se non ne venissero al più presto fornite ben più solide argomentazioni a sostegno. Perché si è dimostrato, invece, la scorsa estate, come sia possibile dare un colpo significativo al terrorismo, con i numerosi arresti di esponenti dell'ETA e lo smantellamento di alcuni covi dell'organizzazione, utilizzando al meglio gli strumenti che lo Stato di diritto consente.

Perciò, le prime dichiarazioni politiche sono di rispetto per l'operato dei giudici, ma di preoccupazione per le sue conseguenze.
Così, l'esponente del PNV, Iñigo Urkullu, si augura che gli arresti siano "in linea con il diritto e ben fondati"; il coordinatore generale di IU, Gaspar Llamazares ritiene che una tale decisione "debba essere ben fondata per evitare falsi vittimismi da parte dei dirigenti di Batasuna". Mentre, Aralar, la formazione della sinistra abertzale - che nel passato si separò da Batasuna e che condanna il terrorismo ETA - afferma che gli arresti costituiscono una "barbarità giuridica e politica".

Nel frattempo, gruppi della sinistra abertzale, legata a Batasuna, hanno convocato, per oggi, una serie di manifestazioni in Euskadi. E, nella città di Vittoria, già sono iniziati i primi atti di violenza di strada.

7 ottobre 2007

L'occasione, per parlare bene di un politico



VIDEO: Il caso Abu Omar e gli abusi C.I.A secondo Claudio Fava

di Marco Travaglio
dal blog di Corrias, Gomez, Travaglio

L’avevamo promesso: potendo, avremmo cercato di parlare bene di qualche politico che se lo meriti. Non sarà una cosa molto frequente, per i motivi ben noti. Ma vorrei subito cogliere un’occasione, non sapendo quando me ne ricapiterà un’altra.

Claudio Fava, europarlamentare dei Ds ma soprattutto persona perbene, competente, coerente e – non guasta – pure giovane, é stato candidato come europarlamentare dell’anno da una giuria internazionale per la sua inchiesta sulle “extraordinary renditions” (cioè sui sequestri illegali di presunti terroristi, tipo Abu Omar) e sulle carceri segrete della Cia. La scelta spetta a tutti noi: non si decide nei palazzi, ma si vota on line, in tutta Europa, collegandosi al sito http://www.ev50.com/noflash/

Io lo voto subito, non solo perché Claudio è l’unico italiano selezionato, ma anche per premiare la sua tenacia e il suo impegno, la sua serietà e la sua passione civile: qualità piuttosto desuete in Italia, ma non ancora in Europa.

Claudio, figlio del giornalista Pippo assassinato dalla mafia catanese e giornalista anche lui, s’è occupato a Bruxelles del rapimento di Abu Omar da parte di uomini della Cia, del Sismi e del Ros dei carabinieri. Ma, diversamente dal governo Berlusconi e dal governo Prodi, non se n’è occupato per coprire e insabbiare tutto col segreto di Stato sabotando il processo istruito dalla Procura di Milano e già in corso in Tribunale, bensì – come direbbe il Tg1 di Gianni Raiotta, se si occupasse di queste cose – “per fare piena luce”. E l’ha fatta con tale efficacia da riuscire ad aggregare intorno al suo lavoro deputati europei di ogni schieramento, compreso quello conservatore (che, diversamente da quello italiano, è roba seria).

Intanto il cosiddetto ministro della Giustizia Mastella tace da oltre un anno sulla richiesta dei giudici di Milano per l’estradizione e la ricerca dei trenta spioni americani che sequestrarono Abu Omar e mentre il governo italiano ricorre addirittura alla Consulta contro i giudici che vogliono processare gli autori del crimine (col dissenso di soli tre ministri: Di Pietro, Ferrero e Mussi), abbiamo l’occasione di premiare un raro politico italiano che fa il suo dovere e non tradisce il mandato degli elettori.

P.S. Perchè il voto sia valido, bisogna indicare un singolo candidato in ogni categoria riportata nel sito.