26 ottobre 2007

Salvato il soldato Lozano

di Claudio Fava
da http://www.aprileonline.info/

Il militare statunitense è stato assolto dalla terza corte d'Assise di Roma con una decisione di "non luogo a procedere". Dunque non verrà mai processato, né giudicato, per l'omicidio di Nicola Calipari

Come dovremo interpretare la decisione della terza corte d'Assise di Roma che si spoglia d'ogni competenza sulla morte di Nicola Calipari lasciando impunito un omicidio e colui che lo ha commesso: un puntiglio da giureconsulti? L'estrema obbedienza alla lettera dei codici? Un mero difetto di giurisdizione? E soprattutto, chi - secondo la corte - dovrebbe provvedere adesso a reclamare giustizia e verità sulla morte del nostro funzionario: un tribunale militare negli Stati Uniti d'America? La giustizia irakena? Il buon Dio?

Atteniamoci ai fatti. Il militare statunitense Mario Lozano è stato assolto con una decisione di "non luogo a procedere". Dunque non verrà mai processato, né giudicato, per quell'omicidio. Il primo fatto é dunque questo: l'assassinio di Nicola Calipari resterà un delitto impunito. Nessun responsabile, nessuna colpa, nessuna pena, nessuna memoria giudiziaria. Punto.

Secondo fatto. La sentenza dei giudici romani si affianca ad altre discutibilissime decisioni, di cifra politica e istituzionale, che in questi ultimi dodici mesi abbiamo collezionato sui rapporti con l'amministrazione degli Stati Uniti. Il guardasigilli Clemente Mastella ha deciso di non chiedere l'estradizione dei ventisette agenti della CIA che sono imputati di sequestro di persona davanti al tribunale di Milano. Il governo ha sollevato un conflitto di attribuzioni con la Procura di Milano chiedendo che quel processo venga fermato. Il presidente del Consiglio Prodi, emulando il suo predecessore Berlusconi, ha rinnovato il vincolo del segreto di Stato sull'intera vicenda del rapimento di Abu Omar pretendendo di sottrarlo al controllo democratico del Parlamento e alle verifiche della magistratura. Il direttore del Sismi, Nicolò Pollari, imputato al processo di Milano e platealmente colpevole di "intelligenza" con i servizi segreti di un paese straniero nella violazione della sovranità italiana, è stato mantenuto nelle sue funzioni fino alla fine del suo mandato ed infine ricompensato con un incarico di consulenza alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi. E qui ci fermiamo, per carità di patria.

Se mettiamo insieme questi episodi, diversi tra loro per forma ma tutti fortemente discutibili nel merito, dalla sentenza di oggi ai segreti di Stato di ieri, se ne ricava l'impressione che il nostro governo abbia la coda di paglia nei confronti dell'amministrazione Bush. Come se dovessimo farci perdonare, in un modo o nell'altro, lo sgarbo d'aver ritirato le nostre truppe dall'Irak. Diciamo la verità: quando c'è un concorso di funzioni e di responsabilità così articolato, dalla corte d'assise di Roma al ministro della Giustizia al Capo del Governo, siamo ben oltre un'astratta impressione. E' lecito piuttosto parlare di una subalternità culturale e politica che in queste settimane convulse si sta esprimendo negando verità e garantendo impunità. L'impunità del marine Lozano, l'impunità dei capi della CIA, convinti che l'Italia fosse il loro backyard, il cortile di casa dei servizi segreti americani.

Ecco perchè questo verdetto in punta di presunto diritto ci stordisce e ci preoccupa. Perché risente di un clima difficile e omertoso. E perchè rivela una ritrovata tolleranza verso crimini e criminali di un paese alleato in nome di una presunta ragione di Stato. Di cui a noi, semplici cittadini, continua a sfuggire il senso.

25 ottobre 2007

Tassa Internet, si va verso l'esenzione per i blog

Levi: chi pubblica un blog sarà escluso dall'obbligo di iscrizione al Roc. Ma l'aggiunta all'articolo 7 non soddisfa tutti.

da www.zeusnews.it - 25-10-2007]

"Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".

Queste parole, dichiara Ricardo Franco Levi, verranno aggiunte in un comma aggiuntivo all'articolo 7 del discusso disegno di legge che riformerà l'editoria online. Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e tra i promotori del disegno di legge, intende così escludere i blog dalla "tassa su Internet" di cui si è tanto parlato in questi giorni.

Quindi i blog non dovranno più iscriversi registro degli operatori della comunicazione? Per ora la parola d'ordine è prudenza: aspettiamo di vedere la legge approvata.

Mario Adinolfi, blogger candidato alle primarie del Pd, mostra apprezzamento ma anche preoccupazione: "Siamo soddisfatti per la correzione ma continuiamo a ritenere che sarebbe stato meglio abolire l'articolo 7". Stessa è la posizione di Giuseppe Giulietti, deputato dell'Unione, che chiede di cancellare completamente il comma per evitare ambiguità.

Anche Pietro Folena, presidente della commissione Cultura, non è del tutto soddisfatto: "Penso anche che occorra ancor meglio precisare la proposta avanzata oggi dal sottosegretario Levi, perché possono esserci realtà di confine, come i siti internet informativi senza scopo di lucro e quelli partoriti da volontariato e da associazioni e in generale tutte quelle realtà che hanno come scopo l'informazione in sé e non la vendita dell'informazione". E aggiunge: "I blogger rimangano mobilitati: facciano pressione".

Palma di Montechiaro, 28 ottobre: “Voci del sud”

Domenica 28 Ottobre 2007 alle ore 17.30 al Palazzo Ducale di Palma di Montechiaro nell’ambito della manifestazione “Voci del sud” “Parru nu tia” L’opera poetica di Ignazio Buttitta, di cui ricorre il decimo anniversario della morte, a cura della fondazione “Ignazio Buttitta”.

Intervengono: Antonino Buttitta, Tonino Cusumano, Salvatore di Marco, Nino Di Vita.

Tano Avanzato, del gruppo di canto popolare Zabara, (accompagnato alla chitarra da Mimmo Termini) rende omaggio al grande poeta di Bagheria interpretando alcuni classici del poeta. In scaletta Littra a na matri tedesca, Nun sugnu pueta, Portella delle ginestre, Lamentu sicilianu pì la morti di Turiddu Carnevali, Lu Trenu di lu suli.

Gruppo di Canto Popolare
Zabara
Via Aldo Moro, c.n.
RAVANUSA

24 ottobre 2007

Meno di un animale

Sergi Xavier, 21 enne xenofobo di Barcellona, aggredisce una sedicenne immigrata colpevole di trovarsi nel posto sbagliato al momento della 'demarcazione del territorio'... Così si spiega la xenofobia ad una bambina di dieci anni... il buon Sergi ormai è grande, ma scommetto che qualcuno avrà tempo e piacere di impartirgli ripetizioni in carcere...

post da http://dicronacheeliberopensiero.blog.com/

video

«Nelle società antiche, cosiddette primitive, l' uomo aveva un comportamento simile a quello degli animali. Tuttòra l' uomo si comporta spesso come un animale. Un gatto comincia con la demarcazione del territorio. Se un altro gatto o un altro animale tenta di portargli via il cibo, o di infastidire i suoi piccoli, il gatto che si sente a casa sua si difende e protegge i suoi con le unghie. L' uomo fa lo stesso. Gli piace avere la sua casa, la sua terra, i suoi beni e si batte per conservarli. E questo è normale. Il razzista invece pensa che lo straniero, solo perchè tale, gli voglia portar via qualcosa di suo. Allora ne diffida, senza riflettere, quasi per istinto. L' animale lotta solo se attaccato. Talvolta invece l' uomo aggredisce lo straniero anche quando questi non ha affatto l' intenzione di portargli via qualcosa.

L' animale non ha sentimenti prestabiliti, l' uomo, al contrario, ha quelli che si chiamano pregiudizi. Giudica gli altri ancor prima di conoscerli, crede di sapere già chi sono e quanto valgono. Spesso si sbaglia. Da qui la sua paura. Ed è per combattere la paura che a volte l' uomo si trova a fare la guerra, perchè non la manifesta tremando, al contrario, in lui la paura provoca aggressività. Si sente minacciato e attacca. Il razzista è aggressivo e capita che alla base di questa aggressività ci sia la volontà di appropriarsi dei beni altrui. Si utilizza il razzismo o la religione per spingere le persone all' odio, a detestarsi anche quando non si conoscono nemmeno. Si alimenta la paura dello straniero, la paura che si voglia prendere la mia casa, il mio lavoro, la mia donna...E' l' ignoranza ad alimentare la paura.»

Citazione da "Il razzismo spiegato a mia figlia" di Tahar Ben Jelloun

23 ottobre 2007

Trapani: petizione, per riaprire il caso Mauro Rostagno

da http://www.saman.it/

Importante ed urgente. Entro il 20 novembre vogliamo raccogliere 5000 firme per chiedere la riapertura del caso Rostagno! FIRMA ANCHE TU!
Stampa il file PDF allegato con la lettera alle istituzioni e il modulo per la raccolta delle firme, firma in originale (se vuoi e puoi, fai anche firmare..), spedisci per lettera, entro il 20/11, il modulo firmato a: Ass. Saman - Lenzi, via Baglio Quartana, 40 - 91010 Lenzi di Napola (TP)

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PROMOTORE:
DA TRAPANI UN APPELLO ALLE ISTITUZIONI
CHIEDIAMO LA VERITA’ SULL’OMICIDIO DI MAURO ROSTAGNO

Sono passati ben 19 anni dalla morte del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ma ai cittadini è stato finora negato il diritto di conoscere la verità su quell’omicidio.

19 anni di indagini senza alcun risultato, caratterizzate da errori, omissioni e depistaggi; con il gradimento da parte di quei poteri occulti che hanno scelto di togliere di mezzo Mauro Rostagno
perché la sua attività dava fastidio.

Nei giorni scorsi, il Capo della Squadra Mobile si è detto convinto che, nonostante il tempo trascorso, sarebbe possibile giungere alla verità sull’omicidio Rostagno ,“qualora fosse costituito un gruppo di validi investigatori, dotati delle necessarie risorse, a cui venga assegnato il compito di svolgere indagini specifiche”.

E’ stato detto senza scanso di equivoci che basta un ordine della magistratura, l’impegno degli uomini politici e la richiesta della società civile.

Per questo chiediamo alle più alte cariche della nostra Repubblica,competenti per ruolo istituzionale, che queste parole vengano valutate attentamente e si faccia ciò che non è stato fatto sino ad oggi.

Rivolgiamo un appello alla politica e alla magistratura affinché si faccia uno sforzo per fare di più e meglio. Per ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni repubblicane.

Questa è la nostra volontà.

Questo è il nostro sogno.

Promotori:
Ass. CIAO MAURO - ARCI Circolo Agorà - Arciragazzi Ass. La Mongolfiera - Ass. CITTA’ FUTURA - CGIL - ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA Trapani - BASKET TRAPANI - FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO Prov. Trapani – FEDERAZIONE ITALIANA PALLAVOLO Prov. Trapani - LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le mafie - MeetUp Amici di Beppe Grillo Trapani - Ass. SAMAN



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Solidarietà alla rivista "Il Mucchio Selvaggio"

L'Associazione PeaceLink, la rivista Casablanca e il portale Censurati.it esprimono la loro solidarietà alla rivista "Il Mucchio Selvaggio", storica rivista musicale e di cronaca sociale italiana che poche settimane fa ha raggiunto i 30 anni di pubblicazione, al centro in questi giorni dell'ennesimo atto di censura. Il pm di Trani ha infatti deciso di far ritirare dal commercio tutte le copie della rivista per "offesa alla religione" in quanto ritrae in copertina Ratzinger e Veltroni.

La redazione del "Mucchio" ritiene invece l'atto un vero e proprio attacco alla propria libertà di espressione, sancita dall'articolo 21 della Costituzione Italiana e spesso disatteso. Il messaggio che voleva trasmettere era la denuncia della forte ipoteca vaticana e clericale sulla nascita del Partito Democratico, idea sulla quale si può essere in disaccordo ma che comunque non può essere, in alcun modo, un reato penale. Non è la prima volta che "Il Mucchio Selvaggio" subisce una censura. L'anno scorso il distributore nazionale si è rifiutato di spedire un numero della rivista per la satira politica presente, anche quella volta, in copertina. "Il Mucchio Selvaggio" è una rivista importante nel panorama musicale indipendente italiano, che in questi anni si è ampliata al cinema, a Internet e alla cronaca.

La sua satira e preparazione culturale sono importante punto di riferimento e di informazione nel panorama editoriale italiano. Sulle sue pagine vengono spesso ospitati anche articoli di Riccardo Orioles, primo presidente di PeaceLink e direttore della rivista Casablanca. Riteniamo l'atto del pm di Trani un attacco gravissimo contro la libertà di stampa. Auspichiamo quindi il ritiro del provvedimento e che il futuro non riservi nuovi atti del genere, oltre alla solidarietà di tutti coloro che hanno a cuore nel nostro Paese la libertà dell'editoria (già soffocata da monopoli e lobbies vari) alla redazione de "Il Mucchio Selvaggio"

Associazione PeaceLink, info@peacelink.it
Antonella Serafini, http://www.censurati.it
Redazione Casablanca, http://www.lesiciliane.org/casablanca



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22 ottobre 2007

Nè invisibili nè clandestini, ma persone in carne e ossa

In più di 5000 chiedono la regolarizzazione. Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia. Comunicato stampa e fotografie sul corteo del 20 ottobre a Caserta

O
ltre 5000 antirazzisti, immigrati e rifugiati politici hanno manifestato oggi a Caserta nella prima delle due-giornate di mobilitazione convocate dal "Movimento immigrati di Caserta" e dal "centro sociale ex-Canapificio" con la partecipazione dei collettivi e delle realtà antirazziste di Napoli e Caserta, dell'associazionismo laico e cattolico e della Cgil.

Una risposta straordinaria in nome dei diritti e della dignità, che chiede con forza una nuova regolarizzazione per i migranti che da anni lavorano in condizioni durissime nel nostro paese. Vogliamo una legge che riconosca l'asilo politico costituzionale, la possibilità di un permesso umanitario per chi è sfruttato in nero ed in generale l'abolizione de ll e norme razziste, dei Cpt e della Bossi-Fini per una nuova stagione all'insegna dei diritti di cittadinanza e del riconoscimento sociale dei lavoratori immigrati.

Al corteo erano presenti anche personalità del mondo progressista laico e cattolico come Alex Zanotelli, che hanno preso parte anche all'incontro in Prefettura, quando sono state esposte le ragioni dei manifestanti. Se naturalmente i nodi nazionali (relativi agli interventi legislativi e alcune questioni importanti come la fine della "truffa delle poste") restano ancora tutti aperti, dei segnali significativi sono arrivati: la creazione di una commissione asilo stabile a Caserta come segnale di attenzione alla grande presenza di rifugiati e richiedenti asilo in questo territorio, l'assicurazione dell'entrata in vigore, dal 1 gennaio dei decreti legislativi per l'attuazione di dispositivi più favorevoli legati all'applicazione delle direttive europee sui rifugiati come il passaggio dell a durata del permesso umanitario da uno a tre anni e l'automatismo del rinnovo per chi ha ricorsi pendenti, la disponibilità ad aprire il confronto sui margini di applicabilità concreta dell'articolo 18 per chi è sfruttato dal lavoro nero.

In virtù di questi segnali (e soprattutto delle dure condizioni climatiche sopravvenute negli ultimi giorni) si è deciso di separare la due giorni in due momenti, evitando la marcia notturna ma affiancando al corteo di oggi una mobilitazione domani a Napoli con diverse centinaia di migranti e rifugiati che manifesteranno domani nella città per denunciare le discriminazioni subite. Una corposa delegazione del corteo (duecento persone) accederà infine in piazza Plebiscito accompagnata dal Vescovo Nogaro che ha voluto così esprimere il suo sostegno ai migranti.

Al tempo stesso queste giornate sono l'avvio di un percorso che con le mobilitazioni del 27 e del 28 ottobre a Roma e Brescia devono portarci a una mobilitazione e ad uno sci opero nazionale dei migranti per il riconoscimento pieno dei propri diritti e affinché si comprenda l'importanza vitale di una possibilità di regolarizzazione .

Movimento Immigrati e Rifugiati di Caserta - Centro sociale ex-canapificio
Realtà antirazziste di Napoli e Caserta

LE FOTOGRAFIE DEL CORTEO DEL 20 OTTOBRE A CASERTA SONO AL LINK:

21 ottobre 2007

Montemagno:"Perché il DDL Levi sull'editoria è tecnicamente una follia e non tecnicamente una vergogna"

Noi, nazisti della porta accanto. Ecco i nuovi estremisti di destra

Aggressioni, risse e raduni segreti. Centinaia di denunce sono arrivate negli ultimi sei mesi. Tra Varese e Milano il nuovo laboratorio degli aspiranti resuscitatori del Terzo Reich

da http://www.repubblica.it/
dal nostro inviato PAOLO BERIZZI

VARESE - La bambina ha sei anni e il braccio teso nel saluto nazista. I capelli biondi che le accarezzano le spalle, la frangetta, un vestito bianco, il sorriso inconsapevole come se stesse giocando alle belle statuine. In un'altra immagine è in piedi accanto al padre. Riproduce il gesto che le ha insegnato papà, camerata varesotto e nostalgico regimista. Poi ci sono i politici. Gente che ricopre incarichi istituzionali, che siede nei consigli comunali di importanti comuni lombardi. Nelle file di Alleanza Nazionale o del Movimento nazionalsocialista dei lavoratori (la riproduzione del partito nazista di Adolf Hitler, attivo dal 2002, tre seggi tra Nosate e Belgirate alle ultime elezioni amministrative).

Le foto di cui Repubblica è entrata in possesso li ritraggono a volto scoperto, sprezzanti di fronte all'obiettivo, in pose ardite. La più truce è a metà tra una parata delle SS e un'istantanea di terroristi Nar. I quattro nazisti, giubbotto e occhiali scuri, uno di fianco all'altro, le mascelle serrate, salutano romanamente. Con una mano. Con l'altra impugnano pistole semiautomatiche. Sono puntate verso il fotografo. Uno la brandisce inclinandola in orizzontale; un altro la tiene appoggiata al petto. Sono nazisti d'Italia. Soldati delle nuova ultradestra del nostro Paese, una galassia che, tra partiti ufficiali, movimenti e sigle minori, conta qualcosa come 15 mila tra iscritti e simpatizzanti. Ben 97 episodi criminali del 2006 sono riconducibili a gruppi neofascisti, quasi il doppio di quelli registrati nel 2005. Un centinaio tra indagati, denunciati e arrestati solo negli ultimi sei mesi di quest'anno, in un'escalation di aggressioni e attentati soprattutto contro immigrati e avversati politici.

I nazi che vi stiamo raccontando abitano nelle provincie di Varese e Milano. E' il nuovo laboratorio degli aspiranti resuscitatori del Terzo Reich. La Procura varesina li ha indagati per istigazione all'odio razziale. Una cinquantina di persone. Non solo e non tanto ragazzotti dai bicipiti gonfi e tatuati.

Piuttosto professionisti, 40-50 anni, commercianti, antiquari, gioiellieri, politici noti, ben inseriti nel ricco tessuto sociale brianzolo. Tutti con una passione comune: il culto del Fuhrer e del Ventennio nazifascista. Li vedete immortalati in momenti di vita quotidiana: il giorno del matrimonio e assieme ai figli, in gita in montagna. Impegnati in parate militari nei boschi del varesotto, davanti a svastiche e falò. O al pub, tutti insieme, uniti dal "Sieg Heil!" e dal "Me ne frego!". Di fronte all'immagine di Hitler a grandezza naturale. Avvolti in bandiere con croci celtiche e uncinate e con il simbolo della Repubblica sociale italiana. Sono prodotti di un vento nero e denso che spira sull'Italia democratica del terzo millennio. Un vento che s'introduce nelle pieghe dell'antipolitica, punge le memorie e si insinua, infestandoli, in molti luoghi, e lì deposita una crosta sempre più spessa. Nelle curve degli stadi e nei consigli comunali. Nei pub di provincia e nelle sezioni dei partiti istituzionali (Fiamma tricolore, Forza Nuova, Fronte Nazionale). Nelle borgate e nei pensatoi della droite ezrapoundiana, lepeniana e franchista. Nei campi hobbit dove si formano i moderni balilla e in quelli rom presi di mira a colpi di molotov.

La galassia nera è in fermento, sempre più nostalgica, sempre più violenta, sempre più sdoganata. In un hotel di Brescia sabato scorso è nato il Partito fascista repubblicano, fondatore tal Salvatore Macca, già combattente della Rsi e presidente emerito della Corte d'appello bresciana. A Sassari hanno varato il collettivo Azione fascista nazionalsocialista. A Latina è venuta al mondo Rifondazione fascista. E questo per dire solo i battesimi. Poi c'è tutto il resto: i raduni, i campi d'azione, i pestaggi rivendicati, i pellegrinaggi nei campi di concentramento per farsi ritrarre con l'accendino sotto le immagini delle sinagoghe bruciate (come i nazi-irredentisti altoatesini raccontati da L'Espresso in gita nel lager di Dachau). I negozi che vendono le felpe con il soldato SS che spara da sdraiato e i convegni come quello promosso il 29 settembre a Roma. Titolo: "Il passaggio del testimone - Dalla Rsi ai militanti del terzo millennio".
Ai nazisti piacciono le birrerie. 24 febbraio 1920: nella birreria Hofbrauhaus di Monaco si proclama il manifesto del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori. Un anno dopo la guida del partito viene affidata a Adolf Hitler. 23 aprile 2007: al pub Biergarden di Buguggiate, Varese, si celebra la nascita del Fuhrer. Sono un centinaio a sbronzarsi di birra per festeggiare il compleanno del Capo. Intonano cori contro ebrei e comunisti, decantano la superiorità della razza ariana sui tavoli di legno del locale di Francesco Checco Lattuada, capogruppo di An a Busto Arsizio. "Sì, quella sera c'ero, ma solo perché il locale era mio" (ora è chiuso), si difende con qualche imbarazzo Lattuada. C'erano anche due suoi colleghi di partito, alla festicciola, Roberto Baggio e Alessandro Stazi, consiglieri aennini rispettivamente a Legnano e Rieti. Quest'ultimo accompagnato da un folto gruppo di camerati saliti dal Lazio. Sono stati tutti denunciati a piede libero, ma restano politicamente in carica.

Sembrava di stare a Braunau (paese natale di Hitler) quella sera a Buguggiate. Ma il nazismo che andava in scena, spiato dalle cimici della Digos di Varese, era tutto italiano. Odorava di periferia, tracimava di odio contro gli immigrati. La bile che smuove il naziskin 25enne che incontriamo in un bar di Busto Arsizio. Sta piantato sugli anfibi con postura mussoliniana. "Di cosa parliamo...?", taglia corto. Cranio lucido, jeans aderenti, maglietta Blood and Honour (organizzazione internazionale per la difesa della razza ariana, simbolo una svastica nera in campo rosso). Solo la esse moscia lo umanizza un po', Andrea, il nome è inventato. Il resto è trucidismo puro. "Gli immigrati? Sono come gli ebrei, schifosi. Sterminarli tutti! Porco...", e giù una bestemmia, il motore dell'odio a pieni giri.

Varese un po' più su. Gavirate. Agriturismo vista lago. Davanti a una tavola apparecchiata con salumi e formaggi, il padrone di casa Rainaldo Graziani, romano, figlio "orgoglioso" di Clemente, fondatore di Ordine Nuovo, leader degli ultradestricattolici di Compagnia Militante, prova a volare alto. "La nostra è una destra pensata, come dire: colta, che va sui contenuti". Quali siano questi contenuti un'idea se la sono fatta Maurizio Grigo e Luca Petrucci, procuratore capo e sostituto procuratore di Varese, titolari dell'inchiesta che ha stroncato, almeno per ora, il Movimento nazionalsocialista dei lavoratori. In cambio, tante lettere di minaccia. Graziani, pure indagato, se ne frega, atteggiamento che in fondo ha una sua coerenza storica. Dice: "Qui abbiamo ospitato due edizioni dell'Università d'estate, un forum di tutte le destre radicali europee. Non mi importa se mi danno del nazista. A me interessano altre cose: i valori naturali, la Fede, la patria, l'onore del nostro popolo".

Altre parole, altri orizzonti. "Questo è l'avamposto dal quale partire alla conquista dell'Italia" confida a un amico il "generale" Pierluigi Pagliughi. 45 anni, commerciante da tempo convertito al nazismo, Pagliughi è il leader del Movimento lavoratori, di cui è consigliere comunale a Nosate. Secondo gli investigatori è lui l'ideologo della nuova culla nazista brianzola. Il programma politico? Un impasto di proposte di facile presa ("Tagliare i costi della burocrazia") e slogan di ammirazione per Hitler ("Avrebbe dato una Volkswagen gratis a tutti i tedeschi!"). Ma chi si muove alle spalle di Pagliughi? Solo giovani teste rasate o anche padri di famiglia con la camicia bruna nel cassetto? "Quello dei neonazisti è un ambiente molto eterogeneo", dice Fabio Mondora, dirigente della Digos di Varese. "Hanno un'organizzazione ben strutturata e collegata con gruppi estremisti stranieri" - aggiunge il sostituito procuratore Luca Petrucci.

Dalla Brianza al Veneto. Anzi, al Veneto Fronte Skinhead. Vi ricordate il movimento nero più duro d'Italia, fondato nel 1986 e capace di intercettare e amalgamare giovani squadristi curvaioli e reduci repubblichini? Se lo davate per morto e sepolto, vi siete sbagliati. Il Fronte c'è, e lotta. Giordano Caracino, 27 anni, di lavoro fa il corriere. Guida il furgone dieci ore al giorno, poi, al motto di "Mai domi!", riunisce i suoi, 200 sparsi in tutto il Veneto, nei locali dell'hinterland vicentino. "Oggi il coraggio vero è affrontare la vita come gli arditi del Piave - dice - Arrivare a fine mese con i salari bassi e i mutui alti. Siamo noi i rappresentanti della working class".

In passato il Fronte ha collaborato "in piazza" con il partito egemone della destra radicale italiana: Forza Nuova. Diecimila iscritti, il partito di Roberto Fiore ha messo il cappello sul "movimentismo" nero anti immigrati: "Ormai non ci picchiamo più coi "compagni", è più facile che ci siano risse con le compagnie interetniche - dice Paolo Caratossidis, nel direttivo nazionale forzanovista - Dove ci sono problemi di immigrazione, noi ci siamo". Se volano calci e pugni, fa niente. "Calci e pugni" d'altronde è anche il nome di una linea d'abbigliamento da stadio. La indossano i picchiatori neri delle curve romane e i militanti milanesi di "Cuore Nero". Alessandro "Todo" Todisco, 34 anni, operaio, ultrà interista, è il leader: "Ci hanno incendiato la sede prima che la inaugurassimo. Pensavano che avremmo sparato. Invece abbiamo fatto una festa. Vuole sapere cosa penso del nazismo? Sono stati nostri alleati, per questo dobbiamo rispettarli". Milano, Varese, Italia. I nazisti al tricolore.

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