24 novembre 2007

Mastella fa slittare la fiction su Graziella Campagna

Video: Il trailer de la fiction "La Vita Rubata": il trailer

Con un colpo di spugna si cerca nuovamente di far calare il silenzio sulla storia di Graziella Campagna. L'ipocrisia dell'azione di censura di Clemente Mastella conferma una volta di più l'ambiguità del suo operato. In attesa che dal prossimo 13 dicembre il processo per Graziella Campagna possa finalmente renderle giustizia auspichiamo che al più presto il film "La vita rubata" possa essere trasmesso.
La Redazione

da http://www.antimafiaduemila.com/


Il ministro Mastella fa slittare la fiction su Graziella Campagna

La Rai accoglie la richiesta di sospensione del film sulla 17enne assassinata da Cosa Nostra
per "non turbare la serenità dei giudici" del processo d'appello ai killer, il 13 dicembre
Mastella fa slittare fiction su Campagna

Fiorello: "Questo Paese insabbia la verità"
L'attore: "Così la uccidono due volte. Offriamo ulteriori garanzie a questi assassini"

Il fratello della vittima: "Gli esecutori furono arrestati e, nonostante il processo, liberati"

ROMA - Clemente Mastella chiede, e ottiene, la sospensione di una fiction Rai: non andrà in onda come previsto martedì 27 novembre, in prima serata su RaiUno, La vita rubata, il film diretto da Graziano Diana che racconta la storia di Graziella Campagna, uccisa da Cosa Nostra a diciassette anni perché testimone oculare di un delitto di mafia. Il motivo: l'udienza d'appello, prevista per il prossimo 13 dicembre, dei killer condannati in primo grado per l'omicidio della giovane il 12 dicembre del 1985. La direzione generale della Rai ha accolto la richiesta del presidente della Corte d'Appello di Messina che, attraverso il ministro di Giustizia, ha segnalato come la messa in onda della fiction avrebbe potuto turbare la serenità dei giudici.

"Così la povera Graziella viene uccisa due volte". Questo il commento, dispiaciuto, di Beppe Fiorello, che nel film interpreta Piero, fratello della vittima e carabiniere. "Mi piace raccontare storie che nessuno conosce e che invece meritano di essere raccontate - osserva l'attore - qui c'è una ragazza morta barbaramente per aver incrociato sulla propria strada Cosa Nostra e c'è un fratello, Pietro, che ha dedicato la vita a ridare dignità alla propria famiglia".

Il film, spiega Beppe Fiorello, "poteva essere un modo per aiutare i Campagna. Invece, e parlo da cittadino non da attore, offriamo ulteriori garanzie a questi assassini che da oltre vent'anni la scampano. Dispiace constatare che preferiamo atteggiamenti garantisti a vantaggio di chi queste garanzie non le deve avere avendo calpestato una vita così giovane. Siamo in un Paese in cui la verità è calpestata, insabbiata, incerottata. Mi auguro che la situazione si sblocchi: il pubblico deve conoscere questa storia".

Graziella Campagna, interpretata dalla ventenne Larissa Volpentesta (nelle sale in questi giorni con I Vicerè di Roberto Faenza) fu assassinata per essere stata involontaria testimone di un delitto di mafia. La ragazza, che lavorava in una lavanderia di Saponara, piccolo centro in provincia di Messina, ritrovò per caso in una camicia un documento compromettente che portò Cosa Nostra alla decisione di eliminarla e di occultarne il cadavere. Era il 12 dicembre 1985. Principale accusato (e condannato all'ergastolo in primo grado) Gerlando Alberti junior, nipote dell'omonimo boss palermitano.

"Graziella aveva appena 17 anni e lavorava per portare soldi alla famiglia. Non aveva grilli per la testa - ha detto il fratello Pietro Campagna, intervenendo qualche giorno fa a un convegno sulla legalità - non sognava di diventare un ingegnere o un avvocato, il suo unico sogno era guadagnare qualche lira per comprare il corredo. Venne trovata, tre giorni dopo la sua morte, tra montagne orribili e desolate, sfigurata da cinque colpi di lupara. Gli esecutori furono arrestati ma, nonostante il processo, vennero liberati. Il mio avvocato ha lavorato gratuitamente e alla sentenza ha pianto. In questi casi tutti dovrebbero seguire il suo esempio".

La Repubblica - on line 23 novembre 2007 -

G8, la violenza premiata

di Vittorio Agnoletto
da http://www.aprileonline.info/

La nomina di Giovanni Luperi, imputato per le violenze di Genova, a capo Dipartimento analisi dei servizi è una risposta sbagliata alla richiesta di verità e giustizia avanzata da chi c'era nel 2001 e il 17 novembre scorso. Chi ha gestito l'ordine pubblico al G8 sembra avere un trampolino per fare carriera. Ha ancora senso l'istituzione di una commissione d'inchiesta?


La nomina di Luperi è assolutamente l'opposto di quello che ci aspettavamo dopo la manifestazione di Genova del 17 novembre scorso. In quella sede è stata avanzata l'ennesima richiesta di verità e giustizia, ed è stata anche offerta una prova d'appello al governo e all'Unione perché venisse rispettato il senso del programma elettorale, in cui era prevista l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui fatti del luglio 2001.

La promozione di Giovanni Luperi, collocato in un ruolo molto preciso e delicato, ovvero nel settore dell'analisi strategica della sicurezza interna, la leggo quasi come una provocazione nei confronti non solo dei cinquantamila che hanno manifestato a Genova, ma di quell'ampia parte di opinione pubblica democratica che sul G8 chiede verità e giustizia.

Non solo: a questo punto emerge una continuità nella gestione del post-G8 tra questo governo ed il precedente. L'elemento di continuità è evidente: quasi tutti coloro che hanno avuto un ruolo di direzione nella gestione dell'ordine pubblico in quell'occasione, sono stati promossi ai massimi livelli nei servizi, o comunque negli apparati della Polizia e nelle questure, compresi coloro che sono sotto giudizio. I messaggi che passano sono due. Il primo: la gestione dell'ordine pubblico a Genova è considerato un motivo di merito e quindi trampolino per fare carriera. Il secondo: viene minata alle basi la ragione di una commissione di inchiesta, perché non dimentichiamo che essa non ha il compito di individuare le responsabilità penali personali, cosa che spetta alla magistratura, ma dovrebbe invece verificare se i vertici delle forze dell'ordine hanno agito in modo corretto o no. Ed in particolare se lo hanno fatto in sintonia con il dettato costituzionale e le norme giuridiche. Proprio quelle persone su cui si dovrebbe indagare sono state promosse.

Allora che senso ha la commissione d'inchiesta se lo stesso governo che in Parlamento ne chiede l'istituzione, nello stesso tempo esprime, attraverso le promozioni, un giudizio positivo sui responsabili dell'ordine pubblico a Genova?

Qualche altra considerazione. Ad oggi si può affermare che la squadra di Polizia che ha operato a Genova gestisce sia l'ordine pubblico che la sicurezza in Italia. Mai nel dopoguerra (salvo i primi due o tre anni dalla fine del conflitto) c'è stata una così forte omogeneità tra i diversi ruoli dei vertici. Servizi, Ministero degli Interni, alte sfere della Polizia, vengono tutti dalla stessa storia, che passa per il G8. A prescindere dal giudizio su questioni giudiziarie che non mi competono, parliamo di una persona indagata su una questione specifica che è quella dell'incursione e dei pestaggi alla Diaz, una delle vicende che più ha colpito l'opinione pubblica.


Credo che in un sistema democratico si debba evitare che un potere così forte sia nelle mani di un gruppo tanto ristretto e omogeneo di persone, soprattutto se parliamo di istituzioni non elettive ma di nomina.
Va riconosciuto un orizzonte culturale diverso tra il governo Prodi e il governo Berlusconi. Ma, sulla questione specifica, mi chiedo: cosa avrebbe potuto fare di diverso o peggiore il governo di centro destra? Tutti intonsi, tutti inamovibili. Si è aperto così un baratro tra chi in questi anni ha costruito un movimento e le istituzioni. Aumenta la sfiducia di una fetta ampia della popolazione di sinistra nei confronti dell'esecutivo, che sfocia in un giudizio tendente ad omologare tutto il sistema politico istituzionale. Credo sia una cosa gravissima.


Vorrei poi fare una riflessione generale. Il fatto che una nomina di questo tipo arrivi cinque giorni prima della manifestazione, e prima ancora che si discutesse della commissione d'inchiesta in Parlamento, non suona come una provocazione voluta? Mi spiego, non potrebbe far parte di una strategia che mira ad acuire il disagio delle forze di sinistra nei confronti del proprio elettorato, un tentativo di provocare una rottura? I precedenti ci sono. Non era ancora finito il G8 di Rostock che Prodi già annunciava quello che si sarebbe tenuto alla Maddalena. E ancora, l'editto di Bucarest sulla base di Vicenza. Non saprei quale altra spiegazione dare.

Dubito a questo punto che istituire una commissione d'inchiesta abbia senso. Lo dice uno tra i primi a sostenerne la necessità. Sappiamo come la pensa l'opposizione e che larga parte della maggioranza riconosce il lavoro fatto dalle forze dell'ordine a Genova. C'è solo da sperare che giustizia sia fatta nelle aule di tribunale, e che i processi sulle vicende della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto facciano il proprio corso, sino alla fine.

23 novembre 2007

Base Usa di Sigonella: il pericolo annunciato

di Flaviano Masella, Angelo Saso a cura di Maurizio Torrealta
da http://www.rainews24.rai.it/

Il nucleo inchieste di rainews24 ha scoperto che nella base Usa di Sigonella dovrà essere installato un nuovo sistema radar integrato della marina americana, Il MUOS (Mobile User Objective System).

La marina americana ha commissionato alla società americana Maxim, uno studio per verificare il rischio che le microonde dei radar potrebbero comportare per le attrezzature presenti nella base militare.

Le simulazioni della società Maxim hanno raggiunto la conclusione che deve esser trovato un altro posto dove istallare le attrezzature radar, a causa del pericolo che le microonde dei radar inneschino la detonazione degli ordigni presenti nella base militare. Continua a leggere



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22 novembre 2007

In Sicilia si respira l'aria del Veneto

Questa volta si tratta di una mega "bufala" che, tuttavia, sembrerebbe avere anche i connotati di una mega truffa : si tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente.

da http://www.isolapossibile.it/

Dopo l’intervento di qualche giorno fa della Magistratura che ha posto i sigilli all’area di costruzione del mega inceneritore previsto a Bellolampo, un’altra bufera si abbatte sull’Amministrazione Regionale.

Ma vediamo di che si tratta.

Il Piano, approvato ed adottato con Decreto dell’Assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto scorso, avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale. Un documento, quindi, dai contenuti politici, amministrativi e tecnico-scientifici di elevato profilo e di importantissimi risvolti applicativi, stante la delicatezza della materia e gli aspetti connessi alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute dei cittadini siciliani.

I redattori materiali sono stati funzionari del Servizio 3 "Tutela dall’inquinamento atmosferico", diretto dal dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente, che per tale "lavoro" hanno ricevuto anche un encomio scritto da parte dell’Assessore Interlandi, funzionari dell’ARPA, docenti universitari dell’Università di Palermo e Messina ed alcuni professionisti in veste di collaboratori.

Purtroppo, l’opera monumentale, partorita con celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale "copiato" dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie aggravanti, un cumulo di ridicolaggini e probabili ipotesi di truffa.

Per quanto riguarda le aggravanti, a parte l’operato disdicevole ed aprofessionale dei redattori, che si sono appropriati di un lavoro intellettuale altrui, resta innanzitutto grave il discredito dell’immagine istituzionale subito dall’Amministrazione Regionale, in primis nei confronti della Regione Veneto e poi da tutto il resto.

Ma al danno si aggiunge anche la beffa, se solo si considera che il manipolo degli sconsiderati e sprovveduti redattori è andato a copiare un Piano che proprio per la sua inidonea impostazione strutturale di base, aveva già ricevuto a suo tempo una bocciatura da parte dell’Unione Europea. Insomma, si trattava di un assemblaggio di ipotesi, intenti e di previsioni piuttosto che di un Piano di programmazione e di pianificazione d’interventi concreti basato su descrittori essenziali e sperimentali, primo tra tutti l’inventario delle emissioni.

La trasposizione è stata così "fedele" e "letterale" rispetto all’originale da generare ridicole quanto inedite "comunanze" e "similitudini" tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia.

Si citano, ad esempio : il "noto" sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola, ecc.

Gli improvvidi redattori non hanno neppure tenuto conto delle differenze di statuto tra le due Regioni, tant’è che all’interno del Piano la Sicilia si trova "trasformata" in regione a statuto ordinario e, tra le varie cose, essere retta dal Consiglio Regionale.

Ovviamente, non solo i Capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti.

A dire il vero, tuttavia, i redattori, in uno slancio di "trasparenza", alla fine del paragrafo 1.6 hanno finanche lasciato il link originale da cui hanno attinto a pieno "copia e incolla" :

http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente istituzionali, la situazione appare oltremodo grave. Si è in presenza di atto di programmazione fasullo e inapplicabile, organizzato ai danni dell’Amministrazione, dell’ambiente e dei cittadini, dai possibili risvolti truffaldini specie nel caso in cui tramite lo stesso si fossero programmati interventi finanziari o, caso ancor più grave, fossero già attivati interventi finanziari.

Per quanto sinteticamente esposto si ritiene che vi sia la necessità dell’immediato ritiro del Piano, dell’accertamento delle responsabilità della sua redazione ed organizzazione, di provvedimenti nei confronti di quanti hanno operato fraudolentemente ai danni dell’Amministrazione e dei cittadini siciliani, nonché la verifica di ipotesi di danno per il pubblico erario che ne potesse derivare.

nota: se il link sopra non dovrebbe aprirsi per un problema di reindirizzamento del broswer cliccate qui:

http://www.serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm

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Il Caimano

Grande Film. Assolutamente da vedere, tra i migliori film fatti da Nanni Moretti. Ricorda episodi importanti della storia d'Italia, tratteggia la figura de "Il Caimano" e quali "guasti" al sistema ha provocato.





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21 novembre 2007

Omicidio Rostagno, 1988: ignoti gli esecutori le indagini continuano

Video: Mauro Rostagno, spezzoni su Mauro Rostagno tratti da uno speciale trasmesso da Telesud di Trapani
Video: Rostagno su Blu Notte

Omicidio Rostagno: continuano le indagini

da http://a.marsala.it/index.php?mod=page&nw=3:2:11:2007:6101

19.11.2007

Il gip Maria Pino ha disposto con un'ordinanza la prosecuzione per altri sei mesi delle indagini sull'uccisione del giornalista Mauro Rostagno, assassinato nel Trapanese il 26 settembre '88 a Valderice (Tp). Il gip ha dunque respinto la richiesta di archiviazione delle indagini che era stata proposta dal pm Antonio Ingroia.

Nell'inchiesta sull'uccisione del giornalista risultano indagati il boss Vincenzo Virga, detenuto al 41 bis, accusato di essere il mandante e Giuseppe Bulgarella, titolare dell'emittente trapanese Rtc, accusato di false dichiarazioni al pm. Il terzo indagato, il boss Francesco Messina Denaro, anche lui indicato come mandante, è deceduto. Nei suoi confronti è stata emessa una sentenza di non luogo a procedere.

L'indagine, inoltre, procede anche contro ignoti: è rimasta infatti misteriosa l'identità degli esecutori materiali del delitto. Gli atti più urgenti che saranno effettuati, secondo la nuova disposizione del gip, sono alcune rogatorie internazionali previste per compiere accertamenti bancari in Francia e Olanda sui conti correnti della comunità terapeutica "Saman" della quale Rostagno era il principale animatore.

19 novembre 2007

La Carovana del sud, per la pace e il disarmo, parte dalla Sicilia

da http://www.girodivite.it/

E’ partito da Catania un corteo di auto addobbate di bandiere e manifesti con in testa il camper dei carovanieri, che accompagneranno la "Carovana contro la guerra, per la pace e per il disarmo"...


E’ partito da Catania un corteo di auto addobbate di bandiere e manifesti con in testa il camper dei carovanieri, che accompagneranno la "Carovana contro la guerra, per la pace e per il disarmo".

La prima tappa è stata la base di Sigonella, la più grande base aeronavale del Mediterraneo, che negli ultimi anni è stata protagonista di un vasto processo di espansione, sperperando ingenti risorse naturali e finanziarie. In particolare, l’infrastruttura oggi ospita decine di testate nucleari destinate ai velivoli e alle unità navali della Marina USA. Anche la vicina baia di Augusta ospita periodicamente portaerei e sommergibili a propulsione nucleare con grave pericolo per la popolazione e in violazione alle normative ambientali. A differenza di quanto accade nei porti civili degli Stati Uniti dove è vietato il transito e la sosta di unità atomiche.

Davanti alla base si è tenuta una conferenza stampa nel corso della quale i manifestanti hanno presentato le due proposte di legge una per il disarmo atomico e l’altra per impedire che l’Italia sottoscriva accordi militari con Stati che detengono armi di distruzione di massa e per la chiusura e la riconversione per uso civile delle basi militari. È stato, inoltre, denunciato l’arrivo a Sigonella del nuovo comandante Thomas J. Queen, che ha ricoperto il ruolo di membro dello speciale ufficio di revisione dello status dei "militari combattenti" presso Guantanamo. Gli organizzatori ritengono oltre che inaccettabile inopportuna questa presenza in Sicilia dopo che la recente inchiesta del partlamento europeo ha provato l’utilizzo dello scalo di Sigonella e degli aeroporti civili di Catania e di Palermo per i transiti dei voli CIA con a bordo i prigionieri sequestrati illegalmente in Afganistan, Medio Oriente ed Europa. Infine è stata presentata la petizione popolare contro lo scudo "antimissilistico".

Dopo Sigonella la carovana ha raggiunto la la contrada di Xirumi, dove una società che vede tra i suoi soci la Maltauro Costruzioni di Vicenza e la Famiglia del Cavaliere editore-imprenditore-costruttore Ciancio Sanfilippo prevede di realizzare un complesso abitativo per 6500 americani.

Dopo un pranzo a base di mozzarelle che i carovanieri hanno portato dal presidio di Serre, si è tenuta un’assemblea nella piazza di Scordia, paese limitrofo a Xirumi, organizzata dal locale circolo del PRC "Peppino Impastato". La giornata, dopo una breve sosta di fronte al villaggio USA Mineo Haus, si concluderà a Caltagirone dove il comitato locale di Attac ha organizzato una iniziativa in piazza.

La Carovana del Sud



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Lavorano più giornalisti all'ARS che a Buckingham Palace

Servizio delle iene su Totò cuffaro e i 23 raccomandati del suo ufficio stampa. Cuffaro, sulle assunzioni: "L'informazione è una cosa seria"; per essere una cosa ancora più seria ne poteva assumere cinquanta!




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18 novembre 2007

La stretta di mano mancata

GERUSALEMME - Grossman contro Olmert. La polemica del grande scrittore israeliano impegnato sul fronte della pace verso il primo ministro cauto e temporeggiatore si è espressa in una forma di pubblico dissenso allorquando in occasione della cerimonia per l'assegnazione del Premio Emet, uno dei riconoscimenti più prestigiosi assegnati dal governo israeliano, Grossman s'è rifiutato di stringere la mano del premier. Continua a leggere

Con le velocità con cui viaggia l'informazione quell'episodio è già finito nel pozzo senza fondo del dimenticatoio. Ciò nonostante sul momento il coraggio e la determinazione di un intellettuale, mossi contro l'immobilismo partigiano di certa politica, hanno fatto il giro del mondo e di altrettante televisioni. Al di là della questione israelo-palestinese, si sentiva da tempo la mancanza di gesti forti da parte di noti intellettuali nei confronti della politica.

Gesti di questo tipo, così inusuali oggi, riescono a scuotere l'opinione pubblica più di 10-100-1000 manifestazione di popolo. Inchiodano, come vedrete nel filmato, l'esponente politico di turno alle proprie responsabilità. Olmert vede riflesso in quel gesto, la figuraccia verso la quale la sua politica lo sta portando. La parola alle immagini.

Il video: L'écrivain David Grossman refuse de serrer la main d'Ehoud Olmert