1 dicembre 2007

Aldrovandi, il processo forse ad una svolta



Video: Verità e giustizia per Federico Aldrovandi

Decisiva per la riapertura del caso di Aldro è la combattività di sua madre. Lei, grazie al blog e al lavoro di rete, è riuscita a non far chiudere vergognasamente il caso come incidente e ad apportare elementi nuovi che forse potranno farci giungere alla verità. Ieri l'udienza decisiva.

Federico Aldrovandi, l'ora della verità

da http://www.aprileonline.info/

Al processo contro i quattro agenti imputati di "eccesso colposo" nella morte del diciottenne ferrarese spunta un superteste. E'Nicola Solito, dirigente Digos, amico di famiglia degli Aldrovandi. Che forse potrà fare chiarezza su quella notte del 25 settembre 2005

La verità sul caso Aldrovandi la sanno in pochi. Pochissimi. Sicuramente la sanno Paolo Forlani, Enzo Pollastri, Luca Pontani e Monica Segatto, gli agenti della polizia che all'alba del 25 settembre di due anni fa intervennero in via dell'Ippodromo, a Ferrara, per "controllare" il ragazzo che rientrava a casa dopo una nottata passata con gli amici. Gli ultimi a vedere Federico vivo, forse gli stessi assassini. Imputati per "eccesso colposo", avrebbero reagito per difendersi dal ragazzo che dava in escandescenze sotto l'effetto di stupefacenti. Ma oggi la storia potrebbe cambiare, e la cortina che avvolge Ferrara sul caso Aldrovandi potrebbe cadere.

IL TESTE - Si è aperta ieri, infatti, la seconda udienza del processo per la morte di Federico. In aula, per due ore, ha parlato la madre del ragazzo, Patrizia Moretti. Da ormai due anni, per combattere contro l'indifferenza mediatica, ha deciso di affidare il suo dito puntato ad un blog. Ma davanti ad imputati, testimoni e giudici ha parlato liberamente. Accanto allo sfogo di una madre in lacrime, è emerso un elemento utile a sbloccare la vicenda: la testimonianza, fondamentale, di un dirigente della Digos. Si tratta di Nicola Solito. "Solito è un amico di famiglia" ha raccontato la Moretti: "I nostri figli sono cresciuti insieme. Quella mattina è venuto a casa nostra accompagnato da due agenti in divisa". Il racconto si concentra sulle ore successive alla morte di Federico, ed è da lì che forse si deve cominciare a leggere la storia per capire com'è andata veramente. E' lo stesso Solito a dire ai coniugi che il figlio è morto. "Ma ancora non capivamo bene in che circostanze. Solito ci ha riferito che non sembrava più lui. Che i suoi colleghi gli avevano raccontato che si era fatto male da solo sbattendo la testa contro il muro, che gli agenti erano intervenuti per fermarlo ma che non avevano fatto nemmeno in tempo a toccarlo perché gli era morto davanti. Mi ha anche consigliato di non andare a vederlo". E infatti, a riconoscere il cadavere ci penserà lo zio infermiere, che "sconvolto" davanti al corpo ricoperto di lividi racconterà di aver pensato ad un incidente stradale.

"SUCCEDE NELLE MIGLIORI FAMIGLIE" - Il giorno dopo, mentre la polizia comincia a sentire i possibili testimoni nella zona (qualcuno riferirà di un clima intimidatorio, qualcun altro parlerà per poi sparire), Solito consiglia ai genitori di Federico di procurarsi un avvocato ed un medico legale. Poi, racconta la Moretti, "il 27 settembre siamo stati convocati in Questura con una telefonata dello stesso Solito. Pensavamo di ricevere parole di solidarietà dal questore Graziano, invece siamo stati aggrediti". La Moretti racconta che il questore ha chiesto ai genitori il perché di certe dichiarazioni rilasciate al Resto del Carlino, e che i sospetti non andavano cercati sulla polizia quanto sul centro sociale bolognese dove Federico aveva passato la serata. Secondo il questore Federico aveva assunto sostanze e "ha aggiunto che poteva succedere anche nelle migliori famiglie". E' da questo momento in poi che i sospetti di mezza Ferrara verrano concentrati sulla tesi di un Federico "tossico", che la sera consegnava le pizze per guadagnare i soldi necessari a comprarsi le dosi. Possibile? Proprio lui, Federico, che va bene a scuola, suona il clarinetto, frequenta la palestra di karate (è cintura marrone), è impegnato socialmente con il prete di periferia Don Bedin? I racconti degli agenti danno man forte a questa idea: "Era una furia", raccontano. Poi arriva l'autopsia, che sembra mostrare una storia diversa. Nel corpo di Federico, straziato dai segni delle botte (volto sfigurato, "ferite lacero-contuse dietro la testa, scroto schiacciato, lividi da compressione sul collo"), vengono trovate tracce minime di oppiacei e chetamina (un mix "blando" che, secondo un noto tossicologo avrebbe dovuto avere dovuto avere effetti rilassanti), e 0,4 grammi/litro di alcol. Per capirci: la guida in stato di ebbrezza scatta a 0,5. L'inchiesta è affidata d'ufficio ad un pm, Maria Emanuela Guerra, che non sembra essere del tutto estranea al caso (poiché il figlio è indagato per spaccio di stupefacenti a minori), e che incarica dello svolgimento operativo delle indagini l'ufficio di polizia giudiziaria guidato da Pietro Angeletti, convivente di Monica Segatto, la poliziotta indagata. Una situazione che la madre di Aldrovandi dipingerà come "indecente". Il pm Guerra lascerà l'indagine dopo sei mesi.

"PERCOSSE" - Il racconto della Moretti davanti ai giudici va avanti, seguendo un filo cronologico. "Il questore Graziano ha riferito alla famiglia che i quattro agenti si erano fatti refertare, ma non avevano intenzione di chiedere i danni". E' il primo elemento che comincia a far inarcare le sopracciglia ai genitori di Federico. Ma a far sentire la necessità di una vera contro-inchiesta ci pensa il procuratore capo Severino Messina "che prima ancora dell'autopsia ha dichiarato alla stampa che Federico non era morto per le percosse. Era la prima volta che sentivamo parlare di percosse, fino a quel momento ci avevano detto di un malore". Ed è qui che interviene l'ispettore Solito. "Dopo il colloquio è venuto a casa nostra per dirci di liberarci del nostro avvocato e di aver fiducia nelle indagini. Ma dopo una lunga pausa ha aggiunto: "sono padre anch'io e al posto vostro seguirei il mio cuore".

L'INCONTRO - Sul caso viene aperta un'inchiesta parallela, dopo la denuncia che i verbali della questura sull'invervento delle due volanti con a bordo i quattro poliziotti sarebbero stati manomessi. Nel marzo scorso, alla vigilia dell'apertura di questo filone-bis, la Moretti incontra l'ispettore Solito per caso, alla pista di pattinaggio dove entrambi avevano accompagnato i figli. "In quell'occasione Solito mi ha detto di essere a conoscenza di fatti specifici che riguardavano la vicenda di mio figlio e che fino a quel momento non aveva riferito per timore di ripercussioni sul suo lavoro. Ha detto che però non avrebbe dato a me quelle informazioni, ma che avrebbe parlato solo in una sede tutelata. E a questo proposito ha aggiunto che temeva un processo abbreviato che non gli avrebbe dato la possibilità di parlare".

Sono ormai due anni che i genitori, gli amici, la stessa città aspettano che sia fatta giustizia e lottano contro muri di gomma degni dei peggiori scenari degli anni di piombo. Speriamo che il teste Solito aiuti a dipanare le nebbie di Ferrara.


APPROFONDIMENTI

Caso Aldrovandi, rinvio a giudizio per omicidio colposo nel silenzio dei media

Cronaca di una morte su blog

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30 novembre 2007

Derby Catania-Palermo, "Liberiamo Catania" si mobilità

Il 2 Febbraio 2007 nel derby Catania-Palermo, si scatenò la guerriglia tra tifosi ultras e poliziotti. Morì l’Ispettore capo Filippo Raciti. Il 2 dicembre 2007 ci sarà un altro derby, per un tifo sano si mobilità "Liberiamo Catania"

“Liberiamo Catania” nasce da un gruppo di ragazzi che sentono l’esigenza di ribadire il proprio sgomento di fronte agli episodi di violenza che hanno tristemente reso protagonista delle cronache internazionali la nostra città. Siamo contro ogni tipo di violenza, di intolleranza, di sopraffazione e di abbandono da parte delle istituzioni che lasciano campo libero alle organizzazioni criminali e alla piaga del clientelismo.

La nostra città non può chiudere gli occhi davanti a ciò che accade e deve pensare a tutelare il suo futuro e le sue prospettive. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di sensibilizzare i cittadini alla cultura della pace, della legalità e del rispetto reciproco.

Per questo motivo vi invitiamo a partecipare all’assemblea cittadina che si terrà il 29 Novembre alle ore 16:30 presso l’Aula Magna del Monastero dei Benedettini (P.zza Dante) in cui ognuno di noi avrà la possibilità di esprimersi attraverso un dialogo libero e propositivo in cui manifestare le proprie opinioni, fare domande e finalmente ricevere delle risposte!

Noi di “Liberiamo Catania”, anche alla luce di quanto accaduto domenica 11 Novembre, proponiamo una manifestazione in occasione del derby Catania-Palermo del 2 Dicembre perché non vogliamo che il nome della nostra città continui ad essere associato a quanto accaduto il 2 Febbraio 2007 bensì alla nascita di un cambiamento di cui tutti noi possiamo essere protagonisti.

Comitato promotore “Due Dicembre”
Per aderire all’iniziativa lascia un commento sul blog
www.duedicembre.ilcannocchiale.it

29 novembre 2007

Invisible News n. 100, è tempo di bilanci

Il blog continua a essere in netta crescita. In salita, nei dati statistici, sia le visite che le pagine caricate mediamente intorno alle 5000 visite mensili. Piccoli risultati che fan ben sperare e confermano che questi contenuti continuano a piacere e ad appassionare.

Un esperienza entusiasmante che dal 2002, con alti e bassi, procede verso un suo delineato e non sempre semplice percorso. In cinque anni sono già tante le cose: raccontate, segnalate e selezionate da questo blog; e tante altre le persone e i fatti che hanno incrociato la vita ed il percorso di Invisible News.


* * * *


2002 - 2007 citando, chi:

  • ha fatto uno "scambio link", con il blog, e coloro che continuano a richiederlo.
  • ci cita nei loro siti o blog. Tra i tanti: Girodivite, beppegrillo.it, unimondo.org, blog.panorama
  • è "paraculo" dicendoci prima: "Che cos'è? Blogga che ti passa?" e poi ci dice: "bellissimo questo blog!"
  • manda complimenti e incoraggiamenti via email
  • Muaro Biani e a Alessio Spataro a cui ogni tanto... "Rubiamo" qualche vignetta ;-)
  • invia commenti "acidi" ai post o chi vuol, con gli stessi, proporre un bel dibattito
  • legge i post apprezza, ne parla e passaparola
  • a gli "irriducibili spammatori" inutile insistere tanto non verrà pubblicato nulla di quel genere in questo blog
  • alla pubblicità: In primis geckostreet che per primo si è fatto avanti, poi ai banner di Zanox. Piccoli contributi che aiuteranno a far diventare un pò più grande e autonomo il blog.
  • a blogspot.com che fino ad oggi ci ospita
  • alle visite e sbirciatine illustri: La Benemerita, la presidenza del consiglio, varie società editoriali e di comunicazione e varie atenei universitari italiani.
  • continua a iscriversi coragiosamente alla newsletter
  • "gli sta sul cazzo" questo blog
  • qui ci capita per caso e non vede l'ora di andarsene
  • gli amici di Zap: Carlofigo, ai Gecko's family, Dani, Turi, Alex, Lorenzo, Antonio, Nur, Tano, Dario, Ida, Gisella, Subcarlito, Riccardo, Gianluca, L'arkitè ecc.
  • quelli che hanno ispirato, collaborato e voluto il TOTOSINDACO
  • gli amici sinceri che alla prima occasione utile ti "pugnalano alle spalle" dicendoti poi: "non esagerare... neanche ti avessi fatto il più grave torto del mondo!"
  • quelli che promuovono "progetti collettivi" parlano di "noi siamo tutti uguali" ma poi fanno "qui comando solo io!"
  • a quelli di minimedia che da qualche tempo ospitano i commenti più "bastardi" di Zapruder su gli avvenimenti di attualità; ed il neonato "Falagonia Village" (blog collettivo di satira)
  • primi, di una lunga serie, amici e blogger: Unpercento, Lameduck, Piero79, Lovejoy
  • quelli che pretendono di fare "informazione etica" ma pubblicano tette e culi o simili per fare audience
  • quelli che pensano e dicono che questo blog sia triste
  • quelli che pensano sia un "contenitore"
  • quelli che pensano sia un "copia/incolla"
  • quelli che lo guardano ma non lo leggono
  • quelli/e che pensano che un "Ciùnnale" si fa solo con le "firme famose"
  • a tutte quelle donne, che lavorano nelle redazioni, ed hanno paura o soggezione a mettere in mostra le loro reali e numorose qualità
  • mi paga la bolletta
  • a gli "Scribacchini, megafono della casta del potere" che pensano di essere dei formidabili giornalisti
  • tutti quelli che sparano tante e grosse balle e pensano di esser creduti
  • quelli che pensano che i soldi nella vita siano tutto
  • quelli che pensano che la coerenza sia tutto nella vita
  • quelli che pensano che l'ideologia sia tutto nella vita
  • quelli che pensano prima la carriera poi tutto il resto
  • quelli che credono di insegnare qualcosa e che in realtà hanno tanto ancora da imparare
  • quelli che hanno il coraggio di portare avanti le proprie idee e a chi non ci riuscirà mai a farlo
  • quelli che credono ancora che "Studio aperto" sia un vero TG
  • quelli che pur di non dire le cose come stanno realmente codardemente temporeggiano
  • quelli che credono che urlando o non facendo parlare ottengono la ragione
  • tutti quei direttori "fantasma" di giornali che lo fanno per hobby o per semplice conveninza e se ne sbattano dell'andamento di una redazione
  • quelli che non capiscono nulla di web e invece agiscono come fosse il contrario
  • tutti quelli che fanno finta di "voler cambiare le cose" in realtà sperano tanto che tutto resti immutato, per poter continuare ad esistere
  • tutti quelli che credono "Libero" un vero quotidiano
  • quelli che si sono rotti di leggere questo lungo elenco ;-)
A tutti quanti va il più sentito grazie, senza di voi questo blog non sarebbe lo stesso. Mi avete insegnato, ognuno, qualcosa di importante. Saluto tutti voi con un sorriso e vado avanti.

by Zapruder

28 novembre 2007

Riaperto il caso "Moby Prince", il consulente chiave, rischia l'uccisione



La notizia e di una settimana fa, resta comunque un fatto inquietante. Il caso "Moby Prince" avvenne sedici anni fa, nonostante il tempo, c'è una verità scomoda che qualcuno ostinatemente continua a voler nascondere. Una verità talmente "scottante" per cui ignoti ancora oggi sono disposti anche ad uccidere per non farla venire a galla. Torniamo ai fatti:

da http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=75916

Vittima di una misteriosa aggressione un consulente tecnico dell'avvocato Carlo Palermo che si occupa del caso del Moby Prince, il traghetto naufragato dopo una collusione con la petroliera Agip Abruzzo. Nell'incidente, la cui inchiesta e' stata riaperta un mese fa su richiesta dell'avvocato Carlo Palermo, morirono 140 persone, sedici anni or sono. Il traghetto 'Moby Prince', entro' in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, davanti al porto di Livorno il 9 aprile del 1991.

Il consulente, 39 anni, livornese, ex paracadutista, era atteso dall'avvocato Carlo Palermo in una stanza di un albergo di Pisa.

L'uomo, mentre si recava dall'avvocato, e' stato aggredito sabato notte da quattro persone a Marina di Pisa. Gli aggressori, secondo il racconto del consulente, lo hanno picchiato e addormentato con uno spray, lo hanno chiuso nella sua auto cui hanno poi dato fuoco. L'uomo ha fatto in tempo a mettersi in salvo appena si e' risvegliato. L'auto era in preda alle fiamme, dall'interno erano spariti alcuni documenti.

A Boccadarno avrebbe dovuto incontrare un importante testimone relativo alla vicenda della Moby Prince, la cui inchiesta e' stata riaperta alcune settimane fa proprio in seguito ad alcuni elementi portati dall'avvocato Palermo.

"I miei aggressori - racconta la vittima - avevano passamontagna. Prima mi hanno colpito alla testa, poi mi hanno immobilizzato e stordito con una sostanza spray, poi mi hanno scaraventato in auto e solo quando il fumo causato dall'incendio dell'auto mi ha riempito la gola ho trovato le forze per reagire e sono riuscito a uscire dall'abitacolo".

I clandestini, parola di Kalel

"Kalel" cortometraggio, intervista a Kalel Foqrull, tema i clandestini. Premiato al concorso cortosicuro ANMIL primo classificato.




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27 novembre 2007

Visita di Mastella, i "Grilli nisseni" imbavagliati come De Magistris

da Grilli Nisseni
Amici di Beppe Grillo di Caltanissetta
http://beppegrillo.meetup.com/546/

MASTELLA A GELA (CALTANISSETTA), “BLITZ” DEI “GRILLI NISSENI” IN TRIBUNALE : “IMBAVAGLIATI COME DE MAGISTRIS”

Un mega-striscione di 6 metri con la scritta a caratteri cubitali “imbavagliati come De Magistris” ed una decina di attivisti (silenti) dei “Grilli Nisseni” con tanto di bavaglio alla bocca. Così il Ministro della Giustizia, on. Clemente Mastella, è stato accolto oggi in tarda mattinata a Gela (Caltanissetta) - durante gli incontri con le autorità locali in Tribunale ed al Municipio – dagli “Amici di Beppe Grillo” nisseni.

Nessuno slogan da parte degli “imbavagliati” ma solo solidarietà al sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, che è stato trasferito su richiesta del Ministro Mastella a causa della sua inchiesta “Why Not”sulla commistione fra politica, affari e illegalità.

I Grilli Nisseni, con questa iniziativa, hanno voluto denunciare che la Magistratura è stata fermata dalla politica, esprimendo stima e solidarietà nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni. I Grilli Nisseni sostengono il lavoro dei Magistrati che, per aver avuto il coraggio di portare avanti senza condizionamenti e senza timore indagini che portano direttamente al cuore del sistema delle corruttele, si ritrovano ad essere quotidianamente oggetto di gravi attacchi e di delegittimazioni intollerabili.



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26 novembre 2007

Messina, l'indignazione dell'edicolante De Vincenzo



LE EDICOLE SONO LA BASE FONDAMENTALE DEL DIRITTO ALLA PLURALITA' DELL' INFORMAZIONE, garantita da 60 anni di leggi repubblicane. EDICOLE GIORNALAI EDITORI DISTRIBUTORI-
Libertà di Stampa, diritto all'informazione.

Il settore DISTRIBUZIONE STAMPA EDICOLE attraversa una grave fase di conflittualità. Una delle edicole che sta attuando una CLAMOROSA protesta si trova nella galleria della Stazione Centrale delle Ferrovie a Messina. Il meccanismo di deposito e giacenza delle numerose copie dei giornali in uscita produce sistematicamente una chiusura di conto in passivo con una mole di giornali prepagati e non invece in conto Vendita.

Questo meccanismo non è chiaro per l'edicolante che ha deciso di SOSPENDERE l'attività sino a quando non avrà un chiarimento dal distributore. A Messina è rimasto un solo distributore di giornali che ha il MONOPOLIO della distribuzione sia dei quotidiani che dei settimanali e periodici. L'edicolante si rifà al contratto Nazionale tra Editori,Giornalai e Distributori.E' NECESSARIA LA COSTITUZIONE DI UNA ASSOCIAZIONE TRA EDICOLANTI PER GARANTIRE QUESTO SERVIZIO FONDAMENTALE PER I CITTADINI

25 novembre 2007

Silvio il furbetto e la bufala del rivotiamo.it

"Sbavaglio II", il convegno puoi riascoltarlo su Radio Radicale

Convegno dedicato alla informazione indipendente, l'informazione partecipata, allo "sbavaglio" dell'informazione contro ogni forma di censura.


CATANIA - Intervengono: Nunzio Famoso (Preside della Facoltà di Lingue di Catania), Lidia Menapace (senatrice), Isabella Guarino e Corrado Scieri (genitori di Emanuele Scieri), Riccardo Orioles (giornalista), Stefano Pierpaoli (ConseQuenze), Roberto Scardova (giornalista del TG3)

Tutto l'audio del convegno lo trovi qui:


CATANIA - Intervengono: Lidia Menapace (senatrice), Giancarlo Aresta (giornalista del "Manifesto"), Giovanni Burtone (deputato nazionale), Orazio Licandro (deputato nazionale), Santo Liotta (senatore), Graziella Proto (direttore di "Casablanca")