29 gennaio 2008

Cuffaro Dimesso: Siciliani in Piazza festeggiano (26.01.08)

Da: AdorataCreatura

Palermo, 26 gennaio 2008 - La notizia arriva dall'Ars, durante una seduta straordinaria convocata dal suo Presidente. Salvatore Cuffaro si dimette, "in maniera irrevocabile" dichiara. Il presidio di alcuni cittadini che dal momento della condanna manifesta fuori le porte di Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione, festeggia gustando allegramente un vassoio di cannoli e smontando quelle tende che per alcuni giorni sono state luogo di incontro e pianificazione per quelle azioni tese a chiedere le dimissioni di Salvatore Cuffaro dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento semplice nel processo alle talpe della Direzione distrettuale Antimafia. Una bandiera simbolo della Sicilia sventola, i volti sono più distesi all'ombra dei cartelloni di protesta che si trasformeranno in slogan di festeggiamento. Un nuovo passaparola avverte tutti del cambio di programmi: il corteo di protesta previsto nel pomeriggio si è così trasformato in una sfilata di musica, balli, sorrisi e chiacchiere.

Erano circa in ventimila i siciliani di ogni età, sesso, appartenenza politica e colore che hanno camminato da Piazza Politeama sino a Piazza Indipendenza, davanti la sede dell'Ars a chiedere, simbolicamente "la consegna delle chiavi" all'ex Governatore Salvatore Cuffaro. Molti giornali ne hanno parlato appena, così come i tg locali e nazionali ed i numeri ridotti ad appena 2 mila o 3 mila presenze.

video:



BYE BYE TOTO'...

Cuffaro si è dimesso

di Claudio Fava
da http://itacanews.it/

Cuffaro si è dimesso. Per un estremo rigurgito di decenza. E per l’indecenza di quegli ultimi fotogrammi (la condanna, il sorriso, i cannoli…) che ricordavano Maria Antonietta alla reggia di Versailles. Se ne va dopo aver saputo che a Roma la sospensione nei suoi confronti era questione di ore. Se ne va perché è rimasto solo: i suoi alleati, i suoi elettori, perfino la prudentissima Confindustria gli hanno voltato le spalle. Se ne va alla sua maniera, alla vigilia di nuove elezioni politiche che gli consentono un’uscita di scena privilegiata: si dimette, si ricandida, si fa rieleggere... E stavolta con l’immunità parlamentare a proteggerlo.

L’unico commento che gli si può rivolgere riguarda proprio questa sua estrema furbata: se davvero il governatore crede nella propria innocenza, affronti il processo di secondo grado senza rifugiarsi alla Camera o al Senato.
Il resto però tocca a noi. Cioè ai siciliani. E alla sinistra. Che deve sfidare il Partito Democratico ad affrontare un obiettivo ben più ambizioso di una campagna elettorale infarcita di tatticismi. E’ tempo per proporre ai siciliani un grande processo di liberazione politico, sociale e istituzionale che passa attraverso il superamento di tutto ciò che Cuffaro ha rappresentato per otto anni in Sicilia: la politica della mediazione, dei fiati pesanti, degli accomodamenti, del teniamo famiglia, degli ammiccamenti…

La Sicilia oggi la riscatti se ne superi il rassegnato fatalismo che ha consegnato a Cuffaro un milione e trecentomila voti. E se decidi di pretendere, qui e adesso, ciò che non può più essere delegato a una sentenza della magistratura: una riforma profonda della politica, dei suoi protagonisti, del suo vocabolario. L’unica via è lanciare il cuore oltre il muro e proporre ai siciliani un nuovo patto morale, una grande questione etica e civile che faccia della politica intanto un luogo di verità. Se ne saremo capaci, domani nessuno rimpiangerà Cuffaro.

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